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FUORIPAGINA
09/06/2010
  •   |   Chiara Zappalà
    Stagisti a vita

    Appena una stretta di mano. Molti ragazzi italiani vengono congedati così al termine di uno stage. Il 53% dei tirocini, infatti, non porta da nessuna parte, lasciano il tempo che trovano, mentre il restante 47% si frammenta tra prolungamenti di stage (17%), contratti a progetto (6%), di collaborazione occasionale (7%), o di assunzione a tempo determinato (6%). Ovvero tutte quelle forme tipiche che alimentano il precariato. Solo il 2% dei tirocinanti italiani viene assunto a tempo indeterminato. Questi sono i dati che emergono dal rapporto che l'Isfol ha presentato ieri a Roma.
    Le considerazioni dell'Istituto sono il risultato del sondaggio «Gli stagisti allo specchio», condotto tra il maggio e l'ottobre 2009 in collaborazione con la testata on line La Repubblica degli stagisti. Sono stati in 3000 a rispondere al questionario pubblicato su vari siti internet, la maggior parte giovani tra i 25 e i 30 anni.
    «Il problema è che sempre più giovani hanno una laurea debole - dice il direttore dell'Isfol Domenico Sugamiele - e avrebbero bisogno di stage altamente formativi, invece il valore dei tirocini sta diminuendo progressivamente. Ma mi preoccupa di più il fatto che circa la metà del lavoro che richiede figure specializzate è colpito da precariato. Siamo di fronte a molti casi di sottoinquadramento contrattuale».
    In attesa di un impiego, ai ragazzi italiani non resta che fare ripetuti stage, spesso non retribuiti. Alcuni dei giovani che hanno risposto al questionario dell'Isfol, hanno dichiarato di aver fatto 5 o più stage. Se il 48% del campione ha fatto solo uno stage, il 33% ne ha fatti due, il 13% tre, il 4% quattro, l'1% cinque e un altro 1% oltre cinque stage.
    Insomma il tirocinio sostituisce l'impiego: tra il 2008 e il 2009 sono aumentate le offerte di stage da parte delle aziende (+30%) e sono diminuite quelle di lavoro(-45%).
    Un tempo si diceva che gli stagisti fossero utilizzati per fare caffè e fotocopie, oggi non è sempre così: lavorano e quasi quanto i colleghi assunti. Ma di rimborso adeguato manco a parlarne. Il 52% di loro non riceve nulla, il 17,3% prende tra i 500 e 250 euro al mese, il 14% meno di 250 euro. Sono pochi i fortunati: solo l'11% è pagato tra i 500 e i 750 euro e il 5,3% oltre i 750 euro. Se si considera che il 26% dei ragazzi si è dovuto trasferire in un'altra città per fare lo stage, e un altro 24,7% fa il pendolare, si intuisce quanto un tirocinio possa pesare a una famiglia. Più della metà degli stagisti, il 56%, non riceve nemmeno i benefit, ovvero i buoni pasto o i rimborsi per i trasporti. Così anche una stretta di mano diventa preziosa.
    Del totale degli intervistati, il 69% sono donne. Chi ha preso parte alla tavola rotonda successiva alla presentazione del rapporto - rappresentanti di centri di orientamento di università e centri per l'impiego - ha cercato di interpretare questo dato. Le donne sono più determinate e flessibili e per questo afferrano con più entusiasmo le offerte di stage. Questa è stata una chiave di lettura abbastanza condivisa. Ma Maristella Cristofich del centro di orientamento dell'università di Genova ha voluto fornire una interpretazione alternativa. «Abbiamo osservato che le donne iscritte a Economia si laureano prima e con voti migliori dei colleghi maschi, ma poi trovano lavoro con più difficoltà perché le aziende preferiscono gli uomini». Allora alle ragazze non resterebbero che gli stage.
    Ciò che manca all'Italia è una normativa aggiornata che regolamenti gli stage. In altri paesi europei i tirocinanti sono tutelati e la legge impone che vengano pagati, o nel peggiore dei casi, rimborsati delle spese. Si tratta di quegli stati che da sempre promuovono politiche a favore dei più giovani, Francia, Inghilterra, Germania, Spagna. L'Italia, tra stage poco formativi e senza sbocco lavorativo, rimane indietro. Come ha detto Ginevra Benini, autrice del rapporto Isfol, per ora gli stage restano una «lotteria del posto fisso».


I COMMENTI:
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  • Mi sconcerta il tono di molti commenti: come una trottola impazzita, si continua a sbattere sempre contro lo stesso muro. Poveri sessantottini.... non riescono a capacitarsi del Belpaese dei privilegi e delle ingiustizie! Basta, smettetela: tanto quanto i post-fascisti avete contribuito a lacerare il Paese fino agli anni '90, a renderlo preda di mafie, sanguisughe e capitani di impresa (FIAT) e di ventura di ogni sorta...per poi abbandonarlo mollemente nelle mani di B., che oramai ha lasciato solo qualche briciola con cui pagare amici degli amici ed escort... Apriamo gli occhi sugli sprechi nella pubblica amministrazione, sui lauti guadagni che politici, politicanti e portaborse intascano ogni mese! Basta con gli steccati ideologici..laicità,cultura, efficienza e lavoro queste sono le priorità del Paese, non le risate stupide e compiaciute di Bersani, Maroni, Fini.. a Ballarò!
    Buona serata a tutti! 09-06-2010 19:14 - giovanni
  • Il "pacchetto treu"('97) e la "legge 30/biagi" sono le peggiori del dopoguerra
    Prodi1 andava messo al bivio nel '97, non a disastro fatto
    i comunisti nel '96-'97 non hanno capito cosa stavano facendo, ma in politica stupidità e cattiva fede sono la stessa cosa: contano SOLO i risultati 09-06-2010 18:58 - Fabrizio
  • Sono madre di un ragazzo laureatosi in filosofia ( quella specialistica)con il massimo dei voti e con in tasca la sicurezza di un dottorato. Dal momento della laurea al bando, era stato gia abbondantemente scoraggiato a intraprendere quella carriera:il posto sarebbe stato uno solo e alla fine non ci sarebbe stato nessuno sbocco. Nel frattempo il suddetto fece ben tre esami ad ammissione a master ( tutti al Nord e tutti blasonati con dati di placementent - si dice così'-altissimi). Alla fine, superati tutti i test, ne scelse uno di II livello e carissimo:14.000 mila euri e di cui 9 mesi di aula e sei di stage, a Milano. Risultato tra i primi tre del corso, nonostante fossero quaranta e lui il più giovane, viene assunto per lo Stage in un'azienda sanitaria quotatisima a 500 euri mensili ( fortunatissimo) con mensa e trasporto a suo carico. Una stanza a Milano costa, in nero, 600 euro. Per i primi quattrordici mesi ho speso 2 mila euri mensili che ora si sono ridotti a 1000. Da questo mese gli hanno fatto un contratto da borsista di 12.000 euri lordi, cioè meno di 900 euri mensili. Le mie spese si ridurranno perchè gli spedirò solo trecentomila visto che l'affitto in nero aumenta e deve pur mangiare qualcosa. Le spese di aereo per tornare ogni tanto in Terronia sono sempre a mio carico e così la ricarica del cellulare. Lui è un fortunato perchè grazie al sentimento della cultura come promozione della persona, negli anni sessanta scegliemmo di studiare, io e mio marito, e così grazie al nostro reddito (medio, non alto)abbiamo potuto mantenerlo. Ora andremo in pensione ( 37 anni di anzianità io e 43 mio marito, avendo abbondantemente superato il limite di età) e ci accingeremo a mantenere un altro figlio, che con una laurea in biologia marina dovrà emigrare in cerca di altro mare che non sia il mediterraneo. Scusate la lamentela. Ma dopo anni e anni di partecipazione politica, di lotte, di prezzi pagati per la militanza comunista in questa terra dove se non eri democristiano o quadro comunista ( sì, era così trentanni fa)eri ricattato, emarginato e anche liquidato con una scusa dal lavoro, dopo tanti anni di lotta, a sessantanni non me la sento di dirgli lasciali perdere e torna.E gli dico di credere alle loro proposte perchè almeno fa curriculum. L'utopia del '68 che prometteva a tutti il diritto di progredire si è infranto. I sessantottini di estrazione operaia, che hanno salito qualche gradino della scala sociale si vedono togliere i diritti conquistati per loro e per i loro figli. 09-06-2010 18:49 - maria francesca
  • io ho una certa età e ricordo benissimo quando apparvero i primi ragazzi che recapitavano i pacchi: li chiamavano i pony express

