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FUORIPAGINA
16/06/2010
  •   |   Raffaele Mastrolonardo
    Tutti in Islanda, isola senza bavagli

    50 voti a favore zero contrari. Con questo risultato inequivocabile la notte scorsa il Parlamento islandese ha dato il via libera ad una proposta di legge che punta a trasformare l'isola artica nel paradiso della libertà di espressione. Icelandic Modern Media Initiative (IMMI), questo il nome della norma approvata, garantisce infatti le più sofisticate protezioni giuridiche per chi fa il mestiere di informare: dal rafforzamento del segreto professionale dei giornalisti per quanto riguarda le fonti, agli incentivi per gli informatori che vogliano denunciare episodi di corruzione in organizzazioni private e pubbliche, passando per l'immunità per fornitori di connettività Internet in relazione ai dati che scorrono nelle loro reti. 

    Portata in parlamento nel febbraio scorso, la IMMI si presenta come una sorta di patchwork globale. Gli estensori del testo hanno infatti selezionato le norme più liberali e libertarie sul diritto di parola e la tutela della professione giornalistica già in vigore nel mondo e le hanno riunite in un unico pacchetto. Tra queste la legge americana che incentiva la denuncia di frodi nei confronti della pubblica amministrazione; la legge sull’accesso ai documenti pubblici norvegese; la disciplina che tutela l’anonimato delle fonti in Svezia, e quella che assicura le comunicazioni tra fonti e giornalisti in Belgio. 

    Per i reporter, i blogger e gli editori di tutto il globo che vogliono sfuggire a censure e bavagli di ogni sorta l'approvazione della IMMI è una buona notizia: avranno presto un porto franco dove custodire documenti scottanti che vogliono far conoscere al pubblico, senza rischi di vederli sequestrati e un luogo dove, eventualmente, stabilire la propria residenza per godere di una legislazione più favorevole. 

    “Credo che sia una grande vittoria per il parlamento islandese che in questo modo ha riaffermato la propria forza”, ha commentato Birgitta Jónsdóttir, la parlamentare che si è fatta promotrice dell'iniziativa nell'assemblea. Jónsdóttir ha un pensiero anche per i suoi colleghi tricolori che in queste ore si apprestano a votare la cosiddetta legge Bavaglio. “I legislatori italiani dovrebbero leggere attentamente la proposta e seguire da vicino il suo sviluppo: il rischio per l'Italia è che i giornalisti investigativi comincino a pubblicare le loro cose qui”.  

    Per vedere la IMMI in vigore bisognerà tuttavia aspettare ancora un po' di tempo. Il testo approvato dal parlamento islandese è, tecnicamente, analogo alla nostra legge delega: l’assemblea fissa l’oggetto dell’intervento e affida al governo il compito di legiferare nel dettaglio. La palla passa ora dunque all'esecutivo e più specificatamente al ministero della Cultura che avrà il compito di coordinare i lavori per tradurre in pratica le varie norme. Secondo le stime governative ci vorranno da uno a due anni.  

     

    Sull'argomento, si legga anche, sul blog Chips&salsa:

     

    La legge islandese e l'Italia - Intervista a Guido Scorza

    Un approfondimento sulla legge islandese


I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
  • Niente bavaglio, al massimo un po' di nebbia vulcanica... 16-06-2010 15:45 - nonnu
  • Siamo la vergogna del mondo!!! 16-06-2010 14:36 - Pietro B.
I COMMENTI:
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