-
|
Roberto Ciccarelli
«Docenti fannulloni». Bagarre a Roma
Duecentonovanta mozioni e documenti siglati da tutti gli organi universitari di ordine e grado nel giro di tre mesi. Sette Senati Accademici hanno stigmatizzato la grave situazione in cui versa l’università italiana. Quarantuno atenei sono in stato di difficoltà per l’indisponibilità di oltre il 62,32 per cento (8.774) dei 14.080 ricercatori a ricoprire gli incarichi non obbligatori di insegnamento a partire dal prossimo ottobre. Dodici mozioni della Conferenza dei Rettori (Crui), del Consiglio Universitario Nazionale (Cun) e delle conferenze dei Presidi hanno
espresso una critica al disegno di legge Gelmini ancora in attesa di essere discusso al Senato.
Sarà pure mossa, e approssimata per difetto, ma ad un paio di settimane dall’inizio della generale estate è questa la fotografia dello stato di agitazione che percorre l’università italiana. Stretti nella tenaglia del taglio del finanziamento stabilito dalla legge 133 al Fondo ordinario di finanziamento degli atenei (1,5 miliardi sugli 8 complessivi) e la drastica cura dimagrante agli stipendi comprensiva di snellimento della tredicesima prevista nella manovra finanziaria, i docenti (ordinari e associati) hanno cominciato a muoversi alla fine di giugno.Il 23 giugno la facoltà di Lettere della Sapienza ha approvato il «rinvio» degli appelli estivi. Ne è seguito un parapiglia nel quale alle proteste degli studenti
davanti ad una decisione inefficace se circoscritta ad una sola facoltà si sono aggiunte le reprimende del rettore Luigi Frati che ha minacciato misure contro
l’astensione da un «pubblico servizio» danneggiando gli studenti che, a suo dire, sono «gli utenti più fragili» dell’università.
In un’infuocata conferenza stampa convocata ieri dai presidi del polo umanistico, il rettore-manager dell’ateneo più grande d’Europa, a cui di solito non manca un protagonismo venato da toni populistici, ha ribadito la sua battaglia «gelminiana». Si è impegnato nella battaglia senza quartiere contro quel 30% di «docenti» fannulloni che non hanno prodotto nulla negli ultimi
dieci anni. Sembra che l’intenzione «di fare pulizia» - così ha detto Frati – riguarderà le facoltà dove insegnano i docenti impegnati negli studi professionali. Non sono chiari al momento i modi che userà per realizzare l’obiettivo ma sembra che le sue attenzioni riguarderanno la facoltà di Giurisprudenza. Uno spettro sin troppo limitato, visto che il problema interessa molte altre facoltà.
Messi da più parti sotto pressione, i docenti hanno infine ridimensionato la loro protesta ad un’astensione dagli esami fino al prossimo 9 luglio, giorno in cui terminerà la settimana di mobilitazione convocata dai sindacati e dalle associazioni della docenza contro le politiche governative sull’università. Dal 13
luglio gli esami verranno svolti a lume di candela fino alle 5 del mattino. Il giorno successivo verranno fatti nei viali della città universitaria. «Una protesta folcloristica» l’ha definita ancora Frati, provocando qualche educata alzata di ciglio da parte dei docenti.
Nei prossimi cinque anni dalla Sapienza andranno in pensione 1.400 docenti, un terzo del corpo docente. Gli annunci del governo sulle pensioni hanno provocato una reazione caotica al punto da spingere molti a chiedere il pensionamento anticipato. Solo a Lettere saranno in 25, a Scienze umanistiche sono 12. Se si aggiunge che i ricercatori che incroceranno le braccia il prossimo anno accademico saranno 48 su 74, allora il conto è presto fatto.
Stando alle previsioni del preside di Scienze Umanistiche Roberto Nicolai, una parte consistente dei corsi di laurea della sua facoltà non riuscirà a partire. Una previsione che, in mancanza di dati certi, si ferma solo al primo anno ma che minaccia di estendersi a quelli successivi qualora non si riescano a raggiungere
i «requisiti minimi» dei docenti che dovranno tenere lezione. Se nulla cambierà, tra un anno i 27 mila studenti del polo umanistico della Sapienza si vedranno
imporre il «numero programmato» proprio come accade nelle facoltà di medicina o di architettura.
Benché continuino a confessare la propria preoccupazione per le sorti dei «giovani» ricercatori, nei documenti dei docenti non c’è alcun riferimento alla riforma del sistema dei concorsi. Alla nostra domanda è stato risposto che la mancanza dei fondi impedisce oggi di porsi questo problema. Non c’è da dubitare che esista tra loro il desiderio di risolvere la crisi del sistema universitario. Solo che bisognerebbe prenderlo sul serio e porsi da subito il problema della democrazia nell’accesso alla ricerca. Per riavviare questa macchina in panne non basta più la denuncia del blocco del turn-over, né l’evocazione dello spettro di una meritocrazia salvifica, ma astratta.
