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Carlotta Caldonazzo
La caccia continua
Nonostante l'acceso dibattito in Francia e in Europa sull'efficacia e sulla legittimità delle espulsioni dei rom decise dall'Eliseo, ieri c'è stata la terza ondata di «rimpatri volontari»: due aerei della compagnia rumena Blue Air, partiti da Parigi e Lione con a bordo 284 rom in tutto, sono atterrati nel primo pomeriggio a Bucarest.
Il governo francese intende ora accelerare il programma di espulsioni, come ha annunciato ieri il ministro per l'immigrazione Eric Besson, che ha sottolineato che dall'inizio di quest'anno sono stati rimpatriati 8313 rom, contro i 9875 dello scorso anno. Le cifre sono state diffuse proprio durante la visita ufficiale di due funzionari rumeni, Valentin Mocanu, segretario di stato con delega all'integrazione dei rom, e Valentin Fatuloiu, segretario di stato con delega all'ordine e alla sicurezza pubblica. I due sono stati ricevuti mercoledì da Eric Besson, dal ministro dell'interno francese Brice Hortefeux e dal segretario di stato agli affari europei Pierre Lellouche. Quest'ultimo ha specificato che sulla questione dei rom Francia e Romania dovranno intraprendere un cammino comune nell'Unione Europea.
La Romania intanto ha annunciato la sua intenzione di chiedere all'Unione Europea maggiori fondi per i programmi di integrazione dei rom nel suo territorio. Il ministro del lavoro rumeno Mihai Seitan ha spiegato che Bucarest ha già ottenuto il sostegno di Parigi, che il 9 settembre prossimo dovrebbe mandare in Romania una delegazione a discutere di questo piano. Un incontro che avverrà tre giorni dopo un'altra discussione sull'immigrazione, cui il presidente Sarkozy ha invitato i ministri dell'interno di Spagna, Gran Bretagna, Grecia, Belgio e Canada. I rom in Romania rappresentano il 2,5% della popolazione e molti di loro vivono in condizioni di estrema povertà, con un tasso di analfabetismo superiore al 50%. Per questo, ha sottolineato Seitan, servono più fondi per consentire loro condizioni di vita migliori. Dopo che le autorità francesi avranno incontrato la delegazione rumena, Lellouche intende portarla davanti alla Commissione Europea, per invitarla a fornire informazioni dettagliate sul suo «piano d'azione». Nei prossimi giorni invece è atteso un colloquio tra lo stesso Lellouche e il commissario europeo alla giustizia e ai diritti Viviane Reding, molto critica finora nei confronti della politica securitaria di Parigi.
Dure critiche continuano a piovere sull'amministrazione francese dalle associazioni per la difesa dei diritti dei rom, che ieri hanno lanciato ai cittadini e alle comunità locali un appello alla resistenza contro la politica securitaria «razzista» del governo Sarkozy. Per Malik Salemkour, vice presidente della Lega per i Diritti dell'Uomo, «è urgente fermare questa caccia ai rom, che è chiaramente discriminatoria e razzista», soprattutto perché questa comunità «è diventata una sorta di laboratorio giuridico per testare la restrizione dei diritti degli stranieri, per poi estenderla ad altre nazionalità». Salemkour si è detto inoltre sdegnato dalle dichiarazioni del ministro Hortefeux a proposito dell'aumento della criminalità tra i Rumeni che vivono in Francia, accusando quest'ultimo di tracciare un «profilo etnico». Dal canto suo l'associazione Medici del Mondo ha detto di essere stata «costretta a organizzare accampamenti per sfollati», come quelli che si trovano nelle aree di guerra, per accogliere i rom espulsi dai campi smantellati. Un responsabile dell'organizzazione ha denunciato che tra i rom francesi, nonostante le precarie condizioni sanitarie in cui sono spesso costretti a vivere, «9 bambini su 10 non hanno avuto accesso alle vaccinazioni di base». Tuttavia per porre fine al clima xenofobo, per l'associazione Romeurope, è necessario soprattutto garantire non soltanto ai rom ma a tutti i migranti il diritto al soggiorno, al lavoro, ad un'abitazione e alla scolarizzazione senza discriminazioni, come prevede la Convenzione internazionale sui Diritti dell'Infanzia. Divisa appare ora anche l'opinione pubblica francese, secondo un sondaggio pubblicato ieri dal quotidiano Le Parisien: solo il 48% dei Francesi sarebbe ora favorevole alle espulsioni.
Ieri intanto una decina di rappresentanti delle associazioni di rom residenti in Turchia ha manifestato davanti al consolato francese di Istanbul. Bel comunicato letto da un loro portavoce si sono appellati alla Commissione Europea «contro il vento razzista che soffia in Europa, soprattutto in Francia», invitandola a richiamare i paesi guidati da «dirigenti segregazionisti» e, se questo non funziona, ad ascoltare i suoi richiami.
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Comunque bisogna dire che queste politiche discriminanti e securitarie che strizzano l'occhio all'elettorato di Le Pen non gli hanno fatto guadagnare molti consensi. Segno che in Francia l'informazione funziona. 28-08-2010 12:13 - paolo1984