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Raffaele Mastrolonardo
Tutti in Islanda, isola senza bavagli
50 voti a favore zero contrari. Con questo risultato inequivocabile la notte scorsa il Parlamento islandese ha dato il via libera ad una proposta di legge che punta a trasformare l'isola artica nel paradiso della libertà di espressione. Icelandic Modern Media Initiative (IMMI), questo il nome della norma approvata, garantisce infatti le più sofisticate protezioni giuridiche per chi fa il mestiere di informare: dal rafforzamento del segreto professionale dei giornalisti per quanto riguarda le fonti, agli incentivi per gli informatori che vogliano denunciare episodi di corruzione in organizzazioni private e pubbliche, passando per l'immunità per fornitori di connettività Internet in relazione ai dati che scorrono nelle loro reti.
Portata in parlamento nel febbraio scorso, la IMMI si presenta come una sorta di patchwork globale. Gli estensori del testo hanno infatti selezionato le norme più liberali e libertarie sul diritto di parola e la tutela della professione giornalistica già in vigore nel mondo e le hanno riunite in un unico pacchetto. Tra queste la legge americana che incentiva la denuncia di frodi nei confronti della pubblica amministrazione; la legge sull’accesso ai documenti pubblici norvegese; la disciplina che tutela l’anonimato delle fonti in Svezia, e quella che assicura le comunicazioni tra fonti e giornalisti in Belgio.
Per i reporter, i blogger e gli editori di tutto il globo che vogliono sfuggire a censure e bavagli di ogni sorta l'approvazione della IMMI è una buona notizia: avranno presto un porto franco dove custodire documenti scottanti che vogliono far conoscere al pubblico, senza rischi di vederli sequestrati e un luogo dove, eventualmente, stabilire la propria residenza per godere di una legislazione più favorevole.
“Credo che sia una grande vittoria per il parlamento islandese che in questo modo ha riaffermato la propria forza”, ha commentato Birgitta Jónsdóttir, la parlamentare che si è fatta promotrice dell'iniziativa nell'assemblea. Jónsdóttir ha un pensiero anche per i suoi colleghi tricolori che in queste ore si apprestano a votare la cosiddetta legge Bavaglio. “I legislatori italiani dovrebbero leggere attentamente la proposta e seguire da vicino il suo sviluppo: il rischio per l'Italia è che i giornalisti investigativi comincino a pubblicare le loro cose qui”.
Per vedere la IMMI in vigore bisognerà tuttavia aspettare ancora un po' di tempo. Il testo approvato dal parlamento islandese è, tecnicamente, analogo alla nostra legge delega: l’assemblea fissa l’oggetto dell’intervento e affida al governo il compito di legiferare nel dettaglio. La palla passa ora dunque all'esecutivo e più specificatamente al ministero della Cultura che avrà il compito di coordinare i lavori per tradurre in pratica le varie norme. Secondo le stime governative ci vorranno da uno a due anni.
Sull'argomento, si legga anche, sul blog Chips&salsa:
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infatti gli intelligentoni comunisti come te, ci hanno regalato i gulag, il muro di berlino, il culto della personalità, le fucilazioni di massa, le purghe, le foibe, i triangoli della morte, gli aiuti fraterni, i killing fields etc..etc..
Quanto è pericolosa questa intelligenza! non è meglio arruolare dei normo-dotati? 18-06-2010 08:58 - giovanni L.
La tua struttura mentale non lascia adito a dubbi.Il manifesto e'gia'un giornale "islandese"anzi,qualcosa in piu'.Lascia che i retrogradi,caratteriali e fascistoidi come te non solo si esprimano,ma per non lasciarli alla marginalizzazione li fa stare pure in compagnia di persone mentalmente piu'progredite come noi,nella logica del recupero. 18-06-2010 00:25 - mauro
50 favorevoli, ZERO contrari... all'unanimità, cosa impensabile nel nostro parlamento MONARCHICO, dove il sultano regna indisturbato e ordina di legiferare per difendere i suoi soprusi e i suoi "privilegi", che imbavaglia la gran parte delle fonti di informazione nazionale, camuffa sondaggi e che fa addirittura rimpiangere la lotizzazione della tv di stato. 16-06-2010 19:56 - Simone
Loro danno incentivi per chi informa e scova,noi invece ai giornalisti gli mandiamo le denuncie e le diffite.
Notiziola di oggi,hanno tolto la protezione a Spatuzza,perche ha parlato dopo il tempo stabilito.
Loro se ti dai da fare per scovare qualche scandalo o qualche "Cricca"ti danno una pensione a vita e ti iscrivono sull'album dei supereroi islandesi.Quì e "grasso che cola che non ti mandano qualche tossico a farti la festa".
Ma che bravi gli italiani?
Una legge come questa è un calcio nello stomaco a Berlusconi e a tutti quei "garantisti"che non vogliono la giustizia per i ladri.
Ma continuate su questa strada..
Andate ancora un pò più avanti e vedrete quello che vi spetta...
Graxi era più furbo di questa gente,lui è scappato un minuto prima del "temporale". 16-06-2010 15:59 - mariani maurizio