    ragazzi che dovevano comprarsi il motorino, che erano pagati un tanto a recapito e quindi spinti a correre sulle strade con grave pericolo per sè e per gli altri: se si facevano male, peggio per loro, erano o no "imprenditori" ? e quindi il loro era o no il tipico rischio di impresa? (per chi non lo ha capito, era il ragionamento che si leggeva sul Corriere)

    Nessun ispettore del lavoro si mosse di fronte alla flagrante violazione delle elggi sul alvoro che pure esistevano ( ed esistono) eppure il PCI allora era ancora influente.

    Ricordo di avere letto con una certa sorpresa che la società che aveva avuto questa bella pensata era di proprietà di un esponente politico del PCI di Milano

    Ricordo anche che il primo colpo legislativo ai diritti dei lavoratori fu un certo "pacchetto Treu"; Berlusconi era ancora di là da venire.

    Ricordo anche un certo D'Alema fare l'elogio della fine del posto di lavoro fisso (degli altri)

    Ricordo anche che nel programma di oltre 300 pagine del governo Prodi era scritto il superamento della precarietà: infatti si è visto.

    Direte: ma noi della sinistra, cosa c'entriamo?

    c'entrate perche' quando era al potere un governo "amico" i partiti di sinistra e i sindacati stavano zitti, anzi no, manifestavano al sabato.

    La fiducia è persa e ci vorrà molto tempo prima di riconquistarla.

    Fino a quando gli elettori od ex elettori di sinistra, compresi alcuni commentatori di questo sito, impareranno ad argomentare con la loro testa e non a chiudere i discorsi affibbiando una etichetta all'interlocutore (paraleghista, fascista e cosa altro) sarà sempre peggio. 09-06-2010 17:32 - aiace
  • maria Pia ha ragione da vendere,quando si domanda,come fanno questi ragazzi a farsi sfruttare così.
    Ma non è meglio andare in galera?
    Cominciare a delinguere come fanno i nostri politici,ma in piccolo,purtroppo.
    In un paese sfasciato come questo è giusto tutto!
    La morale,il diritto e la buona educazione,sono saltate.
    Ora chi arriva primo mangia...
    Lo stato è finito e Berlusconi è quello che lo ha ammazzato.
    l'arbitrio,il delitto e l'infamia devono diventare una regola comune.
    Basta con l'esclusiva berlusconiana.Saccheggiamo,arraffiamo,approfittiamoci dei vecchi e delle persone inabili.
    Diventiamo dei veri mascalzoni a immagine del nostro eccellentissimo capetto.
    Quello che fa lui,lo dobbiamo fare tutti.Lui è il nostro spirito guida.
    Basta con la morale di sinistra che dice (mani pulite)
    Sporchiamocele anche noi!
    Ma siamo proprio scemi?
    Se rubba il capo,se il prete è pedofilo e l'isdraelita ammazza e rubba la terra altrui,perche noi dobbiamo fare i stronzi per pochi euro e elemosinando un lavoro.Basta usciamo dalle regole e facciamo anche noi man bassa!
    Siete giovani,cosà vi manca per essere come Piersilvio?
    All'attacco! 09-06-2010 16:43 - mariani maurizio
  • Vogliamo parlare anche dei co.co.pro che sono una estensione degli stage?
    Esempio personale:

    Da ormai diversi anni lavoro con un co.co.pro nel settore informatico, corsi di specializzazione, certificazioni internazionlai (cisco system), certificato riconosciuto dalla regione lazio in tre dico 3 linguaggi di programmazione, corsi in sicurezza dati e protezione e trattamento dati sensibili.

