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Chiara Zappalà
Cgil in piazza contro la manovra
La manovra «sbagliata e iniqua» ha portato nelle piazze oltre un milione di lavoratori in sciopero. Lo dice la Cgil. Certo, il ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta non poteva dare ragione al sindacato, e infatti ha fatto sapere che a scioperare è stato l’1,91% dei lavoratori «quindi poco meno del 2%, in base al campione scrutinato del 10% di tutti gli enti pubblici alle ore 12». Ma il suo campione tiene in considerazione, appunto, solo il pubbligo impiego, con gli insegnanti impegnati negli scrutini di fine anno.
Parlano le piazze e le strada d’Italia, che si sono colorate di rosso per lo sciopero di quattro ore indetto dalla Cgil. In 100 mila hanno partecipato al corteo di Bologna, in presenza del vice segretario generale Susanna Camusso; a Milano e Napoli in 70 mila; oltre 40 mila a Roma; 25 mila a Palermo e 20 mila a L'Aquila, dove ha parlato il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini. A Cagliari e a Bari si sono radunate 10 mila persone e nel Veneto hanno manifestato in 80 mila.
Anche il ministro del welfare Maurizio Sacconi contraddice i numeri della Cgil: «Auspico che questo sciopero, anche in relazione alla bassa adesione che ha raccolto – ha detto il ministro – possa essere l'ultimo di una stagione segnata da un forte condizionamento ideologico e possa, invece, al contrario, preludere ad una nuova fase nella vita della Cgil legata anche al rinnnovo del suo vertice». Ma Camusso risponde: «La Cgil isolata? Basterebbe guardarsi intorno...». Poi, forte della sua quasi vittoria alla successione di Guglielmo Epifani alla segreteria della Cgil, spiega le ragioni dello sciopero: «Questa manovra va cambiata perchè la pagano solo i lavoratori, gli enti locali e i cittadini. Bisogna chiedere a chi più ha di contribuire in base alle proprie risorse».
Susanna Camusso parla anche di Pomigliano, dopo le critiche alla Cgil per aver preso posizioni in parte diverse da quelle della Fiom, unico sindacato a non firmare l’accordo imposto dalla Fiat allo stabilimento campano. Al manifesto Camusso ha detto che Cgil e Fiom hanno commentato «allo stesso modo il risultato del referendum e anche il comunicato che la Fiat ha fatto seguire al voto», ma anche che «è importante la conferma dell’investimento a Pomigliano ma è un errore continuare a perseguire la strada della divisione sindacale». Stamattina ha invece rivolto un appello al governo: «Vorremmo un paese in cui il governo non fosse silenzioso ed ininfluente di fronte alla più grande fabbrica di auto del paese, un governo che non fosse stato zitto di fronte a tre piani della Fiat che noi abbiamo contrastato fino a quando la Fiat non ne ha presentato uno che prevedeva la crescita della produzione». Il silenzio lo chiede agli «urlatori della modernità e delle svolte epocali» e spiega «se fosse stato per loro nel Mezzogiorno non ci sarebbero più stabilimenti Fiat e la produzione sarebbe stata ridotta. Sono stati silenziosi ed ininfluenti perchè non hanno saputo usare la politica industriale e hanno pensato che lavoro e crescita non fosse un loro problema. Ora vorremmo che stessero zitti e non urlassero al trionfo quando si vogliono cancellare i diritti dei lavoratori».
La manifestazione di Roma: galleria fotografica
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Per il resto, vorrei ricordare che l'IDV è scesa in piazza assieme ai lavoratori, i lresto della politica guardava altrove (almeno quella parlamentare). Quanto a brunettolo, quello che è vicino ma sembra lontano, le sue nano-percentuali sono pari solo all'indice di popolarità del governo Berlusconi. 26-06-2010 14:03 - Rasta
Ma come si dice a Napoli: pure 'e pulece tengono 'a tosse.
E con questo ho detto tutto.
W la Fiom, W i lavoratori di Pomigliano 26-06-2010 13:26 - vincenzo
5.000-10.000 lavoratori, non dare un minimo di visibilità sul giornale mi è sembrato negativo, va bene che parlare della cgil è più produttivo ma esistono le minoranze
Inoltre vorrei sapere chi ha deciso di chiudere materialmente con transenne e sbirri l'entrata in piazza Duomo dalla parte di arrivo del nostro corteo : qualcuno aveva paura di qualche forma di dissenso, la nostra storia è piena di dissenso.
Da vecchio comunista questo blocco mi ha fatto incazzare , ricorda dicembre 2009 in piazza Fontana, forse gli excompagni del PD hanno paura di quello che rimane alla loro sinistra (spezzata) 26-06-2010 12:33 - massimo
mauro 26-06-2010 10:14 - mauro
Le manifestazioni sono superate?
Non bisogna più protestare in piazza?
Ma cosa dobbiamo fare per dire che non ci piace questo governo e le sue politiche?
Dobbiamo fare come Curcio e Franceschini 40 anni fa?
Dobbiamo riprendere la P38 come facevano i nostri ex compagni del movimento?
Oppure dobbiamo emigrare anche noi e andare via da questa Italia di ladri,mafiosi,affaristi e criminali,che tutto si stanno mangiando?
Dobbiamo lasciare campo libero a Marchionnne che nelle sue fabbriche ci vuol mettere i stagionali a 25 euro al giorno come quando raccolgono pomodori per le altre mafie?
Bene andiamocene tutti.
Lasciamo in Italia solo i ladri e gli affaristi.Lasciamoli scannare da soli.
Facciamo di questo paese,la costa dei barbari e permettiamo che portino a compimento una per una, le leggi che hanno nel pacchetto!
Se non li cacceremo via noi, si estingueranno da soli.
L'Italia diventerà,senza di noi,un inferno e dopo pochi anni gli Agnelli si massacreranno con i Berlusconi come nel film Per un pugno di dollari.
Di quà gli Agnelli con le automobili e le armi.
Di là i Berlusconi con le veline e le droghe e noi in Germania a osservarli.
Quando si saranno scannati,ben bene e rimarranno in pochi torneremo noi e li finiremo!
Scherzo,quì ci vuole tutta la nostra intelligenza per salvare il nostro paese dalla barbarie capitalista!
Sciopero!
Sciopero!
Sciopero! 26-06-2010 07:12 - mariani maurizio