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FUORIPAGINA
17/08/2010
  •   |   Giulia Pacifici
    Condono tombale a prova di riscossione

    I conti non tornano: gli evasori continuano ad evadere e al fisco mancano ancora 4,6 miliardi di euro. Il condono varato nel 2002 dal governo Berlusconi-Tremonti ha permesso agli evasori di regolarizzare la propria situazione senza dover versare l'intera somma dovuta all'Agenzia delle Entrate. Lo denuncia «Fiscoequo», la rivista telematica dell'associazione Legalità ed equità fiscale, che rende pubblici i dati della Corte dei conti. «Gli evasori che hanno aderito al condono - dichiara Lef - non soddisfatti di aver ottenuto un maxisconto sulle somme da pagare e l'impunità per i reati tributari e penali commessi (per i quali non era stata ancora avviata l'azione penale), continuano a beffare il fisco e prendere in giro i contribuenti onesti non versando le somme dichiarate in sede di sanatoria».
    Dei 4,6 miliardi mancanti, rispetto ai 26 miliardi dichiarati dai condonati, gran parte deriva da omessi versamenti (2,95 miliardi) secondo l'art. 9 bis, e la parte residua - 1,65 miliardi - è dovuta alle altre forme di condono. La questione gira tutta attorno al sopracitato art. 9 bis della sanatoria, che lascia aperto uno spiraglio per chi le tasse non vuole proprio pagarle. La normativa permette infatti la restituzione del debito in forma rateizzata «qualora gli importi dovuti eccedano, per ciascun periodo d'imposta, 3.000 euro per le persone fisiche o 6.000 euro per gli altri soggetti».
    Era sufficiente però versare solo la prima rata per rendere valido il condono, ovvero avvalersi di tutti i benefici, sia quelli di natura fiscale che di carattere penale. Quella legge premia infatti i recidivi: permette di «ripulire la fedina penale» di un'azienda o di una persona fisica con il versamento di appena un terzo della cifra fissata. Fatta la legge non serve neanche trovare l'inganno.
    La mancata riscossione da parte dell'Agenzia delle entrate di circa il 18% del gettito previsto non è un fulmine a ciel sereno. E' scritta nero su bianco nel testo di legge e la Corte dei conti l'aveva già annunciata in una prima relazione nel novembre 2008: 5,2 miliardi di euro le somme mancanti. La lacuna legislativa sarà servita a rendere più appetitosa la sanatoria e permettere comunque di incassare una parte del contributi evasi. Certo è che coloro che ne hanno beneficiato sono proprio quelle persone fisiche o società che, avendo un elevato gettito fiscale, chiedono la rateizzazione. La prima rata di 6.000 euro mette l'azienda al riparo da tutte le cosiddette «ipotesi delittuose»: dalla dichiarazione fraudolenta alla distruzione di documenti contabili, dalla falsificazione di dati, registri e atti alla omessa dichiarazione.
    Per chi non paga è previsto un recupero delle somme in via coattiva. Il concessionario della riscossione può avvalersi dell'espropriazione immobiliare «per i debiti da condono iscritti al ruolo di importo superiore a 5.000 euro, senza dover prima procedere all'iscrizione di ipoteca ed attendere ulteriori sei mesi per l'esecuzione», dichiara Lef. È permesso, inoltre, all'agente della riscossione di accedere ai dati bancari del debitore. A fine gennaio 2009 sono stati recuperati in maniera coattiva 786 milioni di euro. Il sistema della rateizzazione ha prodotto lungaggini nella riscossione forzata. Lungaggini che hanno permesso a molti debitori di riorganizzare il proprio assetto patrimoniale e sfuggire nuovamente alle richieste del fisco. Molti di loro evidentemente saranno d'accordo con il ministro Tremonti, autore della sanatoria, quando dichiara che «il condono è una forma di prelievo fiscale fuorilegge».
    Qualcuno però si era posto il problema: la Corte tributaria del Lazio, con una sentenza del 10 febbraio 2009, aveva dichiarato non valido il condono in mancanza dell'intero versamento delle rate. La tesi ricalcava alcuni pronunciamenti resi dalla Commissione tributaria regionale del Lazio (ottobre 2008 e maggio 2007) e dalla Commissione tributaria provinciale di Bologna ( giugno 2007), secondo cui «sarebbe singolare che un condono nato per sanare gli omessi o tardivi versamenti possa a sua volta "tollerare" tardivi versamenti di somme». Sulla questione si sono accapigliate la Cassazione e l'Agenzia delle entrate. Per la prima il condono scatta con il pagamento della prima rata, mentre per la seconda solo il pagamento integrale estingue l'irregolarità. Per ora, a quanto pare, ci si accontenta del minimo e si perdona tutti.


