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FUORIPAGINA
08/06/2010
  •   |   Guido Ambrosino
    Il buon esempio tedesco

    Mentre mezza Europa è già afflitta da drastici piani di austerità, anche la Germania pigia sul freno, aumentando i rischi globali di deflazione. La coalizione di governo ha annunciato ieri misure per risparmiare 11,2 miliardi di euro nel 2011, soprattuto con tagli all'assistenza per i disoccupati e per le famiglie e riducendo le spese salariali nel pubblico impiego, che potrebbe perdere 10.000 posti di lavoro di qui al 2014. Secondo un piano finanziario concordato domenica e lunedì tra i partiti della maggioranza, si aggiungeranno tagli per altri 7,9 miliardi nel 2012 (portando quell'anno la correzione del deficit a 19,1 miliardi), 4,6 miliardi nel 2013 e 3,9 miliardi nel 2014. In quegli anni il decremento complessivo salirà così a 23,7 e a 27,6 miliardi.
    Merkel, per fare più impressione su chi le rimprovera di non essere abbastanza energica, ha cumulato la cifra sull'arco del quadriennio, per poter rivendicare una «correzione senza precedenti per ben 80 miliardi di euro».
    Con un deficit record di 80 miliardi di euro nel 2010, pari a oltre il 5 per cento del Pil, la Germania si è impegnata nei confronti della commissione europea a «rientrare» entro il 2013 nel tetto del 3%. Agli obblighi di Maastricht si aggiungono quelli molto più drastici che la Germania si è autoimposta nel 2009 con un emendamento costituzionale «frenadebiti», voluto anche dai socialdemocratici allora al governo in una «grande» coalizione. Questo meccanismo impone al Bund - lo stato federale - di ridurre il deficit nei prossimi anni fino a portarlo entro lo 0,35 per cento del Pil nel 2016. Si tratta di una pazzesca rinuncia a ogni politica economica anticiclica, che pure i governi tedeschi hanno praticato nel 2009 e nel 2010.
    Proprio mentre la Germania si vede costretta a assumersi impegni di credito, prima nei confronti della Grecia, poi per contribuire all'ombrello salvaeuro, Merkel - per rassicurare l'opinione pubblica interna - inneggia alla «cultura della stabilità», proposta come panacea a tutti i soci dell'Unione europea. Ma come pretendere più rigore dagli altri se non si risparmia a casa propria? L'urgenza politica di fare i primi della classe si aggiunge agli obblighi normativi dell'emendamento «frenadebito». Merkel lo ha ammesso ieri nell'illustrare il programma di tagli: «La crisi greca dimostra quanto sia importante consolidare i bilanci. La Germania deve dare il buon esempio» (sottolineatura nostra).
    Come spesso capita, gli oneri della parsimonia non ricadono sui ricchi, ma su i più poveri. Tagli per 4,3 miliardi nel 2011 e per 6,3 miliardi nel 2012, sono elencati sotto il titolo «aggiustamento delle leggi sull'assistenza sociale». Fino a 2 miliardi si dovranno risparmiare nel 2011 sostituendo prestazioni ora obbligatorie con prestazioni «discrezionali», rimesse al buon cuore degli uffici del lavoro. Abolendo la sovvenzione federale ai contributi pensionistici per i disoccupati si risparmieranno 1,8 miliardi all'anno, al prezzo di programmare una vecchiaia di indigenza. Si abolisce anche un assegno integrativo introdotto nel 2009 per le spese di riscaldamento, visto che il prezzo del gasolio sarebbe sceso.
    Quanto alle famiglie, si risparmiano 600 milioni sull'Elterngeld, un assegno proporzionato all'ultimo reddito da lavoro, comunque non superiore a 1800 euro al mese per un periodo fino a 14 mesi, per indennizzare mamme e papà decisi a occuparsi dei pargoli. L'anno prossimo l'Elterngeld sarà cancellato del tutto per i genitori disoccupati, che ora lo percepiscono nella misura ridotta di 300 euro al mese (con una minore spesa di 400 milioni). Per i genitori occupati scenderà dal 67 al 65 per cento dell'ultimo stipendio (con un risparmio di 200 milioni). Nonostante questa riduzione, la discriminazione a danno delle famiglie più povere resta odiosa.
    Nel 2011 funzionari e impiegati del Bund dovranno rinunciare, con una perdita pari al 2,5 per cento del salario, a una rivalutazione della tredicesima già prevista. Il ministro della difesa è stato incaricato di presentare un piano per ridurre di 40.000 unità gli attuali 250.000 soldati della Bundeswehr, senza tabù sull'abolizione della leva obbligatoria (già ridotta a sei mesi).
    Per fortuna ci sono coorezioni anche sul fronte delle entrate. Verranno ridotte per grandi le esenzioni concesse all'industria sull'imposta ecologica sui combustibili (maggiori entrate di 1 miliardo nel 2011). Sarà introdotta un'imposta sui viaggi aerei per un altro miliardo (in attesa di accordo europeo sulla tassazione della benzina per l'aviazione). Verrà introdotta un'imposta sul combustibile per le centrali nucleari per 2,3 miliardi, in cambio della promessa di prolungare nel tempo la loro attività. Si preleveranno 500 milioni di utili dal bilancio delle ferrovie (che finora potevano invece reinvestire tutti gli utili).
    Infine una decisione che rallegra molti berlinesi: sarà rinviata al 2014 (e sperabilmente alle calende greche) la ricostruzione «revanscista» del palazzo degli Höhenzollern, sull'area dove sorgeva il «Palazzo della repubblica» della Rdt.


I COMMENTI:
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  • Merkel non ha piu' una maggioranza nel bundesrat, percio' queste sono gesticolazioni se la spd reagisce e non si fa intrappolare da questa retorica. 09-06-2010 19:43 - martino
  • per ERMINCHIA:le spese sociali non sono le carita che si fa davanti alle chiese,sono aiuti neccesari per far sopravivere la gente che non riesce fare un cazzo nonostante tutta la volonta',questa crisi ,vedi caso ha cominciato con il governo ultracoservatore del BUSH,che ha messo in ginocchio il mondo intero,quante centinaie di miliardi di dollari sono stati sprecati con la scusa di combattere il terrorismo,quanti miliardi sono stati diventati carri armati ,mam bombe di dieci tonellate buttate ed esperimentate sulle teste dei afgani ed iracheni ,?????i signori Ramsfield e CHENY,PROPRIETARI DELLE FABBRICHE DELLE PIU SUFFISTICATE ARMI AMERICANE QUANTI MILIARDI HANNO GUADAGNATI MANDANDO I MERCENARI DELLA MORTE IN QUEI PAESI,ORA NOI ,GENTE CIVILE (INTENDO NON MILITARI :CITTADINI )dobbiamo pagare per quasta crisi causata da loro e loro amici ,il caro figliolo del nostro amatissimo presidente ha inaugurato di recente il suo YOTHINO di QUaranta metri ,e vogliono fottere il trdicesimo e TFR di povera gente ,comunque mi sembra veramente assurdo che noi (popolino )non facciamo proprio niente e non c'è assolutamente nessuna reazione in merito,,riduciamo lo stipendio dei nostri cari parlamentari a 5mila euri,e vediamo se conviene fare il deputato ,e a diffendere i diritti dei cittadini,(gia' che da poco tempo hanno aumento il loro stipendio di 1500 euro )questa è la destra ,,come i sordo muti la prossima volta di nuovo votiamo a loro, come recentemente a NAPOLI,e ROMA ,e REGGIO CALABRIA ,bravi paesani 09-06-2010 12:12 - vaibarma
  • ammetto l'ignoranza sull'inno tedesco a mia giustificazione riporto quanto appreso su wikipedia
    Dal 1933 al 1945 Das Lied der Deutschen (DI CUI VENIVA CANTATA SOLO LA PRIMA STROFA, Deutschland, Deutschland über alles) nelle occasioni ufficiali era sempre accompagnato dal Horst-Wessel-Lied (La Canzone di Horst Wessel), inno ufficiale del Partito Nazista.
    p.s. per quanto riguarda il criterio censorio applicato non sono del tutto d'accordo - "inutili spese sociali" - tipo assistenza ai diversamente abili? forse la signora erminia propone soluzioni radicali? per me il livore di questi personaggi non andrebbe espresso su un sito di un quotidiano comunista 09-06-2010 11:51 - jangaderop
  • Destra o sinistra assistiamo sempre alla solita commedia dove le parti si avvicendano regolarmente.Siamo schiavi del debito statale,dell'europa delle banche,ostaggi della polizie e degli eserciti permanenti.Non c'è più il muro ma vedo tanto filo spinato 09-06-2010 11:13 - pepes
  • La manovra della Germania sta a dimostrare la vera salute dell'euro.
    Loro che in tutta questa storia sono stati la forza trainante,non possono perdere i loro euro.
    L'Europa è una grande Germania,proprio come la voleva Hitler.
    Il pangermanesimo è stato la guida dell'euro.
    Ora che tutto salta, il Berlusca fa finta di gnente e si defila.
    Anche i spagnoli e i portoghesi si stanno sraiando e aspettano che arrivino gli aiuti ..
    Solo la Germania è nel panico.Volevano diventare la locomotiva dell'Europa,ma i vagoni sono tutti frenati.Staccarli? Non si può.
    Rompere con l'euro,ci sono troppi contratti in corso che se precipita l'euro ci toccherà lavorare per i prossimi 20 anni gratis.
    Allora cosa fare?
    Tagliare le spese sociali e far pagare tutta la crisi ai lavoratori dipendenti.
