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FUORIPAGINA
03/07/2010
  •   |   Daniela Spinella
    Se la laurea non fa la differenza

    Laureato, forse anche con la lode, ma disperatamente alla ricerca di un lavoro. Anni di studi con la prospettiva di un futuro professionale gratificante - merito
    anche dei tuoi genitori che ti hanno dato quello che a loro mancava – sono scomparsi subito dopo la tua laurea. Hai solo vent’anni ma sei già senza speranze.
    In un primo momento, ancora ottimista nel poter dimostrare a te stesso e agli altri che «la tua laurea fa la differenza», ti lanci nei concorsi pubblici di ogni tipo nell’ambito delle risorse umane, dell’amministrazione e persino degli addetti
    agli sportelli di qualche importante ente statale, compilando test preliminari e questionari a risposta multipla e aspettando in un tempo indeterminato l’uscita della graduatoria dove, disgraziatamente, il tuo nome non compare mai.
    Così, perduto già l’ottimismo di partenza e cestinata la tua autostima, cambi rotta: agenzie interinali, centri per l’impiego – i vecchi uffici di collocamento con le lunghe liste di disoccupati – e i soliti annunci di lavoro, che ritieni il mezzo più affidabile e veloce per il tuo scopo. Non è quello a cui aspiravi ma, per tirare avanti e cercare qualcosa di meglio in un futuro prossimo, potresti anche  provare: in fondo, tutti i ragazzi della tua età hanno fatto «provvisoriamente» questo genere di esperienze lavorative. «Pizzeria al taglio zona tuscolana cerca ragazza bella presenza per lavoro part o full time max 28 anni tel 06…».
    Chiami per avere un appuntamento – dall’altra parte risponde una voce quasi incomprensibile che biascica le parole faticando per farsi comprendere nella tua
    stessa lingua – e consegnare il tuo Cv.
    Il tuo probabile futuro datore di lavoro ha visto il tuo Cv con molta superficialità dicendoti che ti farà sapere perché deve selezionarlo tra migliaia di altri, ma ti chiamerà per una prova di collaudo – sempre se troverà, leggendolo veramente, qualcosa che possa interessarlo.
    Nella peggiore delle ipotesi, sarà la tua stessa laurea a penalizzare la tua discreta ambizione ad un posto come segretaria, dove ti potrebbero rispondere: «Ci dispiace, ma non assumiamo laureati perché abbiamo già avuto esperienza di ragazzi che si sono licenziati dopo aver trovato il posto di lavoro adatto alla propria laurea».
    Incomprensibile paradosso pensare che una preparazione maggiore di quanto richiesto possa compromettere negativamente la tua necessità di un’occupazione tranquilla e senza troppe pretese. E i casi non sono pochi né eccezionali, con la conseguenza che spesso ci si ritrova a fare lo stesso lavoro
    «provvisorio» che facevi durante gli studi universitari.
    Sono le più svariate le situazioni di «provvisorietà» tra i giovani, che spesso si ritrovano a fare i promoter o le hostess con ingannevoli promesse di guadagno facile e veloce. Ti fanno andare in strada, magari davanti ad una grande e importante libreria, con in mano una cartellina ed uno pseudo questionario da compilare dove il massimo del tuo sforzo sarebbe fermare la gente per chiederle «Signora, lei legge libri?» e, trattenendola con lo scopo di affibbiarle una tessera da associato, alla fine del mese ti ritroveresti con uno stipendio da impiegato statale.
    Per fortuna, dopo qualche giorno di prova, l’esperienza non dura che il rapido calcolo del tempo perso in giro (di solito otto ore tra mattina e pomeriggio), il mal di testa accumulato a forza di ripetere le stesse cose, la tensione causata dalla gente che spesso ti mostra intolleranza e, infine, il reale guadagno finale che risulterebbe dalla percentuale di tessere rilasciate.
    E allora capisci che la tua laurea non fa la differenza.


