mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
12/07/2010
  •   |   Eleonora Martini
    Imbavagliati e strozzati

    Se gli imbavagliati si ribellano, l’imbavagliatore alza il tiro. E non solo a parole. Venerdì sera, a conclusione della giornata di quasi totale black out informativo dovuto allo sciopero dei giornalisti contro il ddl intercettazioni, mentre Silvio Berlusconi preparava il videomessaggio per avvisare il Paese che «la libertà di stampa non è un diritto assoluto», la commissione Bilancio del Senato ha  sferrato il colpo esiziale alla stampa libera bocciando – dopo un iter lungo e sofferto, e non senza imbarazzo da parte di alcuni esponenti del Pdl – un emendamento all’articolo 7 della manovra economica che prorogava per altri due anni il fondo per l’editoria, impegnando contemporaneamente il governo a lavorare per un riforma seria del settore capace di colpire furbizie e abusi. Due anni di respiro in più per i giornali cooperativi, di partito e non-profit, quelli condannati a morte dai tagli di Tremonti.

    E siccome in un Paese dove c’è cultura ci si accorge più facilmente che manca la libertà di stampa, il lavoro di "pulizia" è stato completato bocciando anche un altro paio di emendamenti che tentavano di salvare l’Ente teatrale italiano e altri 232 enti culturali che dovranno fare i conti con il dimezzamento dei fondi statali. Con buona pace del ministro poeta Sandro Bondi, silente e assente.
    Puntuale come una rivendicazione d’attentato, è arrivato il messaggio del Cavaliere contro «la stampa schierata con la sinistra, pregiudizialmente ostile al governo, che disinforma, distorce la realtà e calpesta in modo sistematico il diritto sacrosanto della privacy dei cittadini». Sono loro gli imbavagliatori «della verità», spiega l’uomo di Arcore rivolgendosi ai «Promotori della libertà». Che non si sa bene chi siano ma si capisce solo che sono ispirati dal modello di giornalismo libero e obiettivo alla Bruno Vespa, di cui il premier è stato ospite giovedì sera per una cena con il governatore di Bankitalia Draghi, il presidente di Generali Geronzi, il segretario di stato Vaticano Bertone e l’immancabile
    Gianni Letta. Una bella merenda consumata insieme, proprio nel bel mezzo dello sciopero dei giornalisti.
    Insomma, la verità per Berlusconi è che sono i giornalisti di sinistra a calpestare
    «il diritto ad un uso sereno del telefono», e «invocano la loro libertà come se fosse un diritto che prescinde dai diritti degli altri». Mentre, afferma il premier, «in democrazia non esistono diritti assoluti perché ciascun diritto incontra il proprio limite negli altri diritti egualmente meritevoli di tutela che, in caso della privacy, sono prioritariamente meritevoli di tutela». Chiaro, lampante. Un «principio elementare delle democrazie liberali» che la stampa italiana «nella sua maggioranza, ha deciso di ignorare». Parole pronunciate solo poche ore dopo che il Guardasigilli Angelino Alfano, salendo al Colle, aveva annunciato un ritocco al ddl intercettazioni nel senso auspicato dal Capo dello Stato.
    Dalla teoria alla pratica. A tradurre in fendenti le parole di Berlusconi, però, ci hanno pensato i senatori della Commissione bilancio bocciando l’emendamento presentato dai democratici Vincenzo Vita e Luigi Lusi, ma firmato anche da Alessio Butti, ex An, capogruppo Pdl in Commissione vigilanza Rai. L’emendamento, che assicurava a giornali come il manifesto, Liberazione,
    La Padania, Il Secolo d’Italia, o l’Avvenire la sopravvivenza almeno fino al 2011 (l’ultimo contributo statale sarà invece versato a fine 2010 e coprirà parte delle spese del 2009), nei giorni scorsi era stato accantonato. Non a caso, perché se il taglio agli enti culturali non emoziona nemmeno Bondi, il colpo di Tremonti a quotidiani come Il Secolo o La Padania desta qualche preoccupazione in più nella maggioranza.
    Tanto che l’emendamento (la cui copertura finanziaria era assicurata dal ripristino dell’Iva al 20% anziché al 4% per quei giornali che commercializzano
    gadget non editoriali, e dall’aumento della tariffa sulle concessioni televisive
    dall’1 al 2% del fatturato) ha ottenuto in commissione Bilancio il voto favorevole
    della senatrice Udc Adriana Poli Bortone e perfino l’astensione del capogruppo
    Pdl Maurizio Saia. Eppure alla fine è stato silurato.
    Ma se le parole del premier contro la libertà di stampa hanno suscitato molte reazioni di sdegno, a cominciare dalla Federazione nazionale della stampa,
    ma anche per bocca di Ffnews, il web magazine dei finiani di Fare futuro, i tagli all’editoria sono passati nel completo silenzio.

    Non resta che sperare, come hanno lasciato intendere a fine seduta gli stessi senatori Pdl della commissione Bilancio, in un ripensamento da formulare nel maxiemendamento alla manovra che il governo porterà martedì prossimo in Aula.


I COMMENTI:
  • Murmillus giustifichi la frase: "Quel mentecatto di D'Alema e la giustifichi in modo molto plausibile. In caso contrario dovrà giustificarsi in altra sede. 13-07-2010 01:52 - Luca
  • Errore: il premier confonde volutamente ll limite della libertà ( dove comincia quella degli altri) con il limiti dei diritti che in certi casi fondamentali NON ESISTE. Così è per il diritto alla vita, alla salute, alla libertà di parola.
    Niente li può limitare, così un killer seriale non può invocare il diritto alla privacy, dicendo che a casa sua può massacrare chi vuole e nessuno deve disturbarlo.
    Questo distingue le democrazie borghesi più avanzate, può essere certo ipocrita, il diritto alla libertà di parola che ha Berlusconi è nei fatti infinitamente più forte del mio o di quello del Manifesto, ma almeno cerchiamo di usare quel poco che ci lascia la borghesia, o vogliamo rinunciare anche a quello? 12-07-2010 16:25 - Lorenzo Moimare
  • Il fatto e' che berlusconi viene da lontano, dalla P2 e dal piano di rinascita democratica gelliano. Cosi' lui sta attuando un progetto di irregimentazione della societa' italiana. Questo era noto a tutti tranne agli idioti. Prodi et al. avrebbero, sapendolo, dovuto giocare una politica di anticipo nelle due o tre occasioni che hanno avuto ed invece niente. Quel mentecatto di D'alema aaddirittura voleva inciuciare. Si continua, con questo presidente della repubblica, il migliorista gia' sul libro paga CIA a parlare di riforme "condivise". Mi domando il perche'. 12-07-2010 13:19 - Murmillus
  • mi sfugge quali siano le parole del premier contro la libertà di stampa, mi pare abbia detto semplicemente che non si tratta di un diritto assoluto, perché trova il suo limite in altri diritti: un po' come dire "la mia libertà finisce dove comincia la tua" o altre panzane borghesi del genere... se voi del manifesto "quotidiano comunista" avete deciso di aderire all'ideologia borghese della libertà, almeno siate coerenti, e non criticate Berlusconi quando dice le stesse cose che dite voi... 12-07-2010 12:47 - Alessandro
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI