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Paola Bonatelli
Sfidiamo l’omofobia
Ma noi non ci saremo, cantavano i mitici Nomadi in una delle prime canzoni ambientaliste della storia della musica leggera italiana. Evocativo di una fine e di un principio, il «Noi non ci saremo» è diventato il titolo del documento con cui ben ventitrè associazioni glbt, quelle «di area culturale di sinistra», annunciano
la loro totale assenza dal Pride romano 2010, previsto per il 3 luglio prossimo. Non firmano, ma sono con loro, realtà come Arcilesbica e le Famiglie Arcobaleno.
Se da una parte è la “fine” del Pride come era inteso sino al 2009, una manifestazione il più possibile aperta ai contributi di tutti i gruppi glbt italiani, con una piattaforma politica incisiva e assolutamente laica, dall’altra è l’inizio,
sancito nero su bianco, della spaccatura del movimento. Una spaccatura essenzialmente politica ma anche di metodo, di cui già si erano avvertite le avvisaglie nell’ottobre dello scorso anno, quando l’onorevole Paola Concia (Pd),
che pure stava portando avanti il disegno di legge contro l’omofobia (ma senza nominare la transfobia), fu contestata per la sua partecipazione a un’iniziativa di Casa Pound e in generale per i suoi toni “morbidi” verso la destra istituzionale e non.
Ora il malumore che serpeggia da mesi tra i gruppi esplode in un’appassionata denuncia politica, che deflagra alla vigilia del più atteso tra gli appuntamenti della comunità glbt.Ricordate il milione di persone del Pride 2000? Bene, le quattro associazioni, tutte romane, che costituiscono il Comitato Roma Pride 2010 - Di’Gay Project, Arcigay Roma, Gaylib Roma e Azionetrans – avrebbero mancato non solo in questo, prima estromettendo tutte le realtà fuori dalla Capitale, poi perpetrando una «messa in scena di falsa democrazia» con due brevi workshop di «proposizione di idee sotto la guida di una psicoterapeuta» e le decisioni «affidate a piccoli gruppi scollegati tra loro», tra cui quella di spostare l’evento dal 12 giugno al 3 luglio, contrariamente a quanto era stato deciso durante
un incontro nazionale.Ben più tremenda – secondo le associazioni firmatarie di “Noi non ci saremo” – è la «sconvolgente amnesia delle pietre miliari e quarantennali delle lotte di movimento lgbtiq, ovvero orgoglio, liberazione, visibilità, autodeterminazione, sessualità, lotta per i diritti, laicità», condita da una «regressione culturale» e
dalla «rinuncia alla politica». Un Pride che passa attraverso una psicoterapeuta,
la perdita dell’uso del femminile nel linguaggio, l’irrilevanza della questione trans, l’uso del vittimismo, la richiesta di supporto di polizia e telecamere denotano «la perdita del senso della storia e delle indubbie conquiste sociali e culturali ottenute dal movimento» e prevedono la «marginalizzazione delle realtà lgbtiq di area culturale di sinistra», proponendo «un indistinto qualunquismo politico, che (…) vuole andare a tutti i costi a scovare una sensibilità della destra italiana verso le tematiche gay, lesbiche e transessuali che nella realtà non esiste».
Insomma, il nodo vero è l’antifascismo, declinato nella lotta per i diritti ma anche nell’antirazzismo e nella battaglia contro il pacchetto sicurezza e la privatizzazione dei beni comuni. Così, «con dolore immenso» le colonne del movimento italiano, tra cui il Circolo Mario Mieli di Roma, Azione Gay e Lesbica di Firenze, Antagonismo gay e il Fuoricampo Lesbian Group di Bologna, il Circolo Pink di Verona, il Maurice di Torino, l’Open Mind di Catania, il Movimento identità
transessuale, annunciano che a Roma non ci saranno. Saranno invece oggi a Napoli.
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da quando e' andata a finire star nella RAISET SPAZZATURA..assieme a pregiudicati ben pagati dallo stato... che girano guide alternative in Europa negli ambienti gays che raccomandono di non girare in Italia ed evitarla.... vero, possibile, anzi certo....
