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Chiara Zappalà
Stagisti a vita
Appena una stretta di mano. Molti ragazzi italiani vengono congedati così al termine di uno stage. Il 53% dei tirocini, infatti, non porta da nessuna parte, lasciano il tempo che trovano, mentre il restante 47% si frammenta tra prolungamenti di stage (17%), contratti a progetto (6%), di collaborazione occasionale (7%), o di assunzione a tempo determinato (6%). Ovvero tutte quelle forme tipiche che alimentano il precariato. Solo il 2% dei tirocinanti italiani viene assunto a tempo indeterminato. Questi sono i dati che emergono dal rapporto che l'Isfol ha presentato ieri a Roma.
Le considerazioni dell'Istituto sono il risultato del sondaggio «Gli stagisti allo specchio», condotto tra il maggio e l'ottobre 2009 in collaborazione con la testata on line La Repubblica degli stagisti. Sono stati in 3000 a rispondere al questionario pubblicato su vari siti internet, la maggior parte giovani tra i 25 e i 30 anni.
«Il problema è che sempre più giovani hanno una laurea debole - dice il direttore dell'Isfol Domenico Sugamiele - e avrebbero bisogno di stage altamente formativi, invece il valore dei tirocini sta diminuendo progressivamente. Ma mi preoccupa di più il fatto che circa la metà del lavoro che richiede figure specializzate è colpito da precariato. Siamo di fronte a molti casi di sottoinquadramento contrattuale».
In attesa di un impiego, ai ragazzi italiani non resta che fare ripetuti stage, spesso non retribuiti. Alcuni dei giovani che hanno risposto al questionario dell'Isfol, hanno dichiarato di aver fatto 5 o più stage. Se il 48% del campione ha fatto solo uno stage, il 33% ne ha fatti due, il 13% tre, il 4% quattro, l'1% cinque e un altro 1% oltre cinque stage.
Insomma il tirocinio sostituisce l'impiego: tra il 2008 e il 2009 sono aumentate le offerte di stage da parte delle aziende (+30%) e sono diminuite quelle di lavoro(-45%).
Un tempo si diceva che gli stagisti fossero utilizzati per fare caffè e fotocopie, oggi non è sempre così: lavorano e quasi quanto i colleghi assunti. Ma di rimborso adeguato manco a parlarne. Il 52% di loro non riceve nulla, il 17,3% prende tra i 500 e 250 euro al mese, il 14% meno di 250 euro. Sono pochi i fortunati: solo l'11% è pagato tra i 500 e i 750 euro e il 5,3% oltre i 750 euro. Se si considera che il 26% dei ragazzi si è dovuto trasferire in un'altra città per fare lo stage, e un altro 24,7% fa il pendolare, si intuisce quanto un tirocinio possa pesare a una famiglia. Più della metà degli stagisti, il 56%, non riceve nemmeno i benefit, ovvero i buoni pasto o i rimborsi per i trasporti. Così anche una stretta di mano diventa preziosa.
Del totale degli intervistati, il 69% sono donne. Chi ha preso parte alla tavola rotonda successiva alla presentazione del rapporto - rappresentanti di centri di orientamento di università e centri per l'impiego - ha cercato di interpretare questo dato. Le donne sono più determinate e flessibili e per questo afferrano con più entusiasmo le offerte di stage. Questa è stata una chiave di lettura abbastanza condivisa. Ma Maristella Cristofich del centro di orientamento dell'università di Genova ha voluto fornire una interpretazione alternativa. «Abbiamo osservato che le donne iscritte a Economia si laureano prima e con voti migliori dei colleghi maschi, ma poi trovano lavoro con più difficoltà perché le aziende preferiscono gli uomini». Allora alle ragazze non resterebbero che gli stage.
Ciò che manca all'Italia è una normativa aggiornata che regolamenti gli stage. In altri paesi europei i tirocinanti sono tutelati e la legge impone che vengano pagati, o nel peggiore dei casi, rimborsati delle spese. Si tratta di quegli stati che da sempre promuovono politiche a favore dei più giovani, Francia, Inghilterra, Germania, Spagna. L'Italia, tra stage poco formativi e senza sbocco lavorativo, rimane indietro. Come ha detto Ginevra Benini, autrice del rapporto Isfol, per ora gli stage restano una «lotteria del posto fisso».
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Buona serata a tutti! 09-06-2010 19:14 - giovanni
Prodi1 andava messo al bivio nel '97, non a disastro fatto
i comunisti nel '96-'97 non hanno capito cosa stavano facendo, ma in politica stupidità e cattiva fede sono la stessa cosa: contano SOLO i risultati 09-06-2010 18:58 - Fabrizio
ragazzi che dovevano comprarsi il motorino, che erano pagati un tanto a recapito e quindi spinti a correre sulle strade con grave pericolo per sè e per gli altri: se si facevano male, peggio per loro, erano o no "imprenditori" ? e quindi il loro era o no il tipico rischio di impresa? (per chi non lo ha capito, era il ragionamento che si leggeva sul Corriere)
Nessun ispettore del lavoro si mosse di fronte alla flagrante violazione delle elggi sul alvoro che pure esistevano ( ed esistono) eppure il PCI allora era ancora influente.
Ricordo di avere letto con una certa sorpresa che la società che aveva avuto questa bella pensata era di proprietà di un esponente politico del PCI di Milano
Ricordo anche che il primo colpo legislativo ai diritti dei lavoratori fu un certo "pacchetto Treu"; Berlusconi era ancora di là da venire.
Ricordo anche un certo D'Alema fare l'elogio della fine del posto di lavoro fisso (degli altri)
Ricordo anche che nel programma di oltre 300 pagine del governo Prodi era scritto il superamento della precarietà: infatti si è visto.
Direte: ma noi della sinistra, cosa c'entriamo?
c'entrate perche' quando era al potere un governo "amico" i partiti di sinistra e i sindacati stavano zitti, anzi no, manifestavano al sabato.
La fiducia è persa e ci vorrà molto tempo prima di riconquistarla.
Fino a quando gli elettori od ex elettori di sinistra, compresi alcuni commentatori di questo sito, impareranno ad argomentare con la loro testa e non a chiudere i discorsi affibbiando una etichetta all'interlocutore (paraleghista, fascista e cosa altro) sarà sempre peggio. 09-06-2010 17:32 - aiace
Ma non è meglio andare in galera?
Cominciare a delinguere come fanno i nostri politici,ma in piccolo,purtroppo.
In un paese sfasciato come questo è giusto tutto!
La morale,il diritto e la buona educazione,sono saltate.
Ora chi arriva primo mangia...
Lo stato è finito e Berlusconi è quello che lo ha ammazzato.
l'arbitrio,il delitto e l'infamia devono diventare una regola comune.
Basta con l'esclusiva berlusconiana.Saccheggiamo,arraffiamo,approfittiamoci dei vecchi e delle persone inabili.
Diventiamo dei veri mascalzoni a immagine del nostro eccellentissimo capetto.
Quello che fa lui,lo dobbiamo fare tutti.Lui è il nostro spirito guida.
Basta con la morale di sinistra che dice (mani pulite)
Sporchiamocele anche noi!
Ma siamo proprio scemi?
Se rubba il capo,se il prete è pedofilo e l'isdraelita ammazza e rubba la terra altrui,perche noi dobbiamo fare i stronzi per pochi euro e elemosinando un lavoro.Basta usciamo dalle regole e facciamo anche noi man bassa!
Siete giovani,cosà vi manca per essere come Piersilvio?
All'attacco! 09-06-2010 16:43 - mariani maurizio
Esempio personale:
Da ormai diversi anni lavoro con un co.co.pro nel settore informatico, corsi di specializzazione, certificazioni internazionlai (cisco system), certificato riconosciuto dalla regione lazio in tre dico 3 linguaggi di programmazione, corsi in sicurezza dati e protezione e trattamento dati sensibili.
Contratto da 43 euro lordi al giorno senza alcuna tutela sindacale(malattie, ferie), contribuzione INPS figurativa,
licenziabile con una raccomandata A/R senza giusta causa, niente buoni pasto o incentivi di nessun genere.
Lavoro a Roma ma sono fuori sede e solo l'affitto di una casa(da condividere con altri 5 ragazzi di cui 4 studenti e la mia compagna)mi costa 250.00 euro spese escluse(un posto letto solo ovviamente). Considerato che purtroppo mi devo nutrire, fatti due conti devo chiedere aiuto ai miei genitori ogni mese(avendo la fortuna di avere un papà pensionato da operaio di fabbrica, la mamma no lei ha lavorato in nero tutta una vita.
Mi chiedo e vi chiedo(anche ad eventuali politici sintonizzati su questi canali):
Quale futuro per me, la mia compagna, e migliaia di giovani nella mia identica, e a volte anche peggiore, situazione?
Chi pagherà le pensioni dei lavoratori di oggi che andranno in pensione domani?
DOve può andare questa misera Italia senza dare risposte certe a questa domande?
Dimenticavo! Ho 34 anni, posso sperare in un futuro migliore? 09-06-2010 16:32 - Belli
@ maria pia
Forse tu hai le spalle coperte, e non sai cosa vuol dire farsi togliere anche quel minimo che ti viene concesso, come uno stage.
Dovrebbero protestare tutti e lasciare le aziende in mutande, ma è utopia pura.
Io ho fatto due anni di stage vari prima di essere assunto, e ho lavorato anche dall'altra parte (in stage, ovviamente) in un'interinale e in un centro per l'impiego.
Ho visto fighetti col SUV venire a chiedere spudorati uno stagista per assemblaggio di materie plastiche in fabbrica, a 0 euro al mese, e dico 0, per tre mesi. E finiti i tre mesi, a casa e sotto un altro. Tanti ragazzi hanno protestato, ma la legge lo permette. Chi ci guadagna in tutto questo?
Siamo seri, e ammettiamo che questo nostro paese è profondamente sbagliato, e non basta pensare che i deboli non hanno il coraggio di protestare per lavarsi la coscienza e ignorarlo. 09-06-2010 15:48 - Ade
perchè non lo sanno che possono e devono. 09-06-2010 15:09 - Stefano