sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
12/08/2010
  •   |   Andrea Fabozzi
    Governo di transizione, la strada è stretta

    Se la crisi della maggioranza precipiterà in una crisi di governo in parlamento, l’esito non può considerarsi già scritto. Certo non dal presidente del Consiglio che minaccia come fosse automatico il ritorno alle urne. La nota del segretario del Pd Bersani di ieri è servita anche a ricordare al cavaliere il percorso che il capo dello stato considera l’unico possibile. Quello previsto dalla Carta: «In Italia abbiamo le istituzioni - ha scritto Bersani -, se fosse certificata la crisi la parola passerebbe al capo dello stato e al parlamento».
    Napolitano sa bene che nel caso prevalesse l’ipotesi di un ritorno alle urne, essendo praticamente impossibile votare a novembre, bisognerebbe mettere in conto anche sei mesi di risse parlamentari e campagna elettorale in televisione. Questa consapevolezza non fa che aumentare la «preoccupazione». Dunque le ipotesi alternative sono teoricamente ancora possibili e andranno tutte verificate. Dalla ricomposizione della maggioranza attorno a un nuovo programma sul quale far votare la fiducia a un governo di transizione che prepari le elezioni con una modifica del sistema di voto a un governo tecnico che gestisca anche la fase di crisi economica. Le strade ci sono ma i numeri in parlamento certificano che si tratta di strade molto strette.
    La situazione è poco diversa da quella evidenziata dal voto della camera sulla mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo. A Montecitorio un’eventuale maggioranza che escluda i lealisti del Pdl e la Lega potrebbe contare su uno scarto davvero esiguo. Pd e Italia dei Valori uniti al cosiddetto terzo polo di Rutelli, Casini e Fini metterebbero insieme (considerati i deputati del gruppo misto) al massimo 320 deputati contro 310. Al senato anche peggio: il fronte antiberlusconiano potrebbe contare su uno, due voti di maggioranza. Con questi numeri è davvero difficile che il capo dello stato possa dare il via libera a un governo di transizione, tanto più se al primo punto dovesse esserci la modifica della legge elettorale. Una riforma a colpi di maggioranza (ristretta) imposta da chi ha perso le ultime elezioni non è ipotizzabile.
    Per evitare il voto sarebbe dunque indispensabile una novità. Ci vorrebbe qualcosa o qualcuno in grado di rompere gli schieramenti attuali pro e contro Berlusconi. Per una questione di numeri, ma anche per una questione politica: se nel fronte Pdl-Lega emergesse qualche disponibilità a sostenere un governo di transizione, la situazione cambierebbe. Ai quaranta finiani si potrebbero aggiungere altri parlamentari eletti con la vecchia maggioranza. Per il momento tra quanti nel Pdl non hanno seguito Fini, uno soltanto si è detto disponibile a sostenere un governo tecnico per evitare il ritorno alle urne. E per questa ragione è anche la persona più accreditata per guidare quell’eventuale governo. Beppe Pisanu è stato molto chiaro nella sua intervista a Repubblica di qualche giorno fa: «La contrarietà al voto è più ampia di quanto appaia». Parole che fanno pensare a una possibile rottura del fronte che adesso sostiene Berlusconi. Forse non è un caso che davanti al concretizzarsi di questa ipotesi, Berlusconi sia tornato ieri a parlare della possibile - anche se difficile - convivenza con il gruppo di Futuro e libertà. Mentre è certamente un caso che l’ultima persona che Napolitano ha ricevuto al Quirinale prima delle ferie (e prima degli esponenti del Pd che hanno chiesto la parlamentarizzazione della crisi), sia stato proprio Pisanu.


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • pasquino:dell'antico,marmoreo,mordace e salace omonimo hai ripreso solo il nome!Vedi di imparare tu qualcosa,e non dare lezioni agli altri! 15-08-2010 16:22 - claudio
  • potrei anche essere d'accordo con un governo che cambi la legge elttorale e poi votare.
    ma c'è qualcuno in italia che sappia quale legge elettorale fare?
    e chi ci deve essere in questo governo?
    pezzi del pdl? li ci sono varie idee su quale nuova legge elettorale, nel pd non ne parliamo almeno tre libee diverse, e quale conviene all'idv? e poi non ho capito perchè i berluscones e la lega devono cambiare una legge che forse li farebbe vincere.
    vedrete che se si andrà a votare si votera con la legge attualmente in vigore. 13-08-2010 13:42 - angelo
  • per andare a votare,occorre una nuova legge elettorale,legge che dia al cittadino la facoltà di votare la persona che vuole in parlamento.solo così potremo toglerci dalle balle questo schifo di chiamiamolo governo di lecchini 13-08-2010 13:09 - giuseppe fantuzzo@virgilio.it
  • Complimenti Claudio per la fine logica politica che hai espresso.
    A prescindere dal merito della questione (elezioni anticipate o meno) sono proprio i ragionamenti come i tuoi che dimostrano la povertà dell'attuale "società civile" italiana. 13-08-2010 13:01 - pasquino
  • ho appena scritto un commento. Ma mi sono accorto che l'aticolo di Fabbozzi non era quello di oggi (13 agosto) a cui mi riferivo, ma invece quello di ieri. 13-08-2010 12:09 - Francesco Tanzarella
  • un'editoriale che và in direzione diametralmente opposta a quelli di Norma Rangeri e di Valentino Parlato, nonchè al lungo intervento ospitato di Asor Rosa.
