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Maurizio Matteuzzi
Spagna, il peggio deve ancora venire
Primo avviso serio dei sindacati al governo socialista di Zapatero. Ieri in Spagna hanno scioperato i lavoratori della funzione pubblica contro il draconiano (e unilaterale e marcatamente liberista) piano di aggiustamento economico e di risanamento del deficit statale annunciato il 12 maggio. Un piano - imposto da Ue, Fmi, Ocse, agenzie di rating, banche e dai famosi «mercati finanziari» che dicono di temere (o auspicano?) una deriva greca per la Spagna - che pretende di tagliare 15 miliardi di euro di spese entro il 2011 (riduzione salariali, congelamento delle pensioni, annullamento o rinvio di opere pubbliche...) e di riportare il rapporto deficit/pil sotto il canonico 3% contro l'11.4% del 2009.
Un piano che non prevede però - visto che con questo salasso non ci potrà essere ripresa dell'economia dopo il meno 3.6% dell'anno scorso - di riassorbire nulla del tasso di disoccupazione, intorno al 20%, 4.7 milioni di persone, il doppio della media Ue. Un piano che colpisce i lavoratori pubblici, sono 2.5 milioni in Spagna, che a partire da luglio vedranno cadere i loro stipendi/salari del 5%.
Lo sciopero, convocato dai due sindacati maggioritari - le Comisiones obreras di orientamento più o meno comunista e la Ugt di conio socialista -, ha avuto un andamento diseguale nei diversi settori dell'amministrazione statale e delle Comunità autonome.Divergenti, come si conviene, i dati di adesione: «in media del 75-80%» per i sindacati, «dell'11-15% al massimo», per il sottosegretario della funzione pubblica Consuelo Rumí.
Lo sciopero di ieri del settore pubblico era il quinto dal 1988 - i primi tre contro il governo socialista di Felipe González, il quarto contro il governo conservatore di José Maria Aznar. Il quinto e prevedibilmente non l'ultimo, ora che Zapatero, rimangiandosi tutti i suoi impegni «sociali» e abbracciando in pieno l'ortodossia liberista, ha «varcato la linea rossa», come ha detto il segretario generale di CC.OO, Toxo. E' possibile che non ci sia neanche da aspettare molto e che il prossimo sia uno sciopero generale.
Oggi infatti è in programma l'ultima riunione al tavolo di dialogo fra i sindacati e la Ceoe, la confindustria spagnola, che da 4 mesi stanno invano cercando un accordo sulla riforma del mercato del lavoro, un altro dei punti su cui battono la Ue, l'Fmi e anche Zapatero che l'ha definita «necessaria per aiutare a creare posti di lavoro e contratti stabili» nonché «per mandare un segnale di calma e fiducia ai mercati».
In realtà i sindacati temono che la crisi serva da pretesto per una riforma che flessibilizzi ancor di più un mercato del lavoro già flessibilissimo (più di un terzo dei contratti sono precari o «spazzatura»). I nodi, oltre che sui contratti, sono sul calcolo delle indennità di licenziamento (dai 45 giorni per anno lavorato di ora ai 33 giorni proposti dal governo), sulla contrattazione collettiva (che lorsignori vorrebbero riportare al negoziato diretto padroni-lavoratori) e sull'indicizzazione dei salari (che vorrebbero legare alla «produttività» anziché all'inflazione). L'incontro di oggi finirà, salvo sorprese, in un nulla di fatto e allora Zapatero imporrà la sua riforma per decreto il 16 giugno, «con o senza accordo» delle parti sociali. Dopo di che lo sciopero generale, forse entro luglio, sarà «inevitabile».
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Era uno degli idoli della sinistra italica, perchè ora si è improvvisamente berlusconizzato e forse intende persino genuflettersi alle retrive autorità ecclesiatiche sapagnol-vaticane? Che sotto-sotto sia un finto-compagno pagato dalla CIA o dalla destra internazionale?
