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FUORIPAGINA
14/07/2010
  •   |   Norma Rangeri
    Libertà di stampa. Il manifesto in piazza

    Nel basso impero berlusconiano, mentre tutti gli uomini del presidente, da Dell’Utri a Cosentino, da Verdini a Carboni, schizzano ai vertici dello scandalo P3, il governo procede nei bavagli all’informazione e taglia i fondi dell’editoria ai giornali delle cooperative.
    Il manifesto è nella lista nera del ministro Tremonti insieme a una novantina di testate. La nostra forza (né partiti, né padroni, né padrini) è anche la nostra debolezza di fronte al potere di questa classe dominante.

    Ora, con il maxiemendamento alla manovra di bilancio, siamo arrivati al dunque: i tagli all’editoria sono l’ultimo atto per chiudere la bocca ai giornali, spina nel fianco del tele-regime. Dopo la distruzione di ogni parvenza di servizio pubblico (mercoledì dovrebbe cadere anche la testa di Corradino Mineo, direttore
    di Rainews), va silenziata la carta stampata.

    Siamo colpiti per mancanza di giustizia e trasparenza (i soldi ci sono ma il governo vuole essere lui a scegliere come e a chi darli). Noi, insieme a un mondo politico-giornalistico-editoriale fatto di cooperative piccole e medie, aziende di partito o autonome come il manifesto, non accettiamo il diktat.
    Mercoledì 14, renderemo visibile il nostro No al doppio bavaglio andando in piazza Montecitorio, a partire dalle ore 11, per svolgere lì la nostra quotidiana riunione di redazione e di protesta. Naturalmente sono invitati amici, compagni, lettori del giornale, la nostra rete di sostegno politico e economico, parte costitutiva del nostro collettivo di lavoro.


