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FUORIPAGINA
12/07/2010
  •   |   La redazione de il manifesto
    Manifesto: riunione di redazione in piazza

    Siamo arrivati al dunque: i tagli alla legge sull'editoria, il bavaglio con cui il ministro Tremonti prova a chiuderci la bocca, saranno scritti nel maxiemendamento della manovra economica. Il mondo dell'informazione, e i giornali in particolare, restano l'ultima spina nel fianco del regime mediatico berlusconiano.

    Vanno indeboliti, controllati, ridotti al silenzio. Siamo colpiti per la mancanza di rigore e trasparenza (i soldi ci sono ma il governo vuole essere lui a scegliere come e a chi darli). Noi, insieme a un mondo politico-giornalistico-editoriale fatto di piccole e medie cooperative, aziende di partito o autonome come il manifesto (senza padroni, né padrini, né partiti), non accettiamo il diktat.
    Mercoledì 14 luglio, renderemo visibile il nostro No al doppio bavaglio andando in piazza  Montecitorio per svolgere lì, a partire dalle ore 11, la nostra quotidiana riunione di redazione ed esprimere la protesta. Naturalmente sono invitati amici, compagni, lettori del giornale, la nostra rete di sostegno politico ed economico, parte costitutiva del nostro collettivo di lavoro.

                                                                                                     La redazione de il manifesto


I COMMENTI:
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  • Gentili Signori Lettori
    Sapete quanto ci costano i giornali finanziati dallo Stato, cioè ha dire poco statali??
    400.000.000. milioni di Euri all'anno...
    e vi sembra cosi poco.. in questi tempi di crisi penso che si potrebbe farne di altro, che alimentare carta stampata, che oltretutto inquina.
    Cordiali saluti 14-07-2010 20:36 - AnonimiRadicali
  • Per Gianni:

    Forse predicherò anche bene (questione di opinioni) ma realmente mi sfugge in cosa razzolerei male: mica ho degli interessi economici incofessabili da difendere e/o non sono minimamente legato a nessun gruppo editoriale.

    Per la cronaca: leggo il Manifesto anche se non sono di sinistra; in realtà, non ne condivido quasi mai le tesi, pur ritenendolo un giornale sostanzialmente libero e molto interessante.

    Occhio a dare patenti di disonestà morale o intellettuale a chi non è allineato e coperto con le vostre tesi ideologiche di fondo che per altro sono molto spesso, per non dire quasi sempore, assolutamente discutibilissime!

    Per la signora Federica: Sono d' accordo con lei, un paese serio dovrebbe preoccuparsi ed occuparsi molto di più di finianziare i propri ospedali, altro che sovvenzionare giornali di partito e/o di cooperativa.

    In definitiva, concordo quasi totalmente con Antonio.

    Oltre tutto la cultura è materia opinabilissima: per molti potrebbe essere cultura quello che per altri magari è puro ciarpame. Pretendere che lo Stato paghi e sovvenzioni giornali che dovrebbero camminare invece solo con le proprie forze mi sembra un' idea molto bizzarra, anche perchè il rischio di arbitrii e preferenze è fortissimo, come in parte la vicenda attuale conferma; paradossalmente si potrebbe avere un governo di destra che finanzia solo la stampa di destra e viceversa per la sinistra.

