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Carlo Lania
Roma Pride 2010 «Noi ci saremo»
Una cinquantina di associazioni gay e lesbiche e trans, tra le quali spiccano nomi pesanti come quello del circolo Mario Mieli e del Mit, il movimento transessuali italiano, hanno infatti deciso di non aderire al corteo accusando gli organizzatori - Arcigay di Roma, Gay Project, GyLib Roma e Azionetrans -, di averle estromesse e di voler dare un'immagine «buonista» del movimento omosessuale, più attenta a strizzare l'occhio alla destra che alla sua storia. Critiche che si estendono anche allo slogan che aprirà il corteo: «Ogni bacio è una rivoluzione», considerato decisamente troppo poco rispetto alla piattaforma di rivendicazioni da sempre avanzata dal movimento Lgbtq. Accuse alle quali le quattro associazioni messe sul banco degli imputati replicano accusando a loro volta il circolo Mario Mieli di voler monopolizzare il pride romano. Che controreplica: «Sospettiamo che il vero motivo dell'attacco nei nostri confronti - dice Andrea Berardicurti, della segreteria del circolo - sia in realtà la volontà di voler mettere le mani sull'Europride del 2011».
Insomma volano stracci, e non certo dei più belli, al punto da far temere che l'atmosfera al pride di sabato sarà calda e non solo per la calura estiva. L'appuntamento è per le 16,30 alla Piramide, punto di partenza del corteo che si concluderà in piazza Venezia dopo essere passato, per la prima volta, per la gay street della capitale. Non si fanno numeri, ma si gli organizzatori sperano che, nonostante le defezioni, la partecipazione sarà massiccia. Le adesioni alla manifestazione del resto sono state numerose: dalla Cgil all'Anpi, esponenti della politica come il governatore della Puglia Niki Vendola Vladimir Luxuria, Paola Concia e dello spettacolo come Lella Costa, Andrea Occhipinti, Melissa P. Invito esteso, anche se non in maniera formale, anche alla governatrice del Lazio Renata Polverini che però, almeno fino a ieri sera, non sembrava intenzionata ad accettare. «Con la manifestazione - dicono gli organizzatori -. vogliano dare una risposta forte agli episodi di omofobia e tranfobia degli ultimi mesi». Nella piattaforma anche la richiesta del riconoscimento dei matrimoni gay e la possibilità di poter adottare bambini, una legge contro l'omofobia e la possibilità di poter fare informazione nelle scuole.
Rivendicazioni «blande» per i contestatori. «La manifestazione è stata depotenziata - ha spiegato nei giorni scorsi Beradicurti -: non ci è piaciuto il documento politico, che non è stato condiviso, e non ci sono piaciute le modalità di costruzione. Neanche lo slogan riprende i valori con cui sono sempre stati costruiti i pride: 'Ogni bacio è una rivoluzione' è uno slogan molto leggero e di basso profilo rispetto alle istanze della comunità». Da qui la decisione di non aderire al pride e di sottoscrivere insieme a una cinquantina di organizzazioni un documento significativamente intitolato «Noi non ci saremo». «Questo pride - è scritto - trova la sua rivoluzione nei baci e nell'affettività, cioè in quanto di più blando e generico esista, con la sconvolgente amnesia delle pietre miliari e quarantennali delle lotte del movimento lgbtq, ovvero orgoglio, liberazione, visibilità, autodeterminazione, sessualità, lotta per i diritti, laicità».
«Un boicottaggio», per gli organizzatori del pride. «Il pride è un patrimonio comunque da tutelare con tutte le forze», dice Paolo Patanè, presidente dell'Arcigay nazionale., che non ci sta a definire il movimento gay come «diviso» al suo interno. «Non è così, e lo dimostra il faticoso percorso che ha portato tutto il movimento al trionfo del pride nazionale di Napoli».
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Marx parlava di riscatto delle classi subordinate quindi per questi due sopra che si chiamano di sinistra è logico vederla come hitler che ci considerava malate/i e ci buttava dentro un campo di concentramento e non come Marx che parlava di tutte le classi, per quanto atteneva il riscatto, insomma salviamo gli operai e stupriamo tutte le lesbiche e uccidiamo tutti i gay, complimenti a questi due qui sopra, almeno cercate di non chiamarvi di sinistra per cortesia. 17-01-2011 18:56 - Iskra
Invece di discutere di marxismo, lotte per l’uguaglianza e comunismo, di costruire una società con i beni in comune, chi ci tocca ascoltare? Gay, lesbiche e transessuali. Con tutto il rispetto per i suddetti, cara sinistra, su questo tema ti sei giocata presente e futuro. Perché non dichiarare onestamente che un rapporto omosessuale è contro natura (contro natura, compagni, qui non c’entra la chiesa cattolica). Non avete specchi in casa per vedere come è fatto il corpo dell’uomo e quello della donna? Secondo voi perché sono diversi?
Perché “orgoglio” gay? Non vedo niente di cui andare orgogliosi. Coppie di uomini che se lo mettono in quel posto e che poi affittano madri, adottano figli? Ma cosa c’entra tutto questo porcile con la sinistra di Marx? Perché identificare la sinistra con questi capricci da checca? Perché non descrivete quello che quasi sempre è l’ambiente omosessuale? Come è difficile uscirne per alcuni? Questo non vi garba, vero?
Dire tutto ciò vuol dire discriminare gli omosessuali? Non credo proprio. Anzi. La sinistra non prende in giro le persone, ne ha un profondo rispetto, chiunque esse siano. Ma i paletti bisogna metterli. Si discuta di materialismo storico, di economia, di socialismo. Di famiglia. Riprendiamo le idee sulla famiglia del PCI degli anni cinquanta. Altro che culattoni. La famiglia è prevista nella costituzione italiana, sapete? La società comunista è forse basata sulla famiglia gay, lesbica, transessuale? Ma chi l’ha deciso? Gli italiani di sinistra? E le droghe leggere? Dite che le droghe leggere non fanno male? Ma chi lo dice? Prendete qualunque medico condotto e vi dirà che alterano le funzioni dell’organismo. Per essere comunista devo drogarmi come fa l’imprenditore per metterlo nel c… al suo concorrente? Questo è il comunismo? No, queste sono le idee del neo liberismo, che a tanti di voi ben calzano, invece.
Ma bisogna dire la verità, quella del corpo. Che non è ambigua. Se un uomo ama un altro uomo, nessuno glielo deve impedire. Però deve sapere che mettendoglielo nel c… non può avere figli. E nessuna legge per soddisfare i suoi capricci da checca glielo deve permettere. Capito perché vi, ci giochiamo i voti in Italia? L’avete capito? Altrimenti, se per essere di sinistra devo essere busone, permettetemi che cambio strada. Se il ritratto dell’uomo i sinistra è: drogato, culattone, sporco, trasandato e cialtrone, allora dovremmo metterci d’accordo su quale tipo di società vorremmo far crescere i nostri figli. Mettere i posacenere a Venezia è di destra? Proteggere le vere da pozzo del settecento dai vandali di sinistra è di destra? Gettare le cicche in mare o per terra per mancanza di posacenere, imbrattare con la vernice i monumenti di Venezia come succede oggi con la giunta di cosiddetta “sinistra” è di sinistra? Questa è la sinistra nel 2011? Per me che da quasi 40 anni sono di sinistra, non è così. 02-01-2011 16:13 - lorenzo di sinistra
Ma come sono lontani gli anni '50! Le lotte operaie nelle grandi fabbriche del nord, l'occupazione delle terre nel mezzogiorno, la mobilitazione contro il governo Tambroni!
E ora, cosa rimane di tutto ciò?
Cosa ne è del movimento operaio organizzato? Cosa riesce oggi, ad attizzare il popolo della sinistra?
Si, proprio loro, i gay le lesbiche, i ricchioni! Quelli che un operaio di terzo livello addetto alla catena di montaggio, non si sarebbe mai sognato di avere al suo fianco nelle manifestazione per il contratto di lavoro.
Ma tant'è, i tempi cambiano e la sinistra extra-parlamentare e perdente, annaspa alla ricerca di nuovi militanti!
Povero Di Vittorio! povero Lama!. Grazie al cielo non ci sono più!, e gli avete risparmiato questa delusione! 03-07-2010 15:35 - giovanni L.