sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
21/08/2010
  •   |   Pietro Calvisi
    Prossima fermata: Costa Smeralda

    Oltre tremila partecipanti, secondo gli organizzatori del Movimento pastori sardi (Mps), hanno chiuso ieri mattina gli accessi all'aeroporto, costringendo centinaia di turisti in arrivo e partenza a muoversi a piedi per qualche chilometro. Disagi per cui i manifestanti chiedono tuttavia pazienza e solidarietà. Tre ore di blocco e tanti slogan indirizzati soprattutto contro i palazzi della regione Sardegna, ma anche verso i sindacati di categoria accusati di immobilismo e di mancanza di proposte utili per superare la crisi. «Una grande e meravigliosa giornata - ha detto Felice Floris, leader dell'Mps - perché oggi abbiamo dimostrato ancora una volta la nostra forza e quanto siano giuste le nostre rivendicazioni». Tanto entusiasmo e tanta passione, commentano altri partecipanti, non si vedevano da anni. Floris ha annunciato poi che il prossimo appuntamento, probabilmente già nella settimana a venire, sarà in Costa Smeralda, a villa Certosa (residenza estiva del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi). «Tra il 5 e il 15 settembre scenderemo a Cagliari per manifestare davanti alla regione - aggiunge - e non andremo via senza risposte soddisfacenti, a costo di accamparci per giorni con le tende».
    La protesta dei pastori nasce soprattutto dalla crisi del prezzo del latte, in caduta libera da alcuni anni, che oggi sull'isola varia da 50 a 65 centesimi di euro al litro, mentre nel continente è fra gli 80 e un euro. Poco meno di un caffè o di una bottiglia d'acqua accusano gli allevatori, che criticano il mancato intervento di regione e governo nelle politiche di promozione dei mercati del «pecorino romano» (il latte necessario viene dall'isola). Con l'entrata in crisi delle economie nordamericane, storico bacino di vendita dei loro prodotti, i depositi degli industriali del formaggio sono stracolmi. Ecco il perché del crollo del prezzo del latte. Ma gli industriali sono accusati anche di importare il prodotto dall'estero; spesso latte caprino di provenienza francese, che una volta trasformato viene venduto come formaggio sardo.
    Inoltre, spiegano i manifestanti, è assurdo che ad imporre il prezzo sia chi compra (l'industriale) e non chi vende (il pastore). Per sostenere i marchi del Grana e del Parmigiano, a detta dell'Mps, sono stati investiti dallo stato oltre 200 milioni di euro. «Bisogna ridare gli incentivi, che prima esistevano, per il pecorino romano - spiega Diego Manca, allevatore di Bitti (Nu) - e bisogna che governo e regione sostengano la promozione del nostro prodotto verso nuovi mercati come il nord Europa e la Russia». Manca propone anche l'istituzione di «una continuità territoriale, con sgravi fiscali, sia sui prodotti agricoli in uscita dall'isola, che sui mangimi in entrata».
    Gli allevatori hanno inviato all'assessore all'agricoltura sardo, Andrea Prato, una piattaforma di 12 punti dove sono spiegate le loro richieste e le proposte. Dalle ultime manifestazioni si capisce comunque che i pastori non vedono più in Prato un interlocutore affidabile, anche se questi ha presentato delle controproposte, rispedite poi al mittente. Tanti gli slogan che ne chiedono le dimissioni e dove lo si accusa di connivenza con la lobby dei caseari, composta da 4 o 5 industriali. Le bordate arrivano anche contro i sindacati, ritenuti ormai poco rappresentativi e sprovvisti di un piano di intervento che salvi la categoria. «Il nostro è il mondo della produzione - accusa Floris - il loro (la Coldiretti, ndr) quello della burocrazia».
    Nelle stesse ore dell'iniziativa algherese, la Coldiretti apriva a Cagliari gli stati generali della pastorizia italiana, con annessa manifestazione di qualche centinaio di iscritti che, a bordo di trattori, hanno rallentato il traffico in città. «La vertenza diventa nazionale ed abbiamo fatto fronte comune con Toscana, Sicilia e Lazio - ha spiegato Sergio Marini, presidente della Coldiretti - perché il problema è uguale per tutti, il prezzo del latte non è remunerativo». Come intervento immediato, ha chiesto l'organizzazione, sono necessari 25 milioni di euro da mettere sul piatto per svuotare i magazzini di pecorino romano. Il 30 agosto il piano di proposte completo, ha aggiunto Marini, sarà presentato al ministero delle Politiche agricole.


I COMMENTI:
  • Il sistema paese si stà svuotando, l'industria, l'artigianto, l'agricoltura, stanno migrando verso altri lidi e questo con la compiacenza di chi dirige lo stato che si accontenta di posare il Q su una buona e comoda poltrana, che permette e finanzia ricerche che non chiariscono la reale situazione economica del paese perchè sembrano avere fino unico ed ultimo quello di dare un pò di biada a parenti ed amici.
    Da noi rimane qualche tordo che vuol seminare OGM perchè sarebbe libero, probabilmente insegue un'altra libertà e non l'ha capito ancora ed intanto contamina i campi vicini, è ammalato di Hiv e tenta di infettare il più possibile.
    Mi spiace per loro ma se rimangono soli risolveranno ben poco, il problema non è solo sardo ma è nazionale e in nazionale ci sono tanti Lippi!
    Permettono la dicitura prodotto italico quando è prodotto fuori nazione, chi ci guadagna, perchè vengono permessi certi artifici?
    E' evidente che sono leggi civetta, varate con il palesato intento di tutelare il produttore ed il prodotto tipico ma che in verità finiscono con il favorire la dissipazione del patrimonio produttivo e quindi la perdita delle ns specificità locali.
    La domanda è: quanto e se sono volute e ricercate tale liggi dai ns legislatori? 22-08-2010 12:02 - Gromyko
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI