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FUORIPAGINA
13/08/2010
  •   |   Marina Forti
    La donna da lapidare deve «confessare» in tv

    Una confessione televisiva è l’ultimo colpo di scena nella terribile vicenda di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata a morte per lapidazione per adulterio e complicità in un omicidio di cui aveva sempre negato la responsabilità.
    Non è la prima volta che la tv iraniana manda in onda «confessioni»: decine di oppositori e intellettuali sono stati costretti a questa scena umiliante. Sakineh Mohammadi Ashtiani però non è una detenuta «politica», è una donna «qualsiasi». Ma il suo caso ha acquistato una tale notorietà, anche internazionale, da diventare davvero ingombrante per le autorità iraniane.
    Ecco dunque la confessione tv, mandata in onda mercoledì in un talk-show in prima serata come fosse un’intervista-verità: il presentatore si collega con Tabriz, capoluogo della provincia dell’Azerbaijan nel nord-ovest dell’Iran dove Mohammadi Ashtiani, 43 anni e madre di due figli, è detenuta. Lei parla con voce tremula, è coperta da un chador di cui tiene un lembo sulla bocca, il volto sfocato dalla tv per non essere riconoscibile; parla in lingua azeri, una voce sovraimpressa traduce in farsi.
    Risponde all’intervistatore che sì, è stata complice dell’omicidio di suo marito: aveva una relazione illecita con il cugino di lui, dice. «Mi diceva: "uccidiamo tuo marito", io pensavo che scherzasse. Ma poi è arrivato a casa nostra con cavi elettrici e guanti, e l’ha ucciso collegandolo alla corrente... poi ho saputo che era un killer di professione». Lei ha iniettato al marito dell’anestetico poi l’omicida è entrato in azione, precisa durante il talk show il procuratore capo della provincia (il magistrato però non precisa se l’omicida sia stato a sua volta arrestato).
    Insomma, Mohammadi Ashtiani è stata portata in tv a confermare la tesi della sua accusa. Il suo avvocato difensoreHoutan Kian, raggiunto per telefono dal quotidiano londinese The Guardian, ha detto che la donna è stata picchiata e torturata per due giorni per estorcerle la confessione: «I suoi figli, il 22enne Sajad e la 17enne Saideh, sono traumatizzati da queste immagini».
    Nel maggio 2006 Sakineh Mohammadi Ashtiani era stata condannata per «relazione illecita» con due uomini, e per questo era stata condannata a 99 frustate (che ha già ricevuto). Poi però è anche stata condannata per «adulterio mentre era sposata», sulla base della confessione fatta durante l’interrogatorio: in seguito ha ritrattato, ma la corte ha deciso (a maggioranza di tre giudici su 5, sulla base della «convinzione del giudice» in mancanza di prove certe) di condannarla a morte per lapidazione. La condanna è stata confermata dalla Corte suprema nel maggio del 2007 (questi dettagli sono stati raccolti da Amnesty international).
    Appena un anno prima, nel 2006 due condanne alla lapidazione erano state eseguite nella città di Mashad, e la cosa aveva suscitato grandi polemiche e  proteste anche perché la lapidazione (per gli adulteri), introdotta nel codice iraniano dopo la rivoluzione islamica, sembrava ormai caduta in disuso. Nel 2002, durante la presidenza di Mohammad Khatami e quando le correnti  riformiste avevano la maggioranza in parlamento, era stata annunciata una moratoria di fatto. Il clima politico e sociale è cambiato però con l’amministrazione di Mahmoud Ahmadi Nejad (eletto la prima volta nel 2005), e quelle lapidazioni ne erano il segno.
    Secondo Shadi Sadr, avvocata e attivista della «Campagna per fermare la lapidazione per sempre», lanciata proprio nel 2007, la lapidazione è simbolo delle pratiche discriminatorie subìte dalle donne in Iran, combinazione di fondamentalismo religioso e di tradizioni patriarcali. Dice anche che c’è quasi sempre un nesso tra una condanna alla lapidazione e matrimoni forzati e/o precoci, discriminazione etnica, povertà, violenza domestica. Qualche successo la Campagna delle avvocate l’ha ottenuto, in diversi casi sentenze sono state cancellate o riviste. Del resto la lapidazione continua a dividere l’establishment:
    l’inverno passato il parlamento iraniano (a maggioranza conservatrice) ha approvato un nuovo codice penale che la omette (ma la legge non è ancora stata ratificata dal Consiglio dei Guardiani).
    Il caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani ha acquistato notorietà quando, nel 2009, il suo avvocato Mohammad Mostafae’i ha scritto di nuovo al capo della magistratura, chiedendo di cancellare quella condanna. L’attenzione internazionale è cresciuta, sono cominciati gli appelli. Qualche settimana fa perfino un paese «amico», il Brasile del presidente Lula, ha chiesto un «gesto umanitario» e offerto asilo alla detenuta. Non sarà un caso se nella «confessione» tv la povera Sakineh Mohammadi Ashtiani è stata sentita accusare l’avvocato Mostafae’i di aver indebitamente pubblicizzato il suo caso - mentre il presentatore parlava di «propaganda occidentale».
    Nel frattempo l’avvocato Mostafae’i ha subito pressioni e minacce, al punto da fuggire in Turchia (la scorsa settimana ha ricevuto asilo in Norvegia). Il tribunale però ha accettato, il 4 agosto, di sospendere la sentenza e riesaminare il caso. Ora la «confessione»: preludio a un magnanimo gesto di grazia - o segno che l’esecuzione è imminente? L’avvocato Kian teme la seconda ipotesi.


I COMMENTI:
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  • @Murmillus
    Concordo con la tua analisi. Aggiungo solo che la ragazza assassinata a Teheran durante il tentativo di "rivoluzione verde" pro-Moussavi è la famosa "Neda", che la telecamera di fronte a cui fu assassinata ritraeva il soccorritore Arash Hejazi, medico ma soprattutto editore in Iran e traduttore in farsi di tutti i libri dello scrittore Paulo Coelho, notoriamente massone.
    Ovviamente quando queste stranezze sono diventate di dominio pubblico tutti i riferimenti alla Massoneria sono stati eliminati dalle biografie di Coelho su Wikipedia.
    Morale: la realtà è sempre un po' più complessa di come appare (o di come vogliono farcela apparire).
    Morale 2 (off-topic): mai fidarsi delle "rivoluzioni colorate" (inclusa quella "viola", imho). 14-08-2010 01:32 - Alessandro B.
  • O Giuseppe, squallido è chi difende quelli che vogliono fare il califfato universale sterminando chi non si converte. Gente che mette le bombe nei mercati per ammazzare più gente che può o brucia con l'acido le bambine che vannno a scuola. Non dimentichiamo che in Afghanistan quasi 80% dei civili sono uccisi dai talebani.Poi a me gli americani simpatia non me ne fanno proprio. Ma francamente come potenza non mi sembrano peggio di cinesi e russi. E i "guerriglieri barbuti" mi sembrano l'opposto di quello che io, cresciuto e invecchiato nella sinistra, ho sempre difeso. Mi sembra che la sinistra abbia bisogno di una bella exit strategy. Una proposta (teorica per carità) che vada oltre l'ammazziamo gli occidentali o il tutti a casa, abbandonando quella gente a un tristissimo destino. 14-08-2010 00:51 - mario burgassi
  • Per Vaibarma: il fatto di indignarsi per il fosforo bianco a Fallujia non dovrebbe impedire l'indignazione per una pratica altrettanto barbara come quella della lapidazione. Il fatto di riconoscere come infame l'occupazione della Palestina non dovrebbe impedire di considerare infami il modo in cui in Iran vengono trattate le donne.

