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FUORIPAGINA
18/06/2010
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    Appello a Marchionne dei lavoratori di Mirafiori

    Nella storia ormai centenaria della Fiat, noi lavoratrici e lavoratori abbiamo sempre dato il nostro contributo che é stato tanto più determinante per l'Azienda e per il Paese quanto più é stato libero il nostro agire.
    L'ultimo nel 2002, prima del suo arrivo, quando abbiamo difeso gli stabilimenti, a partire da quello di Mirafiori, mentre molti soggetti ne avevano già decretato la chiusura.
    Lo abbiamo sempre fatto con grande senso di responsabilità, con grandi sacrifici, con molta determinazione.
    La stessa determinazione che Lei ci ha riconosciuto nei primi anni qui da noi a Mirafiori.
    Questa crisi, che tutti dicono essere diversa ed eccezionale, vede però, come sempre, le lavoratrici ed i lavoratori pagare il prezzo più alto.
    Di fronte alla possibilità di vedere la produzione aumentare negli stabilimenti italiani, siamo pronti a fare la nostra parte, ma questo non può avvenire a scapito dei nostri salari, dei nostri diritti, della nostra dignità e della possibilità di contribuire a migliorare la nostra vita e la stessa impresa in cui lavoriamo.
    Fare la nostra parte per noi vuol dire sforzo e lavoro, ma anche, e allo stesso modo, difesa della nostra salute e dei nostri diritti: la messa in discussione di questi per i lavoratori di Pomigliano è per noi la messa in discussione dei nostri: per questo siamo con loro, ci consideri in campo.

    Tra mercoledì 16 e giovedì 17, in calce a questo testo, sono già state raccolte, alle sole Carrozzerie di Mirafiori, 2.500 firme, pari a circa la metà degli addetti al reparto. Altre 400 firme sono state raccolte il 17 giugno alle Presse di Mirafiori.
    Secondo quanto reso noto dalla Fiom di Torino, la raccolta di firme sarà estesa ad altri stabilimenti torinesi del Gruppo Fiat, tra cui la Bertone e la Iveco.
    Raccolte di firme in calce a documenti analoghi sono in corso anche alla Fiat Auto di Cassino (Frosinone) e alla Sevel di Atessa (Chieti). In quest’ultimo stabilimento, giovedì 17 giugno sono stati effettuati scioperi di 2 ore per turno.


I COMMENTI:
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  • E' in arrivo in Italia la Polonia Italiana, grazie a marchionne, quello che non riesco a capire ma purtroppo devo farmene una ragione è quanto poco valore ha l'essere umano difronte ai soldi ed al potere.Non è possibile invitare i sindacati(la parola non è riferita ai sindacati firmatari) a discutere dicendo i punti sono questi e sono indiscutibili, allora bene ha fatto la fiom a rifiutare, se sono indiscutibili cosa mi hai invitato a fare 19-06-2010 09:13 - antonio
  • Dignità e diritti di chi lavora sembrano concetti astratti, e fuori dalla storia. Gli operai di Mirafiori credo invece sappiano perfettamente cosa vogliano dire. E' una soddisfazione leggere il loro appello. Altro che piatto di minestra! 19-06-2010 08:40 - william
  • aderisco all'appello, dalla bolivia 18-06-2010 23:34 - sharing
  • GRANDE MAURIZIO!!! 18-06-2010 23:33 - Rasta
  • C'era una volta il Partito Comunista...adesso c'è il nulla assoluto e gli operai son tornati ad essere carne da macello ostaggio degli imnprenditori. 18-06-2010 22:44 - galeno
  • Il 16 giugno gli operai di Tychy in Polonia hanno scritto una lettera a quelli di Pomigliano. Hanno fregato anche noi, dicono, promettendoci che se avessimo lavorato duro avrebbero mantenuto la fabbrica in Polonia mentre già si ventilava di portarla in Italia. Marchionne gioca sporco e vi fotterà, dicono. Ma invitano a tenere duro, tanto Pomigliano sarà chuisa a breve lo stesso. Pensano, anche se non osano scriverlo "lavoratori di tutto il mondo unitevi". (la lettera è su internet, facile trovarla). 18-06-2010 22:25 - anna
  • La nota positiva è che gli operai di mirafiori hanno capito che non è in gioco pomigliano ma qualcosa di più pesante. Bisogna inoltre riformare il sindacato buttando fuori tutti qualli che in questi anni si sono approfittati della loro posizione. Speriamo bene. 18-06-2010 20:55 - Davide Castagnoli
  • gia', per un piatto di minestra...aderisco all'appello, da Bologna. 18-06-2010 20:31 - Stefano Domenicali
  • Lo scritto dei lavoratori come appello ai soloni della fiat e ' tutto da sottoscrivere per la forza e la dignita' di una classe operaia che non puo'perdere i diritti la dignita' di un salario decente assieme ad una vita civile degna di essere vissuta. la fiom un grande sindacato che la storia del movimento sindacale scrivera' queste parole : un sindacato che sino dalla sua fondazione come suo obbiettivo principale fu ed e' La difesa dei lavoratori ,e si schiera sempre anche se altre forze sindacali e politiche offrono alla controparte discutibili compromessi , la fiom da' voce ai lavoratori lottando per la difesa dei loro diritti.Un appello a tutti coloro che sono stati convinti a cedere a richieste schiaviste . L'unita' sindacale in questo periodo di crisi che vede i lavoratori e pensionati gli unici a pagare, bisogna ricominciare a parlarsi e assieme concordare una lineea sindacale condivisa e comune. basta con le divisioni ideologiche di cisl e uil.UNITA' CI VUOLE UNITA' PER NON FARE REGREDIRE I LAVORATORI . 18-06-2010 19:27 - pierre
  • Invece di mandare appelli a chi non ha orecchi,perche non mandargli le bollette della luce,del gas e gli affitti da pagare?
    Perche,invece di stare a chiedere lavoro,non ce ne andiamo tutti al mare e entriamo nei stabilimenti senza pagare l'ingresso.
    Mandiamo il conto delle vacanze a Marchionne.
    Noi siamo italiani e come italiani abbiamo dei diritti.
    Perche non ce ne stiamo sbragati fuori delle fabbriche a fare l'amore con le nostre donne/uomini e ce ne freghiamo di tutte le crisi di questo mondo capitalista.
    Ci rimettiamo come nel 68/77 a fare i figli dei fiori e ci ricominciamo a vestire di stracci.
    Alle chiavi inglesi,le nostre chitarre e i nostri tamburelli.
    Affanculo il sistema capitalista,tutte le loro merci nocive e rompiamo tutti i televisori,stimolatori di merda.
    Basta con le loro automobili,le loro fottute stronzate e le brutte case arredate da Ikea.
    Affanculo i loro supermercati con i loro 100 negozzi interni.
    Ritorniamo nei campi a cantare.
    Credo che ci guadagnamo,almeno in salute!
    Il mio appello a Marchionne è questo:
    Marchionne,vacci tu a lavora per un piatto di minestra!
    Ce la facciamo dare dalla CARITAS,ma lì dentro portaci i tuoi figli e i tuoi amici.Noi stiamo fuori!
    Maurizio Mariani.
    Se lo volete firmare anche voi.... 18-06-2010 19:21 - mariani maurizio
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