- 31/07/2010 [13 commenti]
- 31/07/2010 [5 commenti]
- 30/07/2010 [6 commenti]
- 30/07/2010 [7 commenti]
- 29/07/2010 [19 commenti]
- 29/07/2010 [3 commenti]
- 28/07/2010 [29 commenti]
- 28/07/2010 [7 commenti]
- 27/07/2010 [22 commenti]
- 27/07/2010 [2 commenti]
- 27/07/2010 [2 commenti]
- 25/07/2010 [5 commenti]
- 25/07/2010 [17 commenti]
- 25/07/2010 [2 commenti]
- 25/07/2010 [19 commenti]
- 24/07/2010 [12 commenti]
- 24/07/2010 [3 commenti]
- 23/07/2010 [6 commenti]
- 23/07/2010 [7 commenti]
- 23/07/2010 [55 commenti]
- 22/07/2010 [4 commenti]
- 21/07/2010 [13 commenti]
- 21/07/2010 [24 commenti]
- 20/07/2010 [8 commenti]
- 20/07/2010 [0 commenti]
- 19/07/2010 [14 commenti]
- 19/07/2010 [20 commenti]
- 18/07/2010 [45 commenti]
- 18/07/2010 [2 commenti]
- 17/07/2010 [3 commenti]
- 17/07/2010 [5 commenti]
- 16/07/2010 [6 commenti]
- 16/07/2010 [22 commenti]
- 15/07/2010 [6 commenti]
- 15/07/2010 [8 commenti]
- 14/07/2010 [14 commenti]
- 14/07/2010 [2 commenti]
- 14/07/2010 [6 commenti]
- 14/07/2010 [14 commenti]
- 13/07/2010 [38 commenti]
- 12/07/2010 [22 commenti]
- 12/07/2010 [1 commenti]
- 12/07/2010 [4 commenti]
- 12/07/2010 [2 commenti]
- 11/07/2010 [2 commenti]
- 11/07/2010 [4 commenti]
- 10/07/2010 [7 commenti]
- 10/07/2010 [4 commenti]
- 07/07/2010 [15 commenti]
- 07/07/2010 [9 commenti]
- 06/07/2010 [6 commenti]
- 06/07/2010 [10 commenti]
- 05/07/2010 [9 commenti]
- 05/07/2010 [7 commenti]
- 04/07/2010 [2 commenti]
- 04/07/2010 [2 commenti]
- 03/07/2010 [28 commenti]
- 03/07/2010 [0 commenti]
- 03/07/2010 [3 commenti]
- 02/07/2010 [14 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Fanaticolandia 2
di luca celada - 13.02.2013 07:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11











Devono pagare gli evasori fiscali. I debiti ci sono perchè la borghesia delle professioni, il commercio e l'impresa evadono il fisco. Poi ci sarebbero quegli enti inutili come le province, le comunità montane. Ma su questo tasto la lega è più realista del re (roma ladrona). 06-07-2010 21:37 - francesco
Di recente, sono stati "scudati", botta secca, circa 100 mld di E. che corrispondono a circa 200.000 mld delle vecchie lire,
Il governo dice che saranno investiti, ma dove non si sa, anche perchè parte sono rimasti nei circuiti finaziarii inteernazionali. Lè dove confluiscono, armi, droga, tutti i pèroventi del malaffare.
A fare?
Boh; Se ci è andata bene, in bonds del debito pubblico. Quale?
Speriamo italiano.
Queste operazioncelle non le abbiamo fatte nè noi, nè i nostri padri.
Pubblico, privato, quello che, da sfruttati, percepiamo ha sempre meno valore.
Se sei giovane e credi che tuo padre era/è un privilegiato, ti sbagli.
Sfruttato dal sistema lui, senza futuro, speriamo di no, tu.
I grandi della terra sono stati ad Ottawa. Potevano decidere qlcs per evitare che la finanza internazionale continui a mangiarsi l'economia reale. Non hanno deciso niente. O almeno sembra perchè poi, come dicono i napoletani, dans les coulisses, nelle segrete stanze...
Noi non possiamo fare niente, ma non siamo i responsabili del debito pubblico. Possiamo dirlo e farlo sapere con metodi e mezzi democratici
I veri responsabili sono i soliti ignoti dello scudo di cui sopra. Loro e tanti altri che girano in quei paraggi.
Come gli operai di Pomigliano siamo impotenti di fronte ad un Marchionne che ha il coltello della globalizzazione dalla parte giusta. Per lui.
Non voglio parlarti di spese militari, però almeno i responsabili non cerchiamoli fra noi.
Speriamo che questo governo cada, Bersani è, cmq, qlcs di meglio.
Speriamo che, almeno, appioppi una bella mazzata(finanziaria) a Berlusconi. L'occasione poteva esserci, se fosse stato al governo, con l'assegnazione delle concessioni delle frequenze.
Poi, il debito? Chi vivrà, vedrà. Io me ne andrò in pace con la coscienza.
Ti saluto, c5 06-07-2010 21:25 - chomsky5
Costui?
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-barone-Frati/1477028/8
Beh, deve avere qualche altro parente da sistemare.
Chissà, però, se il previsto 30% di tagli per quelli che non fanno "produrre" agli studenti gli basterà.
Se si rivolge alla filiale CEPU dei quartieri spagnoli hai voglia quanta "produzione".
saluti c5
saluti 06-07-2010 17:35 - chomsky5