NELLA META DEGLI ANNI 6O CIOE' NELL'APOGEO DEGLI ANNI DEI MOVIMENTI HIPPIES..giravono a Londra ed Amsterdam dei libretti alternativi che davono consigli su come e dove viaggiare per la" hippie Trail" nel mondo..GIA ALL'EPOCA SI RACCOMANDAVA AI RICCIOLUTI E COLORATI FIGLI DEI FIORI DI EVITARE LE GRANDI CITTA ITALIANE
PER PRESENZA DI BANDE FASCISTE CHE SENZA NESSUN CONTROLLO SCORRAZZAVANO A CACCIA DEGLI INNOCUI SOGNATORI....in camicie colorate, chitarre orecchini, gonne a fiori e treccine...
verissimo... a meta degli anni 60 Roma era controllata da bande di delinquenti fascisti protetti dalla questura che organizzati in ronde tipo padano massacravono di botte i poveri sprovveduti sognatori di una societa altra... oltre a chi aveva l'Unita in tasca...PASSEGGIARE NELLA ZONA DEL CENTRO DI ROMA ERA ASSAI PERICOLOSO...SI RISCHIAVA DI ESSERE MASSACRATI, E MAGARI FERITI, DI ESSERE ARRESTATI PER RISSA!!!!! MENTRE LE BESTIE FASCISTE FATTA LA PULIZIA SOCIALE...SPARIVANO.....
il Piper Club fu assaltato,Piazza di Spagna e piazza Navona" Ripulite " SI COMPAGNI SIAMO NEGLI ANNI DELL'ASSASSINIO DI PAOLO ROSSI,militante del PSI ed assassinato dalle bande nere...
dei Di Luia,IlCaccola, Il Bava,i Bavosi,Flavio Campo e marmaglia del genere...LA QUESTURA LI CONOSCEVA TUTTI UNO PER UNO MA ERANO INTOCCABILI..SI.. PERCHE AL POTERE ED AI BUONI E BRAVI ITALIANI DELLA MAGGIORANZA SILENZIOSA GLI FACEVA PIACERE CHE LE CITTA FOSSERO RIPULITE
di questi ospiti, strani, sognatori, che sentivano una strana musica rock..che sedevano sulle piazze del centro ,nei parchi,...senza esagerare e sono testimoni quelli di quell'epoca, andare ad un concerto rock era assai pericoloso...per fasci liberi in zona assieme ai loro protettori uniformati di stato...ANCHE LA COMUNITA' EBRAICA AVEVA PAURA!!.L'apice di questi assalti fu nel 1968 quando bande di pregiudiucati e criminali pagati e armati di calibro 9 assaltarono la facolta' di lettere a Roma con alla testa ALMIRANTE, CARADONNA TURCHI ED ALTRE BESTIE CON BANDIERA TRICOLORE...i buoni italiani evidentemente tifavono per i"giovani nazionali" arrivati dal sud e da Cave feudo del porco Caradonna ....la polizia schierata con migliaia di celerini e carabinieri stava nascosta in silenzio, mentre i picchiatori neri massacravono gli studenti...Scalzone fu gravemente ferito... feriti a decine... MA IL MOVIMENTO E GLI STUDENTI ERANO "DECINE DI MIGLIAIA" PASSARONO AL CONTRATTACCO...LA FECCIA FASCISTA FU SBARAGLIATA...e si barricarono a legge ....i fasci furono salvati dal sicuro linciaggio di massa... PER L'ARRIVO PROVVIDENZIALE DI MIGLIAIA DI UNIFORMATI E CARABINIERI CHE GENTILMENTE SCORTARONO FUORI LA MELMA NERA..... E CARICARONO GLI STUDENTI!!!!
SCUSATEMI COMPAGNI SE MI SONO DILUNGATO....ma ricordare e controinformare e rivoluzionario!!!!!...NEL FRATTEMPO DOPO MEZZO SECOLO LA MAGGIORANZA SILENZIOSA DEI BUONI E BRAVI ITALIANI CONTINUANO A TIFARE PER RONDE LEGHISTE O SQUADRACCE FASCISTE E PELATE ANCHE OGGI A CACCIA DI COMPAGNI, NERI, GAYS,INDIGENTI..
evidentemente NEL BEL PAESE, il virus e' endemico come la malaria in Amazzonia...senza offendere la malaria...L'UNICA CURA ALTERNATIVA DEFINITIVA E' L'ORGANIZZAZIONE DELL'ANTIFASCISMO MILITANTE..,I COMITATI ANTIFASCISTI DI AUTODIFESA!!!!CHE E' L'UNICO MODO PER DIFENDERCI!!!!e che in quegli anni sbaraglio' la feccia nera...
Ancora grazie per l'attenzione e saluti comunisti ed antifasciti militanti!!! 26-06-2010 18:17 - rick
La vera sinistra italiana adesso ha spazio 26-06-2010 17:13 - Mauro c.