I COMMENTI:
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  • Io penso che laureata o non laureata è un bel guaio pensare di trovare un lavoro da dipendente....bisogna rimboccarsi le maniche e trovare il modo di crearselo un lavoro...è un anno che lo cerco ma senza nessun esito positivo...Vi racconto la mia ultima esperienza di ricerca del lavoro tramite agenzie interinale.....
    Riepilogo annuncio. Azienda: Obiettivo lavoro. Località: Grosseto, TOS 58100. Settore Amministrazione e settore pubblico. Contratto: Full time, temporaneo/a contratto. Anni Esperienza: da 2 a 5 anni. Cod.Rif.COL22206M. Descrizione annuncio. Obiettivo Lavoro Spa, Agenzia per il lavoro, filiale di Siena, è incaricata selezionare un/a COLLABORATORE AMMINISTRATIVO/A per Cliente appartenente al comparto degli Enti Pubblici. Il profilo ricercato verrà adibito a mansioni di segreteria, tra cui gestione del protocollo informatico, scrittura di verbali e comunicazioni agli utenti, gestione archivi cartacei ed informatici. Ricerchiamo: -figura impiegatizia con esperienze nel settore amministrativo, con particolare interesse quello pubblico; -settore scolastico di provenienza: maturità commerciale con specializzazione contabilità aziendale; -competenze informatiche relative a pacchetto Office, con particolare riferimento a Word, Excel, power-point e posta elettronica. Offriamo: -contratto di somministrazione a tempo determinato della durata di sei mesi cerca, per temporanea necessità di utilizzare figure attualmente non presenti in organico. Sede di lavoro: Grosseto. Riepilogo annuncio. Azienda: Obiettivo lavoro. Località: Grosseto, TOS 58100. Settore Amministrazione e settore pubblico. Contratto: Full time, temporaneo/a contratto. Anni Esperienza: da 2 a 5 anni. Cod.Rif.COL22206M. Descrizione annuncio. Obiettivo Lavoro Spa, Agenzia per il lavoro, filiale di Siena, è incaricata selezionare un/a COLLABORATORE AMMINISTRATIVO/A per Cliente appartenente al comparto degli Enti Pubblici. Il profilo ricercato verrà adibito a mansioni di segreteria, tra cui gestione del protocollo informatico, scrittura di verbali e comunicazioni agli utenti, gestione archivi cartacei ed informatici. Ricerchiamo: -figura impiegatizia con esperienze nel settore amministrativo, con particolare interesse quello pubblico; -settore scolastico di provenienza: maturità commerciale con specializzazione contabilità aziendale; -competenze informatiche relative a pacchetto Office, con particolare riferimento a Word, Excel, power-point e posta elettronica. Offriamo: -contratto di somministrazione a tempo determinato della durata di sei mesi cerca, per temporanea necessità di utilizzare figure attualmente non presenti in organico. Sede di lavoro: Grosseto. Si tratta di un contratto di somministrazione lavoro ciò significa che in realtà vieni assunta dall'agenzia interinale per lavorare per 6 mesi in un ente pubblico. L'agenzia interinale della quale stiamo parlando si trova a Siena, quindi, quando vengo contattata dalla stessa per un colloquio sono ben disponibile, in una giornata torrida d'estate (lun.28 giugno alle 11.00), ad andare a Siena perchè sentendo parlare di pubblico impiego penso che si tratti di un lavoro serio. Arrivo presso l'agenzia, compilo il modulo con i miei dati anagrafici, c.f. compreso, copia patente, consegno il curriculum vitae...Mi dicono che ho titoli per candidarmi a questo lavoro....e vorrei vedere ho un diploma contabile e in 35 anni ho fatto il collaboratore amministrativo per 14 ....
    Ma di quale lavoro si tratta esattamente? in quale ente pubblico dovrei lavorare?
    L'impiegata dell'agenzia autorizzata alla preselezione mi risponde: "no! non glielo possiamo dire perche c'è la privacy......"
    Io: "Non capisco....perchè?"
    Lei: " Perchè loro (l'ente pubblico) ci hanno dato l'incarico qui a Siena per tenere maggiore riserbo....non vogliono gente che va a rompergli le scatole........per questo non possiamo dirlo...."
