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FUORIPAGINA
15/06/2010
  •   |   Francesco Piccioni
    Su Pomigliano la Cgil è unita

    Nel momento più difficile, quando anche i giornali di area «democratica» (Repubblica in testa) auspicavano che la Fiom si spaccasse, la categoria dei metalmeccanici Cgil ha fatto muro all'unanimità. Seconda buona notizia - nonostante l'asprezza del recente confronto interno del congresso di Rimini - la Cgil ha fatto propria la critica più rilevante sollevata dalla categoria: nel documento Fiat su Pomigliano, si dice in una nota della segreteria confederale, vengono «introdotti temi che coinvolgono diritti individuali che non possono essere contrapposti al lavoro», fino all'ipotesi di «violare leggi e Costituzione».
    Il Comitato centrale della Fiom si è riunito ieri sotto l'assedio delle telecamere, perché la posta politica e istituzione della partita che si sta giocando sullo stabilimento campano della Fiat è «uno spartiacque» nella storia dei rapporti tra aziende e lavoratori in questo paese. Com'è noto, il Lingotto - per mantenere aperto l'impianto e investire 700 milioni - oltre a una serie di misure molto dure sull'organizzazione del lavoro (18 turni, riduzione delle pause, più straordinari «comandati», meno assenteismo, ecc), ha posto come proprie pretese «non trattabili» la possibilità di licenziare i lavoratori che dovessero entrare in sciopero e il non pagamento dei periodi di malattia (per tutti i dipendenti) qualora il «tasso di assenteismo» dovesse superare la media. Due punti che per la Fiom e la Cgil sono irricevibili: il primo perché viola la Costituzione (il diritto di sciopero è individuale, di ogni cittadino, e nessuna organizzazione può sottoscriverne la rinuncia). Su questo la nota dalla segreteria confederale è particolarmente esplicita: «ogni firma apposta a questa clausola non è semplicemente invalida, è inefficace e inesistente». Il secondo perché viola sia la legge che i contratti in essere.
    Che le diverse anime interne della Cgil avrebbero «tenuto» di fronte a questa prova lo si è capito quando Fausto Durante, membro della segreteria uscente e coordinatore riconosciuto della mozione «epifaniana» (in minoranza, nella Fiom) è uscito per dire ai giornalisti che «non è oggi il giorno in cui si spacca la Fiom, come alcuni avevano preconizzato. La Fiom mantiene un'assoluta compattezza; pensiamo che la Fiat stia sbagliando a mettere nel negoziato elementi che non hanno nulla a che vedere con la produttività. Rimuovere dal campo questi elementi impropri è la condizione per trovare un accordo. Su questo non ci divideremo».
    Poco dopo, a conclusione del voto unanime sul «dispositivo» conclusivo, il segretario generale Maurizio Landini confermava la volontà della Fiom di «arrivare a un accordo», ma «senza accettare nessun ricatto». In pratica, la Fiom oggi proporrà alla Fiat di escludere dal documento tutte le parti costituzionalmente e legalmente «illegittime», mentre garantisce piena disponibilità sull'organizzaione del lavoro. «Se l'obiettivo della Fiat è fare 280.000 auto l'anno, il contratto nazionale in vigore permette tutto quello che è necessario per raggiungere questo risultato», e la Fiom «non metterà in campo nessuna opposizione». Se la Fiat dovesse invece confermare «l'irrinunciabilità» delle pretese illegittime, allora diventerebbe chiaro che «con Pomigliano si vuole imporre la cancellazione del contratto e delle leggi dello stato». A sostegno di questa posizione, la Fiom ha deciso di estendere a otto le ore di sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 25 giugno. A meno che la Fiat non faccia un passo indietro.
    Oggi si saprà la verità. Il governo sta facendo di tutto per trasformare questa vertenza nell'occasione di un golpe contro il lavoro, i suoi diritti e le sue organizzazioni. Ma bisogna dire, sul fronte della politica, che soltanto le voci della sinistra non più parlamentare si sono levate a sostenere i lavoratori. Il Pd presenta come al solito un variegato arco di posizioni, che vanno però dall'adesione piena alle richieste Fiat (Sergio D'Antoni, ex segretario generale della Cisl), agli imbarazzati «inviti al senso di responsabilità di tutti» (Stefano Fassina, che da un lato vede «i punti molto pesanti sui diritti fondamentali, addirittura in conflitto con la Costituzione», dall'altra ricorda che «non siamo nelle condizioni di perdere gli investimenti»). Dal segretario, Luigi Bersani, non sono arrivati lampi di chiarezza: «spero che alla fine si trovi una cosa convincente per tutti, perché l'investimento va fatto».
    Nel primo pomeriggio, nella sede della Confindustria di viale dell'Astronomia, ci sarà dunque l'incontro finale. Come ultimo sgarbo, l'azienda ha convocato tutti i sindacati, sì, ma la lettera alla Fiom conteneva la formula «per conoscenza». Al momento tutto è possibile. Se si trattasse solo di un confronto sul piano industriale, trovare una soluzione (comunque onerosa per i lavoratori) non sarebbe impossibile. Se deve diventare la falla nella diga dei diritti fondamentali, beh...

     


I COMMENTI:
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  • Come sempre la Fiat detta l'agenda del sistema paese. Ed è un'agenda francamente raccapricciante. Il lavoro ridotto a variabile dipendente, totalmente assoggettato al dispotismo del capitale. I diritti cancellati, le regole stravolte, la dignità ferocemente negata dalle pseudo necessità del mercato globalizzato. Il problema è che la Fiat agisce liberamente in uno scacchiere globalizzato, mentre i lavoratori sono costretti ad agire in ambiti sempre più ristretti e "locali". La Fiom fa bene a esprimere contrarietà e opposizione. E' un sindacato, e un sindacato non può rinunciare a rappresentare i diritti e la dignità di chi lavora, anche nel caso in cui molti lavoratori in carne e ossa possano preferire un lavoro fatto di puro sfruttamento. Oggi, forse, la Fiom e la CGIL rischiano di rimanere in un angolo, ma gli altri che siglano accordi impossibili sono già spariti come sindacato. Fra qualche anno (non troppi, spero) molti di quei lavoratori che oggi sono disposti a cedere ai ricatti della Fiat, busseranno alle porte della Fiom per re-imparare a lottare. E questo perchè il sogno di Marchionne è solo un incubo da campo di concentramento. 15-06-2010 18:25 - william
  • grazie fiom per la morale e il coraggio che emani.
    grazie fiom per averci indicato una diversa strada (non corrotta) per riconquistare la dignità di lavoratori liberi in un mondo democratico, giusto, e sociale. 15-06-2010 16:44 - antonio basile
  • COME E' POSSIBILE ACCETTARE DA PARTE DI UIL, CISL... TUTTI I CONTENUTI DELLA PROPOSTA FIAT SU POMIGLIANO D'ARCO???Orario di lavoro= copertura del 18mo turno=(per non lavorarlo) avviene a totale carico dei lavoratori: la Fiat non mette niente... Lavoro straordinario= ricorso alla pausa mensa, e' contro la Direttiva Europea ; (legge 66/ 2003...Org. lavoro = Riduzione pause da 40min. a 30 min....PERDITE produttive per cause di forza maggiore, vengono recuperate collettivamente senza maggiorazioni, sia nella 1/2ora mensa sia nel 18mo turno e nei giorni di riposo individuale entro i 6 mesi successivi. la fiat viola la legge 66/2003e la DIRETTIVA EUROPEA.....,..ASSEINTEISMO : la FIAT non rispetta gli strumenti del CCNL e le leggi contro gli abusi, ma abolendo obblighi in materia di indennita' malattia e permessi sindacali. .....Abolizioni voci retributive : indennita' disagio di linea montaggio, premi mansioni e speciali ; aboliti e sostituiti da superminimo individuale , non assorbibile , a chi oggi ne ha diritto ,Escludendo i futuribili nuovi assunti.........DECADENZA ACCORDI, ....ANNULLA E SOSTITUSCE QUANTO PATTUITO PRECEDENTEMENTE NELLE STESSE MATERIE. ......DALLA PROTESTA ALLO SCIOPERO = carichi di lavoro , straordinari, gestione forza lavoro: La Fiat HA PIENA DISCREZIONALITA' DEL MANCATO RISPETTO DEGLI ACCORDI , LIBERANO L'AZIENDA DA OBBLIGHI CONTRATTUALI AD ESEMPIO :VERSAMENTI CONTRIBUTI ,E SINDACALI, anche atti individuali o collettivi dei lavoratori portano ad un effetto liberatorio dell'azienda Fiat......CLAUSOLE INTEGRATIVE DEL CONTRATTO INDIVIDUALE DI LAVORO : La violazione di una delle condizioni contenute nell'accordo , costituisce INFRAZIONE da SANZIONARE CON PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI E A LICENZIAMENTI PER MANCANZE........VIOLAZIONE DEL DIRITTO DI SCIOPERO SANCITO DALL'ART.40 DELLA COSTITUZIONE. DIVIENE OGGETTO DI PROVVEDIMENTO FINO AL LICENZIAMENTO...... . Come si fa a credere nel compito storico del sindacato che difende i diritti dei lavoratori se uil , cisl hanno firmato la proposta di lavoro FIAT di POMIGLIANO d'ARCO CHE mette SOTTO RICATTO i LAVORATORI ,togliendo loro persino il diritto allo sciopero.Questo accordo tra FIAT e sindacati uil, cisl ,ESCLUSA LA CGIL CHE NON CONDIVIDE ,L'OLOCAUSTO DEI DIRITTI DEI LAVORATORI del resto sanciti dalla legge e dalla Costituzione.La CGIL NON CONDIVIDE QUESTA PROPOSTA SUL LAVORO ALLA FIAT DI POMIGLIANO ,CHE METTE SOTTO RICATTO I LAVORATORI TOGLINDOGLI PERSINO IL DIRITTO DI SCIOPERO . Questo accordo nella fattispecie dei diritti dei lavoratori e' totalmente da rigettare per il semplice motivo che i diritti dei lavoratori sono intoccabili in un paese he si dichiara civile. PERCHE' NON SI POSSONO ACCETTARE I RICATTI DELLA FIAT? PERCHE' se passano queste richieste reazionarie di abolizione dei diritti elementari dei lavoratori alla FIAT di Pomigliano apriranno la strada ,alla abolizione in tutti i posti di lavoro dell'intera ITALIA. Ricordiamoci che quando un paese subisce passivamente provvedimenti reazionari che colpiscono la DEMOCRAZIA del lavoro , questo si estende a tutte le istituzioni italiane. 15-06-2010 15:30 - pierre
  • Su Pomigliano si ripete la farsa grottesca di Fiumicino per l'Alitalia. La CGIL è pronta a calare le braghe se si limeranno le condizioni più scandalose ed indigeste. Il resto è già stato tutto svenduto. 15-06-2010 14:52 - pietro ancona
  • La Fiom ha ragione.

