domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
18/07/2010
  •   |   Matteo Bartocci
    C'era una volta il movimento

    (foto Giovanni Dall'Orto)

    Di nuovo insieme a discutere, ballare, parlare di politica. Nove anni sono tanti ma alcuni tra i protagonisti di Genova 2001 si aggirano tra i tanti "operai di Nichi" qui a Bari. Ci sono Nicola Fratojanni - neoassessore pugliese - e Gennaro Migliore di SeL, ma tra spiagge ed eucalipti si incontrano anche altri "osservatori" un po' speciali, che invece con SeL, e prima ancora con Rifondazione, non avevano avuto, dopo Genova e la "svolta nonviolenta" di Bertinotti, rapporti idilliaci. Sotto un albero in un clima africano improvvisiamo un forum con Luca Casarini (ex disobbediente del Nord Est), Andrea "Tarzan" Alzetta di Action (unico consigliere comunale di sinistra eletto a Roma) e Francesco Raparelli del collettivo Esc.


    Perché siete qui?
    Casarini: Chiariamo subito. Siamo qua ma rappresentiamo solo noi o le nostre soggettività organizzate. Non è che qui ci sono i "movimenti". Non siamo qua né per entrare nelle fabbriche, né per fare manovre politiche con Vendola, né per iscriverci a Sel. Siamo qua perché la crisi della rappresentanza è tale che ormai è chiaro che i partiti sono parte del problema e non della soluzione. Per questo dobbiamo tutti metterci in cammino per costruire spazi pubblici "ibridi", tra diversi che trovano modi e ragioni per parlarsi e mettersi in relazione. Perché dobbiamo tutti capire come aggredire lo stato delle cose e cambiarlo. La Puglia è un'esperienza molto interessante, e i laboratori politici che hanno lavorato per l'elezione di Vendola sono disponibili. Per questo la settimana scorsa sono venuti a Sherwood Nichi Vendola, Gianfranco Bettin e Sandro Medici, che sono tre anomalie istituzionali, e noi oggi abbiamo risposto all'invito. Siamo in un momento drammatico in cui tutti dovremmo girare di più, parlarci di più e non dare più per scontate relazioni, o rotture, vecchie o consolidate. 
    Alzetta: Stiamo qua anche perché Vendola ha vinto e ogni tanto vincere alla sinistra fa bene... per noi è la sola proposta politica in campo. Uno dei motivi di crisi della sinistra è che si contrappone e basta, senza proporre in positivo. Ma resistere e basta è tragico. 
    Raparelli: Siamo qui anche perché è innegabile che ci sono tanti giovani che hanno interrogativi comuni. E' una generazione priva di welfare e di futuro, segnata dal precariato e dall'eccedenza di saperi. Messa al bando nel sistema quasi feudale che ci circonda. Qui si insiste sulla novità, sullo spazio pubblico e comune oltre i partiti, si lavora sulla connessione tra piazza e Web, sui social network e forme di comunicazione orizzontali, trasparenti, che insistono sulla singolarità e la spontaneità dei soggetti. Su cose simili si interrogano anche il grillismo o il dipietrismo, certo. E' tutto da vedere però se e come queste fabbriche riescono a interagire con dinamiche di conflitto e di radicalità. 
    Appunto, come coniugare il "civismo" delle fabbriche con il conflitto?
    Casarini: La ripresa del conflitto sociale è necessaria. Non si può fare politica senza un'idea del conflitto e dello scontro col vecchio che apra al nuovo. Ci hanno detto che eravamo fissati con le "zone rosse" ma come dimostra la vicenda dei terremotati dell'Aquila c'è sempre una zona rossa da attraversare per costruire una democrazia sociale vera. La cooperazione di cui qui si parla è un pensiero debole o è già in potenza una società diversa? Se mi dicono che ti lasciano cambiare le cose non ci credo. E non basta un grande narratore. 
    Alzetta: Non ci giriamo tanto intorno: che ruolo avranno le fabbriche nelle scelte future? Il loro potere deliberativo è tutto da verificare. Chi è che decide chi sfida Bersani alle primarie? Lo deciderà Sel o le fabbriche? L'ingenuità è bella perché tutela la spontaneità ma c'è il rischio che calino soluzioni dall'alto. Nichi ha vinto ma non delegherei tutto a lui. Senza illuderci che muoiano, è bene che con i partiti si venga a patti. Vorrei farlo anche a Roma, ma voglio capire bene come le fabbriche si intrecciano con i livelli istituzionali. Abbiamo già visto che i partiti prima del voto magari scelgono un paio di nomi dai "movimenti" per poi metterli a tacere subito dopo.
    Casarini: La società è piena di conflitti sociali. Ma sono rivolte senza rivoluzione. Noi vogliamo la rivoluzione mentre Wall Street viene salvata dai comunisti cinesi. E poi mi interessa ancora il tema della disobbedienza. Questa generazione qui magari non l'ha vissuta ma è ancora attuale. Alle leggi senza istituzioni si risponde con pratiche comuni che liberano spazi. Se il massimo della democrazia italiana è Gianfranco Fini, quello che a Genova dirigeva le cariche dei carabinieri, c'è qualcosa che non va. 