    Io: "Ma a me può dirlo.....non ho nessun interesse a pubblicizzarlo....anzi...ed io di sicuro non andrei a rompere perchè andrebbe a mio svantaggio..."
    Lei: "Assolutamente no! non vogliono...tu comunque hai il curriculum idoneo per questo lavoro....ma anche se ti scelgo non t'illudere perché ciò significa che finisci dentro un busta chiusa, sigillata....insieme ad altre due candidate di pari livello come te .......poi loro procederanno all'estrazione e se sei fortunata........."
    Ed io ridendo sbigottita: "Ma questo lavoro è come un quiz alla tv!"
    Lei: "Si, lo so che non è bello!.....ma è così!...devo scegliere 3 persone da mettere in busta al resto pensano loro....."
    Io: "Allora speriamo di esserci in quella busta e di essere fortunata..."
    Lei: "Si, te lo auguro....poi se così non fosse sarà per una prossima proposta di lavoro....chissa! tanto abbiamo tutti i suoi dati.....comunque ti farò sapere....
    Dopo 10 giorni mi telefona e mi dice: "T' ho chiamato per dirti che non sei stata scelta..."
    Non sono stata ad approfondire se ciò volesse dire esattamente che non sono stata estratta o se proprio in quella busta non ci sono finita.........perchè a qualsiasi risposta non avrei comunque creduto. Ma lei, tanto gentile, mi ha detto, non ti preoccupare, andrà meglio la prossima volta....vedrai se ci capita qualcosa ti chiamiamo.

    Successivamente mi chiama l'agenzia interinale Ali di Grosseto presso la quale sono iscritta da un anno e mi chiamano per una preselezione......vado al colloquio....si tratta di un lavoro come segretaria.....va bene...OK: mi interessa!....poi mi dicono: ma il lavoro è per un solo mese....agosto!...ed io: si ma c'è la possibilità che prosegua? assolutamente no....anzi noi abbiamo provato a chiedere alla ditta di fare almeno un contratto autunnale ma la ditta ci ha risposto che loro quando assumono per più mesi assumono sempre persone in età di apprendistato....Io ho rifiutato il lavoro perché agosto è l'unico mese in cui mi posso godere pienamente della mia famiglia e non ci rinuncio per lavorare un solo mese. Poi ho accennato a questa agenzia la mia esperienza di colloquio a Siena....mi hanno confermato che è normale in fase di preselezione non sapere il nome della ditta che assume.....comunque l'Ente Pubblico era l'INPS perchè l'agenzia che ha vinto l'appalto per il lavoro interinale destinato agli uffici inps è obbiettivo lavoro....lo sappiamo perchè abbiamo partecipato anche noi alla gara d'appalto.......Poi gli ho raccontato della storia delle buste come sistema di selezione e ne sono rimasti sorpresi e gli ho chiesto: Secondo voi cosa dovrei pensare? Loro: Che sapevano già chi ci dovevano mettere!
    Ed io: se lo dite voi, ci credo!
    Ma allora, cosa ci hanno guadagnato a chiamarmi per quel colloquio se già sapevano chi ci dovevano mettere? I miei dati anagrafici che finiscono nel loro database, utili, insieme a tanti altri, all'ottenimento di finanziamenti statali ed europei.......infatti ho scoperto che la maggior parte dei loro annunci sono "specchietti per le allodole" che servono a portare nei loro uffici disoccupati nella speranza di un lavoro....e invece si ritrovano soltanto a compilare un modulo con tutti i propri dati (preziosissimi dati!)