    E' inacettabile modificare la Costituzione in diritti fondamentali, come quello dello sciopero e del pagamento della malattia ecc..

    E' in gioco la Democrazia ed i diritti, oltre al lavoro.

    Se una volta furono gli agrari ad appoggiare il fascismo in Italia, oggi parrebbe, che una incompetenze dirigenza industriale, responsabile della crisi, voglia riproporci un regime privo di diritti.

    Il Mondo ha di che riflettere. 15-06-2010 14:47 - Miria Bisi
  • É inutile dire che oggi più che mai occorre stare compatti con la FIOM perché unici nel difendere tutti, ma proprio tutti. Il prossimo passaggio sará lo statuto dei lavoratori. Hanno mostrato le vere intenzioni...scaricare la crisi sul mondo del lavoro. 15-06-2010 14:29 - Fagone Domenico
  • Sono vicino alla Fiom e spero che non torni indietro sulla sua decisione, nonostante la campagna di aggressione già partita ai suoi danni dalle varie centrali padronali(stampa e partiti amici).
    Occorre tutta la nostra vicinanza ed il nostro sostegno perché la vittoria della Fiat in questa vertenza significherebbe sconfitta storica e definitiva per tutti i lavoratori italiani. 15-06-2010 14:01 - daniele domenico
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