-
|
Guido Ambrosino
Amburgo: la scuola resta di classe
La scuola a Amburgo resterà una scuola di classe. In un referendum gli amburghesi hanno respinto domenica il piano del governo regionale di portare da quattro a sei anni la durata della scuola elementare, così da consentire un più lungo periodo di apprendimento comune. Contro la riforma hanno votato 276.304 cittadini, solo 218.000 hanno condiviso la proposta di protrarre la fase di apprendimento comune. Il referendum è valido, perché si è pronunciato per il no più di un quinto degli iscritti alle liste elettorali.
Ha votato il 39% degli amburghesi, con una partecipazione disomogenea nei diversi quartieri: nelle zone «bene» la quota dei votanti ha superato di due volte quella delle zone più popolari. La borghesia si è mobilitata compatta a difesa del vecchio sistema.
I genitori laureati, che dopo le elementari mandano i loro figli al Gymnasium, e che possono aiutare i loro pargoli a uscire vincenti da un sistema scolastico coerentemente orientrato a riprodurre le caste sociali, considerano il prolungamento delle elementari una perdita di tempo. Alla difesa del privilegio sociale si aggiunge il razzismo diffuso: i figli degli immigrati, che alle elementari sono circa la metà degli alunni nelle scuole amburghesi, sono una zavorra che rallenta il ritmo di apprendimento dei tedeschi «veri». Anche i poveracci che campano di assistenza sociale non vogliono saperne di prolungare la coabitazione in aula dei loro bambini con i figli dei turchi o degli italiani.
Amburgo resterà così allineata al modello prevalente in Germania: tranne a Berlino e nel Brandenburgo, con sei classi di elementari, la scuola elementare (Grundschule) dura solo quattro anni. Poi interviene la cernita che porta nei ginnasi i ragazzi destinati all'università, nella Realschule i futuri tecnici e impiegati, nella Hauptschule i perdenti. Anche nella Germania est, dove la Repubblica democratica aveva introdotto una scuola unica decennale, la restaurazione classista è stata pressochè totale.
Dagli anni '70 la sinistra tedesca si batte per un modello scolastico più integrato. In molte regioni, anche a governo Cdu, si tende almeno a unificare le scuole tecniche e professionali, passando dalla tripartizione tradizionale a una bipartizione degli indirizzi scolastici.
La stranezza amburghese è che la proposta di prolungare le elementari veniva da un'amministrazione nero-verde, una coalizione tra democristiani e Grüne, guidata fino a domenica dal borgomastro Ole von Beust. L'elettorato conservatore della Cdu non ha perdonato al borgomastro il suo «tradimento» scolastico, e l'ha bocciato col referendum.
L'esito, ampiamente annunciato nei sondaggi, ha contribuito a rendere irrevocabile la decisione di von Beust di ritirarsi dalla politica, annnunciata domenica pomeriggio, prima che cominciasse lo spoglio dei voti. Il 25 agosto il parlamento amburghese dovrà eleggere un nuovo borgomastro.
- 31/07/2010 [13 commenti]
- 31/07/2010 [5 commenti]
- 30/07/2010 [6 commenti]
- 30/07/2010 [7 commenti]
- 29/07/2010 [19 commenti]
- 29/07/2010 [3 commenti]
- 28/07/2010 [29 commenti]
- 28/07/2010 [7 commenti]
- 27/07/2010 [22 commenti]
- 27/07/2010 [2 commenti]
- 27/07/2010 [2 commenti]
- 25/07/2010 [5 commenti]
- 25/07/2010 [17 commenti]
- 25/07/2010 [2 commenti]
- 25/07/2010 [19 commenti]
- 24/07/2010 [12 commenti]
- 24/07/2010 [3 commenti]
- 23/07/2010 [6 commenti]
- 23/07/2010 [7 commenti]
- 23/07/2010 [55 commenti]
- 22/07/2010 [4 commenti]
- 21/07/2010 [13 commenti]
- 21/07/2010 [24 commenti]
- 20/07/2010 [8 commenti]
- 20/07/2010 [0 commenti]
- 19/07/2010 [14 commenti]
- 19/07/2010 [20 commenti]
- 18/07/2010 [45 commenti]
- 18/07/2010 [2 commenti]
- 17/07/2010 [3 commenti]
- 17/07/2010 [5 commenti]
- 16/07/2010 [6 commenti]
- 16/07/2010 [22 commenti]
- 15/07/2010 [6 commenti]
- 15/07/2010 [8 commenti]
- 14/07/2010 [14 commenti]
- 14/07/2010 [2 commenti]
- 14/07/2010 [6 commenti]
- 14/07/2010 [14 commenti]
- 13/07/2010 [38 commenti]
- 12/07/2010 [22 commenti]
- 12/07/2010 [1 commenti]
- 12/07/2010 [4 commenti]
- 12/07/2010 [2 commenti]
- 11/07/2010 [2 commenti]
- 11/07/2010 [4 commenti]
- 10/07/2010 [7 commenti]
- 10/07/2010 [4 commenti]
- 07/07/2010 [15 commenti]
- 07/07/2010 [9 commenti]
- 06/07/2010 [6 commenti]
- 06/07/2010 [10 commenti]
- 05/07/2010 [9 commenti]
- 05/07/2010 [7 commenti]
- 04/07/2010 [2 commenti]
- 04/07/2010 [2 commenti]
- 03/07/2010 [28 commenti]
- 03/07/2010 [0 commenti]
- 03/07/2010 [3 commenti]
- 02/07/2010 [14 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Fanaticolandia 2
di luca celada - 13.02.2013 07:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11











Il 39% è come se il 61% non crede più nelle istituzioni e nel dettato costituzionale.
La borghesia ottiene consenso in questo modo...
Te le devo dire io queste cose, che sono un semplice operaio in pensione? 21-07-2010 05:50 - maurizio mariani
Mano mano che avanza la crisi di sopraproduzione assoluta di capitali,le società capitaliste si arroccano nei loro fortini di stato.
Ma le classi operaie di tutto il mondo,devono cominciare a ragionare adeguatamente alla fase in cui si vive.
Loro chiudono e noi apriamo.
Solo così si può contrastare le loro azioni.
Siamo in una fase di scontro.
Quando si scende in campo come hanno fatto da tempo i padroni bisogna adeguarsi e mettersi in gioco!
Altrimenti,tutti a casa ad aspettare il peggio! 20-07-2010 17:27 - maurizio mariani