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La redazione de il manifesto
Manifesto: riunione di redazione in piazza
Siamo arrivati al dunque: i tagli alla legge sull'editoria, il bavaglio con cui il ministro Tremonti prova a chiuderci la bocca, saranno scritti nel maxiemendamento della manovra economica. Il mondo dell'informazione, e i giornali in particolare, restano l'ultima spina nel fianco del regime mediatico berlusconiano.
Vanno indeboliti, controllati, ridotti al silenzio. Siamo colpiti per la mancanza di rigore e trasparenza (i soldi ci sono ma il governo vuole essere lui a scegliere come e a chi darli). Noi, insieme a un mondo politico-giornalistico-editoriale fatto di piccole e medie cooperative, aziende di partito o autonome come il manifesto (senza padroni, né padrini, né partiti), non accettiamo il diktat.
Mercoledì 14 luglio, renderemo visibile il nostro No al doppio bavaglio andando in piazza Montecitorio per svolgere lì, a partire dalle ore 11, la nostra quotidiana riunione di redazione ed esprimere la protesta. Naturalmente sono invitati amici, compagni, lettori del giornale, la nostra rete di sostegno politico ed economico, parte costitutiva del nostro collettivo di lavoro.
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Sapete quanto ci costano i giornali finanziati dallo Stato, cioè ha dire poco statali??
400.000.000. milioni di Euri all'anno...
e vi sembra cosi poco.. in questi tempi di crisi penso che si potrebbe farne di altro, che alimentare carta stampata, che oltretutto inquina.
Cordiali saluti 14-07-2010 20:36 - AnonimiRadicali
Forse predicherò anche bene (questione di opinioni) ma realmente mi sfugge in cosa razzolerei male: mica ho degli interessi economici incofessabili da difendere e/o non sono minimamente legato a nessun gruppo editoriale.
Per la cronaca: leggo il Manifesto anche se non sono di sinistra; in realtà, non ne condivido quasi mai le tesi, pur ritenendolo un giornale sostanzialmente libero e molto interessante.
Occhio a dare patenti di disonestà morale o intellettuale a chi non è allineato e coperto con le vostre tesi ideologiche di fondo che per altro sono molto spesso, per non dire quasi sempore, assolutamente discutibilissime!
Per la signora Federica: Sono d' accordo con lei, un paese serio dovrebbe preoccuparsi ed occuparsi molto di più di finianziare i propri ospedali, altro che sovvenzionare giornali di partito e/o di cooperativa.
In definitiva, concordo quasi totalmente con Antonio.
Oltre tutto la cultura è materia opinabilissima: per molti potrebbe essere cultura quello che per altri magari è puro ciarpame. Pretendere che lo Stato paghi e sovvenzioni giornali che dovrebbero camminare invece solo con le proprie forze mi sembra un' idea molto bizzarra, anche perchè il rischio di arbitrii e preferenze è fortissimo, come in parte la vicenda attuale conferma; paradossalmente si potrebbe avere un governo di destra che finanzia solo la stampa di destra e viceversa per la sinistra.
MOLTO MEGLIO DARE UN BEL TAGLIO A TUTTO CIO'!!! 13-07-2010 22:13 - Fabio Vivian
Che fare? Il problema e' politico e non culturale perche' a questa gente della cultura e della diversita' di idee non gliene frega niente.
L'eliminazione della sinistra fatta con il maggioritario prima dal sig. Porchetto e poi dall'erutrito-di-baggianate-americane Veltrini hanno avuto l'effetto previsto. Eliminare le opposizioni.
La lotta politica rimane l'unica soluzione. 13-07-2010 18:57 - Murmillus
Dite a Tommaso di essere un po' più sintetico, se facesse troppo caldo.
Valentino finalmente potrà fumare senza che qualcuno si sieda da un'altra parte, a cominciare da me.
Con gli occhiali da sole portate penne e pinne
un abbraccio a tutte/i
fp 13-07-2010 16:29 - fp
Chi non capisce che pagare con le proprie "tasse" un bene collettivo come l'informazione che non ha potentati economici alle spalle non è che uno dei modi di realizzazione del secondo comma dell'articolo 3 della Costituzione (uguaglianza sostanziale, compagni, che se tale non è, quella forrmale resta, e si sa che riconosce chi voce già ha) è deprimente. ma chissà che dopo aver toccato il fondo, la vecchia talpa non ci aiuti a trovare i cunicoli che continua a scavare.... 13-07-2010 15:46 - Serena
Ci vediamo domani alle 11. 13-07-2010 12:57 - Federica
L'arrendersi, il tacere, il ripiegarsi su se stessi facilita la vita a quei pochi sfrontati che non fanno nulla per lo sviluppo del paese che qualche taglio utile a loro, che qualche leggina che li sollevi dalla durezza del ns sistema giudiziario-contributivo-egualitario.
Il non riconoscere equità, il discriminare sistematicamente dell' attuale corso politico non può far null'altro che esasperare il confronto sociale e le proteste attuali probabilmente non sono che l'antipasto di quel confronto che potrebbe accadere in futuro.
L'attauale quadro poilitico sembra più che essere un confronto tra ideali uno scontro tra chi si vende e chi non è in vendita, per cui è logico che chi ha ideali si debba prendere sulle spalle il peso non indifferente di scalzare dai sacri uffizi i fautori di tal decadentismo. 13-07-2010 12:41 - Gromyko