    Paradossalmente, essendo quello di oggi, il primo a esprimere quelle che dovrebbero essere "ragioni storiche" della sinistra:la critica al politicismo, al partitismo, alla confusione con l'avversario, all'idea di un'egemonia delle destre sovrapponibile alla persona di Berlusconi, mi sembra anche sinora l'unico editoriale coerente con la storia stessa del Manifesto. 13-08-2010 12:03 - Francesco Tanzarella
  • La soluzione di un governo di transizione può essere considerata valida unicamente per consentire la necessaria ed indifferibile riforma elettorale che modificata in senso proporzionale farebbe uscire il Paese dal bipolarsmo esasperato con l'auspicato ritorno nel Parlamento dei partiti della Sinistra che nel frattempo devono ritrovare la strada maestra dell'unità per costituire un fronte comune contro il becero populismo berlusconiano ed il federalismo razzista della Lega che stanno portando il Paese verso lo sfacelo politico, economico sociale e culturale attentando ai principi della democrazia ed all' assetto costituzionale della Repubblica. 13-08-2010 10:19 - Nando
  • x vincenza
    nn so se hai ragfione:
    l'indicazione del premier sulla scheda elettorale......è fatta apposta x fare in modo che il premier esca dalle urne e nn dal parlamento........
    magari mi sbaglio.......
    ma nn mi pare 13-08-2010 09:11 - gundam
  • Francamente mi risulta impossibile capire il PD ed i suoiattuali leaders! In primis, mi sembrano indecisi a tutto. Ad esempio, ascoltavo per puro caso alla radio questa sera la parlamentare(!!!???!!!) Rosy Bindi e devo proprio dire che mi sono meravigliato per l' estrema inconsistenza delle idee espresse e la totale mancanza di una qualsiasi pur vaga ed almeno abbozzata strategia politica realistica e minimamente vincente, almeno in prospettiva futuribile. Ricapitoliamo un attimo la situazione: mai fino ad oggi il Cavaliere è stato così debole ed isolato. Ora, chiunque sia dotato di un minimo di buon senso e non viva sulla luna cercherebbe di approfittare immediatamente della situazione, non solo chiedendo ma persino implorando elezioni immediate. Prima si vota meglio è x il PD e soci: se non vincono ora col Cavaliere nero immerso nel peggiore scenario possibile x la sua immagine di plastica di presunto eterno vincente, allora vuol che staranno all' opposizione in eterno. Invece questa cosiddetta "leader"ma in realtà disastrosa e rovinosa capo-popolo del PD se n' è uscita con una serie incredibile e impressionante di "cazzate" politiche, travestite da parole moderate e para-centriste, inanellando anche altre banalità varie trite e ritrite del tipo "...il PD per senso di responsabilità e per la gravità della situazione, preferisce ora evitare il ritorno alle urne..."; "...se anche vincessimo (con un grandissimo "rassamblement" con dentro tutti, Fini compreso???) poi avremmo 2 anni d' instabilità...(cos' è? Una specie di evocazione involontaria degli anni ruggenti del "Mortadella"?). A questo punto la stessa ha iniziato ad evocare un "governo di transizione" per fare una nuova ed improbabile legge elettorale (?!?); Quale? gli ha chiesto giustamente il bravo e ficcante conduttore... la risposta è stata fumosissima ed involontariamente comica: siccome il PD vuole un accordo il più ampio possibile, allora avrebbe dato solo una serie di criteri genericissimi e generalissimi, ma senza entrare in qualsivoglia dettaglio concreto, altrimenti gli altri presunti attori delle larghe intese potrebbero quasi credere che il PD intenda monopolizzare la discussussione ed imporre il proprio punto di vista... Sono rimasto a dir poco allibito: ma questo è un' autentico sofismo!!! Ci vuol dire una buona volta cosa vogliono fare loro in concreto??? Ma si può essere più inconsistenti e confusi mentalmente di così? Poi questi "fenomeni" da baraccone demo-crack (forse si fanno proprio di crack!!! Ecco spiegato perche le sparano così assurde!) mi devono spiegare perchè la Lega ed il PDL dovrebbero accettare una nuova legge elettorale quando quella attuale a loro va benissimo! Per fare un favore a Bersani, alla Bindi e soci affinchè possano vincere in santa pace? Oltre tutto poi i voti tocca prenderli e l' elezioni vincerle se si vuole governare ed a me non risulta che esista al mondo una legge elettorale in grado di premiare chi non vinca le elezioni: mi sembra talmente lapalissiano ed ovvio che indubbiamente per la Bindi questo deve essere un concetto del tutto incomprensibile. A questo punto ho spento la radio preso da sconforto e disperazione (si fa per dire, sia chiaro!) per la causa e le sorti del centro-sinistra italiano: fortunatamente non sono un elettore di quell' area politica ed in generale mi frega pochissimo della politica italica, questa "summa" d' inarrivabili minkioni che blaterano assurdità varie da mane a sera! Certo però che se fossi un supporter del PD cercherei di "rottamare" il più in fretta possibile questi presunti "leaders" del calibro della Bindi, pregandola d' occuparsi di giardinaggio e/o di filatelia o di qualsiasi altra innoqua attività dove non possa fare ulteriori danni! Compagni: con capi-bastone come quelli che si ritrova adesso il PD, ovvero il partito di maggioranza relativa della vostra area, il buon Silvio se ne starà al governo finchè campa!!! 12-08-2010 21:36 - Fabio Vivian
  • Quante chiacchiere!Si rivada al voto e vinca e governi chi ne prende di più,e chi perde ne prenda atto e finisca di rompere le balle alla nazione tutta! 12-08-2010 19:05 - claudio
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI