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FUORIPAGINA
23/08/2010
  •   |   Patricia Lombroso
    Protocollo di guerra
    E' richiesta almeno la versione 9.0.0 del flash player. http://www.adobe.com/shockwave/download/

     

    «Il video dell'organizzazione informativa Wikileaks che ha scioccato il mondo tre mesi fa, relativo all'eccidio da parte dei miei commilitoni, piloti dell'elicottero Apache, di 12 civili e di due reporter, a Baghdad, , quel giorno del 12 luglio 2007, segue, né piu né meno, il protocollo militare impartito dai comandi ad alto livello e dal Pentagono. Da portare a termine senza esitazioni da parte dei soldati che lo hanno appreso durante un lento e studiato addestramento a uccidere. Anche i civili. Gli eccidi di quella particolare missione sono chiamati freddamente collateral murder».
    Questo dice la sconvolgente testimonianza rilasciata al manifesto da Josh Steiber, in missione in Iraq nel 2007 e ora obiettore di coscienza e fra i tantissimi soldati di «Iraq Veterans Against the War», della quale fa parte dopo il ritorno dalla sua esperienza militare. Steiber era in missione a Baghdad e faceva parte dello stesso battaglione militare di terra e dei piloti dell'elicottero Apache che trucidò 12 civili iracheni e due giornalisti mostrati nel video di 38 minuti: soltanto un frammento della mole di documentazione di Wikileaks rilasciata al New York Times, a The Guardian e a Der Spiegel, finora mai venuta alla luce e già paragonata ai «Pentagon papers» (di Daniel Ellsberg), che si riferiscono alle testimonianze raccolte in Vietnam. Nell'intervista che ci ha rilasciato, Josh Steiber - proprio come fecero un tempo i soldati del «Winter soldiers» durante la guerra in Vietnam - rivela al mondo la sua macabra esperienza. Simile, peraltro, a quella vissuta in guerra da ogni soldato, in Afghanistan come in Iraq.
    Lei era in missione in Iraq a Baghdad nel 2007. Cosa ricorda del cosiddetto «collateral murder» mostrato nel video di 38 minuti da «Wikileaks»?
    In effetti facevo parte dello stesso battaglione militare nel contingente di terra proprio quel giorno della missione nella quale i due piloti dell'elicottero Apache trucidarono 12 civili, fra cui alcuni bambini e due reporter, come si vede nei 38 minuti di audio e video di Wikileaks. La cosa ha provocato giustamente scandalo, ma non in modo sufficiente a mettere in discussione la guerra.
    Lei conosce i due piloti dell'elicottero che, come emerge dal video, vedendo il carro armato passare sul corpo già morto della bambina irachena gridarono: «così quei bastardi impareranno a portare i bambini in guerra»?
    No. Pur facendo parte dello stesso contingente a terra, quel giorno per punizione dovetti restare alla base dato che mi rifiutavo ripetutamente di eseguire gli ordini della missione e non intendevo uccidere innocenti iracheni, così come non avrei ucciso innocenti cittadini in America.
    Come descriverebbe questo massacro dei militari nei confronti della popolazione civile inerme in Iraq?
    Ho visto con attenzione tutti i 38 minuti del video e ritengo, o spero, che possano suonare come una sveglia per l'opinione pubblica americana: una sveglia sulle conseguenze e l'orrore della guerra, che produce mostri pronti a uccidere. Anche se quanto le dirò non risponde ai miei valori morali, come obiettore di coscienza vorrei aggiungere questo: il video mostra che i piloti risposero così come sono addestrati a reagire. Sono queste le orrende conseguenze del nostro allenamento a uccidere e, del resto, tutte le regole d'ingaggio militare costituiscono un protocollo da eseguire «meticolosamente». È un cruda verità e meriterebbe almeno un dibattito sul contesto che genera le mostruosità intrinseche alla decisione di scatenare una guerra.
