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Matteo Bartocci
Il gioco delle tre carte
Sottotraccia, ma tutto si muove nella calma apparente prima dell’estate. Manovra, federalismo, intercettazioni: il prossimo mese è un tornante decisivo per la maggioranza. Entro luglio infatti devono passare tutte e tre le tre legge-cardine del centrodestra. Su nessuna delle quali c’è certezza. Pdl e Lega si
muovono ormai come bande diffidenti in cui tra incontri riservati e manovre di aggiramento sui vari veti è difficile rintracciare una rotta comune.
Intercettazioni, il ddl cambierà
Che sia un periodo delicato lo dimostra anche il verificarsi di eventi inconsueti. Il capogruppo alla camera Fabrizio Cicchitto è salito ieri al Quirinale per un breve colloquio con Giorgio Napolitano. Gli applausi alla «finiana» Giulia Bongiorno in commissione Giustizia non solo delle opposizioni ma anche della Lega hanno
costretto gli uomini del Cavaliere a capitolare su alcune modifiche. Saranno «limitate» per numero e qualità rispetto a quelle ipotizzate da Bongiorno - giura Cicchitto lasciando il Colle - ma è necessario «un approfondimento sul terreno della congruità costituzionale per mettere in condizione di assoluta sicurezza per il futuro la legge una volta che essa venga approvata». Il Pdl farà il massimo sforzo perché avvenga entro l’estate. Il che richiederebbe un’altra lettura in senato. Al momento insomma è una legge zombie, potrebbe essere
varata oppure no. Il Cavaliere dovrà verificare tempi e modi di attuazione. Lo stesso, forse peggio, accadrà sul federalismo.
Cucù, il federalismo non c’è più
Dall’Economia non fanno trapelare nulla nemmeno in una sede ufficiale come la «bicameralina La Loggia». Ma entro il 30 giugno Tremonti dovrà fornire al parlamento la relazione sui costi del federalismo fiscale senza la quale Calderoli (o chi per lui vista la nuova nomina di Brancher) non può presentare i decreti delegati di attuazione. Secondo Marco Follini (Pd) «a via XX settembre girano cifre impressionanti a proposito dei costi che l'attuazione del federalismo fiscale
comporterebbe, almeno nei primi anni. Si parla di 120-130 miliardi, cinque volte la manovra che è stata appena varata. Cifre che la comunità internazionale non ci autorizza a spendere, soprattutto adesso. Qui finisce, io credo, anche il gioco di Bossi». Anche per il governatore lombardo Roberto Formigoni il «federalismo
fiscale è morto». A riprova, Formigoni cita la risposta alla camera nel «question time» di martedì scorso con cui il ministro Elio Vito ha ammesso che le norme sulla norma bandiera della Lega sono prive di copertura finanziaria. Un dato certificato peraltro anche dalla Ragioneria generale dello stato. La situazione di difficoltà è tale che il Carroccio dovrà inventarsi qualcosa per ridare un senso
che non sia un puro patto di potere alla strenua difesa del governo.
Domenica c’è il rituale appuntamento di Pontida (compie vent’anni giusti giusti) e presentarsi con una riforma che non c’è e una manovra che massacra le regioni del Nord appena conquistate sarebbe difficile da nascondere ai «padani» che vi accorreranno. La Lega aspetta. Spiazzata dallo smarcamento di Formigoni è costretta a rincorrerlo. Cercherà dunque di riscrivere il decreto Tremonti rimodulando i tagli agli enti locali salvando almeno un po’ quelli «virtuosi», cioè quasi tutti quelli del centro-nord. Anche Emma Marcegaglia, tra
l’altro, ha approvato ieri l’iniziativa lanciata per primo dal presidente lombardo. Mercoledì protestano a Roma i sindaci dell’Anci (comuni), le province e forse anche le regioni. Anche il presidente del senato Schifani ha aperto a modifiche alla manovra meno onerose per gli enti locali.
Una manovra senza padri
Segno solare delle difficoltà sono i 2.550 emendamenti al decreto Tremonti
piovuti finora in commissione bilancio al senato. Quasi la metà (1.205) provengono dalla stessa maggioranza: Pdl 1.116, Lega 89. Segue il Pd (823 richieste di modifica) poi Udc 293, Idv 149 e 80 del gruppo misto. La discussione entrerà nel vivo da martedì, dove dovrebbero arrivare anche le indicazioni del governo e del relatore Antonio Azzollini (Pdl, eletto in Puglia). I «finiani» guidati da Mario Baldassarri hanno presentato un pacchetto di modifiche piuttosto nutrito. Controllo parlamentare delle fondazioni bancarie (e non solo dell’Economia come vorrebbe Tremonti), cedolare fissa al 20% sugli affitti, tagli all’Irap, mille euro di sgravi Irpef per ogni familiare a carico senza reddito, un'authority sui conti pubblici per ogni livello di governo, la cancellazione della norma che prevede per le imprese straniere che producono in Italia l'utilizzo della fiscalità del loro paese, la cancellazione della soppressione dell’Isae. Da più parti si ipotizzano interventi a favore degli stipendi degli insegnanti mentre il ministro della Salute Fazio spera di «confermare almeno il 50% dei precari
della sanità».
Il tempo per discutere la finanziaria c’è. Il via libera del senato è ipotizzato per il 9 luglio (il decreto scade il 30). Berlusconi non dispera di approvarla presto e definitivamente alla camera in modo da ricavare spazio sufficiente per le tanto odiate intercettazioni. Ma che non sia più lui a dettare tempi e modi del governo è palese. Chi lo faccia al posto suo è però davvero troppo arduo da capire.
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Sono spesso costretto a rivedermi i vecchi articoli per cercare come oggi, il dibattito che tu hai aperto.
Loro però sono un giornale e devono seguire l'evoluzione continua e spietata dell'attualità.
Ma noi possiamo dialogare ancora,anche se non appariremo nel paginone.Oggi per esempio,mi fa piacere se tu sfogliando il sommario mi trovi.
Tu hai detto che la sinistra deve sforzarsi di più a essere da guida ideologica per tutti i giovani e le masse.
Quello che non capisco di te è di quale sinistra stiamo parlando.
Io sono un operaio,che ha fatto,in ogni giorno della mia vita una lotta dura e senza tregua alla borghesia sfruttatrice.
Spesso tra la mia classe ho trovato gente che non si dichiarava di sinistra,ma ogni volta che ho proposto loro una lotta salariale o di potere,dato che erano sfruttati,subito hanno aderito.
Nella classe,avversa invece,ho trovato molta gente che parlava come uomini di sinistra,ma quando gli dicevi che gli operai devono stare un pò meglio di come stanno ora,non è che la cosa gli garbava molto. Specialmente, se per stare meglio noi,la loro classe doveva pagare pegno.
Quindi caro Riky,più che destra e sinistra, io dico classe lavoratrice e sfruttatori.
Anche perche nel nostro parlamento,non ho visto molti operai sedere su quelle sedie,ne a destra ne a sinistra.
Se invece di insegnare la politica con la P maiuscola,perche non prendiamo posizione su tutte le battaglie che fanno i sfruttati contro i sfruttatori.
Che siano operai o contadini.Poliziotti o impiegati.Soldati o extracomunitari.Insomma dove esiste lo sfruttamento,noi di sinistra dovremmo stare dalla parte giusta.
Vedrai che conquisteremo la maggioranza del popolo e saremo finalmente dei BOSCEVICHI! 21-06-2010 13:50 - mariani maurizio
parto dalla ultima frase di maurizio:Ma cosa ci facciamo noi?
Io credo cari compagni della redazione...che gli articoli che ci proponete molto velocemente con un ricambio molto veloce e continuo.... NEL FUORI PAGINA....manchino per la maggioranza (non tutti) della possibilita' di poter discutere di temi che sono ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILI PER I FAMOSI MILIONI DI CANI SCIOLTI DELLA SINISTRA DI CLASSE!!!!!
facciamo un enorme sforzo per scrivere di corsa e molto spesso per argomenti che sono molto distanti ed astratti se non intellettualoidi..e fuori.... dalla realta nazionale ed internazionale....
IL MANIFESTO,credo, si deve porre come centro di dibattito soprattutto su due temi:
1)Come aggregare il piu possibile una moltitudine di giovani, operai, donne, disoccupati,pensionati attorno
AD UN PROGETTO UNITARIO DI SINISTRA DI CLASSE ORA E NON DOMANI ASPETTANDO I LENTI BUROCRATI E"LIDERINI RISSOSI E SETTARI"....Quindi bene tutto cio che siano argomenti, lotte, coordinamenti per la creazione di un punto di riferimento nazionale di classe...con commenti che sono "DENTRO QUESTO PROGETTO UNITARIO" e non
commenti sabotaggio..a cui dobbiamo sempre duramente e con fatica rispondere....
2)APRIRE LA CONTROINFORMAZIONE A QUESTA VASTISSIMA ARIA DI COMPAGNI, SU LA GRAVISSIMA SITUAZIONE DI SCONTRO INTERNAZIONALE PROVOCATO DALLA DITTATURA MONDIALE DELL'IMPERO YANQUI-EUROPEO!!!!....informare su guerre di liberazione, movimenti islamici..il quadro sud-americano, africano...tutto cio che si muove nel mondo con milioni di moltitudini contro l'impero mondiale.....QUESTO FORSE E' IL QUADRO PIU ASSENTE!!!!.....CONTROINFORMARE SU GLI ORRORI E LA IPOCRISIA DEL "AUTOPROCLAMATO MONDO LIBERO"..... contro il bombardamento a tappeto di falsita, menzogne, odio,che fanno i media italiani e RAISET p2... come al solito...e' ovvio contro Cuba;Iran,Venezuela etc etc....
GIA' CARI COMPAGNI DOBBIAMO "intervenire" SPESSO CONTRO GLI "SFASCISTI" DEL WEB... professionisti provocatori, che finanche nel vostro sito si infiltarno per insultare i nostri ideali..e sputare odio ossessivo maniacale tipo il Capitano Achab contro la balena bianca...contro di noi e le nostre idee....INSOMMA DOVE POSSIAMO CON TRANQUILLITA' DIBATTERE SUI TEMI CHE HO ESPOSTO, CON ALTRI MIGLIAIA DI COMPAGNE E COMPAGNI COME NOI CHE ABBIAMO PERSO per la strada...mi riferisco a chi vive in Italia...perche nei paesi del terzo mondo come in Sud America la situazione della lotta di classe e' assai piu interessante basta leggeri le innumerevoli riflessioni di FIDEL...DICEVO ABBIAMO PERSO UN PUNTO DI RIFERIMENTO DI CLASSE ORGANIZZATO E MI RIFERISCO A TUTTO CIO CHE E' A SINISTRA DEL PD.....
Quanto sembrano lontani i tempi della formidabile sinistra rivoluzionaria di Piperno,Capanna,Scalzone Tony Negri luigi Pintor,Rossana, FrancoRusso ed altri !!!!!!
saluti comunisti... CIAO 20-06-2010 11:32 - ricky
Due palle piccole e mosce.
Robbetta da presentare alla platea di Pontida.
I leghisti di sempre,si aspettavano che portasse su un piatto d'argento le leggi sul federalismo.Invece ha solo le due pallette di Berlusconi che pur di rimanere a galla,le ha date in pegno al boss della Lega.
Ma Bossi con quelle due pallette oltre che farci giocare il figlio mezzo scemo,non può farle apparire come preda di guerra.
Il popolo padano vuole conquiste.Con le loro alabarde e le loro corna puntute,chiedono al bos,le famose conquiste .
Qualche regione e qualche comune in più,non sono la stessa cosa del federalismo.Tanto più che in quelle regioni e in quei comuni ci stanno lavorando tutta la famiglia, sua e dei suoi capi.
La massa padana ancora è a bocca asciutta.Ancora non ha visto una sola delle sue promesse.
Gli anni passano e anche gli entusiasmi si smorzano.Padania mia...
I carrocci si sono arruginiti e le ruote cicolano.
Pare che Borghezio salendo su uno di questi, si sia rotto una spalla e stia all'ospedale a curarsi.
Ma non lo dite a nessuno,altrimenti il popolo padano che come tutti i popoli celtici,crede alla supestizione,ai nani e agli elfi,si demoralizza!
Bossi spera di poter salire sul podio e fare il suo spettacolo senza una pernacchia.
Ma io dubito..!
Questa volta c'è malumore e una pernacchia la vedo.
Ci saranno i censori di pernacchie e i moltiplicatori di persone, che non ci faranno ne vedere,ne sentire ,ma le pernacchie ci saranno.
Conosco degli ex incazzati a morte,che le faranno e cercheranno di salire sul palco.
Vedrete che anche questa volta sarò un buon prevegente!
Bossi è suonato e anche se lo ha sempre duro,anzi più duro di prima,dato che non riesce più neanche a camminare con le sue gambe rigide..
Sta abbacchiato e alla ricerca di uno straccio di successo da offrire alla folla.Ma ha solo quelle due pallette...
Palle vecchie.
Palle di pelle di "pollo" tirate ad Umberto per farlo venire a galla.
Ma cosa ci facciamo, noi? 19-06-2010 14:27 - mariani maurizio