    Una disoccupata arrabbiata 15-09-2010 12:44 - Marzia
  • Io sono emigrata una settimana dopo la mia laurea in Chimica Industriale. Dopo 3 anni ho provato a ritornare in Italia e l'unico colloquio che ho fatto e' stato un disastro dove ho rifiutato il lavoro che mi avevano offerto perche' mi avrebbero pagato un cifra ridicola..sono finita in Australia. Mi manca l'Italia ma ho perso le speranze di tornare. Non ci riesco propio a farmi sottopagare e' piu' forte di me. 17-07-2010 14:44 - grazia
  • Io non voglio mica lavorare. Devo. Mi sono sempre fatto un mazzo per studiare, per sopravvivere, per continuare a studiare. Trovandomi in ambienti permeati di una tale ignoranza che alla fine ci ho preso gusto, per potere apprendere anche da questo. Molto meglio la pizzeria che l'ufficio da jetset, senti a me. Sopra di noi stanno dirigenti spesso incapaci di lavorare con un foglio excel, figurarsi come dirigono cosa. Quello che conta in una compagnia strutturata sono la posizione e la connivenza, mentre la capacità è un extra non richiesto. Questo è il paradigma dominante del sistema iperstabile, coesione di economia e burocrazia, politica e finanza. Questo perché ci affanniamo a vendere per produrre ciò che non serve e a ribadire confini che creano poteri. Se le cose vanno male, le ragioni ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. Ma una cosa mi è sempre stata chiara: il sapere non è uno strumento, bensì una necessità, un sentimento, la base di ogni missione che diventa cultura che è solo alimento della vita sociale. Io non voglio mica lavorare: voglio essere attivo, voglio migliorare la mia vita, quella degli altri, magari l'ambiente, voglio fare cose fatte per bene e per farlo debbo sopravvivere. Fuori e dentro. Continuerò a studiare: mi sono licenziato. 09-07-2010 04:30 - Alberto
  • francamente non capisco l'astio nei confronti di quest'articolo. E' la verità, purtroppo. E certo, non è che uno solo perché studia x diverrà anche x, ma che cazzo, vuoi mettere la goduria di trovati ad un concorso per la COOP dove il titolo di laurea non conta niente nemmeno per fare il commesso? E magari sai benissimo che 'certi' sono riusciti ad 'entrare', vattalapesca come (e mi fermo qui, ma ci siamo capiti). La società non assorbe quei pochi giovani che ci sono, perché di fatto abbiamo bisogno di schiavi. E scusate, ma non è che all'estero presto ci sarà più che da noi, il problema è GLOBALE. Esaurimento delle risorse, degli spazi, dei denari. Alla fine per maneggiare un fucile o un aratro non ci vorrà la laurea. Ma che un Paese come il nostro non dia spazio ai gggiovani perché è pieno di raccomandati e di figli di.. eh, è dura! E' dura che una faccia più carriera come velina che come dottoressa, no? ma se non capiamo questo, forse ci meritiamo quello che abbiamo e anche di più. E B. ce lo darà. In quel posto lì. 06-07-2010 00:59 - s.m.
  • caro MATTEO, ahimé non credo che BOZEN sia rappresentativa della situazione italiana. sono appena tornato da un colloquio: in cui hanno cercato di vendermi qualcosa. non faccio nomi. io apprezzo la tua reazione e la tua forza di volontà, ma serve solo per dire che tutto alla fine andrà bene. si forse, alla fine, tra vincitori e vinti, tutto andrà bene per qualcuno. 05-07-2010 17:04 - vives
  • Condivido molti dei commenti di questo articolo... un pò meno l'articolo che effetivamente non articola decentemente un problema importante della nostra società. Anche io sono un neo-laureato che ora prosegue con un master e intanto a trovato lavoro come insegnante. Mi chiedo solo una cosa: ma le persone studiano perchè vogliono il posto fisso e avere il culo parato oppure perchè lo studio è la base della civiltà e del progresso della società civile stessa? Mi sembra più che ovvio che, dopo aver speso (volentieri)anni di studio e una cospicua somma di denaro, si pretenda un posto corrispettivo delle proprie capacità e competenze. Ma se questo posto non c'è? Allora mi adatto, di certo non vado a infastidire la gente (vendendo tessere). Faccio il muratore, l'idraulico, l'elettricista o qualsiasi cosa d'altro. Mi dedico ad una disciplina perchè anche quello è studio. Fanculo alla predominanza del lavoro intellettuale se non riesco neanche a trovarlo quel lavoro. Credo sia troppo bello esigere che la società ti dia tutto solo per il fatto che tu lo chieda. Vengo da una famiglia di lavoratori che con grandi sacrifici ce l'hanno sempre fatta. I figli si sono laureati ma non hanno problemi a fare lavori umili o pesanti perchè nel lavoro sta la forza, la forza di rivendicare diritti ed eguaglianza e soprattutto la possibilità di comprendere come la vita può essere insieme dura e felice. 05-07-2010 10:40 - Matteo_Bozen
  • Il problema, a mio avviso, non sono le Università italiane, che non hanno nulla da invidiare a quelle straniere, anzi alcune facoltà offrono una formazione migliore o i laureati italiani, che si impegnano oggi da 4 a 6-7 anni, con master e dottorati, per formarsi e fornire un servizio utile alla collettività, bensì il mondo del lavoro, perchè la classe impendritrice italiana, avida ed ottusa, non riesce ad utilizzarli nel modo migliore.
