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FUORIPAGINA
10/08/2010
  •   |   Alessandro Braga
    «Io sto con i no global, quel campo era illegale»

    Quando era ministro dell’Agricoltura ha fatto sua la battaglia anti-Ogm. Oggi, da governatore del Veneto, Luca Zaia commenta in maniera forte la distruzione di un campo di mais geneticamente modificato in Friuli. «È stata ripristinata la legalità», ha detto a caldo. Certo, ha specificato, non difende quel gesto, che comunque a suo avviso ha rappresentato un illecito, ma è convinto che il  ripristino della legalità sia avvenuto per il semplice fatto che il primo a  commettere un reato a suo avviso è stato chi ha piantato mais Ogm in quel campo, mentre la normativa vigente in Italia vieta espressamente in tutto il paese la coltivazione di prodotti geneticamente modificati.
    Ripristinata la legalità, ha detto. Governatore, difende i no global?
    Non entro nel merito e non voglio fare l’avvocato difensore dei ragazzi che hanno compiuto quell’azione perché hanno commesso un’illegalità entrando in una proprietà privata e distruggendo una coltivazione. Però è altrettanto vero che lì c’era un campo di mais transgenico che in Italia non può essere coltivato, totalmente illegale.

    Molti sapevano di quel campo, nessuno ha agito. Insomma c’era un’illegalità palese, ma chi aveva il dovere di bloccarla non ha fatto nulla.
    Ci sono i tempi della giustizia, certo, ma i cicli biologici, i pollini, non hanno gli stessi tempi. O si elimina il problema o sicuramente qualche contadino confinante con le colture ogm raccoglierà del mais ibridato dal seme  transgenico. Io dico questo: il 75% dei cittadini in Italia non vuole gli Ogm. Gli unici che ci guadagnano sono le multinazionali, non è vero che i contadini  guadagnano di più. Noi siamo il paese dai 4700 prodotti tipici, questo vuol dire
    che dobbiamo difendere questa nostra caratteristica. Faccio un esempio: non tutte le macchine rosse sono Ferrari. Bene, noi produciamo, nel campo agricolo, l’equivalente delle Ferrari. Perché mai dovremmo smetterla con le nostre  eccellenze per iniziare a portare a casa le auto sgangherate che producono
    gli altri? Difendiamo fino in fondo la nostra biodiversità.

    Galan ha definito il raid degli attivisti come un atto squadristico. Il ministero
    che una volta era suo ha cambiato linea sugli ogm?

    Non mi occupo più delle attività del ministero, ma ho una certezza: in Italia non c’è nessuna semente Ogm autorizzata alla coltivazione. Quindi se c’è qualcuno che pianta organismi geneticamente modificati commette un reato. Da un punto di vista normativo in Italia è proibito come in Germania e in Francia, che ha approvato come noi la moratoria. Noi ci stiamo occupando in Europa di ogni richiesta che arriva. Ogni tanto c’è una multinazionale che si sveglia e chiede di poter autorizzare un nuovo seme. Noi continuiamo a dire di no. Il punto è un altro: bisogna fare una moratoria a 360 gradi, è inutile che ogni volta dobbiamo dire di no. L’Italia deve essere Ogm free.
    Nessun compromesso sul tema. Luca Zaia è anti Ogm al cento per cento,
    insomma?

    Sì. L’ho scritto anche nel mio libro dal titolo “Adottare la terra”. E posso spiegare il perché del mio deciso no agli organismi geneticamente modificati.
    Primo: dove si coltivano gli Ogm i contadini non guadagnano di più. Due:  consegnare i semi alle multinazionali vuol dire consegnare tutta l’agricoltura alle multinazionali, che per definizione vogliono solo fare profitto. Terzo:  ultimamente si sono creati due mercati distinti. Uno per i poveri, Ogm, e uno per i ricchi, che vanno a comprarsi il cibo biologico. Quattro: non è vero che gli Ogm curano la fame nel mondo. La Fao dice che nel mondo ci sono sei miliardi di cittadini, di cui un miliardo e duecento milioni soffrono la fame. Ma il problema non è quello di arrivare al cibo, bensì di avere i soldi per comprarlo. Non mi risulta che se piantassimo Ogm la produzione che avremmo in più, che sarebbe
    circa il 10% in Italia, verrebbe regalata a chi muore di fame. Anzi si rischierebbe
    una sovrapproduzione in un mercato che, nella parte ricca che può comprare il grano, non riesce già in questo momento a smaltirlo tutto. E la parte povera del mondo continuerebbe a morire di fame. Ancora: noi siamo la nazione dei 4700 prodotti tipici, la nostra deve essere una difesa della biodiversità. E poi dire no agli Ogm vuol dire dire no alle multinazionali, e questo è un impegno che i cittadini devono prendersi. Ultimo motivo, se ancora ne servissero altri: non è vero che sono innocui. Il mondo scientifico è spaccato a metà. La Germania lo scorso anno, per fare un esempio, ha sospeso un mais perché dava tumori nelle cavie da laboratorio.
    Fosse successo in Veneto e non in Friuli come si sarebbe comportato lei?
    L’avessero piantato in Veneto quel mais, non sarebbe durato fino all’estate.
    Almeno finché sarò io governatore, non accadrà mai, glielo garantisco. Il mais si pianta in marzo-aprile, non li avrei fatti arrivare fino ad agosto perché avrei agito prima per bloccarli.


I COMMENTI:
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  • Non solo sono d'accordo con chi ha distrutto il campo di OGM,ma mi spingo oltre.Bisognerebbe distruggere tutti quei localacci dove ti vendono cibi trattati, come quella famosa catena con la emme gigante.
    Emme come merda!
    Loro stanno uccidendo i nostri ragazzi che come potete vederli sono tutti obesi e non ce la fanno a respirare.
    Affamati di merda,perche ci mettono dentro delle droghe che fanno asuefazione sui ragazzi.
    Assassini con il loro pagliaccio, che assomiglia a quello del film di Stephen King che cerca di catturare dalla porta del loro negozio i nostri giovani con dei palloncini tra le mani,proprio come il film.
    Salviamo i nostri giovani,facciamogli dei sani e robusti panini nazionali,fatti di alimenti sani e non trattati. 11-08-2010 09:03 - mariani maurizio
  • opposizione se ci sei batti un colpo quale è la posizione dell'opposizione su questo argomento. non basta notare che nella maggioranza oltre alla spaccatura tra finiani e berlusconiani ci sia anche alcuni berlusconiani che sono contro i leghisti per risolvere la questione anche perche se per le quote latte ero daccordo con Galan ora sono contro Galan in quanto rendere l'agricoltura italiana dipendente dalle multinazionali è una follia, anche perche significa mettere a repentaglio quello che negli stati uniti chiamano la sicurezza nazionale. c'è da chiedersi cosa succede se le multinazionali non vogliono più vendere le sementi a un paese la risposta è semplice il paese è obbligato a concedere qualsiasi cosa in cambio delle sementi. 11-08-2010 00:04 - massi
  • Se fra i nostri politici di sinistra avessimo gente con le idee chiare come Zaia, gli elettori non ci avrebbero buttati fuori dal Parlamento. 10-08-2010 22:35 - Gino Folletti
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