    Per Burgassi: quando i tuoi rappresentanti neanche sapevano quanto fossero arcaiche e becere le leggi talebane, all'epoca dell'alleanza con gli USA in funzione antisovietica, a sinistra si denunciava la condizione della donna sotto l'egida dei "liberatori" in salsa tribale. Il problema con la destra è che prima bisogna attraversare questa cortina di ignorante, questa mania di accusare a vanvera. E la maggior parte delle volte è una cortina così spessa che ci vorrebbe un lavoro di decenni per disfarsene. 13-08-2010 23:41 - antonella
  • In alcuni stati c'e' la condanna automatica a lunghe pene detentive quandi si siano commessi tre reati. Ventiquattro stati degli USA, civilissimi naturalmente, hanno la cosiddetta three strikes law. Risultati; 25 anni di carcere per shoplifting (furto in un supermercato), 25 anni a videotepa rubato per un totale di 50anni. Carcere a vita per aver rifiutato di pagare 125 dollari per una riparazione in Texas.
    Minorenni di 10 o12 anni vengono processati in corti per adulti e condannati al carcere con adulti. Questi sono stati degli USA, la civilissima USA.
    E poi scopriamo che la famosa ragazza assassinata di fronte ad una telecamera a Teheran, mi sfugge il nome ora, non era quella che avevano detto che fosse. Questa e' viva e vive all'estero, perche' dopo interrogatori durissimi in Persia, ha chiesto e ottenuto asilo politico in Germania. Strano, dietro a storie strane, dopo mesi di silenzio, compaiono sempre storie strane ma sempre quando e' troppo tardi perche' la gente possa capire. E i servizi segreti sono sempre in mezzo, come per la ragazza che avrebbe dovuto essere quella ammazzata ma che, chiss' perche', era un'altra e quella vera non era quella che dicevano che fosse stata ammazzata... e cosi' via' nella confusione classica dell'intorbidamento da servizi. 13-08-2010 22:09 - Murmillus
  • Vaibarma:ma vaff...anbagno,tu e tutti quelli come te,che usano un relativismo del ca°°° per giustificare le schifezze com piute da quelli che tu e i tuoi amici come te tanto venerate e ammirate!Ma trasferitevici in quei posti di me°°°,e schiattateci! 13-08-2010 20:41 - claudio
  • X claudio
    Non so se la guerra estirperebbe queste orribili usanze patriarcali. ci vorrebbe una grande battaglia culturale per l'umanesimo laico e illuminista contro ogni tradizionalismo patriarcal-religioso.
    X vaibarma e burgassi, non mi sembra il caso di usare questa triste vicenda per fare lotta politica da una parte o dall'altra 13-08-2010 20:29 - paolo1984
  • Che squallido che sei, Burgassi, buttare in politica un caso tremendamente umano. 13-08-2010 19:06 - Giuseppe
  • spero che pubblichiate questo commento .... non voglio andare contro corrente ma forse abbiamo dimenticato il delitto d'onore che in questo paese veniva applicato non piu lontano di qualche quarant'anni fa!!??c'è chi parla dell'umanita indifferente !!ma di quale umanita parliamo???quello dei barili del petrolio???oppure dei diamanti sanguinari del sud africa? (nelle mani dei ebrei sionisti )ricordiamoci che l'Iran da piu di trent'anni che vive sotto l'embargo degli americani & company che poi sotto sotto fanno affari astronomici! E' vero ,è una atrocita' da parte delle leggi dell'Iran mi dispiace tanto ,pero non abbiamo fatto niente neanche per 1200 donne e i bambini che sono stati massacrati dai nostri cari militari dell' ISAF in Afganestan,e non ho visto grandi manifestazioni,loro non erano esseri umani ?è brutto morire solo essere lapidata??? i proiettili e fosforo bianco non uccidono??? loro sono morti con le armi dei paesi piu civili del mondo!!! 13-08-2010 18:48 - vaibarma
  • Sto aspettando con ansia i commenti della sinistra filo iraniana e filo talebana. Guarda caso sempre uomini. 13-08-2010 17:05 - mario burgassi
  • Una immonda,infame,abbietta e abominevole usanza;questo è ciò che io intendo quando parlo di culture incivili,ed è ancora un eufemismo!Questa barbarie dovrebbe essere estirpata dalla faccia della terra con qualsiasi mezzo,anche con la guerra,sì,io farei la guerra per eliminare simili mostruosità,che ricacciano non solo chi le compie nell'inferno del più buio medioevo,ma anche tutto il resto dell'umanità che assiste e non fa nulla per impedirle! 13-08-2010 16:43 - claudio
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