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FUORIPAGINA
17/06/2010
  •   |   Andrea Fabozzi
    A Pomigliano si torna indietro di trent'anni

    Gaetano Azzariti, professore di diritto costituzionale all'università di Roma La Sapienza, legge il testo che sarà sottoposto al referendum degli operai di Pomigliano e dice: «Sembra di essere tornati indietro di trent'anni, si parla di orari di lavoro, tempi, ritmi e mancate pause, il taylorismo in piena epoca post industriale».

    Professore, non è legittima questa limitazione dei diritti se si tratta di salvare il posto di lavoro?
    Assolutamente no, perché i diritti costituzionali in generale, e i diritti fondamentali in particolare e tra questi il diritto di sciopero, sono indisponibili anche alle parti private. Non possono essere compressi da un accordo tra imprenditori e organizzazioni sindacali.

    E se l'accordo sarà firmato, che succederà?
    I singoli lavoratori potranno andare davanti a un giudice per far valere i loro diritti. Mi pare che questo accordo tende a una riduzione della conflittualità all'interno della fabbrica - almeno così dichiara la Fiat - ma otterrà una crescita della conflittualità nei tribunali. Prima davanti ai giudici del lavoro e poi quando verranno sollevate delle eccezioni davanti alla corte costituzionale.

    I pretori del lavoro non ci sono più.
    Eppure in questo quadro regressivo l'unico versante sul quale si può ancora puntare, alla fine e come al solito, sarà affidarsi ai giudici per stabilire quali sono i diritti inviolabili. E non è una buona cosa per nessuno, né per i sindacati né per gli imprenditori. Perché le relazioni sociali e quelle sindacali dovrebbero essere lasciate alla contrattazione delle parti, non devono essere i giudici a decidere sulle clausole contrattuali. Ma quando si supera il limite della costituzionalità e si incide su conquiste sancite da leggi e giurisprudenza non c'è altra scelta.

    Pensa sia per questo che, nonostante il governo parli di accordo «che farà scuola», il Pd, insiste a dire che deve trattarsi di un caso unico?
    Come può spiegare ogni giurista, l'eccezione nel diritto non è prevista. Si tratta di certo di un accordo che farà scuola. Si può politicamente tentare di dire che questa strada non dovrebbe essere seguita da altri, ma se questi principi si affermano a Pomigliano saranno applicabili in qualsiasi altra fabbrica.

    Lei vede nell'accordo una violazione del diritto di sciopero, articolo 40 della Costituzione. Tremonti ha messo all'indice l'articolo successivo, quello sulla finalità sociale dell'impresa. C'è un legame tra le due insidie?
    C'è un evidente legame ideologico. In entrambi i casi si vuole affermare il principio della centralità dell'impresa. Il nostro sistema costituzionale invece mette al centro i diritti delle persone. L'articolo 41 così come l'articolo 40 chiariscono che l'iniziativa economica privata - la nostra Costituzione non parla mai di impresa - non è un assoluto ma è subordinata alla tutela dei diritti della persona. Quello che propone Tremonti è un ribaltamento culturale rilevantissimo, al di fuori della tradizione delle costituzioni del secondo dopoguerra.

    Più che ideologica sembra un'offensiva molto pratica.
    Dico che l'iniziativa di Tremonti è fortemente ideologica perché anche il famigerato terzo comma dell'articolo 41 che si vuole cancellare - «la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali» - non ha mai prodotto alcun effetto. Lo ricorda persino una persona sensibile alle ragioni dell'impresa come il professor Ichino. La Corte costituzionale non ha mai applicato quelle disposizioni per limitare la libertà di impresa, semmai per favorirla. Quindi qual è la ragione per modificare un articolo che sostanzialmente non da fastidio? La mia risposta è: per affermare una centralità costituzionale diversa, quella dell'impresa.

    Vede reazioni all'altezza di questo attacco alla Costituzione che descrive?
    No, ma non mi meraviglio. È dalla metà degli anni Settanta, dalla Grande Riforma craxiana che ci viene ripetuto che la Costituzione è vecchia e va superata. Oggi abbiamo un sistema politico, non solo un governo di centrodestra, che in larga parte vede la Carta come un impiccio.

    Non è sempre così: in difesa della libertà di informazione si sono sollevati movimenti e giornali. Secondo lei perché settori che non definirebbero mai la Costituzione «un inferno», non vedono la minaccia ai diritti del lavoro, anzi invitano a firmare l'accordo Fiat?
    Può essere un segnale della subalternità al momento di crisi economica. Ma più probabilmente maggioranza e opposizione non si accorgono che demolendo la Costituzione, o non difendendola appieno, segano il ramo su cui tutti, governo, parlamento e sistema politico, sono seduti. L'unica ragione per cui si esercita il potere legittimamente è perché lo prevede la Costituzione.

    Un'ultima domanda che forse avrei dovuto farle prima, lei l'ha mai vista una fabbrica? Sa, il capo dei negoziatori Fiat, Rebaudengo, ha detto che i giuristi criticano ma non sanno di cosa parlano...
    Sì l'ho vista. E sono rimasto impressionato dalla disumanità della catena di montaggio. È quella l'inferno, non la Costituzione.


I COMMENTI:
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  • X Daniele Domenico
    Ma infatti io non parlo assolutamente di lotta di classe, parlo di altro, parlo di economia del Terzo Millennio, un'economia lontana (fortunatamente) anni luce da quella di Marx. Come si ad affrontare la crisi attuale leggendo Marx? Ma tu credi ancora in quello che diceva? Nelle sue teorie? Nella lotta di classe? Nella contrapposizione sociale?
    SVEGLIATEVI!!!!!!!! Al giorno d'oggi bisogna darsi da fare e basta!!!! Leggi il commento di arduino: ma chi viene a invistire in Italia, a Pomigliano, sapendo quello che succede? "Modello Europeo di sciatteria,furti interni,assenteismo, bassa produttività e felici relazioni industriali" (cito testualmente)..... e siete ancora lì a dare la colpa ai padroni??!?!?!?!
    Il tuo Marx cosa avrebbe detto in merito?

    Vi do un consiglio: svegliatevi! Non solo per voi ma per l'Italia intera, quella che lavora e non pensa continuamente ai diritti, alla costituzione, agli scioperi, alle garanzie.... perchè deve e vuole lavorare!!!!

    La lotta di classe è morta!!!! 18-06-2010 13:16 - giordano
  • forse dall'estero qualche sparuto industriale sta ancora pensando di venire ad investire
    in italia , magari ....a pomigliano ,stabilimento modello europeo di sciatteria,furti interni,assenteismo ,bassa produttività e felici relazioni industriali.
    che cazzo c'entra la costituzione ? 18-06-2010 12:49 - arduino
  • Vorrei affermare che chi è veramente indietro a cento anni fa è il lettore che si è firmato come Giordano che, evidentemente, parla di lotta di classe senza conoscerne il significato con ciò ignorando le leggi dell'economia ed il fatto che la crisi economica affonda le sue radici proprio nel modo di fare che Fiat sta imponendo a Pomigliano e che è quello di sfruttare il bisogno che hanno i lavoratori per annientarne i loro diritti e, conseguentemente, anche i nostri.Forse è meglio che si rispolveri Marx, piuttosto che parlare a sproposito.Per ciò che riguarda la lettrice che si firma come Livia la tutela dei diritti non è giustizialismo ma garanzia per chi è più debole e ricattabile. 18-06-2010 12:43 - daniele domenico
  • Che tristezza leggere certi commenti sul Manifesto! mi chiedo sempre di più dove siamo finiti, se sono commenti di lettori "veri" o di disturbatori...

    Con tutta la solidarietà per chi sotto ricatto occupazionale potrebbe votare si, dal "caldo del mio salotto", che così caldo non è e sicuramente non è "giuslavorista", chiedo agli oppressi che invece che ribellarsi si ostinano a ragionare loro per primi con mentalità da schiavi:

    visto che un eventuale SI di pomigliano condizionerà tutta italia, vi par giusto che le vostre diecimila famiglie decidano per 50.000.000 di persone?!

    e poi, ci ostiniamo con un modello sociale questo sì obsoleto... produciamole pure, prodociamole queste auto, ma chi mai le comprerà poi, chi le utilizzerà?! altro che 30anni, presto torneremo indietro di secoli, al mondo contadino... solo che avremmo potuto farlo con decrescita più o meno felice e invece sarà feudalesimo, grazie ai ricchi si, ma anche grazie a chi si autocandida ad essere il servo della gleba di dopodomani.