    I laureati italiani sono, di gran lunga, sotto la media europea, per numero rispetto al numero della popolazione, con percentuali vergognose, questo grazie alla "lungimiranza" di chi nei lontani anni '80, preso da un delirio d'onnipotenza, pensò che era sbagliato avere le università "aperte" e ideò l'orrore del numero chiuso.Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, una parte dei giovani è emerginato ed escluso completamente dalla società e si rifugia nella violenza, nel bullismo o nell'indifferenza politica.Le università, ai miei tempi, erano luoghi di cultura aperti a tutti, dove ci si incontrava e scontrava, a volte, dialetticamente, con ragazzi e ragazze di ogni ceto sociale ed anche questo agevolava la coesione sociale ed impediva il sorgere nella società di pericolosi rigurgiti nazistoidi.
    Che cosa dire poi del fatto che in tutti i codici deontologi professionali si prevede che il periodo di pratica non debba essere retribuito? Questo è il retaggio di una società classista, che nessuno in Italia ha ancora il coraggio di cambiare, perchè non assicurare ai laureati uno stipendio, anche prima del superamento dell'esame abilititativo all'esercizio della professione? In realtà lo sfruttamento dei laureti è considerato accettabile, dalla maggior parte degli italiani, in vista dei futuri enormi guadagni che,invece, non si realizzeranno mai.
    Romana Mancini. 05-07-2010 09:40 - romana mancini
  • ANTONIO, non so se volevi essere sarcastico (fuori luogo, in tal caso!). se dici sul serio non c'è bisogno che sogni, è già realtà. i laureati italiani fanno tutto, in moltissimi, tranne quello che vorrebbero fare. salvo quelli con la professione preparata dal familismo e le clientele... e che poi ci vengono a prendere per il c. a noi qui?! 04-07-2010 21:53 - vives
  • Le università italiane non fanno la parte che vorrebbero i liberisti, perchè ancora reggono nel garantire un istruzione che è di massa.Cosa vogliamo un sistema che prometta di essere collegato con il mondo del lavoro.Allora alla porta storia e filosofia entra l'impresa, l'organizzazione dell'azienda.Questa roba con Berlusconi non è già entrata addirittura nella politica.Bene attenti voi del Manifesto dove la laurea e d'obbligo-vi dite comunisti e di comunismo praticare poco la stessa teoria dei classici-stidiate economia alle università con LUnghini che è accademico dei Lincei ma voi lo leggete Marx?cIao 04-07-2010 17:18 - anna
  • avete e proponete una visione del sapere limitato ed organico al mantenimento del sistema così com'è. Giurisprudenza per fare quelle cose lì; biologia per quelle altre; medicina per altre ancora e via di questo passo. Io sogno invece un paese dove il laureato in medicina faccia il barman, il filosofo il bidello, lo psicologo il taxista, il veterinario il ferroviere. Non so se sono stato chiaro!!!!! 04-07-2010 17:04 - antonio
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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