I COMMENTI:
  • Piaccia o non piaccia (a me ad esempio non piace per niente, ma tant'è) ormai in Italia ci siamo ridotti così male che l'evasione tributaria e il lavoro nero sono ancora una risorsa che riesce a dare un po' di "ossigeno" all'economia. Questo il governo Berlusconi lo sa bene. Oggi come oggi, se ci fosse al potere il centrosinistra dei Visco e Padoa-Schioppa, l'economia reale se la passerebbe persino peggio. Ci siamo ridotti così male che se, paradossalmente, da domani mattina riuscissimo per incanto a contrastare davvero efficacemente l'evasione fiscale, lo sfruttamento e il lavoro nero, l'economia nazionale si fermerebbe (e sarebbe per tutti cavolacci ancora più amari), essendo ormai profondamente assestata sul malcostume presente, da cui trae linfa per tirare innanzi fingendo di non essere così stracciona e cialtrona.
    Molta parte di colpa, qui in Italia, è senz'altro dovuta allo sfascio morale e materiale dei lunghi anni dei governi Berlusconi (è all'incirca un decennio che siamo al "si salvi chi può"), ma pur sempre in misura minore rispetto al massimo responsabile: il modello di globalizzazione impostoci da antidemocratici organismi sovranazionali e passivamente accettato. Un modello che, per design, porta a sperequazione sistematica, riduzione drastica di welfare e diritti civili, impoverimento generalizzato e concentrazione della ricchezza in pochissime mani. Un modello che non è in nostro potere sovvertire e nemmeno influenzare.
    Confesso che anche io, nel mio piccolo, per riuscire a sopravvivere (e male) ormai mi faccio schifo da solo per quanto scendo a compromessi, contrari ai principi in cui ho creduto per una vita. Se me l'avessero detto vent'anni fa non ci avrei creduto. A me scendere a compromessi avvelena la vita, ma riconosco che, in questo sistema competitivo (nel senso che la coperta è sempre troppo corta per coprire tutti), chi è bravo e sguazza bene a fottere le istituzioni e il prossimo ci gode. E io che invece non sguazzo ma sto malamente a galla, che vivachio perennemente a disagio, cercando di riuscure in qualche modo a sopravvivere domando: ma c'è ancora qualcuno che riesce a tenere fede ai propri principi? O per essere "di sinistra" oggi è necessario essere anche figli di papà con i piedi al caldo e abbastanza puzzetta sotto il naso da sfogliare il Manifesto ascoltando Mahler? Di certo io non me lo posso permettere. 18-08-2010 17:51 - gau
  • confesso,sono stato un evasore senza cuore, ho evaso 65 euro al mese senza denunciare,avete capito male!!non 65 milioni ,no, i miserabili 65 euro ,senza volere ,e loro signori con tutte le loro buona fede nelle istituzioni mi hanno fatto pagare piu di 3000 euro ,naturalmente con la massima di multa ,non 5 per cento per i miliardari evasori ,mai s'è visto che un ladro facesse leggi per catturali????come al solito ci prendiamo per i fondelli perche ci conviene,sotto sotto siamo quasi (detto quasi )tutti dei MARIUOLI,perop questa volta sarebbe come fare pipi' in alto ,e questa volta ci cade addosso 18-08-2010 11:11 - vaibarma
  • bene, quindi la destra liberista vive la lotta all'evazione fiscale come un atto contro natura. E ci può stare. ma d'altro canto come pensa il cwwntrosinistra di realizzare l'equità fiscale e finanziare rilancio occupazionale e welfare? perchè in italia il fisco non può essere una cosa seria e farsi temere dai cittadini? (come si dice avvvenga in altri paesi tipo gli usa) 17-08-2010 23:58 - nicola
  • Come può fare una legge che non permetta scappatoie uno che fa come libera professione il consulente fiscale?
    Come può fare una legge che non favorisca il premier l'avvocati del premier?
    Per cui siamo nel periodo storico della sostituzione delle leggi con i brogliacci, di che stupirsi allora? 17-08-2010 19:40 - Gromyko
  • e poi il popolo bue guarda contento la TV e continua a votare per chi lo fotte ... ma ci sarà mai un momento di svolta ? aspettiamo fiduciosi 17-08-2010 17:56 - Cristiano52
  • Complimenti, articolo interessantissimo. 17-08-2010 17:40 - Livia
  • La differenza è che i "grandi evasori" possono "patteggiare" le tasse e quindi... risparmiare parte di esse (cioè, condono fiscale) mentre i "piccoli evasori" le pagano "prima" (sullo stipendio) e "dopo" (se, per mero errore, fanno una piccola "omissione" sul 730) 17-08-2010 16:59 - maralb
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