    Grazie, grazie davvero! 18-06-2010 12:40 - Enrico
  • Ma lo volete capire o no che il comunismo è morto e seppellito sia come ideologia che come gestione pratica della cosa pubblica ( vedi Cina ad esempio )!!Elaborate il lutto e Aggiornatevi. 18-06-2010 12:36 - unocheragiona
  • ..son sempre stato a sinistra ma da quello che si legge sui giornali, peraltro repubblica e espresso, circa l'assenteismo i furti e la "napolanità" di pomigliano d'arco, beh........ 18-06-2010 12:12 - marcello
  • Sono un delegato di fabbrica della CGIL. Ho votato e per il secondo documento. Per Pomigliano stò con la FIOM senza se è senza ma. Nella CGIL ci sono molte cose che non mi piacciono, ma quello che mi piace ancora meno, e che ogni volta che succedono cose di questi tipo, ci si impegni di più a sparare sulla CGIL piuttosto che su chi queste cose le ha provocate ( la FIAT, la CISL,la UIL, il governo). Se questa CGIL non vi piace, iscrivetevi! fatevi eleggere! fate da dentro le vostre battaglie. Avvolte l'inganno maggiore e farci credere che il singolo non riuscirà mai a cambiare le cose. Non è così. La CGIL conserva nonostante tutto spazi democratici di discussione, in cui ci sono lavoratori che ascoltano altri lavoratori che votano e prendono decisioni. Non solo i dirigenti sindacali, i quali lo ricordo a tutti, vengono eletti . Se a l'ultimo congresso il secondo documento ha preso il 13%, e anche colpa di chi pur avendo una posizione critica ha rinunciato a parlare e ha partecipare, spiegando le proprie ragioni. in questo momento c'è solo la CGIL a tentare di arginare la deriva a cui stiamo assistendo. cerchiamo di migliorarla anziche distruggerla! 18-06-2010 11:28 - Tonino
  • Non smetto mai di stupirmi nel leggere certi commenti e soprattutto nel constatare l'utilizzo di certi termini: padroni, carnefici, anti-costituzionale...., così come di espressioni melodrammatiche da lotta di classe (di 100 anni fa però!!!).

    Fatta questa premessa, utile per far capire come se c'è qualcuno indietro di 30 o più anni, questo non è l'accordo firmato a Pomigliano, volevo chiedere ai sapientoni che commentano sdegnati l'accaduto, dal caldo delle loro poltrone di dotti giuslavoristi, se hanno mai pensato a cosa ne pensano i lavoratori di Pomigliano che lunedì mattina potranno continuare a lavorare. Se hanno pensato alle famiglie e ai figli di quei lavoratori che lunedì potranno continuare a lavorare. Se hanno pensato all'indotto che gira intorno allo stabilimento di Pomigliano che da lunedì potrà continuare a lavorare. Se hanno pensato che grazie a questo accordo, grazie al quale non si andrà a produrre macchine in Cina o in Polonia, una piccola parte dell'economia si rimette in moto. Avete mai pensato a tutto questo?
    A leggere i comemnti dico di no!!!! Perchè non si può commentare sempre negativamente, qualsiasi cosa, ogni proposta, ogni idea, ogni iniziativa. Di destra, di centro e di sinistra. Il mondo è cambiato ma voi sembrate essere rimasti indietro di 50 anni, nella testa e nelle parole. Volete (giustamente) lavoro per tutti, ma quando questo (in parte) avviene ne criticate le modalità. Siete ancora al vecchio stereotipo del Padrone-Ladro-Sfruttatore che schiavizza l'operaio. Pomigliano è l'impianto con la più alta percentuale di assenteismo e la più bassa produttività. Un qualsiasi imprenditore sarebbe scappato, chiudendo baracca e burattini. La Fiat è rimasta, ha deciso di investire ma chiede indietro qualcosa: maggiore responsabilità degli operai.
    Vi sembra così sbagliato? Non sono un dotto giuslavorista, sono solo una persona di buon senso. 18-06-2010 11:25 - giordano
  • Il padronato a Pomigliano fa le grandi manovre per massacrare definitivamente i lavoratori,non solo quelli di Pomigliano...ma sarà macelleria sociale per tutti,tutte le categorie di lavoratori saranno massacrate con stipendi da fame e zero diritti,questi conquistati in tanti anni di lotte e purtroppo di compagni morti saranno persi,tutto questo con la complicità della Uil,Cisl,una parte della Cgil,destra di governo e anche una buona fetta del Pd...se non iniziamo a mobilitarci sarà il ritorno ai i padroni delle ferrerie... 18-06-2010 11:23 - marcos
  • Ah, ma basta con questa "ossessione unanime per la legalità". Non se ne può più, davvero. Costituzione? Leggi? Diritti? Non bisogna mica essere così giustizialisti. O no?
    Siate coerenti, al Manifesto. 18-06-2010 10:26 - livia
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