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FUORIPAGINA
27/06/2010
  •   |  
    Trenta proposte per il dopo-crack

    Dopo la crisi, un'altra crisi? A questo alludono gli economisti quando parlano di ripresa a W, una ripresina illusoria cui segua una nuova drastica ricaduta che preluderà - chissà quando, in futuro - magari a un'altra ripresa. Solo che in questo caso, nell'Europa anno 2010, l'andamento a «doppia vu» non è dovuto a qualche arcano operare delle forze dell'economia, alla cabala o a una maledizione del vecchio continente, ma agli stessi governanti europei che hanno all'unisono deciso di strozzare la ripresa sul nascere, con manovre economiche restrittive, recessive e ammazza-welfare. Di questo si è parlato lo scorso giovedì nella presentazione romana del libro «Dopo la crisi. Proposte per un'economia sostenibile» (pubblicato da Sbilanciamoci insieme all'Etui-Istituto sindacale europeo), all'Università di Roma La Sapienza; presenti Andreas Botsch e Andrew Watt, economisti dell'Etui, con Maurizio Franzini e Domenico Mario Nuti (economisti), Gianni Rinaldini (Fiom), Gianni Alioti (Fim Cisl), Stefano Fassina (resp. economico del Pd), Giulio Marcon (Sbilanciamoci!), i giornalisti Orazio Carabini e Stefano Lepri (Il Sole e La Stampa, rispettivamente). Cercando di spostare l'attenzione dall'analisi delle brutte notizie incombenti dall'esterno (l'inconcludente G20, le disastrose manovre pubbliche europee, Pomigliano) alle proposte su politiche possibili, e praticabili da subito. Politiche per regolare e ridimensionare la finanza, che però hanno come effetto collaterale anche quello di ridare al fisco qualche strumento per non far pagare sempre gli stessi: ritorno dei controlli sui movimenti dei capitali, tassa generale sulle transazioni finanziarie, tassazione delle rendite. Politiche per dare un ruolo politico all'Europa: armonizzazione del fisco, revisione dei meccanismi automatici che scattano in caso di squilibri di bilancio e commerciali, progressivo allargamento e democratizzazione del budget comunitario. Politiche per un dopo-crescita sostenibile: carbon tax, politica industriale «verde», investimenti in nuove tecnologie, qualità e contenuti della domanda pubblica. Politiche per ridare forza al lavoro. Il gruppo di persone che da qualche anno si è formato attorno all'esperienza di sbilanciamoci.info (rivista on line che pubblica e segnala analisi e proposte sull'economia possibile) vuole fare di questo libro una piattaforma aperta per far partire una discussione «dopo la crisi». Il volume, essendo già in sé corale e plurale, si presta all'uso: ogni contributo ha la lunghezza di poche pagine, e tratta un solo argomento con l'ambizione di offrire una proposta di politica economica. Sarà in libreria da ottobre, ma è sin d'ora scaricabile in pdf dal sito (http://www.sbilanciamoci.info/Dopo-la-crisi/Dopo-la-crisi-4792), e sarà spedito a chi sottoscrive per sbilanciamoci.info. Pensiamo così di sperimentare una doppia via di distribuzione - chi vuole compra, chi non vuole o non può, potrà comunque leggere - chiedendo allo stesso tempo su base volontaria di sottoscrivere un finanziamento libero al sito per contribuire a ripagare questo lavoro. E a renderlo utile, commentando, integrando, criticando. Il libro «Dopo la crisi» (edizioni dell'asino, 2010, 220 pp, 12 euro) contiene scritti, tra gli altri, di Bruno Amable, Roberta Carlini, Antonio Cianciullo, Vincenzo Comito, Gerald Epstein, Maurizio Franzini, Francesco Garibaldo, Angelo Marano, Giulio Marcon, Grazia Naletto, Mario Pianta, Felice Roberto Pizzuti, Guglielmo Ragozzino, Alessandro Santoro, Antonio Tricarico, Andrew Watt.

     

    Su sbilanciamoci.info


I COMMENTI:
  • la politica economica in atto nel dopo crisi è la conseguenza di anni persi dietro chi proponeva il libero mercato come la soluzione di tutti i mali e di chi a sinistra voleva far sparire la fale e martello ma non proponeva niente di nuovo, c'è da segnalare che molti aspetti della politica economica viene decisa a livello di unione europea da apparati burocratici senza alcuna leggittimazione democratica e può essere proprio quella di una democratizzazione delle istituzioni europee la nuova battaglia della sinistra europea e non solo europea perchè la cina non è uno stato democratico, inoltre ci sono molte altre istituzioni non democratiche come il g8, il g20, il nafta, il fmi, la wb e il wto. questa può essere la nuova battaglia di chi si sente di sinistra in tutto il mondo. 28-06-2010 12:27 - massi
  • ma a sinistra fa così schifo parlare di decrescita?
    "politica industriale «verde»", questa è proprio ridicola, un vero e proprio ossimoro. continuiamo così, adoriamo ancora il grande moloch produttivista. bisogna ridurre l'impronta ecologica e c'è ancora chi pensa di farlo con un paio di pannelli solari. se non si mette in discussione l'intero bulimico modello di società in cui viviamo, allungheremo solo l'agonia. a questo punto è meglio premere sull'acceleratore. 28-06-2010 11:43 - kulma
  • Queste crisi del sistema capitalistico, funzionano, specificamente anche per quel che riguarda l'Italia, così : il sistema economico del paese viene mantenuto a galla da coloro che detengono i capitali privati, però l'operazione và esclusivamente a loro vantaggio presente e futuro...
    Il messaggio che ci inviano è chiaro ed è questo : voi state pure seduti sulla tazza, noi scorrazziamo in lungo e in largo con i SUV e i mega yachts..... 28-06-2010 11:11 - GB
  • Il crack non esiste se lo sorbiscono e lo creano.
    Tutto deriva da una errata rapportazione dei valore dei beni alla carta, hanno fatto tanta carta, l'hanno messa in circolazione per il benessere collettivo?
    Nò l'è vero, per espropiare a chi aveva ed ha poco per concentrarlo nelle mani di chi già aveva tanto.
    Hanno riempito le teste di illusioni più o meno pie, dell'uguaglianza del benessere della privacy, infatti pinco pallino ha la privacy ma siccome pinco pallino è piccolo insignificante la sua privacy è piccola insignificante, cosi come la sua uguaglianza ed il suo benessere, ma anche il suo diritto.
    Tutto piccolo, tutto in miniatura!
    Gli hanno dato però carta, non oro, diamanti, argento, nò, carta ora anche elettronica così il povero pinco non sà quello che ha, non sà quant'è lunga la cavezza che ha al collo e non sà nemmeno chi ha l'altro capo, lo sente solo quando viene tirato che poi gli dicono guarda è la borsa, è il mercato, è la legge della domada e dell'offerta!
    Caspità, entità astratte che tengono al cappio il povero nessuno!
    L'è come nell'era dei quaranta...tiranni, che non erano responsabili delle loro malefatte perchè rispondevano alle leggi da loro fatte! 27-06-2010 23:13 - Gromyko
  • Quante crisi si risolvono con altre crisi.
    Il mondo capitalista è eternamente in crisi.
    La loro crisi si chiama,costi di gestione e mercati ristretti.
    Che loro dibbattano delle loro crisi è giusto,che lo facciano.
    Sono cazzi loro,queste crisi.Loro hanno il potere economico,politico e amministrativo del mondo capitalista.
    Noi, come diceva la canzone di Dario Fo,quando scriveva canzoni rivoluzionarie,siamo nella stiva a remare.Cazzo ne sappiamo di quello che avviene in coperta.
    Loro ci dicono di remare più forte,altrimenti non usciamo da questa "bonaccia".
    Ma mica ci dicono di salire in coperta e vivere come loro.Noi stiamo sotto a remare e quando usciremo dalla crisi,staremo sempre sotto a remare.
    Ci chiedono di fare sacrifici,ma non ci invitano mai al banchetto che tengono di sopra.
    Noi sotto al caldo,alle fornaci a spalare carbone e loro invece a fare i balletti e sninfare coca con ballerine e signorine di primo pelo.
    Noi sotto a mangiare gli avanzi, sputacchiati e con le sicarette spente sopra, spente e loro a assaggiare le primizie del tempo.
    Pòi con la faccia come i culi dei babuini,ci dicono che la situazione e grave per tutti.
    Per noi..? Per voi!..
    Maledetti porci che vi mangiate tutto.
    Per voi che vi siete fatti trenta castelli, peggio dei monarchici che avete ghigliottinato.
    Voi che parlavate di legalità,di libertà e di fraternità,ma non avete mai spartito nulla con noi, che stiamo nella stiva.
    Ora non sapete dove andare? Ci chiamate e chiedete che vi aiutiamo.Si fateci salire,toglieteci queste catene e pòi vi facciamo vedere noi come vi aiuteremo.
    Fateci salire che vi consigleremo bene!
    Sono duecento anni che ci sfruttate e ora ci chiedete un aiuto.Fateci salire che ve lo daremo! 27-06-2010 17:00 - mariani maurizio
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  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
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  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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