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FUORIPAGINA
06/07/2010
  •   |   daSud
    No alla mafia e no al Ponte
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    Con il blitz dei suoi attivisti e lo striscione srotolato da Trinità dei Monti, in piazza di Spagna, nel centro di Roma, con la scritta “Il Sud frana e le mafie se la ridono dal Ponte” parte l’edizione 2010 della Lunga marcia della memoria, l’evento annuale per i diritti e contro le cosche dell’associazione daSud che quest’anno è dedicata ai nuovi linguaggi antimafia, alla libertà di informare e raccontare nel Paese dei misteri, alla richiesta di giustizia per le vittime innocenti delle mafie, alla giustizia ambientale e sociale verso Cancun.
    La scelta di rilanciare nella Capitale la questione aperta del Ponte sullo Stretto, proprio adesso che sono iniziati i lavori preliminari per 60 milioni di euro a Messina e Villa San Giovanni, non è casuale. Come nelle due precedenti edizioni, la Lunga Marcia vuole portare all'attenzione dei media e dell'opinione pubblica temi fondamentali per la tenuta democratica e civile dell'Italia intera, eppure spesso trascurati o raccontati male.
    Il Ponte sullo Stretto, appunto, ma anche la drammatica condizione dei migranti, il problema delle mafie, gli attacchi alla libertà di informazione, la tendenza dei governanti all’oscurantismo e il dovere di raccontare le storie dimenticate della meglio gioventù italiana, a partire da quelle delle vittime innocenti dei clan.
    Il Sud frana, come il modello economico e politico che governa tutto il Paese. E non solo le mafie se la ridono. Con loro le multinazionali, in attesa di mettere le mani sui finanziamenti pubblici. Come le guerre, l'acqua e le grandi infrastrutture, questo Ponte è solo il frutto avvelenato della shock economy, una delle “mucche da mungere”, operazioni fatte con denaro pubblico ma pensate per portare profitto ai privati e che arricchiscono le mafie. Il Ponte non lo vogliamo perché non c'è spazio nella nostra idea di futuro per quest'opera inutile e dannosa, perché è la risposta sbagliata all’emigrazione forzata dei giovani meridionali, perché cancella un angolo di rara bellezza e calpesta la nostra memoria. E perché è il feticcio di una classe dirigente che concepisce la politica come occupazione cieca  del territorio.  
    Un no al Ponte che non è più solo una rivendicazione territoriale del Mezzogiorno. Con noi, a dire No al ponte c'è anche la Rigas, la Rete italiana per la Giustizia ambientale e sociale. Un nuovo soggetto nazionale - nato dopo la prima Conferenza Mondiale sulla Giustizia climatica di Cochabamba - che raccoglie tutte le realtà italiane che vogliono arrivare alla Conferenza Onu sul Clima di Cancun con nuove proposte, idee e progetti. Ma anche con un netto rifiuto alle politiche che aumentano la distruzione ambientale, la povertà, le mafie. Il Ponte è espressione di queste politiche, che hanno già devastato il territorio.

    Dopo l’anteprima di oggi, la Lunga Marcia della Memoria, giunta alla sua terza edizione, attraverserà il Sud del nostro Paese – dalla Calabria alla Puglia - durante i mesi di luglio, agosto e settembre per ragionare sui nuovi linguaggi antimafia. Musica, fumetti, murales, fotografie, video, scrittura e performance sono alcuni dei mezzi espressivi che caratterizzeranno le giornate dell’associazione daSud e gli strumenti adottati per raccontare nuove storie, rivendicare diritti civili e sociali, promuovere la partecipazione dei cittadini contro le mafie, chiedere giustizia e verità sulle vittime innocenti delle mafie.
    Esercitiamo con forza il diritto a raccontare la verità: l’Italia è in mano alle mafie. Il Paese reale è andato ben oltre “La Piovra” degli anni 80. Raccontiamo con passione, con la potenza dei nuovi linguaggi espressivi, con la forza immaginifica che viene dalla contaminazione delle forme espressive. Un diritto messo in discussione costantemente. Al quale non sappiamo rinunciare.
    Sono tante le strade a percorrere per reinventare un linguaggio che oggi più che mai ha bisogno di richiamare all'impegno antimafia nuove generazioni e strati sociali ancora marginali. L'obiettivo è ricominciare da Sud la Lunga Marcia che porta dalla memoria al futuro.

