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Marina Zenobio (Giampilieri, ME)
Giampilieri paese fantasma
Corrado Manganaro è presidente del comitato civico «Salviamo Giampilieri» costituitosi all’indomani dell’alluvione che ha colpito la provincia di Messina lo scorso ottobre. Ma da cosa salvare un paese in buona parte già distrutto? «I cittadini, i giovani, gli anziani di Giampilieri non vogliono abbandonare il paese ma ricostruirlo – risponde deciso Manganaro - e il nome del comitato nasce da questa esigenza, contro la costruzione di una new town di cui nell’imminente dopo diluvio si era parlato.
In effetti abbiamo incontrato gente in paese, ma molte famiglie non torneranno.
Tutti coloro originari di Giampilieri sono tornati,ma chi non lo era e aveva la casa in affitto in una zona a rischio chiaramente non tornerà più. Come non tornerà chi ha vissuto una notte particolare, sono molte le persone traumatizzate. Dove è partita la frana una casa ha resistito ma l’anziana che ci viveva non vuole più tornare a Giampilieri, ha paura, e chi può darle torto?
Subito dopo il disastro si è parlato di abusivismo edilizio, di edifici costruiti a ridosso degli argini dei canali di scolo o dei torrenti che avrebbero contribuito ad aumentare i danni?
L’abusivismo. Semmai è esistito in qualche casa che ha allargato un balcone di mezzo metro o aperto una finestra di troppo. L’abusivismo a Giampilieri non esiste proprio, perché le zone colpite sono le più antiche e le più vecchie del paese, su un porticato c’è scritto l’anno di costruzione, 1855, tanto per dire; ci sono ancora case con i muri in pietra, con la tragedia che ci ha colpiti l’abusivismo non ha nulla a che vedere. Il problema sta nel dissenso idrogeologico della montagna che inzuppata di acqua è precipitata a valle con colate di fango e detriti rocciosi. Il problema sta nella non manutenzione che le autorità competenti avrebbero dovuto fare a monte, per prevenire il disastro. Tutte le polemiche intorno all’abusivismo sono state frutto di una cattiva informazione, in primis data da Bertolaso e poi di alcuni giornalisti che prima di scrivere o di far vedere certe immagini dovrebbero documentarsi. Non potrò mai dimenticare il programma di Bruno Vespa dal titolo La montagna degli abusivi.
Probabilmente anche la deforestazione e i ripetuti incendi hanno contribuito.
Ma restano concause. L’abbandono delle campagne sicuramente è un fattore determinante, come gli incendi, così come l’aver costruito in passato, 100 o 200 anni fa, in posti dove non era opportuno perché si potevano creare condizioni di disagio. Ma all’epoca i contadini non potevano immaginare e non possiamo certo dare a loro la colpa, l’abbandono delle campagne è molto più recente. E poi c’è la non idonea irreggimentazione delle acque conseguente proprio alla scomparsa del lavoro agrario.
A distanza di quasi un anno cosa si sta facendo per prevenire altri disastri simili e chi se ne sta occupando?
Sarà perché ci sono stati molti morti, ma le autorità competenti questa volta si stanno muovendo. Certo ci sono dei ritardi, l’ideale sarebbe stato che prima delle piogge autunnali buona parte dei lavori fosse già stata ultimata, ma si tratta di progetti molto complessi che necessitano di un approfondito studio del territorio per la sua messa in sicurezza. Comunque il 60% dei lavori previsti sono già stati appaltati e il restante 40 partirà entro un mese e mezzo. Molti soldi li sta mettendo la Regione Sicilia, lo stato centrale è intervenuto con 24 milioni di euro che saranno impegnati proprio in questo mese. Gli ingegneri stanno studiando la montagna con carotaggi metro per metro e poi scelgono il rimedio opportuno. Guardando la montagna il lavoro si vede, dove necessario stanno mettendo in sicurezza la collina sovrastante Giampilieri con reti e palificazioni.
Con gli altri paesi colpiti siete coordinati?
Certo, anche se non esiste un unico organismo esiste però una forma di collaborazione tra comitati quando si tratta di organizzare azioni di protesta, in particolare con gli abitanti di Scaletta. Comunque Raffaele Lombardo (presidente della Regione Sicilia, ndr), in qualità di commissario straordinario ha risposto bene, e anche il comune alla fine si è mosso bene, con impegno, spesso suoi rappresentanti sono tra di noi, non sembra neanche di essere a Messina. Con i dovuti e indiscutibili ritardi di qualche mese, sì, però visto come sono andate le cose in passato ci sentiamo fortunati.
Mancano meno di due mesi al primo anniversario, cosa avete in mente di fare?
Sarà una giornata di commemorazione, scoprire un monumento ai caduti di Giampilieri, inviteremo le istituzioni tutte, siano esse religiose o laiche, perché anche il mondo cattolico ci è stato molto vicino. Vorremmo fosse l’occasione per fare un bilancio delle cose fatte e di quelle da fare. Il nostro obiettivo è di salvare Giampilieri e non solo di ricostruirlo com’era ma di migliorarlo con altre infrastrutture che renda il paese ancora più vivibile. In questo senso ci sono già delle iniziative in via di sviluppo, come la costruzione di un campetto di calcio, spazi per bambini e anziani; alla Caritas presenteremo il progetto per la costruzione di un auditorium. Infine la realizzazione di un “Museo del Fango”, al comune di Messina abbiamo già chiesto la struttura di una vecchia scuola elementare abbastanza grande da ospitarlo. L’idea del museo è venuta a Michele Cannaò (artista nato a Giampilieri ma trapiantato a Milano, ndr) e darà spazio a dipinti, sculture, poesie, racconti per continuare a vivere senza dimenticare.
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Così gridava lo scemo del villaggio!
E' tutta colpa di Carmine che ha allargato la finestra!
Lo stato dei padroni,non centra nulla.Le banche succhia sangue e usuraie,non hanno alcuna colpa.
Le case dei proletari si sono allargate perche si è allargata la prole e nessuno oltre loro ha aiutato queste famiglie a vivere.
Ma lo scemo del villaggio ancora grida.
Cosa dovevano fare queste persone?
Lo scemo:
Dovevano ammucchiarsi nella sola camera e vivere uno sopra all'altro come Dio comanda!
Ma la gente non è tutta uguale?
Non abbiamo tutti i stessi diritti?
Perche quella gente doveva fare cose, diverse a quelle che ha fatto?
Perche le case si comperano al mercato immobiliare.Così risponde lo scemo del villaggio.
Come quando la regina di Francia, diceva ai francesi di mangiare biscotti,in mancanza di pane.
La colpa e di chi subisce,non di chi organizza e crea!
Anche lo scemo del villaggio ha le sue idee.
Lui oggi ha lasciato la piazza e si è buttato in politica.Se lo stanno liticando tutti i partiti.
Come si litigavano Cossika!
Una società come questa,non potrà sopravvivere all'onda lunga che sta arrivando.
Ma lo scemo del villaggio ha detto, che sono un melagramo! 19-08-2010 08:20 - mariani maurizio