    MOLTO MEGLIO DARE UN BEL TAGLIO A TUTTO CIO'!!! 13-07-2010 22:13 - Fabio Vivian
  • La borghesia detiene i mezzi di produzione sia dei beni materiali che di quelli spirituali e culturali. E' da questo che bisogna partire. E cosi' non ci si deve stupire che un governo mafioso/parafascista chiuda tutti i rubinetti all'informazione. I giornali o l'informazione che interessano alla borghesia rimarranno comunque in buone mani.
    Che fare? Il problema e' politico e non culturale perche' a questa gente della cultura e della diversita' di idee non gliene frega niente.
    L'eliminazione della sinistra fatta con il maggioritario prima dal sig. Porchetto e poi dall'erutrito-di-baggianate-americane Veltrini hanno avuto l'effetto previsto. Eliminare le opposizioni.
    La lotta politica rimane l'unica soluzione. 13-07-2010 18:57 - Murmillus
  • Molti lettori, caro manifesto, sono scontenti e vi criticano. Non era così qualche anno fa, quando avete lanciato la prima grande campagna di sottoscrizione che ha riscosso un grande successo. Milioni di euro raccolti tra i lettori, alcuni dei quali hanno dato molto più di quel che avrebbero potuto, e l'hanno fatto con il sorriso, e voi fate un giornale che spinge gli stessi lettori ad abbandonarvi per il Fatto o a smettere di leggervi? Sveglia! Dovreste vergognarvi, chiedetevi perché le persone non ne possono più delle vostre sempre identiche richieste di aiuto economico. Buoni propositi dichiarati per fare un giornale migliore, e nulla di nuovo in realtà. Non ne siete più in grado? Fate una cosa nuova: cambiate tutto! Rimettete in discussione redazione, collaboratori, grafica, direzione. Tanto il destino del giornale così com'è è di fallire totalmente, molto presto. 13-07-2010 18:27 - Andrea
  • Sono in vacanza e mi dispiace davvero non poter essere con voi.
    Dite a Tommaso di essere un po' più sintetico, se facesse troppo caldo.
    Valentino finalmente potrà fumare senza che qualcuno si sieda da un'altra parte, a cominciare da me.
    Con gli occhiali da sole portate penne e pinne
    un abbraccio a tutte/i
    fp 13-07-2010 16:29 - fp
  • Nel lontanissimo 1977 lavoravo al manifesto a milano, la notte in tipografia si sperimentava la teletrasmissione che spesso non funzionava. E noi, donne e uomini, giovani militanti, prendevamo le nostre macchine poverissime e correvamo nella notte, tra strade nebbiosissime per portare all'alba il giornale a venezia, padova, torino e dove ci era possibile perchè la mattina chi lo voleva leggere lo trovasse in edicola(mi sono spaccata anche la testa una volta, quando un deficiente ci ha tagliato la strada col suo macchinone e la sua velocità folle, tipica degli indifferenti e degli arroganti. Certo, era un altro manifesto, altri giornaliti e compagni, e soprattutto un progetto politico che rendeva ricco il giornale, che ci univa e che ci faceva fare questo e altro! E' triste, leggendo alcuni interventi, rendersi conto , ancora, quanto il capitalismo non sia solo modo di produzione di merci ma anche di senso, cultura e valori condivisi e funzionali al suo perpetuarsi.
    Chi non capisce che pagare con le proprie "tasse" un bene collettivo come l'informazione che non ha potentati economici alle spalle non è che uno dei modi di realizzazione del secondo comma dell'articolo 3 della Costituzione (uguaglianza sostanziale, compagni, che se tale non è, quella forrmale resta, e si sa che riconosce chi voce già ha) è deprimente. ma chissà che dopo aver toccato il fondo, la vecchia talpa non ci aiuti a trovare i cunicoli che continua a scavare.... 13-07-2010 15:46 - Serena
  • Scusate, ma c'è una cosa che veramente non ho capito. Ma perchè i soldi delle entrate fiscali devono essere spesi per sostenere giornali che nessuno legge, al punto che senza contributi pubblici chiudono? Questa storia che il Manifesto è un baluardo di libertà e senza di esso muore la cultura e la libertà di pensiero regge solo fino a quando c'è qualcuno che è disposto a spendere un euro in edicola per leggerlo. Altrimenti ci si estingue, come è naturale. Il resto mi sembra assurda presunzione elitaria e anche una certa forma di parassitismo. 13-07-2010 13:52 - Antonio
  • Dovete migliorare il giornale! Dove sono gli effetti delle nuova direzione? Sembrate stanchi. Io vi compro ogni giorno da 15 anni, ma molti lettori che conoscevo sono passati al "fatto quotidiano". Voi non imitatelo, ma rafforzate piuttosto la vostra critica da sinistra. A volte sembrate come quei dirigenti della ex sinistra italiana di cui troppo spesso vi lamentate, ignorateli e per favore non gettatevi nelle mani di quel parolaio di Vendola! 13-07-2010 13:10 - f
  • Sono profondamente stupita nel leggere che qualcuno ancora crede che in Italia esista il concetto di "merito". Tale concetto non solo non trova applicazione nel nostro paese, ma ha tante di quelle sfumature... Comunque, signor Vivian, capisco che lei si ponga il problema di dove vadano a finire le sue tasse, anche io. Per due giorni mia nonna di 90 anni è stata parcheggiata nel pronto soccorso del Policlinico di Roma e mi sono detta "ma per quali servizi si pagano le tasse?" Continuo però a sperare che anche grazie alle mie tasse il mondo dell'informazione e della cultura (di destra e di sinistra) abbia gli strumenti per denunciare certe indecenze! Se spariscono loro (non solo il Manifesto), noi non conosceremo più appieno il tempo in cui viviamo, saremo destinati a morire culturalmente e intellettualmente (così mi pare la pensasse pure Brecht che però immagino sia diventato un altro rompi palle, pure un pò cretino, di cui sbarazzarsi...)
    Ci vediamo domani alle 11. 13-07-2010 12:57 - Federica
  • La scusa della crisi è utilizzata per uniformare, per negare il diritto a certi di dire la sua, di essere, di esistere, per assoggettarli all'obbligo di uniformarsi o, che rendendosi conto dell'impossibilità di difendersi, di avere giustizia, di essere uomini, si rifugino nell'alienazione, come purtroppo capita a molti di quelli che perso il lavoro affogano nell'alcol, nell'estraniarsi per la disperazione della loro vita di desolazione.
    L'arrendersi, il tacere, il ripiegarsi su se stessi facilita la vita a quei pochi sfrontati che non fanno nulla per lo sviluppo del paese che qualche taglio utile a loro, che qualche leggina che li sollevi dalla durezza del ns sistema giudiziario-contributivo-egualitario.
    Il non riconoscere equità, il discriminare sistematicamente dell' attuale corso politico non può far null'altro che esasperare il confronto sociale e le proteste attuali probabilmente non sono che l'antipasto di quel confronto che potrebbe accadere in futuro.
    L'attauale quadro poilitico sembra più che essere un confronto tra ideali uno scontro tra chi si vende e chi non è in vendita, per cui è logico che chi ha ideali si debba prendere sulle spalle il peso non indifferente di scalzare dai sacri uffizi i fautori di tal decadentismo. 13-07-2010 12:41 - Gromyko
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