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FUORIPAGINA
18/07/2010
  •   |   Matteo Bartocci
    C'era una volta il movimento

    (foto Giovanni Dall'Orto)

    Di nuovo insieme a discutere, ballare, parlare di politica. Nove anni sono tanti ma alcuni tra i protagonisti di Genova 2001 si aggirano tra i tanti "operai di Nichi" qui a Bari. Ci sono Nicola Fratojanni - neoassessore pugliese - e Gennaro Migliore di SeL, ma tra spiagge ed eucalipti si incontrano anche altri "osservatori" un po' speciali, che invece con SeL, e prima ancora con Rifondazione, non avevano avuto, dopo Genova e la "svolta nonviolenta" di Bertinotti, rapporti idilliaci. Sotto un albero in un clima africano improvvisiamo un forum con Luca Casarini (ex disobbediente del Nord Est), Andrea "Tarzan" Alzetta di Action (unico consigliere comunale di sinistra eletto a Roma) e Francesco Raparelli del collettivo Esc.


    Perché siete qui?
    Casarini: Chiariamo subito. Siamo qua ma rappresentiamo solo noi o le nostre soggettività organizzate. Non è che qui ci sono i "movimenti". Non siamo qua né per entrare nelle fabbriche, né per fare manovre politiche con Vendola, né per iscriverci a Sel. Siamo qua perché la crisi della rappresentanza è tale che ormai è chiaro che i partiti sono parte del problema e non della soluzione. Per questo dobbiamo tutti metterci in cammino per costruire spazi pubblici "ibridi", tra diversi che trovano modi e ragioni per parlarsi e mettersi in relazione. Perché dobbiamo tutti capire come aggredire lo stato delle cose e cambiarlo. La Puglia è un'esperienza molto interessante, e i laboratori politici che hanno lavorato per l'elezione di Vendola sono disponibili. Per questo la settimana scorsa sono venuti a Sherwood Nichi Vendola, Gianfranco Bettin e Sandro Medici, che sono tre anomalie istituzionali, e noi oggi abbiamo risposto all'invito. Siamo in un momento drammatico in cui tutti dovremmo girare di più, parlarci di più e non dare più per scontate relazioni, o rotture, vecchie o consolidate. 
    Alzetta: Stiamo qua anche perché Vendola ha vinto e ogni tanto vincere alla sinistra fa bene... per noi è la sola proposta politica in campo. Uno dei motivi di crisi della sinistra è che si contrappone e basta, senza proporre in positivo. Ma resistere e basta è tragico. 
    Raparelli: Siamo qui anche perché è innegabile che ci sono tanti giovani che hanno interrogativi comuni. E' una generazione priva di welfare e di futuro, segnata dal precariato e dall'eccedenza di saperi. Messa al bando nel sistema quasi feudale che ci circonda. Qui si insiste sulla novità, sullo spazio pubblico e comune oltre i partiti, si lavora sulla connessione tra piazza e Web, sui social network e forme di comunicazione orizzontali, trasparenti, che insistono sulla singolarità e la spontaneità dei soggetti. Su cose simili si interrogano anche il grillismo o il dipietrismo, certo. E' tutto da vedere però se e come queste fabbriche riescono a interagire con dinamiche di conflitto e di radicalità. 
    Appunto, come coniugare il "civismo" delle fabbriche con il conflitto?
    Casarini: La ripresa del conflitto sociale è necessaria. Non si può fare politica senza un'idea del conflitto e dello scontro col vecchio che apra al nuovo. Ci hanno detto che eravamo fissati con le "zone rosse" ma come dimostra la vicenda dei terremotati dell'Aquila c'è sempre una zona rossa da attraversare per costruire una democrazia sociale vera. La cooperazione di cui qui si parla è un pensiero debole o è già in potenza una società diversa? Se mi dicono che ti lasciano cambiare le cose non ci credo. E non basta un grande narratore. 