    Avete evocato Genova 2001. Siamo a un semplice "dopo Genova" oppure, anche per motivi generazionali, "oltre Genova"? Ieri sentivo un ragazzo che diceva: a Genova lottavamo per un altro mondo possibile, oggi lottiamo per noi stessi. Cosa è cambiato?
    Casarini: Proprio il 20 luglio a me e ad altri dodici ci aspetta a Catanzaro la sentenza di appello per cospirazione contro lo stato. Mi hanno assolto in primo grado a Cosenza ma la procura ha chiesto di nuovo 6 anni di carcere più tre di libertà vigilata. Nel frattempo ho un'altra condanna definitiva e quindi rischio di andare in galera. Lo dico perché dieci anni dopo Genova tanti di noi hanno sulle spalle un cumulo di condanne penali per una semplice attività politica. Genova è stata una carcerazione liquida di tutti quelli che hanno osato ribellarsi. Siamo oltre Genova ma sogno un'altra Genova per la potenza che allora era in campo.
    Raparelli: Siamo dopo Genova perché dopo Genova c'è stato l'11 settembre e la globalizzazione ha completamente cambiato volto con le guerre e il "bushismo". Siamo dopo Genova anche perché i movimenti si sono ormai dislocati su vertenze specifiche: beni comuni, movimenti studenteschi, conflitti sull'immigrazione. E' indubbiamente necessaria una nuova Genova ma va immaginata a partire dalla ridefinizione di nuova cittadinanza, di forme di reddito post-lavoro. I temi di Genova si sono sedimentati capillarmente nel territorio, e intanto il cedimento strutturale del capitalismo - vedi la macchia nera - impone nuove forme di conflitto. Siamo dopo Genova anche perché questa generazione non l'ha vissuta. Qui mi pare ci siano poche esperienze politiche strutturate. E' tutto un po' in chiaroscuro, una sfida aperta. 


    Voi venite da Roma e dal Veneto. Due laboratori politici fondamentali per la destra: Alemanno e la Lega. Come pensate di affrontarli?
    Casarini: Il problema è l'egemonia culturale di una destra meticcia, che unisce Ku Klux Klan, affaristi e poteri criminali. In Veneto la Lega vince sull'immigrazione. Il federalismo non c'è e la secessione non la fanno perché ormai lo stato centrale sono loro. Quindi è l'immigrazione che gli porta l'80% dei voti. E non sono fascisti: è la nostra gente, operai, precari, chi vive nelle case popolari. Il problema non è la Lega, sono milioni di persone che pensano così. Con umiltà, determinazione e curiosità questa narrazione si può invertire. Non possiamo più stare a guardare. 
    Alzetta: Per fortuna a Roma la Lega non ce l'abbiamo...
    Casarini: Per fortuna avete Totti...
    Alzetta: Certo. Esiste un razzismo di massa. La destra ha scelto a chi rivolgersi e chi aggredire con meccanismi semplici: bianchi contro neri, giovani contro vecchi. An riusciva a mantenere un rapporto spregiudicato con l'estrema destra sul ribellismo o la rivoluzione sociale. Ora quel modello è andato in crisi. Vogliamo costruire una felicità collettiva contro quel grigiore poliziesco fatto di ordinanze, sgomberi e divieti. Ma una birretta in piazza un romano se la potrà bere, o no?


I COMMENTI:
  pagina:  2/5  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
  • "Ma una birretta in piazza un romano se la potrà bere, o no?
    "
    e' un buon inizio. magari accanto a una macchia di sangue da sventolare dentro una zona rossa, l'exemplum della retorica politica.
    Peroni o Moretti? Occhio che si rischia la divisione sulla marca.
    Fatece largo che passamo noi, sti peracottari anNichiliti de sti movimenti belli.... 19-07-2010 13:06 - shangu
  • Berlinguer diceva: “ io non ho fatto la scelta della politica; ma quella della lotta per la realizzazione degli ideali comunisti.” (vedi: Berlinguer, attualità e futuro, introduzione di Massimo D'Alema al supplemento dell'Unità 1989). Ci provò Occhetto, poi Veltroni... A stroncare le radici o fare innesti innaturali non muore soltanto la pianta ma quanta vita visibile e non su essa e nella sua essenza viene distrutta? I “salvatori della patria” hanno sempre portato sfortuna agli ultimi e ai lavoratori; hanno sempre sacrificato inutilmente gli entusiasmi dei giovani; la vecchia saggezza però non muore: rifugge le facili scorciatoie personalistiche, continua a percorre le strade dure ma culturalmente oneste, lunghe e sincere; offro alla riflessione: PER UNA MOZIONE una mozione ( che può essere una prima fase, anche, in un movimento ) può [rilevare che: può verificarsi questo caso: che una parola ( e così in una parola, una prassi ) è costretta a ritrovarsi ( poeticamente discorrendo, adesso ) poeticamente [custodita ( politicamente discorrendo ): ( e come il sogno di un sogno, anche, se è [necessario): per attraversare ( e inscatolata bene, e a lunga conservazione ) [il tempo: ( e ammetto che ho detto, una volta alla ( Heller ), che la storia può ( e ho osato dire, allora, crede, deve ) essere protetta ( filosoficamente discorrendo ) dentro un involucro di una filosofia della storia, per essere risparmiata dalla storia: e, per intanto, dalla filosofia: e, massimamente poi, dalla storia della filosofia ): e che la parola, storicamente rimossa, ritorna per proporsi come cosa ( storicamente discorrendo, proprio ), nel tempo: come spettro ( diciamo pure così ) [postpreistorico: ( e che dunque, in questo senso almeno, è necessaria, oggi, una poesia comunista ): -Edoardo Sanguineti- 19-07-2010 12:32 - renzomazzetti
  • Vendola è "la sola proposta politica in campo". Questa sarebbe la sinistra "radicale",che accetta l'alleanza col PD, che incorona leader uno che ha annunciato il taglio di 2200 posti letto in Puglia, che mette un 1 euro di tassa sulle ricette perchè è necessario risanare i conti, chiaramente sempre a spese dei più deboli. Un amico dei padroni pugliesi, vedi Divella, Natuzzi esaltato anche da Montezemolo,uno che fa costruire 5 inceneritori alla Marcegaglia, uno che licenzia Petrella perchè vuole ripublicizzare l'acquedotto pugliese, uno che mette l'imprenditore Tedesco con il suo conflitto d'interessi a capo della sanità pugliese,un amico dei clericali che dona tanti soldi agli oratori,uno che da 1 milione di euro per il g8 di lecce.
    Poi questi sfigati piccoloborghesi, pseudo leader di movimenti inesistenti che dopo averl fallito continuano ad usare sempre gli stessi linguaggi comprensibili solo a loro stessi ed al loro grande capo che al netto dei paroloni non dicono nulla. 19-07-2010 10:41 - Nando
  • vendola mi dava fiducia, ma il paragone di giuliani con falcone e borsellino mi fa vomitare. non solo per il contenuto. ci vuole molta concretezza, chi si candida a primo ministro non puo uscire con frasi del genere. bisogna sapere interpretare davvero le necessita e i sentimenti della gente comune onesta. che hanno nulla a che fare con certi 'eroi'.berlusconi si combatte con la cultura e con la cultura della legalita, oltre che con la concretezza estrema dei programmi. non ci sono alternative. altrimenti, sara il solito fiume di parole spazzato via dal vento. 19-07-2010 09:54 - fabio
  • Uomo che a tradito la sinistra 19-07-2010 09:27 - alfiero
  • Solo una richiesta: non ci infutuiamo, come giornale, non cadiamo come pere al sole di fronte alla retorica di questo nuovo leader. Contenuti! 19-07-2010 08:36 - lorenzo
  • .. seguiremo gli uomini del bel fare...coraggio Vendola. Tienti stretti gli onesti, che vivono per gli abbandonati e lasciati (non rimasti) indietro... 19-07-2010 06:43 - almagemme
  • Ma, pensare che in Cina ci sia il comunismo mi pare veramente pazzesco. In Cina c'e' un capitalismo rampante da farwest in cui glioperai o gli uomini in genere contano come gli indiani in America. A proposito, Obama, se la Cina e' comunista, e' un trotzkista. State attenti! 19-07-2010 02:08 - Murmillus
  • Casarini e Raparelli, ancora loro... Dinosauri (inutili) di un'altra epoca...
    Già li vedo, fra 20-30 anni saranno i nuovi Ferrara, i nuovi Bondi, i nuovi Frattini (e il Manifesto dovrebbe saperlo bene, che spesso si allevano serpi in seno).
    La domanda che mi pongo è: ma dove sono i nuovi nomi dei nuovi movimenti che si sono sviluppati in questi ultimi anni?
    Perchè sono sicuro che ci saranno persone più interessanti (e permettetemi, anche più utili...) di questi due.
    Dal Manifesto, mi aspettavo qualcosina in più...

    ps: cara redazione, spero non me ne vogliate, ma ogni tanto una critica fa bene! 19-07-2010 00:14 - Riccardo Gatani
  • Ha ragione lello. Casarini, Alzetta, ma che hanno combinato di buono? Casarini è diventato un "piccolo imprenditore" come a Roma al centro sociale Prenestino fanno i commercianti per vivere. Alzetta ha scoperto che la sinistra antagonista è solo contro. Ma va?!
    Qualche tempo fa sono stato alla manifestazione dell'Unione sindacale di base. Una pena queste mummie dei Cobas. Ritornate nei sarcofaghi please. 19-07-2010 00:13 - gabriele
I COMMENTI:
  pagina:  2/5  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI