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Riccardo Chiari
Le Regioni contro Tremonti
«La manovra del governo si abbatte soprattutto sui servizi sociali per i cittadini. Su quello che una volta si definiva 'salario indiretto', che può riguardare il diritto allo studio come i trasporti pubblici. In questo è profondamente sbagliata». Anche il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, partecipa oggi a Roma alla seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni. Una riunione convocata per cercare un fronte comune di risposta a una manovra economica che, almeno nella ripartizione dei tagli fra stato centrale ed enti locali, trova critico anche il lombardo Roberto Formigoni del Pdl.
Il ministro Tremonti dice seccamente che se le Regioni «si fermano un giro» non succede niente. Insomma fa muro. Nonostante questo intendete trattare con il governo? E su cosa punterete l'attenzione?
Un problema nei conti dello Stato esiste. Premesso questo, ci può essere una collaborazione istituzionale. Ma vogliamo essere coinvolti, e non essere costretti a dare un giudizio solo l'ultimo giorno. Al ministro Tremonti rispondo che, dati alla mano, a stare fermo un giro dovrebbe essere lo stato centrale. Invece i ministeri hanno una riduzione di spesa dell'1.2%, mentre le regioni lo hanno del 14%, per giunta senza distinzioni fra regioni virtuose e regioni con i conti in rosso anche profondo. Sul piano politico invece faccio subito un'osservazione: si può fare una giusta lotta agli sprechi ma i servizi sociali sono irrinunciabili. Invece di colpirli duramente, così come colpiscono gli stipendi da 1.000/1.200 euro, basterebbe una reale politica di lotta all'evasione per avere gli stessi risultati. Recuperando anche una parte dei 120 miliardi di evasione, di cui 30 solo di Iva, la ripartizione percentuale per la Toscana porterebbe in cassa 600 milioni. La stessa cifra dei tagli agli enti locali di questa regione per il 2012. Ancor più dei 470 milioni di tagli previsti il prossimo anno.
Ma da quell'orecchio il governo non ci sente. O meglio, dati alla mano, non abbina la teoria alla pratica.
In compenso fa una manovra brutta ma furba. Anche recessiva, visto che ad esempio in Toscana peserà per lo 0,8% del Pil, annullando i benefici del pur minimo recupero di export che stiamo registrando. Però si fa passare il messaggio, anche grazie ai media, che si vogliono fare tagli alla «politica improduttiva». Un problema che peraltro esiste, e credo che la politica debba ritrovare credibilità con comportamenti più rigorosi e sobri. Senza però attaccare, come invece viene fatto, il ruolo delle assemblee elettive. Anche nella pubblica amministrazione c'è un problema di costi. Ma ancora prima c'è un problema, da risolvere, di funzionalità. I fatti comunque dicono che abbiamo davanti una manovra alla Tremonti, pensata con tagli «lineari» che non porteranno risultati strutturali. Al contrario il paese avrebbe bisogno di politiche mirate. Di riforme. Preoccupa che, nella filosofia della manovra, ci sia un'idea di paese sempre più a due velocità. Con il nord che se la caverà, e con il sud lasciato al suo destino. Il risultato finale sarà quello di un paese più povero, non certo più ricco.
Come, e su cosa, controbattere a questa strategia d'azione del governo?
Intanto continuando a denunciare, anche a una Confindustria che con il governo ha stretto un rapporto molto forte, che il carico fiscale sul lavoro e sulle imprese non è stato certo alleggerito. E che senza moderne politiche industriali di sviluppo il destino dell'Italia è segnato. Poi cercando di superare i limiti di una opposizione che, al netto dei tentativi di Bersani, non è ancora in grado di presentarsi come potenziale e autorevole forza di governo. Su questo versante porto come esempio il Dpef della Toscana che stiamo elaborando, e che cerca di coniugare rigore, sviluppo, e lotta agli sprechi e alle attività improduttive. Ancora, sul piano pratico, penso a una patrimoniale, anche a bassa intensità, sui grandi patrimoni. A reintrodurre l'Ici per i redditi più alti. Poi ripeto che è fondamentale la lotta all'evasione fiscale. Anche permettendo agli enti locali di collaborare, come abbiamo iniziato a fare in Toscana, in cambio di una compartecipazione ai risultati.
Messa così sembra l'uovo di Colombo.Basterebbe esportare il modello-Toscana. Il Pd può farlo?
Non siamo sufficientemente forti. Dobbiamo sperare nelle mobilitazioni, nella discussione parlamentare e nell'azione delle regioni. Però ci manca la forza di fare la nostra manovra, basata sul risanamento, sullo sviluppo, e sulla riqualificazione dello stato sociale. E ricordo che occorrono anni per attuare strategie del genere: alla sanità toscana ce ne sono voluti quindici per essere efficiente, pubblica e in equilibrio di bilancio. Detto questo, penso che i sacrifici dovrebbero comunque essere equamente ripartiti. Con questa manovra non lo sono.
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Non si tratta di adottare un metodo per cercare i soldi,ci vuole che i rubinetti aperti in mano a ladroni e affaristi,si chiudano subito.Il malaffare nella spesa pubblica ha messo a KO tutte le amministrazioni.Sia gli amministratori di destra,che gli amministratori di sinistra si sono impossessati di milioni di euro e invece di fare le cose che servono al popolo,li hanno sperperati dandoli a cani e porci!
I cartelloni dei lavori che il pupazzo in rosso e quelli di Striscia la Notizia,vanno ogni giorno a farci verdere in tv.
Un esercito di ladri!
La politica italiana si è trasformata con Craxi,prima e Berlusconi poi,in uno gran varietà dove si mangia si pippa e si rubba!
Quel "signore" di Tremonti,mi pare uno scolaretto stupido che cerca di far quadrare un problema che non ha soluzione.
Problema:
se prendi degli amministratori di destra o di sinistra e gli affidi il tesoro demaniale e la riscossione di alcuni tributi,sono pòi in grado di far funzionare la macchina dello stato senza sborsare un euro?
NO! PERCHE CON QUESTI AMMINISTRATORI è IMPOSSIBILE PAREGGIARE IL BILANCIO.
Se sono ladri,non avranno mai a sufficienza denaro per loro e per le regioni che amministrano.
Sono dei ladri,che rubano e fanno la cresta!
Al posto degli amministratori politici,ci vogliono dei comitati di salute pubblica come al tempo della rivoluzione francese.
Se poi vogliamo continuare a farci del male,facciamo governare il figlio di Bossi e vedrete che bella situazione si verificherà tra non molto.
Padani che amministrano.Graxiani riciclati che hanno nuovi portafogli.Democristiani di destra e di sinistra che con le loro mani rapaci si appropiano persino della carta igienica nei vari consigli.
Ci hanno raccontato che alla regione Lazio,un giornalista era andato in un bagno della regione a fare una defecata,e solo dopo si è accorto che non vi era neanche un rotolo di carta igienica.Con le mutande zozze se ne è dovuto andare,mentre bestemiava, come un ateo cattivo! 15-06-2010 18:49 - mariani maurizio