    Alzetta: Non ci giriamo tanto intorno: che ruolo avranno le fabbriche nelle scelte future? Il loro potere deliberativo è tutto da verificare. Chi è che decide chi sfida Bersani alle primarie? Lo deciderà Sel o le fabbriche? L'ingenuità è bella perché tutela la spontaneità ma c'è il rischio che calino soluzioni dall'alto. Nichi ha vinto ma non delegherei tutto a lui. Senza illuderci che muoiano, è bene che con i partiti si venga a patti. Vorrei farlo anche a Roma, ma voglio capire bene come le fabbriche si intrecciano con i livelli istituzionali. Abbiamo già visto che i partiti prima del voto magari scelgono un paio di nomi dai "movimenti" per poi metterli a tacere subito dopo.
    Casarini: La società è piena di conflitti sociali. Ma sono rivolte senza rivoluzione. Noi vogliamo la rivoluzione mentre Wall Street viene salvata dai comunisti cinesi. E poi mi interessa ancora il tema della disobbedienza. Questa generazione qui magari non l'ha vissuta ma è ancora attuale. Alle leggi senza istituzioni si risponde con pratiche comuni che liberano spazi. Se il massimo della democrazia italiana è Gianfranco Fini, quello che a Genova dirigeva le cariche dei carabinieri, c'è qualcosa che non va. 


    Avete evocato Genova 2001. Siamo a un semplice "dopo Genova" oppure, anche per motivi generazionali, "oltre Genova"? Ieri sentivo un ragazzo che diceva: a Genova lottavamo per un altro mondo possibile, oggi lottiamo per noi stessi. Cosa è cambiato?
    Casarini: Proprio il 20 luglio a me e ad altri dodici ci aspetta a Catanzaro la sentenza di appello per cospirazione contro lo stato. Mi hanno assolto in primo grado a Cosenza ma la procura ha chiesto di nuovo 6 anni di carcere più tre di libertà vigilata. Nel frattempo ho un'altra condanna definitiva e quindi rischio di andare in galera. Lo dico perché dieci anni dopo Genova tanti di noi hanno sulle spalle un cumulo di condanne penali per una semplice attività politica. Genova è stata una carcerazione liquida di tutti quelli che hanno osato ribellarsi. Siamo oltre Genova ma sogno un'altra Genova per la potenza che allora era in campo.
    Raparelli: Siamo dopo Genova perché dopo Genova c'è stato l'11 settembre e la globalizzazione ha completamente cambiato volto con le guerre e il "bushismo". Siamo dopo Genova anche perché i movimenti si sono ormai dislocati su vertenze specifiche: beni comuni, movimenti studenteschi, conflitti sull'immigrazione. E' indubbiamente necessaria una nuova Genova ma va immaginata a partire dalla ridefinizione di nuova cittadinanza, di forme di reddito post-lavoro. I temi di Genova si sono sedimentati capillarmente nel territorio, e intanto il cedimento strutturale del capitalismo - vedi la macchia nera - impone nuove forme di conflitto. Siamo dopo Genova anche perché questa generazione non l'ha vissuta. Qui mi pare ci siano poche esperienze politiche strutturate. E' tutto un po' in chiaroscuro, una sfida aperta. 


    Voi venite da Roma e dal Veneto. Due laboratori politici fondamentali per la destra: Alemanno e la Lega. Come pensate di affrontarli?
    Casarini: Il problema è l'egemonia culturale di una destra meticcia, che unisce Ku Klux Klan, affaristi e poteri criminali. In Veneto la Lega vince sull'immigrazione. Il federalismo non c'è e la secessione non la fanno perché ormai lo stato centrale sono loro. Quindi è l'immigrazione che gli porta l'80% dei voti. E non sono fascisti: è la nostra gente, operai, precari, chi vive nelle case popolari. Il problema non è la Lega, sono milioni di persone che pensano così. Con umiltà, determinazione e curiosità questa narrazione si può invertire. Non possiamo più stare a guardare. 
    Alzetta: Per fortuna a Roma la Lega non ce l'abbiamo...
    Casarini: Per fortuna avete Totti...
    Alzetta: Certo. Esiste un razzismo di massa. La destra ha scelto a chi rivolgersi e chi aggredire con meccanismi semplici: bianchi contro neri, giovani contro vecchi. An riusciva a mantenere un rapporto spregiudicato con l'estrema destra sul ribellismo o la rivoluzione sociale. Ora quel modello è andato in crisi. Vogliamo costruire una felicità collettiva contro quel grigiore poliziesco fatto di ordinanze, sgomberi e divieti. Ma una birretta in piazza un romano se la potrà bere, o no?


I COMMENTI:
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  • Per Rina e tutti gli altri vendoliani::" preferisco la verbosità riflettuta di vendola alle vostre parole liturgiche e senza senso". invece la verbosita'barocco borbonica di Vendola e'chiara sul senso delle cose,va diretta alla sostanza del problem.C'E'qualucuno che leggendo le parole di Vendola si puo'fare un idea su quale politica,anzi su quale pratica politica e possibilmente strategia Vendola basa le sue dichiarazioni?Se questo vi e'chiaro allora potete andare a fare i medium e forse risolvere i problemi del paese con la danza della pioggia.Ed infatti Vendola straparla senza senso dei bellissimi discorsi di Obama.
    Ora, chi capisce un po'di inglese)e se non lo capite niente di male perche sono anche tradotti sulla carta stampata)si rende facilmente conto che tali discorsi sono slogan mediatici da pura retorica americana(valori ideali della patria,l'America dei padri fondatori,il dirito degli americani ad essere sicuri ed orgogliosi etc).Se intendete risolvere i problemi di questo paese a partire da queste lezioni,capisco l'influenza mediatica ,ma in voi prevale la logica della servitu'coloniale che questo paese conosce bene e che e'un suo marchio di sottosviluppo.
    La conclusione e':dopo Berlusconi,chi fa'piu'male all'Italia.il PD bistecca con i suoi contorni Vendola e quei falliti di rifondazione come \bertinotti ed gennaro il peggiore o chi tenta di riprendersi un po di lume di ragione dalle sbronze mediatiche e rinizia a pensare in termini di movimento partito di classe e di critica sociale?Sulla vostra esperienza pratica cosa raccontate a disoccupati e a generazioni di giovani buttati al macello a causa di una crisi economica che durera'ancora anni e che generera'come obbiettivi guerre,distruzione ambientale,nuovi fascismi ed ordini mondiali?A chi chiederemo un consiglio al grande sciamano Obama ed ai suoi apprendisti stregoni come Vendola?Facesse l'amministratore e lo facesse bene e sarebbe gia'un passo avanti.Si conservi la maschera da imbambolatore di nuovi no global per carnevale per far ridere e si ricordi che per la chiesa cattolica gli omosessuali sono malati ed insani. 20-07-2010 02:10 - mauro
  • se va avanti così, Berluconi e i suoi avranno stabilità per le prossime ere geologiche.
    1) non ci sono programmi
    2) vecchi avvoltoi che dove sentono odore di carne si avventano.. che centrano queste vecchie mummie.. e perchè non chiamare anche agnoletto, ..servono persone SERIE, di sinistra, in grado di mettere quattro parole in fila pieni di contenuti..
    di propaganda ne ho pine le orecchie!!!
    non bisogna trovare un alternativa alla destra ma BISOGNA FARE UN GOVERNO PER IL PAESE.. smettiamola di aspettare il messia..ogni volta gli cambiamo il nome e ogni volta rimaniamo fregati....
    un ultima cosa: che c'entra giuliano con due i due magistrati ( già che c'era poteva dire che era come Dalla Chiesa)!!! questi ultimo sono EROI al servizio dello Stato ( inteso come unione di cittadini) che hanno sacrificato se stessi e la loro famiglia... giuliano è un esaltato e un vandalo .. se solo al posto sbagliatio nel momento sbagliato... le rivoluzioni non si fanno con la violenza.. ghandi e mandela insegnino... 19-07-2010 18:24 - Norberto
  • L'ho scritto in un altro commento e lo ribadisco: sono d'accordo con Nichi e con il suo coraggio. A sinistra non abbiamo bisogno di leader, ma di personalità politiche che sappiano unificare pezzi di senso che si sono frantumati e disgregati e che sappiano, qui ed ora, dare voce ad una diversa alternativa politica, che non sia quella, oggi prevalente dal Pd a Fini, di un berlusconismo senza Berlusconi. Giorni fa ascoltai un dibattito sul nucleare con un ministro, un esponente del Pdl ed uno del Pd (il cui nome, per fortuna, non ricordo), dove tutti filavano d'amore e d'accordo. Un vero trionfo di affinità ideologiche. Che tristezza! Con Nichi (e si dovrebbe fare un pò ovunque nelle realtà locali) facciamo avanzare una sinistra che sa alzare il terreno programmatico come strumento per riunificare pezzi diversi di società. Fino ad ora invece, la politica del centro-sinistra è stata quella di abbassare il livello programmatico, nell'illusione di poter cavalcare tutte le spinte e di consolidare in questo modo una vincente "politica delle alleanze". E ha perso, continuamente! E' ora di rovesciare questa impostazione, e Nichi lo può fare meglio di chiunque. Così come è ora di liberarsi di una certa "legnosità ideologica" che una parte non piccola di un certo popolo di sinistra ancora mantiene. 19-07-2010 17:24 - william
  • E' veramente ridicolo che non si riesca a cogliere lo svuotamento della politica negli ultimi anni e di conseguenza che quello generato dall'esperienza pugliese di Nichi Vendola è l'unico flusso reale di energia che si sposta a sinistra. interpreto così la presenza di casarini and co, di cui non c'è da vantarsi ma nemmeno da preoccuparsi, come la presenza di chi capisce dove si annida una possibilità, probabilmente l'unica in questa fase. infine: aiutare nichi a vincere significa aiutare tutti noi a ridare carne ed ossa alla sinistra, di tutte le correnti e gli orientamenti (che per il momento è un cadavere in putrefazione). Ci sono contraddizioni nell'esperienza pugliese di governo? Mi stupirei del contrario: per evitare le contraddizioni la puglia doveva essere dichiarata una repubblica socialista autonoma dall'italia. PER FAVORE RENDETEVI CONTO DI DOVE SIAMO NEL TEMPO E NEL MONDO!
    e chiudendo vorrei dire ai compagni di rifondazione che l'invidia non è il modo migliore per affrontare una partita che riguarda i destini del paese. Chi parla come voi dovrebbe essere fuori da tutte le alleanze di centro-sinistra (se nichi non va bene, allora che dire di renzi a firenze?), invece -tranne qualche fallimentare caso in cui vi hanno letteralmente spianati - siete sempre a mendicare la sopravvivenza alla grande mamma coalizione. per favore basta: preferisco la verbosità riflettuta di vendola alle vostre parole liturgiche e senza senso. 19-07-2010 17:01 - rina
  • caro Manifesto,
    io ti voglio bene. E quando fai quegli appelli per l unità della sinistra, sei meraviglioso, eroico, antistorico. Io ti voglio bene e ti leggerò sempre. Ora leggi questi pochi commenti e realizza che tra noi la conciliazione è impossibile. E' la democrazia rappresentativa e lo Stato che sono morti, non il comunismo. E la sinistra comunista e anticomunista lo ha inconsciamente colto senza saperselo spiegare. Ci vorrà un secolo o forse più per celebrare questo violento funerale e noi, veggenti, stiamo già piangendo e per questo moriremo di fame. Io vorrei un leader che mi assomigliasse così tanto da essere me stesso. E se la società è troppo complessa per essere governata da una moltitudine di se stessi, allora semplifichiamola. 19-07-2010 16:44 - Alessandro
  • S.Cofferati è un nome da recuperare senz'altro.Mi pare che recentemente si sia sposato.