E la paladina dei diritti di tutti (meglio però se i suoi, sia chiaro!)del famoso documentario "W Zapatero", ovvero la Guzzanti, che dice? Non dice nulla? Ancora non si pronuncia? Sarà mica improvvisamente andato a "squola" dall' FMI e dalla Banca Mondiale? O è il solito complotto dei famosi poteri occulti, dei servizi deviati (spagnoli però o, almeno, catalani / baschi)? Insomma, è chiaro: è impazzito o l' hanno drogato... 11-06-2010 20:26 - Fabio Vivian
per Ippia Jr.
la tua logica uccide ma è incontestabile; avrei dovuto scrivere “mediamente poco soddisfaciente” ma la retorica mi ha preso la mano; del resto proprio in quel post ho parlato anche di una situazione (il servizio sanitario pubblico in Lombardia) che a mio parere è buona.
per Bruno di Prisco
è vero, non sono un dipendente pubblico anzi, per ragioni anagrafiche per mia fortuna (o sfortuna, secondo i punti di vista) non sono più dipendente di nessuno.
Tu parli di perdita di potere di acquisto, per adesso solo in prospettiva, della tua retribuzione; ti invito ad immaginare quale sia la perdita di potere di acquisto di un 50enne licenziato con la ottima prospettiva di rimanere disoccupato per sempre in attesa di una forse pensione a 65 anni e magari con una famiglia da mantenere; questo e per dire che la sicurezza del posto di lavoro ha un valore che (orrore!!) dovrebbe essere compensato con una minore retribuzione, come del resto era negli anni 50-60, gli anni del boom e della piena occupazione (tu forse sei troppo giovane per saperlo); nessuno vieta a un dipendente pubblico di licenziarsi ed andare a lavorare nel privato ma chissà perchè lo fanno in pochissimi.
Io sono stato fortunato non avendo mai perso il lavoro nella azienda privata in cui lavoravo ma ho visto da vicino il dramma dei licenziamenti e della disoccupazione e vedevo allora, come adesso, i privilegi delle categorie di lavoro pubblico; nulla contro i singoli individui che chiaramente sfruttano le occasioni che il sistema fornisce (o forniva) a loro ma tutto contro chi avrebbe dovuto porre un limite a queste ingiustizie; pensa solo alle pensioni, un operaio poteva andare in pensione solo con 35 anni di contributi pesanti, pagati da lui e dai suoi datori di lavoro, con giornate di lavoro di 8 ore e a un insegnante bastavano 18 anni ( o 16 anni) di contributi con giornate di lavoro di 4- 5 ore e 3 mesi di vacanza; e a un coltivatore diretto o commerciante venivano liquidate pensioni certo basse ma a fronte di contributi ancora più bassi e magari inesistenti perche' la differenza la pagava l'attivo dell' INPS proveniente dall'industria e tutto questo è durato decenni senza che nessun partito, né la DC o il PSI (ma da loro era comprensibile) né il PCI né soprattutto i sindacati confederali abbiano mai fatto nessuna seria opposizione, solo la crisi del 1992 -1993 ha posto un alt a queste disuguaglianze. Lo stesso che sta capitando ora.
Non so da dove hai tratto la convinzione che io disprezzi il garantismo: se vai a leggere quello che ho scritto a proposito dei pony express a commento dell'articolo "stagisti a vita" vedrai che la penso esattamente al contrario; solo che, a differenza forse di te e sicuramente di troppi tuoi colleghi, per me i diritti o ci sono per tutti oppure per nessuno; è come in una famiglia, non ci devono essere figli di serie A e figli di serie B perche' i privilegi di uno vengono sempre direttamente o indirettamente fatti pagare agli altri.