    Ma questi lavoratori,accetteranno di lavorare per un pezzo di pane secco?
    Io sono convinto che questa starda non la potranno percorrere per tanto tempo.Allora come va a finire tutto questo? Come nella prima e seconda guerra mondiale.Un bel casino e poi una nuova rinascita.
    Preparare le armi prego..! 09-06-2010 08:15 - mariani maurizio
  • io sinceramnete non ci sto capendo molto, ahime! un giorno leggi che la Germania è ok, due giorni dopo che anche lì è tutto da rifare. E domani a chi tocca? E' da più di un anno che veniamo bombardati quotidianamente da crolli di borse, stati, pil, grafici negativi e quant'altro. Quello che mi sembra evidente è che il mondo mi sta cambiando sotto il naso e così velocemente che stento a metterlo a fuoco e che probabilmente nulla sarà più come prima. 08-06-2010 22:16 - maurizio
  • Possiamo fare tutte le manovre di questo mondo .... ma se non si cambia l' impostazione economica passeremo da una crisi ciclica ad un' altra fino al collasso. Per favore bisogna, almeno noi di sinistra, cominciare ad usare un linguaggio economico nuovo .... cambio di stile di vita ..... Economia Sociale ..... produzione di merci che sono beni ..... risparmio delle risorse naturali .... passare da una economia lineare ( estrazione, trasformazione, distribuzione, mercato, riciclaggio parziale) ad una BioEconomia !!!! Dire che dobbiamo fare in modo che la gente abbia piu' risorse per poter spendere di piu' significa continuare con gli stessi parametri !!!! La gente deve avere una migliore qualita' di vita pero' non significa che deve spendere di piu" ..... questa e' la logica becera di questo sistema economico ..... Vivere meglio pero' vivere tutti !!! Io vivo in paesi mal chiamati in via di sviluppo ( Centro America) e mi fa ridere l' affannoi che sta prendendo l' Europa .... speriamo che la crisi si accentui ancora di piu' .... cosi' capiamo che in un mondo globalizzato non e' possibile che il 20% della popolazione (noi del Nord) .... consumiamo 80% delle risorse del pianeta !!! Sto spreco deve finire !!!! Viva la crisi se ci aiuta a riflettere ( i cinesi usano due parole per dire crisi, ossia difficolta' ed opportunita'). in questa crisi difendere i piu' deboli e che paghino chi ha sfruttato di piu' il passato. 08-06-2010 21:20 - PierAngelo Taddei
  • La destra "produttiva e lavoratrice" taglia il sociale. Bisogna a questo punto ricordare che le spese sociali per pensioni e salute sono state istituite da governi ultrareazionari per fronteggiare e neutralizzare le lotte socialiste. In particolare bisogna ricordare Otto von Bismarck che inizio' lo stato sociale in Germania e in Eurpa.
    Mi pare ovvio che non sia stata quindi la magnanimita' o lungimiranza di questi beccamorti a fargli fare quelle leggi a protezione dei lavoratori, ma solo la voglia di sopravvivenza loro e delle classi che difendevano a costringerli. Hanno insomma fatto di necessita' virtu'.
    Venendo all'Europa attuale bisogna dire che mancano sia i von Bismarck che le lotte sociali, senza le quali non solo non si ottiene nulla (la Storia su questo e' chia-ris-si-ma) ma si va sempre piu' indietro perch'e le classi borghesi non solo non danno ma riprendono sempre di piu'. 08-06-2010 19:31 - murmillus
  • l'Europa oramai è un continente alla deriva.....non mi sembra che le cose in Germania, ma anche in Francia e in Inghilterra vadano meglio che in Italia, intendendo dal punto di vista politico/economico/sociale......se poi ci aggiungiamo le pessime situazioni in cui si trovano anche paesi con governi cosiddetti di sinistra, quali Grecia e Spagna, ne esce un quadro desolante....
    probabilmente il vecchio continente è diventato troppo vecchio e sta morendo...viene voglia di seguire l'esempio degli emigranti extracomunitari e contribuire a compensare i flussi migratori.... 08-06-2010 17:44 - GB
  • ma non c'era un moderatore nei commenti? che non sia firmato adolf hitler non è un buon motivo per pubblicare un commento che termina con uno slogan nazista, per cortesia un pò di attenzione, per questo stanno dilagando per mancanza di reazione nostra
    germania sotto i paesi africani 08-06-2010 17:07 - jangaderop

    la redazione: "Deutschland uber alles" non è uno slogan nazista, è il primo verso di quello che è stato per novant'anni (ed è tuttora) l'inno nazionale tedesco. Detto ciò, anche se si intuisce benissimo l'ispirazione del commento cui si riferisce il lettore, nel commento stesso non ci sono motivi per una censura che il sito de "il manifesto" applica solo in caso di insulti e ingiurie gravi contro terzi.
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