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Micaela Bongi
Il governo impossibile
Ad avere le idee chiare - almeno fino al prossimo vertice con Silvio Berlusconi previsto per domani ma da confermare ufficialmente - in questo momento c'è solo la Lega. L'unica forza politica in parlamento che vorrebbe celebrare le elezioni il prima possibile per fare man bassa di voti al Nord a scapito del Pdl in rovina. Su questo - sul fatto che solo Bossi vuole votare - il finiano Italo Bocchino ha ragione, e del resto lo scenario che il capogruppo di Futuro e libertà alla camera tratteggia sul sito di Generazione Italia non è originalissimo: Berlusconi che non ottiene la maggioranza in senato, il capo del Carroccio che comunque incassa e porta Giulio Tremonti a palazzo Chigi insieme a una larga maggioranza che manderebbe in pensione il Cavaliere. Ne discende, secondo Bocchino, che le truppe finiane «diventano paradossalmente lo scudo del Cavaliere rispetto alla trappola», e dunque il premier dovrebbe scendere a più miti consigli con Fli togliendosi dalla testa l'idea di rompere il fronte dei ribelli.
Ma Bocchino va oltre. E qui si capisce che, appunto, se Berlusconi non ha le idee molto chiare su come uscire dalla palude (o meglio, allo stato spera di essere salvato dal «doppiofornista» Pier Ferdinando Casini) i finiani non stanno messi meglio. Perché il capogruppo alla camera indica all'attuale inquilino di palazzo Chigi «l'unica strada» possibile: un nuovo governo con «una maggioranza più ampia» che arrivi fino ai «moderati del Pd ormai delusi», passando per i «partiti» di Fini, di Casini e di Rutelli. Una strada che lo stesso Bocchino, in effetti, ritiene difficilmente percorribile per uno come Berlusconi, ma tant'è.Per tutta risposta, il capogruppo di Fli ottiene di far ulteriormente innervosire il partito di Bersani al completo, compresi quelli che si erano detti disposti pure a allearsi con Fini alle elezioni, ma non certo a farsi scomporre da Bocchino; la risposta cortese ma imbarazzata dell'Udc; il no di Rutelli e l'inevitabile coro di disapprovazione dei berlusconiani. Nonché lo sfottò dell'ex di An Alfredo Mantovano: «La proposta Bocchino è un buon passo in avanti. Una settimana fa Granata proponeva un ticket Fini-Vendola, oggi siamo all'allargamento della maggioranza. Con un po' di buona volontà si può arrivare al traguardo di rispettare il voto degli elettori».
Al di là delle battute e delle levate di scudi, i più leggono la mossa dei finiani come un tentativo di non finire schiacciati da un eventuale patto tra Berlusconi e Udc su singoli punti, a partire dalla giustizia, terreno sul quale Fini vorrebbe tenere aperta la partita al di là della fiducia su 5 generici titoli di programma. Di qui il tentativo di seminare zizzania con la Lega prima del vertice tra Berlusconi e Bossi sul lago Maggiore e dopo le scintille di ieri tra Luca Zaia e Fabrizio Cicchitto sul voto a breve. Bocchino, per ogni evenienza - come quella delle elezioni anticipate con una campagna elettorale del Cavaliere tutta contro i «traditori» che hanno portato alla crisi - conclude così, rivolto a Berlusconi: «Sappiamo che questa ipotesi gli fa accapponare la pelle, ma è l'unica che ha per sopravvivere alla crisi implosiva che ha aperto da solo». Ma poi, dopo che appunto il Pdl ha risposto picche all'«autoribaltone», Bocchino corregge il tiro: «Non è più tempo di alchimie, come quella di voler sostituire Fini con Casini - premette chiaro e tondo - ma piuttosto doveroso rilanciare il centrodestra, con un nuovo programma di governo aperto a forze moderate e responsabili». Forze che, nella nuova versione, non comprendono un pezzo di Pd ma si fermano all'Api. E il capogruppo nella sua precisazione sottoscrive anche «la nota degli amici Moffa, Menia e Viespoli». In realtà i tre finiani dialoganti avevano sonoramente bacchettato Bocchino, dicendo «basta con il ping pong mediatico» e «al bando alchimie e machiavellismi». Severo pure Giuseppe Consolo: «Spero sia una boutade».