    Contratto da 43 euro lordi al giorno senza alcuna tutela sindacale(malattie, ferie), contribuzione INPS figurativa,
    licenziabile con una raccomandata A/R senza giusta causa, niente buoni pasto o incentivi di nessun genere.

    Lavoro a Roma ma sono fuori sede e solo l'affitto di una casa(da condividere con altri 5 ragazzi di cui 4 studenti e la mia compagna)mi costa 250.00 euro spese escluse(un posto letto solo ovviamente). Considerato che purtroppo mi devo nutrire, fatti due conti devo chiedere aiuto ai miei genitori ogni mese(avendo la fortuna di avere un papà pensionato da operaio di fabbrica, la mamma no lei ha lavorato in nero tutta una vita.

    Mi chiedo e vi chiedo(anche ad eventuali politici sintonizzati su questi canali):
    Quale futuro per me, la mia compagna, e migliaia di giovani nella mia identica, e a volte anche peggiore, situazione?

    Chi pagherà le pensioni dei lavoratori di oggi che andranno in pensione domani?

    DOve può andare questa misera Italia senza dare risposte certe a questa domande?

    Dimenticavo! Ho 34 anni, posso sperare in un futuro migliore? 09-06-2010 16:32 - Belli
  • Ci sono quelli che protestano, e il risultato è che senza nessuna remora e coperti dalla legge le aziende possono interrompere il tirocinio e sostituire lo stagista con un altro più prono e asservito. La gente ha bisogno di un minimo di lavoro, o solo della speranza di un impiego (spesso alimentata ad arte dall'azienza che sa già di non voler assumere nessuno), o semplicemente di un posto doive andare che lo illuda di non essere uno dei tanti disoccupati bollati come "bamboccioni".
    @ maria pia
    Forse tu hai le spalle coperte, e non sai cosa vuol dire farsi togliere anche quel minimo che ti viene concesso, come uno stage.
    Dovrebbero protestare tutti e lasciare le aziende in mutande, ma è utopia pura.
    Io ho fatto due anni di stage vari prima di essere assunto, e ho lavorato anche dall'altra parte (in stage, ovviamente) in un'interinale e in un centro per l'impiego.
    Ho visto fighetti col SUV venire a chiedere spudorati uno stagista per assemblaggio di materie plastiche in fabbrica, a 0 euro al mese, e dico 0, per tre mesi. E finiti i tre mesi, a casa e sotto un altro. Tanti ragazzi hanno protestato, ma la legge lo permette. Chi ci guadagna in tutto questo?
    Siamo seri, e ammettiamo che questo nostro paese è profondamente sbagliato, e non basta pensare che i deboli non hanno il coraggio di protestare per lavarsi la coscienza e ignorarlo. 09-06-2010 15:48 - Ade
  • STARE ZITTI E ACCETTARE DELLE CONDIZIONI TERRIBILI CHE FANNO SOLAMENTE AUMENTARE I PROFITTI AI PADRONI MA IMPOVERISCONO I LAVORATORI NON SOLO ECONOMICAMENTE MA ANCHE SOCIALMENTE, MORALMENTE E PER QUESTO SONO INACCETTABILI. MA LEI GIOVANNI L. DOVE VIVE SUL PIANETA MARTE . FORSE LEI E' UN PADRONE O PER ADESSO HA UN CONTRATTO LEGALMENTE RICONOSCIUTO GRAZIE ALLA CONTRATTAZIONE SINDACALE. LORO I STAGISTI A VITA NO! SONO PRECARI NON SOLTANTO SUL LAVORO MA ANCHE NELLA VITA SOCIALE.QUINDI PER CAMBIARE LE COSE ESISTENTI BISOGNA LOTTARE, FORTEMENTE LOTTARE. E NON PRENDA IN GIRO CHI SOFFRE UNA SITUAZIONE ECONOMICA NON FACILE. 09-06-2010 15:20 - etairos
  • @maria pia
    perchè non lo sanno che possono e devono. 09-06-2010 15:09 - Stefano
  • e voi che avete contestato e protestato per una vita, cosa avete ottenuto? 09-06-2010 14:43 - giovanni L.
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