    Ci spieghi meglio
    Le reazioni scioccate che nel mondo sono state seguite ai video resi pubblici da Wikileaks, in cui si mostrano appunto eccidi di civili in Iraq, così come le reazioni generate da ciò che è successo in Afghanistan, sono giustificatissime. Spero che questo tipo di informazione affronti ora i veri problemi sul sistema decisionale adottato ai piu alti livelli militari e politici. I soldati, piu o meno ideologizzati, vengono mandati al fronte con un messaggio: aiutare la popolazione. Ma poi, grazie a una progressiva desensibilizzazione, si trasformano. Del resto, vengono inviati a invadere un altro paese e strumentalizzati per un obiettivo impossibile da ottenere. Il motivo per cui sono, come tanti, contrario alla guerra sta nella constatazione, personalmente verificata, del fatto che ipocritamente inviamo al fronte giovani imbevuti di messaggi illusori e idealistici, ma al tempo stesso li prepariamo a massacrare e a uccidere anche le popolazioni civili.
    Come spiega le giustificazioni pubbliche del Pentagono, che definisce questi tutt'altro che eccezionali eccidi come imprevisti «danni collaterali», inevitabili in ogni missione di guerra?
    Il Pentagono omette sempre di chiarire che l'addestramento impartito ai soldati, e le regole d'ingaggio trasmesse ai soldati ancora prima di partire per il fronte di guerra, comportano ordini e un sistema di regole interno al protocollo militare in cui si prevedono tecniche e pratiche da eseguire senza farsi prendere da dubbi o da perplessità di coscienza. Quanto viene richiesto va dal semplice arresto alla pratica di sparare e uccidere senza pietà.
    Quanto tempo dura l'addestramento di base, sia fisico sia di desensibilizzazione psicologica, impartito ai soldati inviati al fronte?
    Dura circa sedici settimane intense e continue. In seguito l'addestramento e le esercitazioni proseguono alla base militare, finchè non si arriva alla partenza per il fronte.
    Questo vuol dire che venite addestrati fino a che diventate in grado di uccidere impunemente?
    Sì. Il Pentagono, dopo una serie di studi e di ricerche specifiche, ha lavorato sulla psicologia dei soldati, per renderli più pronti a uccidere, perché è stato valutato insufficiente il numero delle morti causate. Il bersaglio che, inizialmente era semplicemente costituito da un cerchio, è stato sostituito da foto e video di persone virtuali, in continuo movimento. Questa lenta procedura rende il soldato pronto a colpire chiunque si configuri come una minaccia, venendo subito identificato come un nemico. Al fronte, lo stato di allerta è permenente, tanto che si pensa solo a come una mossa sbagliata possa mettere a repentaglio la propria vita. E va a finire che questo eccesso di reattività porta a uccidere anche i civili.
    Quale altra tecnica viene impiegata dal sistema di protocollo per desensibilizzare i soldati?
    Durante le esercitazioni, mentre marciavamo, dovevamo cantare ad alta voce, ripetendo le parole di due canzoni che quasi ci venivano dettate dai comandanti.
    Ci vuole ripetere il contenuto di questi canti di istigazione alla violenza?
    Sì le faccio un esempio. «Sono andato al mercato dove le donne si recano a comprar cibo/ Ho tirato fuori il mio machete e ho cominciato a tagliarle a pezzi». E ancora: «Sono andato nel parco dove i bambini vanno a giocare/ Ho tirato fuori il mio mitragliatore e ho cominciato a sparare all'impazzata sui bambini». Anche questo fa parte dell'addestramento impartito ai piloti americani dall'elicottero Apache, che ha sparato sui civili.
    Eppure, questi soldati non hanno subito alcun processo contrariamente al soldato che ha dato a Wikileaks il video...
    Perché hanno fatto quanto richiesto dal Pentagono.