Prima del nuovo scontro, a Berlusconi invece un altro finiano, il viceministro Adolfo Urso, aveva avanzato una richiesta più diretta: per ricomporre la situazione nel Pdl, dovrà essere annullata la riunione dei probiviri ai quali sono stati deferiti Bocchino, Granata e Briguglio. Sorvolando per ora su Urso, nel Pdl si continua a alzare la voce e a minacciare un voto che in realtà lo stesso premier teme, ripetendo che se Fini farà il suo partito, le urne saranno l'unica possibilità. Il presidente della camera eviterà dunque di battezzare il nuovo soggetto politico già a Mirabello, ma dal Pdl si fa filtrare che comunque se Fini farà un nuovo partito sarà fuori dal Ppe e sul lungo cammino per rientrarci incontrerà molti ostacoli.
E alla fine, tra minacce e manovre, è ancora Bossi a fare la voce grossa, sulla Padania di oggi: «L'unica possibilità sono le urne. Li polverizzeremo tutti questi qua... Non si può andare avanti così, meglio il voto, magari già a dicembre». Dichiarazioni anticipate dal quotidiano leghista che le sintetizza nel titolo: «No al governo degli sconfitti. Subito al voto».
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Finalmente, dopo mesi di silenzio, si risente parlare di Walter Veltroni, l'uomo della sconfitta elettorale del 2008 ( che lui ha sempre definito " un risultato non disprezzabile" ). In una intervista al " Corriere della Sera " l'ex trionfatore della primarie PD 2007, l'uomo che ha portato la sinistra italiana alla rovina, ritorna al suo vecchio ritornello che non bisogna criminalizzare Berlusconi, che con lui bisogna trattare, che dopotutto è una pasta d'uomo, basta saperlo prendere, ed andrà tutto bene.
Io gli farei una bella pernacchia. Non ha fatto già abbastanza danni ? Ma quando va in pensione? 25-08-2010 07:45 - gianni
Andiamo a delle elezioni al buio.Con una sinistra che non sa che strada prendere senza tradire gli impegni di democrazia e di servilismo, verso la confindustria e i padroni.
Un Berlusconi,mezzo suonato che ha incassato in questi ultimi tempi più cazzotti dai suoi "alleati" che dai suoi "nemici".
Con un Di Pietro, che anche lui comincia ad assaggiare il potere e comincia ad avere i primi ladruncoli nel partito.
Un Fini che è stato dentro una famiglia di mascalzoni, che lo hanno smerdato fino al midollo, cosa peggiore,dice in giro, che non ne sapeva nulla.Questo a dimostrare che invece di ladro è stronzo e per un politico che comanda un gruppo è un brutto inizio.
Ci sono i vari Casini di Casini, che per fortuna tutti prendono per scemo e lo lasciano con i suoi casini incompiuti.
Bossi se la ride e spera che il suo figliolo gli moltiblichi i voti come quell'altro figliolo che moltiblicava i pesci.
Nessuno sa, che il popolo si è strarotto e che questa campagna elettorale si tramuterà in conflitto di classe.
Gli operai che non possono andare al proprio lavoro,anche se un giudice ha detto si!
Una confindustria che pensa solo a rilanciare le vendite,ma taglia i posti di lavoro e desertifica l'Italia del lavoro.tutti a fare affari con i cinesi.
Ma presto arriverà il conto!
Una nazione non può vivere all'infinito sui debiti.Solo gli USA lo possono fare,ma a loro è concesso per via che hanno un esercito da paura.
A Noi no!
L'euro farà la sua giusta fine e i milioni che si contano oggi, ritorneranno a valere come prima dell'euro.
Berlusconi,di tutto questo è attento,ma nello stesso tempo non può fare a meno a prendere i soldi pubblici e darli ai suoi figli.
Come potevate fare una campagna elettorale,se nessuno ha un pò di pudore e dignità! 24-08-2010 18:04 - mariani maurizio
Nessuno è interessato a cambiare le legge elettorale, nessuno vuole toccare il conflitto di interessi (e lo siè visto nel tempo) Nessuno, tranne la lega, vuole andare alle elezioni. Complimenti! 24-08-2010 17:42 - Mario Rossi
governo tecnico che cambi Legge Elettorale con un doppio turno.
Faccia una legge SERIA sul conflitto di interessi che tolga potere mediatico allo Berluska, ..pure 7/8 canali TV.
Riequilibri la RAI e i presunti garanti.
E poi Elezioni!
Spero che la sinistra o centro-sinistra facciano un bel playoff per i candidati alle primarie, con tanto di primo turno, semifinali e finale. Dove ogni candidato possa portare le sue idee e si apra un vero dibattito. Che di volta in volta porti ad un vincitore.
Sono convinto che se si rivà ad elezioni subito, senza cambiare legge elettorale o con lo stesso potere mediatico, rivince un'altra volta il Berluska. Ma savolta purtroppo chiude i conti, cambia la costituzione e prende tutto!
GAME OVER! 24-08-2010 13:31 - rossoverde