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FUORIPAGINA
31/07/2010
  •   |   Giovanni Stinco, Claudio Magliulo
    Bombe «Ied» fatte con mine italiane

    Sono italiane molte delle mine che esplodono ogni giorno sotto i blindati Nato, così come sotto i passi dei soldati. Italiani compresi. Un gigantesco cortocircuito,
    che emerge dagli oltre 90mila documenti militari Usa, diffusi dal sito di controinformazione WikiLeaks.

    Migliaia sono i rapporti che parlano di Italia, e di questi, centinaia sono i resoconti di pattuglie o unità di artificieri, che parlano di una sola cosa: mine. Mine italiane e congegni artigianali ma micidiali, gli Ied («Improvised explosive
    devices»), fabbricati dai taleban con i nostri stessi ordigni. Abbiamo reso un grande servizio all’Afghanistan: prima imbottito di TC-6 («le Ferrari dell’esplosivo anti-carro», stando agli esperti), poi percorso dai nostri blindati. Le strade afghane parlano di Italia a ogni chilometro. Morti e crateri inclusi. Unico neo: quegli «unsufferables» di Emergency (come li definiscono i rapporti Usa), che ricuciono i corpi dilaniati.
    Il database di WikiLeaks parla chiaro. Il primo report disponibile a riguardo è datato 6 gennaio 2004. In una perquisizione all’interno di edifici governativi che dovevano ospitare medicine e cibo, viene scoperto un deposito di armi, munizioni ed esplosivi. Tra questi alcune mine italiane anti-carro di tipo 2.4 e TC-6. Da quella data si susseguono senza sosta le testimonianze dei micidiali Ied, in gran parte realizzati con parti di ordigni nostrani. A quanto pare sono proprio queste mine anti-carro il prodotto made in Italy più diffuso in Afghanistan.
    Il 14 settembre 2006, quando un mezzo militare Nato viene colpito da uno Ied, si analizza il cratere, e il responso è: mina pakistana… o italiana. Il 5 maggio un’altra pattuglia italiana era stata investita da un’esplosione da Ied vicino Kabul. Due morti e quattro feriti. Il tenente Manuel Fiorito, 27 anni, e il maresciallo ordinario Luca Polsinelli, 29 anni, perdono la vita. Ma non compaiono nel documento Usa. Il 28 agosto 2008 un’altra mina distrugge un blindato italiano e ferisce i tre militari al suo interno; questa volta è senza dubbio una mina italiana.
    Sono tre i tipi di ordigni italiani sepolti in Afghanistan, e in totale rappresentano un quarto delle mine anti-carro. Le TC-6, prodotte dalla barese Tecnovar srl, e le 2.4 e Valmara 59 prodotte dalla Valsella Meccanotecnica di Castenedolo, Brescia. Sono dispositivi molto resistenti (durano oltre 50 anni sotto terra, molto più di qualunque protesi) e sono in grado di generare voragini ampie decine di metri. Come quella del 24 maggio 2006: un camion salta su una mina, vicino
    Yaqubi. Due civili afghani muoiono, un terzo rimane ferito. Gli artificieri Nato riportano: «Il cratere dell’esplosione era profondo 23 metri e ampio 84. A giudicare dalla dimensione del cratere e dalla mancanza di frammenti, […] era presumibilmente una TC-6 italiana».
    Ma come ci sono arrivati lì questi ordigni? Il generale Franco Termentini, esperto di bonifiche, non ha dubbi: «Sono lì da prima del marzo 1989». Si tratterebbe, insomma, di forniture di armi fatte dagli americani agli insorgenti afghani in chiave anti-sovietica. Dopo il ritiro dell’Armata Rossa dall’Hindukush, le mine sono rimaste là e negli anni hanno costituito una vasta risorsa di esplosivi per i «nuovi nemici» taleban, dopo l’11 Settembre 2001.
    Lo conferma un ufficiale del Pentagono citato dall’Asia Times: le TC-6 di fabbricazione italiana sono «assai comuni» nelle zone sotto il controllo taleban e «continuano a minacciare in modo significativo le forze della Nato». Ma da quale oscura fabbrica sono usciti questi strumenti di morte?
    Lo racconta Franca Faita, ex operaia della Valsella Meccanotecnica. Un giorno il fondatore di Emergency Gino Strada le presenta una cassetta piena di mine TC-6 e Valmara 59 chiedendole se le conoscesse e a cosa servissero. «A difendere il territorio dal nemico» dice Franca, perché questo le avevano detto. Strada le parla delle vittime civili, dei bambini.

    E Franca cambia idea. Con i suoi compagni in fabbrica lotta per chiedere la riconversione dell’azienda in senso civile. «Perché per lavorare e vivere dobbiamo costruire mine che uccidono?» chiedono. Alla fine, grazie a una legge approvata anche per gli sforzi degli operai, la Valsella smette di produrre esplosivi.
    Ma le mine restano. Ieri nella chiesa di S. Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma si sono tenute le esequie del caporalmaggiore capo Pierdavide De Cillis e del maresciallo Mauro Gigli, i due militari morti mercoledì in Afghanistan durante
    la bonifica di un ordigno. I feretri sono stati accolti dal presidente della Repubblica Napolitano e dalle massime autorità.
    Non sappiamo se la mina che stavano disinnescando fosse italiana, di derivazione italiana o che altro. E forse non importa. Non è infatti l’ironia del destino ad aver portato in terra afghana prima le mine e poi i blindati Nato, ma la stessa cultura di morte.


I COMMENTI:
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  • Giorni fa è uscito un articolo dove si parlava di DROGA accennando al nuovo direttore russo dell'Agenzia ONU antidroga il quale vorrebbe farla finita con le piantagioni di oppio in Afganistan inviando aerei per polverizzarle con che cosa? Non sarà ancora una volta l'AGENTE ARANCIO usato a suo tempo nel Vietnam? Qualora fosse la composizione 2,4-D + 2,5-T presente in molti diserbanti trasformandoli in desfoglianti, da dover proviene? In Amazzonia l'hanno usato e lo stanno usando in tutto il Brasile: fabbricato dalla NUFARM e altre industrie Chimico-Farmaceutiche ( Monsanto,Down Chemical, Bayer, Syngenta, Ciba Geigy, ecc.) o è il resto delle migliaia di tonnellaste rimaste in stock negli USA nel 1979 e che viene smaltito poco a poco infilando DIOSSINE dappertutto e adesso venduto anche alla RUSSIA come collaborazione per la lotta antidroga? E di che cosa sono fatte le pasticche di ECSTASY se non di 2,4-D? Sto lottando in Amazzonia per vedere di andare a fondo alla questione e
    per tentare di "distruggere" anche questa arma chimica molto più potente e subdola( per non dire demoniaca)perchè uccide a distanza di tempo provocando semplicemente CANCRO in chi ne viene a contatto o ingerendo alimenti animali e vegetali ( come le mozzarelle di bufala della Campania alimentate con soia transgenica proveniente anche dal Brasile piene di diossine). E i polli che venivano dalla Cina di che cosa si alimentavano? E il nuovo caso di "Mucca Pazza" a Livorno? Che controllo fa il Ministero della Sanità sulla soia del mangime dei bovini allevati in Italia utilizzata dopo che è stato proibito mangime di provenienza animale?
    Padre Angelo Pansa ( cfr. materia su Il Fatto del 02.07.2010 : Il Missionario Italiano... 02-08-2010 07:04 - angelo pansa
  • la fame,la guerra,la morte.un'eterno destino dell'umanita'.Dannazione invincibile,condanna ineluttabile.Ci sbraniamo da secoli,uno con l'altro.Alla fine e' diventato normale,come respirare.La pace e' solo un'intervallo tra una guerra e l'altra,tra un massacro e l'altro.Normale. 01-08-2010 14:54 - robert
  • se la gente non morisse di fame nessuno andrebbe ad ammazzare altri morti di fame in guerra.il motivo e' questo. 01-08-2010 14:42 - robert
  • il capitalista costruisce di tuti anche la crda con cui verrà impicato 01-08-2010 13:39 - giuseppe
  • Per il bene del industria Militare che deve sempre sviluppare armi lettale ancore più sofisticate, poi provarle e usarle x ancore più denaro nelle casse dei Commandatore Supreme de New World Order Bilderberg 5da Prodi a Berlusconi LoggiaP2)(IVECO, Agusta, Beretta...etc)
    Il Nano LaRussa non puo capire oltre la Mafia Siciliana, lui che camina come un clown x le gallerie Centrale di Milano!!! 01-08-2010 12:21 - Djamel
  • Cari emanuele e rodolfo. Scriviamo "vecchie mine italiane" perchè sono effettivamente vecchie. il nostro paese non produce più mine dal '97 e gli ordigni che si trovano oggi in Afghanistan sono frutto di commerci internazionali che risalgono agli anni '80. Quindi sono lì in media da 30 anni.
    Attenzione a non confondersi, quindi. Non sono mine che abbiamo venduto ai taleban dopo il 2001. Sono residuati di vecchie guerre, nelle quali nasce e si innesta l'attuale guerra/occupazione che dura dal 2001. 01-08-2010 11:12 - Claudio Magliulo
  • Chi di soada ferisce di spada perisce. Non fa una grinza. 01-08-2010 01:45 - Murmillus
  • E'la stessa ipocrisia dei pacchetti di sigarette, sopra è scritto che il fumo uccide, ma continuano ad essere venduti.
    Allo stesso modo le mine sono state vendute da aziende italiane, e ci esplodono sopra anche gli italiani...
    Tutti e due i casi sono accomunati dalla stessa equazione "profitto = morte" 01-08-2010 01:19 - Dario Cerchia
  • x mariani maurizio e tanti altri chi si pongono questa domanda:perche la guerra?e perche i poveri soldati muoiono? il primo ,la guerra viene creato perche con la guerra c'è da guadagnare tanti ma tanti soldi,,secondo perche i soldati muoiono,perche aumenti la pancia dei politici poltronnari,con le teste pelate e pance grosse,e anche ci lavorano dei poveri opera per un pezzo di pane,e poi oggi è la festa del compleanno del ministro ROTONDI ,vedi che festa mega galattica hanno fatto nel suo onore!!!! 31-07-2010 21:36 - vaibarma
  • c'è un vecchio proverbio mediorientale che dice:non scavare i pozzi per far caderci la gente perche prima ci caschi tu poi altri!!!mi dispiace tanto per questi soldati che vogliono proteggerci dai terroristi AFGANI !!!!pero devo dire che queste mine,bombe,e ect ect,sono i regali della fabbrica delle armi di GEMINI di proprieta del defunto AGNELLI,i soldi che dovevano servire per la ricerca e la tecnologia avanzata per costruire macchine del futuro!!!! 31-07-2010 21:20 - vaibarma
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