     

     


I COMMENTI:
  • I soldati ubbidiscono agli ordini, non può essere altrimenti....ma non si può dire che non ci sia scelta....il soldato lo si fà per scelta....chiunque è libero di scegliere, oggi più di ieri, se fare o no il soldato....questo mondo và a rotoli perchè ci sono i soldati, non perchè ci sono gli ufficiali....non sono i governi che fanno schifo, ma coloro che li eleggono.... 24-08-2010 12:21 - Kane sciolto
  • Purtroppo,quando si scatena na guerra come quella dell'Irak,folle e inutile,poi tutto si"mostrifica";chi deve poi combatterla,spesso perde ogni sentimento d'umanita'e di scrupolo,e le conseguenze sono quelle che si vedono.Il problema è che certo non sono solo gli USA e i suoi alleati a compiere questi atti di barbarie,ma anche gli altri,Al Quaeda,i talebani,ecc.;prendersela solo con una delle parti in gioco,non è obbiettivo nè realistico. 24-08-2010 09:51 - claudio
  • Caro Ulisse Rossi,sono sicuro che tu non hai fatto neanche il servizio militare.
    Quando indossi una divisa militare,non sei più quel civile che sei.
    Un militare risponde solo al suo superiore.
    Kappler fu condannato,non per i trecento delle fosse Ardeatine,ma per quelli che c'ha messo in più!
    Quei soldati, hanno fatto esattamente quello che i loro superiori gli hanno ordinato.
    Tu potresti dire che sei un antimilitarista e che non faresti mai il soldato.Questo te lo capisco.Ma non tutti siamo antimilitaristi e fino a che esiste un mondo di militari,gli ordini li da il superiore e il soldato ubidisce. 24-08-2010 09:35 - mariani maurizio
  • Nell'urlo di quel soldato americano udito alla televisione
    <it's over... we go home>,c'era tutto l'odio alla guerra, ad una guerra sporca, macchiata di
    barbarie come quella che il guerrafondaio Bush,il Pentagono,la CIA ed i luridi trafficanti di armi, hanno sferrato in Iraq ed Afganistan.
    Chi potrà o vorrà mai dimenticare le centinaia di migliaia di vecchi e bambini indifesi, uccisi o trucidati con selvaggia brutalità dai soldati anglo-americani e da quelli di quasi tutte le nazioni dell’Unione Europea ?
    A quando l’alba di una nuova era ? 24-08-2010 09:30 - ermanno verzella
  • È orribile vedere quei criminali uccidere a sangue freddo dei civili. 23-08-2010 21:50 - Sandro kensan
  • forse il sig,Mariani non ha capito che chi comanda e chi esegue atrocità di tale nefandezza ha bisogno di gente come lui che non distingue il dentifricio dalla pasta d'acciughe , sappia che non esistono ordini ,esiste la determinazione della propria dignità e della scelta di agire con coscenza critica .la guerra non giustifica crimini chi li esegue e colpevole quanto e più di chi lo ha ordinato . ulisse 23-08-2010 21:29 - ulisse rossi
  • Chi accusa i soldati di genocidio è in malafede.
    Chi accusa i piloti di quell'elicottero, di aver volutamente ucciso dei civili è in malafede!
    La malafede è una bruttisssima cosa perche ,con questa tenti di ingannare le masse che non sanno.
    Quei piloti hanno fatto il loro dovere!
    Hanno ammazzato della gente inerme e inoffensiva, perche rispondevano agli ordini impartiti.
    Se veramente volete incazzarvi,incazzatevi con Obama e la Russa che permettono tanti morti.
    Incazzatevi con quella "marionetta" del presidente del consiglio e di quell'altro, che sta sul colle,che invece di far rispettare la Costituzione,L'aricolo 8 ci vieta di essere aggressivi e di fare guerre,fa tutte le mattine colazione con "rospi".Prendetevela con i giornalisti venduti,che per un pò di pubblicità sono pronti a vendere la loro idea di informazione e di far prostituire moglie e figli.Prendetevela con voi stessi che state a leccare gelati,mentre la gente muore.
    Tutti bravi a dire che i soldati e solo loro sono i criminali!
    Basta con le ipocrisie! 23-08-2010 20:08 - mariani maurizio
  • i nostri governanti risponderanno all'opinione pubblica del loro appoggio incondizionato a questi criminali? qualcuno dell'opposizione solleverà il caso oppure tacerà perchè anche loro coinvolti?
    meglio uno schietto comunista che un ipocrita democratico. 23-08-2010 19:13 - stefano b.
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