I COMMENTI:
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  • D'accordo che la globalizzazione e la finanza telematica, uniti agli strumenti finanziari di certe banche, aiutano le speculazioni in borsa che si riflettono sull'economia reale, e che la globalizzazione permette alle multinazionali di spostare gli stabilimenti dove la manodopera costa meno, lasciando i lavoratori delle loro nazioni in mezzo a una strada. I tempi sono molto peggiorati. Ma il fenomeno che avviene in Italia è unico al Mondo: l'ONU avverte che il DDL è una legge bavaglio alla libera espressione del pensiero, e chi lo ha affermato propone, dal Palazzo di Vetro, una indagine nel 2011 per verificare la libertà di stampa in Italia. Frattini è sconcertato e Capezzone risponde che l'ONU dovrebbe occuparsi dei "regimi", e gli viene giustamente replicato da Vita che è proprio del nostro regime che l'ONU intende occuparsi. Berlusconi sente stringersi i panni addosso dal momento che lo stesso Italo Bocchino vuol valutare le proposte dell'opposizione sulla mozione di sfiducia ai Pidiellini appartenenti alla P3, che al momento occupano ruoli di primo piano all'interno del partito, ed è molto preoccupato perché questo pericolo viene dall'interno della sua stessa maggioranza. Io penso, alla luce di queste notizie apprese, che se non saranno i Finiani a mandare a casa (perlomeno) chi è coinvolto tra politica, imprenditoria e mafia nel PDL, ci penseranno a breve le stesse organizzazioni internazionali occidentali. Spero proprio che la loro festa sia finita, e onore alla corrente di Fini che ha le sue idee politiche, ma è senz'altro eticamente "pulita". 14-07-2010 15:00 - Marco
  • Non posso essere in piazza, ma sicuramente posso contribuire con una sottoscrizione. Siete un elemento fondamentale dell'informazione libera in Italia, un faro ed un modello di giornalismo unico. Non sempre sono daccordo su quello che dite, ma una Italia senza di voi sarebbe ancora piu' miserabile di quello che e' gia.
    Perche' non provate a scrivere il giornale in inglese, sono certo che molta gente nel mondo vi leggerebbe con piacere ed uscireste dalle secche della nostra italietta da quattro soldi.Saluti Da New York 14-07-2010 14:56 - Giuseppe
  • sono con voi seserve mobilitarsi e fare sottoscrizione contate sul mio tempo "liberato". Per le contraddizioni sono d'accordo con Francesco andate ancora dietro al Pd ed ai resti del pci: sono irriformabili. 14-07-2010 14:28 - alfonso De+amicis
  • Vedo che il chiodo fisso della censura porta i lettori del manifesto a ritenere erroneamente che lo stesso manifesto possa censurare commenti poco graditi! Ovviamente non è vero, ed il mio stesso primo commento è ancora lì a fare bella mostra di sé, esposto al ludibrio di coloro che ritengono che il manifesto faccia in qualche modo paura ai delinquenti che sono al governo!
    Mi associo al "divertitevi" di Luca. 14-07-2010 14:14 - Alessandro
  • Naturalmnete solidarietà al Manifesto per tutte le sue difficoltà, però va detto che spesso ho l'impressione che vogliate vendere menocopie possibili. La sfida è quella di un giornale popolare che possano leggere anche le persone nmeno scolarizzate, ora invece i temi e il linguaggio che Il Manifesto usa sono difficili e lontani da quelli degli operai e dei giovani. Se uno si immagina il lettore del Manifesto pensa a un professore di filosofia in pensione, con la panza e la pipa, che dice "Che tempi, che tempi...".
    È proprio impossibile arrivare a un bacino più vasto? 14-07-2010 12:25 - Andrea
  • Piazza come "agorà": mi piace ricordare questo termine diverse volte adoperato da Luigi Pintor per alludere, in quei tempi lontani, a quella "società politica" che avrebbe dovuto crescere come proiezione esterna ma anche come alimento del giornale, di questo atipico soggetto della politica.I tempi sono cambiati in peggio, e sappiamo quanto. E tuttavia, al di là della finalità odierna - di lotta sacrosanta e di protesta contro le angherie di un regime mediatico che punta a negare la possibilità a media "altri" di esprimersi - la riunione di oggi è di alto valore simbolico, segnala un modo di porsi aperto, una modalità di ricerca orientata, esattamente il contrario delle conventicole in cui si rintanano i micro-ceti politici della sinistra cosidetta antagonista, che prediligono sempre più spesso parlare attraverso appelli di cui non é chiara la vera intenzionalità. Anche se può apparire troppo convenzionale, vi rivolgo i miei auguri più affettuosi. Un vecchio "manifestino". 14-07-2010 10:38 - Giacomo Casarino
  • Divertitevi. 14-07-2010 07:29 - Luca
  • a proposito di libertà di stampa. anche il manifesto censura??? perch+ avete tolto l'appello per la "ricostruzione" della sinistra?? era interessante leggere i commenti pur se critici. Dal mio giornale non me l'aspettavo e questo mi preoccupa 13-07-2010 20:53 - Francesco

    la redazione: naturalmente, come tutti i siti, i pezzi vengono messi, tenuti un certo periodo di tempo e poi si mette altro. lo trovi - con tutti i commenti relativi - nell'indice dei pezzi. dove trovi tutti i pezzi usciti fino ad oggi. come vedi non è un problema di censura.
  • Forza Compagni!!!
    Io non sono a Roma, ma saro' con voi almeno negli intenti.
    Trovarvi in edicola ogni giorno è un privilegio che difenderò con tutto quello che posso.

    PS dal numero di troll che scrivono sul blog del manifesto ultimamente, si percepisce che i seguaci di questi delinquenti al governo iniziano a sentire che tira una brutta aria per loro... bene così!! : ) 13-07-2010 20:50 - stefano
  • Anche l'ONU condanna la legge bavaglio e il mitico Frattini si dice sconcertato.Possibile che nessuno dei dipendenti pensi che il Padrone possa sbagliare?Possibile che tutti noi siamo dei cretini?Quando ci sveglieremo da questo lungo sogno. 13-07-2010 20:38 - antonio
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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