    Potrebbe senz'altro essere il Prodi della situazione.
    Prima,però, bisogna aspettare che cada questo governo.
    Dicono ad Agosto, speriamo.
    c5 19-07-2010 15:35 - chomsky5
  • bella discussione, innanzi tutto. sono scettico su vendola: sta gente che è tutto non mi convince mai troppo (comunista ma anche cattolico, ecc) ma la domanda è: chi al posto suo? io non ne vedo altri. in puglia ha fatto delle cose contraddittorie ma lo sappiamo chi c'era prima e da come si partiva. e comunque casarini è uno che fa pochi danni, non riesce a fare nemmeno quelli. 19-07-2010 15:31 - massimiliano
  • Premetto che io ero presente agli stati generali delle fabbriche a Bari, quindi non posso che essere di parte. Anche a me ha infastidito un po' l'accenno a Carlo Giuliani come "eroe del nostro tempo" anche se era contestualizzata in un discorso più ampio in cui il termine aveva un senso diverso, forse l'errore è stato proprio nella scelta del termine più che nel concetto espresso (grave errore per chi ha nella comunicazione uno dei suoi punti di forza). Sono stato presente anche a Genova (avevo 20 anni) per tutta la settimana del controvertice organizzato dal social forum e gli stati generali delle fabbriche di nichi mi hanno ricordato quell'esperienza bellissima e tragica allo stesso tempo, c'era la stessa visione di UN futuro diverso e la stessa voglia di impegnarsi per renderlo possibile! La differenza sostanziale è che con le fabbriche di nichi lo si vuole fare dall'interno della politica e non scavalcandola come società civile. Anch'io penso che il manifesto abbia "fatto male" (scusate la critica ma vuole essere costruttiva) a dare così tanto spazio ad alcuni personaggi quando in realtà erano solo alcuni intervenuti a workshop minori e autogestiti dai partecipanti. Casarini dice "Alle leggi senza istituzioni si risponde con pratiche comuni che liberano spazi.". No, secondo me si devono ricostruire delle istituzioni pulite, credibili e funzionanti. Sulle critiche alla gestione della regione Puglia io preferisco prendere i passi avanti che si sono fatti (politiche sui giovani, acqua pubblica, no al nucleare ed energie rinnovabili) piuttosto che criticare i passaggi negativi (che comunque è innegabile che ci siano). 19-07-2010 15:14 - roball
  • Basta con questa gente. Vuoti e verbosi ideologhi. Sono stati una grande risorsa per la destra.... 19-07-2010 13:44 - Giovanni
  • Quanto risentimento ...fatto di invettive incomprensibili (Fanno i commercianti per vivere???..).Sono abbastanza vecchio per ricordare un più divertente "Abbronzato" al buon(e bravo) L.Magri.Comunque i nodi poco chiari ci sono...Vendola somiglia al primo Bassolino e come è stato ricordato ha condiviso con Bertinotti e compagni una gestione di R.C. quanto mai discutibile criticata dagli stessi soggetti citati nel'articolo.Se si è scelto il capo Carismatico al posto del partito o che dir si voglia,lo si dica ....Bertinotti difende questa deriva citando il carisma di Togliatti (ancora confusione).Abbiano ormai difficoltà anche a creare un tessuto democratico anti presidenzialista (Obama è americano, negli USA non c'è stato il Fascismo).Al Manifesto(non a La Repubblica) un minimo di attenzione dopo la sviolinata su Cofferrati,non guasterebbe.Esaltare acriticamente la pur preziosa esperienza pugliese è un rischio sempre presente vista la situazione generale del Mezzogiorno indicata chiaramente in tutti i luoghi di ricerca seri come ben sa la redazione del giornale e...un vecchio meridionalista come Parlato. 19-07-2010 13:33 - s.cicciotti
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