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Ernesto Milanesi
Padova: la bufala della discriminazione per le coppie gay
Un’altra bolla di sapone soffiata a tutta pagina dal Gazzettino. Il bando che assegnerà le case comunali non sarà motivo di discriminazione nei confronti dei gay. L’assessore Gian Battista Di Masi (professore universitario, già capogruppo della Civica e poi approdato all’Italia dei Valori) sembra proprio caduto nella stessa trappola tesa un anno fa al suo predecessore. Antonino Pipitone (che ora siede in consiglio regionale) finì sul quotidiano di centrodestra per una supposta adesione al “punteggio leghista” nelle graduatorie delle case. In entrambi i casi il sindaco Flavio Zanonato non ha esitato a ricondurre tutto nel solco dell’amministrazione di centrosinistra: «A Padova non c'è alcun regolamento riguardante le assegnazioni di case pubbliche che discrimini le coppie in base al loro orientamento sessuale, né è intenzione dell'amministrazione comunale approvare regolamenti discriminatori». Zanonato ha precisato che l'amministrazione si limita «ad applicare la legge regionale numero 10 del 1996, che stabilisce i criteri per l'accesso alla casa pubblica per coppie, persone singole, famiglie anagrafiche. La nostra è una città aperta e inclusiva, tra le prime in Italia ad approvare il registro delle famiglie anagrafiche per tutelare i diritti delle coppie di fatto, che comunque necessitano di una legge nazionale per essere pienamente riconosciute»
«Conosco Di Masi come persona laica e profondamente ostile ad ogni genere di discriminazione. Molto probabilmente è stato mal interpretato dal collaboratore del giornale. Insomma, uno scivolone in buona fede. Di Masi fornirà alla giunta tutti gli elementi utili a dissipare ogni possibile ambiguità sulla vicenda», commenta Alessandro Zan, che non solo è assessore all’ambiente ma anche responsabile nazionale dei diritti civili di Sinistra ecologia e libertà oltre che presidente regionale di Arcigay. E immediatamente fissa il punto politico: «Il Comune di Padova non può né vuole accreditare equivoci. Se così non fosse, ovviamente le mie dimissioni sarebbero sul tavolo del sindaco Zanonato proprio nel rispetto della fiducia che i padovani hanno nell’amministrazione».
Il vero caso politico, se mai, incendia Italia dei Valori. Grillini ieri era furibondo, tanto da minacciare provvedimenti disciplinari. Il partito di Di Pietro nel Veneto è già scosso da bizzarre prese di posizione, soprattutto da parte di ex leghisti arruolati perfino per occupare candidature di coalizione.
Zan, invece, insiste nel merito della questione: «Il bando non potrà che richiamarsi alla legge regionale in vigore dal 1996. Sancisce il principio delle coppie conviventi more uxorio e l’interpretazione estensiva della giurisprudenza traduce ormai il “non sposati” in coppe di fatto, residenti sotto lo stesso tetto. Tanto più che proprio il Comune di Padova grazie al suo regolamento anagrafico riconosce con la certificazione il valore affettivo di tutte le coppie di fatto, omosessuali comprese. Dunque, non vedo proprio come si potrebbe da un lato avere il registro comunale delle coppie di fatto e dall’altro discriminare solo i gay nell’assegnazione degli alloggi pubblici».
Una bolla di sapone, dunque. Destinata a trasformarsi in un boomerang. In particolare nel centrodestra padovano. Il senatore “finiano” Maurizio Saia non ha mai nascosto opinioni radicalmente diverse dal vice presidente del consiglio Giampiero Avruscio (berlusconiano vicino a Cl) proprio in materia di diritti civili. E perfino il gruppo consiliare della Lega Nord a palazzo Moroni è indisponibile ad alimentare polemiche pretestuose.
Padova rimane piuttosto «città aperta», tollerante e fedele alla libertà che contraddistingue anche l’Università. Tutti l’avevano capito fin dal Gay Pride nazionale, quando la città era governata da Giustina Destro (ora deputato Pdl): fu una vera festa aperta in piazza Erbe da Luciana Litizzetto. A quasi dieci anni di distanza, l’estate è «targata» Pride Village che anima il quartiere fieristico. Stasera c’è il concerto di Dolcenera, un’ottima occasione per i padovani che nel Boulevard allestito dal circolo Tralaltro si sentono sempre a casa. Come il sindaco Flavio Zanonato e la presidente della Provincia Barbara Degani che hanno patrocinato più che volentieri la manifestazione. Era atteso un paio di settimane fa anche il ministro Giancarlo Galan, trattenuto all’estero all’ultimo momento. Ma, forse, prima della chiusura il Village potrebbe riservare un’altra sorpresa…
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