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FUORIPAGINA
03/08/2010
  •   |   Benedetto Vecchi
    I noir del manifesto

    Un paese alla deriva. Meglio preso nel gorgo vorticoso di una globalizzazione che tutto tritura, macera. E' la sempreverde analasi di Karl Marx sulla tendenza del capitale a essere cosmopolita e rullo compressore di consuetudini, costituzioni materiali e formali consolidate. Ma ciò che emerge con forza in questi anni di vorticosa trasformazione è il ruolo della cosiddetta «economia criminale», cioè di quell'intimo legame tra attività illegali e manager in gessato blu. I primi hanno bisogno dei secondi per riciclare i loro denari; i professional hanno bisogno delle iniezioni di liquidità provenienti da prostituzione, ecomafie, tratta degli umani. Ma c'è anche un altro aspetto che caratterizza questo inizio di millennio: l'intimo legame tra crimine e economia non riguarda solo il management, ma è pervasivo, arrivando a coinvolgere le scelte di vita di uomini e donne coinvolti nel grande risiko della globalizzazione. Uomini e donne che perdono il lavoro o costretti a vivere nell'ultimo girone infernale del lavoro salariato che è la precarietà intrattegono con l'illegalità un rapporto ormai quotidiano, sia che si tratti di una web girl o di un camionista che trasporta illegalmente rifiuti più o meno tossici. E' con questo lato oscuro e tuttavia quotidiano, banale della globalizzazione che il noir mediterrano tesse la trama dells sue storie, fino a diventare progetto narrativo e politico.  E' quanto fanno il gruppo «Sabot» e altri scrittori in questa serie di unidici racconti di un Mondo in noir che saranno proposta dal 4 agosto. Parole inanellate per raccontare appunto un paese alle prese con la seconda, grande crisi della globalizzazione. Oltre gli storici «Sabot» Massimo Carlotto, Andrea Melis, Michele Ledda, Renato Troffa, Ciro Auriemma, Stefano Cosmo e Piergiorgio Pulixi completano questo Mondo in noir Silvia Pagliarani e Matteo Strukul.

     

    Anticipiamo le prime righe del racconto in edicola mercoledì 4 agosto:

    La presunzione

    di Massimo Carlotto

    L'avevo seguita quando era uscita dall'hotel. Finalmente si era decisa. Ero stanco di guardare le vetrine e di rabbrividire. A Vienna faceva un freddo cane e il mio giubbotto di renna era decisamente inadeguato per il mese di febbraio. La ragazza camminava a passo svelto. Se non lo avessi saputo non avrei mai immaginato che la gamba destra, dal ginocchio in giù, nascosta dalla calza nera, fosse una protesi costosa. Era abile a nascondere la leggera zoppia accentuando il suo sculettare da professionista. Un tempo batteva. Quando era ancora un uomo. Mi avevano detto che a quel tempo era già una bella gnocca se non badavi troppo ai particolari. Io ci avrei fatto caso ma in quel momento mi sembrava solo una bella scopata. Purtroppo né io, né lei ci trovavamo a Vienna per sollazzarci.


I COMMENTI:
  • Bellissimo il racconto di Carlotto di stamattina, bella idea! 04-08-2010 13:32 - lorenz
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    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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