Ti assicuro che sono entrato tantissime volte in un supermercato. 10-06-2010 15:16 - aiace
Pietro Cadelli
Murcia 10-06-2010 08:00 - Pietro Cadelli
Solo un'osservazione, invece: posto che "pessimo", in una scala che va da, diciamo, -5 (pessimo, appunto) a +5 (ottimo), coincida col punto di minimo assoluto (-5), è allora ESTREMAMENTE IMPROBABILE (diciamo: ha una probabilità pericolosamente vicina a 0) che IN TUTTI i settori pubblici da te citati il livello del servizio erogato sia, IN MEDIA, omogeneamente uguale a -5.
Semplicemente perché, per arrivare a fare -5 di media, in alcuni settori dovremmo stare a -6, -7, -8... ossia, a "peggio del pessimo". Il che è assurdo, tanto dal punto di vista retorico quanto da quello del buon senso ;) 09-06-2010 22:07 - Ippia Jr.
B)la destra spagnola e' il partito popolare cioe assieme al partito del duce P2 italiano i due partiti piu fascisti di Europa...Dicevo costruire un governo di sinistra e' assai difficile ed il riformismo ha perduto perche ha seguito la politica interna ed internazionale inseguendo la destra...1)Appoggiando le guerre imperiali con forti presenze mercenarie ovunque in Afghanistan per esempio con decine di soldati abbattuti...
2)Ha seguito la destra nelle politiche economiche piu antipopolari del governo europeo tutto a destra...
3)Ha seguito la destra nella vergognosa repressione contro il partito Batasuna E PARTITO COMUNISTA BASCO mettendo fuori legge l'opposizione basca e trattandola come ETA...questo perche il Borbone odia i Baschi da sempre....REPUBBLICANI
4)Appoggiando la campagna mediatica contro IL COMANDANTE CHAVEZ che il Borbone odia da sempre perche il presidente venezuelano gli ha ricordati i piu di 15 milioni di assassinati ovvero gli aborigeni in Sud America DA PARTE DEL FEROCE COLONIALISMO SPAGNOLO!!!!!!
5)Zapatero ha chiuso gli occhi su la enorme potenza delle mafie di narcotrafficanti mondiali che si sono installate in Spagna..porta di entrata di tonnellate di droga per l'europa e milioni di prostitute...corruzione e centro mondiale di turismo... ma anche montagne di droga e prositute E MAFIEdi tutto il mondo..non ne manca una sola delle mafie mondiali a partire da la piu forte del mondo: la calabro-padana......
Risultato il popolo e' in collera CONTRO I SOCIALISTI SPAGNOLI E GIA SI APPRESTA A VOTARE PER LA DESTRA FASCISTA MASOCHISTICAMANTE.....questo e' il risultato di cercare di cambiare l'impero o un paese europeo per una strada riformista....
cioe' ti chiami Socialista e proponi una linea tutta dentro ad un progetto ultracapitalista a servizio delle forze piu oscure dell'impero...risultato FALLIMENTO!!!!!SALUTI COMUNISTI 09-06-2010 17:50 - Rick
per quanto mi riguarda so benissimo che i dipendenti pubblici non sono tutti impiegati, anzi gli impiegati di ufficio sono una quota minoritaria: ci sono i magistrati, gli insegnanti, i poliziotti, i vigili del fuoco, i medici e gli infermieri, ecc ecc
e infatti in tutti questi settori in Italia il servizio ai cittadini è mediamente pessimo (immagino già la replica: colpa del governo)
Per la verità devo riconoscere che almeno nella mia regione (la Lombardia) e per la mia esperienza i medici e gli infermieri/e degli ospedali pubblici sono di buon livello, in alcuni casi anche di eccellenza, e sono pagati non adeguatamente in confronto al carico di lavoro e alle loro responsabilità; non so nelle altre regioni.
Però, per compensare, c'e' la Calabria che con 2,5 milioni di abitanti ha un numero altissimo di ospedali ( ho letto 60 (??) ma stento a crederlo) ma da cui i calabresi, giustamente, quando devono operarsi vengono a Milano e quindi ritorniamo al solito discorso.... 09-06-2010 16:32 - aiace