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FUORIPAGINA
20/07/2010
  •   |   Guido Ambrosino
    Amburgo: la scuola resta di classe

    La scuola a Amburgo resterà una scuola di classe. In un referendum gli amburghesi hanno respinto domenica il piano del governo regionale di portare da quattro a sei anni la durata della scuola elementare, così da consentire un più lungo periodo di apprendimento comune. Contro la riforma hanno votato 276.304 cittadini, solo 218.000 hanno condiviso la proposta di protrarre la fase di apprendimento comune. Il referendum è valido, perché si è pronunciato per il no più di un quinto degli iscritti alle liste elettorali.
    Ha votato il 39% degli amburghesi, con una partecipazione disomogenea nei diversi quartieri: nelle zone «bene» la quota dei votanti ha superato di due volte quella delle zone più popolari. La borghesia si è mobilitata compatta a difesa del vecchio sistema.
    I genitori laureati, che dopo le elementari mandano i loro figli al Gymnasium, e che possono aiutare i loro pargoli a uscire vincenti da un sistema scolastico coerentemente orientrato a riprodurre le caste sociali, considerano il prolungamento delle elementari una perdita di tempo. Alla difesa del privilegio sociale si aggiunge il razzismo diffuso: i figli degli immigrati, che alle elementari sono circa la metà degli alunni nelle scuole amburghesi, sono una zavorra che rallenta il ritmo di apprendimento dei tedeschi «veri». Anche i poveracci che campano di assistenza sociale non vogliono saperne di prolungare la coabitazione in aula dei loro bambini con i figli dei turchi o degli italiani.
    Amburgo resterà così allineata al modello prevalente in Germania: tranne a Berlino e nel Brandenburgo, con sei classi di elementari, la scuola elementare (Grundschule) dura solo quattro anni. Poi interviene la cernita che porta nei ginnasi i ragazzi destinati all'università, nella Realschule i futuri tecnici e impiegati, nella Hauptschule i perdenti. Anche nella Germania est, dove la Repubblica democratica aveva introdotto una scuola unica decennale, la restaurazione classista è stata pressochè totale.
    Dagli anni '70 la sinistra tedesca si batte per un modello scolastico più integrato. In molte regioni, anche a governo Cdu, si tende almeno a unificare le scuole tecniche e professionali, passando dalla tripartizione tradizionale a una bipartizione degli indirizzi scolastici.
    La stranezza amburghese è che la proposta di prolungare le elementari veniva da un'amministrazione nero-verde, una coalizione tra democristiani e Grüne, guidata fino a domenica dal borgomastro Ole von Beust. L'elettorato conservatore della Cdu non ha perdonato al borgomastro il suo «tradimento» scolastico, e l'ha bocciato col referendum.
    L'esito, ampiamente annunciato nei sondaggi, ha contribuito a rendere irrevocabile la decisione di von Beust di ritirarsi dalla politica, annnunciata domenica pomeriggio, prima che cominciasse lo spoglio dei voti. Il 25 agosto il parlamento amburghese dovrà eleggere un nuovo borgomastro.


I COMMENTI:
  • Riccardo Gatani,che proponi al posto delle libere elezioni?(E'venuta pure la rima!) 21-07-2010 17:47 - claudio
  • per Norberto: ancora con sta' storia delle libere elezioni? Ma chi ci crede? I popoli in tempi e luoghi diversi hanno mostrato molte volte che, alle urne, riescono a scegliere il peggio del peggio (e la germania ne é proprio un esempio...) 21-07-2010 12:11 - Riccardo Gatani
  • Pur non condividendo l'esito del risultato prendo atto con piacere che in Germania per considerare valido un referendum è sufficiente la partecipazione del 20% degli aventi diritto. Finchè in Italia sarà necessaria la partecipazione del 50% + 1 i partiti boicotteranno sempre il referendum (a meno che non siano tutti d'accordo, nel qual caso il referendum stesso è inutile). Lo vedremo purtroppo anche nel prossimo referendum sella ripubblicizzazione dell'acqua 21-07-2010 10:59 - Marcello
  • Ha votato il 39% degli amburghesi.Norberto....
    Il 39% è come se il 61% non crede più nelle istituzioni e nel dettato costituzionale.
    La borghesia ottiene consenso in questo modo...
    Te le devo dire io queste cose, che sono un semplice operaio in pensione? 21-07-2010 05:50 - maurizio mariani
  • Mi sembra che ci sia stato un libero referendum. La gente ha deciso. Non capisco cosa c' entrano i governi. Mariani forse la città di Amburgo, ti ricordo molto popolare e proletaria non è molto d' accordo con te. Quando scrivete almeno leggete il testo dell' articolo. 20-07-2010 19:37 - Norberto
  • Perche' e' solo la Germania che adopera la formula classista nela scuola . In Italia abbiamo una scuola pubblica in declino struturale e cultutrale da decenni oramai. Ma poi si decide di esaltare il cosidetto "merito", ma perche' siamo partiti da uguali situazioni scolastiche? direi proprio di no. si depaupera la scuola pubblica , fagocitando con dei finanziamenti la privata cioe' la scuola gestita dalla chiesa cattolica.Quindi il classismo nella scuola italiana e' proprio nella diversita' di strumenti culturali che il pubblico non ha perche' , non e' mai stata varata una riforma radicale che faccia della scuola pubblica un baluardo di insegnamento per la formazione del cittadino italiano e della sua classe dirigente presente e futura. La Germania fa parte, di questo assetto classista che come scrive, AMBROSINO viene rigettato anche dai ceti deboli. 20-07-2010 18:07 - ernesto
  • Che i governi stiano diventando sempre più rerazionari,non è un segreto.
    Mano mano che avanza la crisi di sopraproduzione assoluta di capitali,le società capitaliste si arroccano nei loro fortini di stato.
    Ma le classi operaie di tutto il mondo,devono cominciare a ragionare adeguatamente alla fase in cui si vive.
    Loro chiudono e noi apriamo.
    Solo così si può contrastare le loro azioni.
    Siamo in una fase di scontro.
    Quando si scende in campo come hanno fatto da tempo i padroni bisogna adeguarsi e mettersi in gioco!
    Altrimenti,tutti a casa ad aspettare il peggio! 20-07-2010 17:27 - maurizio mariani
  • In Europa, dopo gli squarci innovatori aperti dalle sinistre negli anni '90, si è tornati indietro di un ventennio e non solo per quanto riguarda le politiche scolastiche, che pure restano fondamentali per dare alle future generazioni una speranza di reale alternativa al sistema attuale in crisi epocale. Invece poco ci manca che si pensi di disin-formare i nostri pargoli in vista di farli diventare futuri "traders on-line"... 20-07-2010 17:26 - thor
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