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Ugo Mattei
Da un milione a venticinque
Nessun giornale ha seguito negli anni la battaglia globale contro la privatizzazione dell' acqua tanto da vicino quanto il manifesto. In Italia la copertura mediatica fin qui ottenuta dall' imponente movimento politico che ci ha condotti al raggiungimento dello storico traguardo di un milione di firme per i Referendum promossi dal Forum e dai giuristi del Comitato siacquapubblica è stata pressoché inesistente.
Malgrado ciò, la consapevolezza dell' importanza della battaglia politica per i beni comuni che stiamo conducendo incominciando dall' acqua si sta diffondendo a tutti i livelli della società italiana con ritmo più che incoraggiante.
E all' esperienza di lotta italiana, la prima di queste dimensioni in un paese occidentale ricco, cominciano a guardare con interesse e speranza milioni di compagni di paesi lontani, soprattutto in America Latina. Sicché il Forum italiano in questi mesi interpreta l' avanguardia della lotta globale contro il più inquietante e pericoloso fra i saccheggi del bene comune che le multinazionali stanno perpetrando.
Il compito che ci attende di qui a circa un anno è molto impegnativo ma non impossibile.
Sul piano giuridico occorre argomentare in modo stringente, per impedire alla Corte Costituzionale di scippare il movimento del suo diritto a far esprimere il popolo sovrano. Abbiamo preparato bene i quesiti, ma non di rado in passato, soprattutto in materia referendaria, la discrezionalità della Consulta si è trasformata in valutazione di opportunità politica.
È anche per questo che abbiamo deciso di non fermarci dopo aver raggiunto la soglia di sicurezza (circa 650.000 firme) e che non ci fermeremo neppure ora che abbiam raggiunto la storica cifra a sei zeri!
Sul piano politico bisogna attivarsi fin da subito per portare alle urne circa 25 milioni di elettori per superare il quorum di validità (50% +1 degli aventi diritto) e far rivivere il nostro più importante strumento di democrazia diretta. Ciò rende indispensabile non abbassare la guardia dopo aver consegnato le firme e soprattutto inventare modi creativi per tenere alta l' attenzione e la mobilitazione sul nostro tema (perché Vasco o Ligabue non fanno una bella canzone?).
In ogni caso noi riteniamo che il successo di una battaglia come la nostra dipenda (come peraltro la salvezza ecologica del pianeta) più dalla moltiplicazione di microcomportamenti di attivismo politico che non dalla (improbabile) apertura di un grande dibattito sui media.
È assai probabile che, come sempre , i nemici della democrazia diretta utilizzino la strategia di invitare gli elettori ad «andare al mare» per far fallire il referendum piuttosto che misurarsi democraticamente sul merito della questione che stiamo rivolgendo al corpo elettorale.
In pratica quindi ogni firmatario ha un anno di tempo per convincere 25 elettori che non hanno firmato ad andare a votare (anche no!) al referendum sull'acqua entrando così democraticamente nel merito dei nostri argomenti nostri e di quelli dei nostri antagonisti.
Un anno per parlare di un tema reale mentre si prende il caffè o sul tram, facendo rivivere la democrazia della partecipazione respingendo quella delle rassegnazione e dell' astensionismo. Basterà che tutti convincano due non firmatari al mese, uno ogni due settimane! E per raggiungere anche qui una soglia di sicurezza, proviamo a convincerne uno a testa alla settimana. Non è impossibile.
Anche ai tempi del referendum elettorale contro la partitocrazia che produsse il crollo della prima repubblica Craxi e gli altri invitarono gli elettori ad andare al mare... Forse fra un anno, con la crisi che morde, matureranno finalmente le condizioni per spazzare questa oscena seconda repubblica fatta non solo di berlusconismo pacchiano ma anche di conformismo privo di speranza.
Il manifesto, pubblica tutti insieme sul suo sito una ricca selezione di scritti apparsi durante questa campagna perché vuole offrire uno strumento in più da utilizzare nel nostro mini-compito personale di persuasione... ricordiamo: due amici alla settimana da subito! Se avessimo avuto i soldi lo avremmo distribuito ai nostrri lettori in edicola...ma questa è un' altra storia di beni comuni a rischio di cui purtroppo ci sentirete ancora parlare fra poco.
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avanti tutta anche se davvero trovare gli stand per firmare è un'impresa. 22-06-2010 10:00 - alba
Piccola nota a margime. Lei scrive:
"Ciò rende indispensabile non abbassare la guardia dopo aver consegnato le firme e soprattutto inventare modi creativi per tenere alta l' attenzione e la mobilitazione sul nostro tema (perché Vasco o Ligabue non fanno una bella canzone?). "
Ivano Fossati, la cui popolarità nno è al livello di Vasco e ligabue, ma comunque è assai noto. una canzone l'ha scritta due anni fa.
Il testo, tratto da
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=8060&lang=it
é il seguente:
Dall'album "Musica moderna" (2008).
titolo:
La guerra dell'acqua
Per strada ho visto
L'angelo del bene
"Il lavoro mi ripaga" mi ha detto
È un cretino di una multinazionale
A cui le cose vanno diritte
Tutto questo aveva un nome
Poco tempo fa
"Nuova economia"
È il suo destino
Vuole stare in cima
Vuole viaggiare la vita su una limousine
Possiamo dirglielo, possiamo spiegare
Che sui libri di testo non c'è una riga per lui
E intanto
La guerra dell'acqua è già cominciata
In qualche modo e da qualche parte
Per qualcuno sopra questa Terra
Una vita vita decente è rimandata ancora
Se sei un un uomo non dire bugie
Parla dritto agli ultimi della Terra
Io sono come sono e faccio come posso
Ma mi vergogno di quanto mi costa
Un posto dove contare qualcosa
Sì, contare qualcosa
Per il figlio di puttana
Non è normale essere diversi
Nessuno lo fa per voi
Fatevi strada
Non lasciate che il ladrone imperversi
Nessun disturbo, non lo fa per sé
Vuole il consenso anche dai diseredati
Dei battezzati nell'acqua e sale
Ma chi è, cosa vuole
È un pazzo da legare
La guerra dell'acqua è già cominciata
In qualche modo e da qualche parte
Non sono un falco ma riconosco
Un congresso di avvoltoi
Un cielo pieno di avvoltoi, sì
Se sei un un uomo non dire bugie
Parla dritto agli orfani della Terra
La guerra dell'acqua è già cominciata
In qualche modo e da qualche parte
E poi tocca a noi, e poi tocca a noi
Per strada ho visto
L'angelo del bene
"Il lavoro mi ripaga" mi ha detto 22-06-2010 00:45 - giuseppe raggi