    Galleria fotografica. Guarda le foto del blitz a Trinità dei Monti

     


I COMMENTI:
  • SI TAGLIANO LE SPESE SOCIALI PERCHE' AL DIRE DEL MINISTRO UNO E TRINO , TREMONTI IL MISTERO CONTABILE FATTOSI UOMO BISOGNA TAGLIARE I FONDI ALLA SANITA' UN BENE UNIVERSALE E INSCINDIBILE PER LA UTILITA'E VIRTU' SOCIALE, PIANO PIANO VIENE SMONTATA A FAVORE DELLA SUA PRIVATIZZAZIONE. VIENE NEGATO ALLE REGIONI QUEL MINIMO DI TRASFERIMENTI DI FONDI CHE SERVONO A FARE FUNZIONARE LO STATO SOCIALE CHE SI TRADUCE IN SERVIZI SOCIALI A CITTADINI IN DIFFICOLTA'. LA SCUOLA TUTTA , UNIVERSITA' COMPRESA SI TAGLIANO I FINANZIAMENTI QUANDO I MAGGIORI PAESI EUROPEI SPENDONO IL DOPPIO DELL' ITALIA PER LA ISTRUZIONBE E SOPRATUTTO NELLA RICERCA.MA DALL'ALTRA PARTE SI SPENDONO UNA QUANTITA' ENORME DI DENARO PER OPERE OGGI INUTILI COME IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA E PER LE FORZE ARMATE CHE FANNO LA GUERRA IN AFGANISTAN.QUANDO UN BUON PADRE DI FAMIGLIA SI TROVA IN RISTRETEZZE ECONOMICHE RISPARMIA SULLE COSE CHE SONO SUPERFLUE . TREMONTI E BERLUSCONI E TUTTO IL CENTRO DESTRA NON SONO PER NULLA "BUONI PADRI DI FAMIGLIA "E NEMMENO BUONI AMMIUNISTRATORI . LO ESTRAPOLIAMO DAL DEBITO PUBBLICO CHE E' AUMENTATO DI PARECCHI MILIARDI DI EURO DA QUANDO IL <<GHE PENSI MI!>> E' A CAPO DEL GOVERNO DI QUESTA ITALIA CHE MERITEREBBE DEI AMMINISTRATORI SOBRI. 07-07-2010 15:05 - ERACLE
  • Il ponte serve solo alla mafia e a chi la sostiene, dovrebbero protestare tutti i cittadini corretti nn solo le associazioni.
    W l'ITALIA 07-07-2010 11:03 - serio
  • Ho saputo che sono stati appena denunciati due altissimi ex dirigenti di Trenitalia che intrallazzavano con gli appalti della manutenzione ferroviaria incassando un bel pò di bustarelle. Chissà se le ditte che hanno vinto gli appalti truccati hanno poi eseguito i lavori a regola d'arte, oppure per risparmiare denaro hanno cobinato dei pasticci che magari prima o dopo saranno causa di incidente mortali. E questo il sistema della libertà che piace tanto ai berluscones, ma se qualcuno protesta allora salta fuori sempre qualcuno che dice che noia, che barba ! Pensate a quanti intrallazzi, a quanti imbrogli vi saranno in un affare di colossali proporzioni come quello del Ponte di Messina. Pensati a quanti incidenti, a quanti morti, a quante disgrazie capiteranno in questa Italia berlusconizzata ormai marcia dentro e collusa con la Mafia in ogni sua parte. Certo che bisogna dire di NO! E se qualcuno si annoia, che vada a guardare le veline alla TV. Oppure che vada a farsi fottere. 07-07-2010 08:31 - gianni
  • @giovanni L.
    1) Si alla sistemazione delle frane messinesi ed a quelle prossime venture. Bertolaso dixit;
    2) Sì alla restituzione dei fondi europei per la TAV, Occasione buona per eliminarli e contrattare una quota associativa meno onerosa, Se non è possibile li mandassero finalizzati alla realizzazione di pale eoliche e di pannelli solari.

    3)Sì ad impedire che un imprenditore si metta a fare il politico e detti condizioni che non gli competono. Semmai gli si dice: "Vai da Picone e digli che venga di persona"

    4) Si alle sanzioni ONU per Israele, Il CdS Onu, nel cassetto, ha millanta risoluzioni che Israele non rispetta. Gli americani mettono il veto? Cioè? Dicono no e che si fa? Si esce dall'ONU e non si pagano le quote associative...

    5) Sì alla creazione di un esercito europeo;
    S') Alla creazione di un'Europa politica. Non vogliono? Si esce.

    Mi fermo perchè ho paura che lo spazio a disposizione mi sia finito.
    Ti saluto c5 06-07-2010 21:58 - chomsky5
  • no al ponte, no alla tav, no alle riforme, no al referendum di Pomigliano, no al nucleare, no a Israele,no alle missioni di pace, no a questo, no a quello,.......
    uffa! che barba! che noia!.. 06-07-2010 18:39 - giovanni L.
  • sono pienamente in sintonia con i dimostranti,il ponte serve a far arricchire qualcuno e gli amici di qualcuno.In un momento di crisi come l'attuale non ha senso spendere tanti soldi del contribuenti. 06-07-2010 18:29 - giobatta
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  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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