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Matteo Bosco Bortolaso
Tutto pronto per Gheddafi
Oggi, a mezzogiorno, dovrebbe sbarcare all'aeroporto di Ciampino. Sarà la quarta volta di Muammar Gheddafi in Italia. La prima fu nel giugno dell'anno scorso, quando il colonnello arrivò con una foto attaccata alla divisa per ricordare Omar al Mukhtar, eroe della resistenza libica ucciso dagli italiani. Quindi tornò un mese dopo, a luglio, per il G8 a L'Aquila. E ancora nel novembre dell'anno scorso, per il vertice della Fao a Roma.
Stavolta il programma ufficiale prevede una serie di festeggiamenti per i due anni del «Trattato di amicizia» tra Roma e Tripoli, firmato il 30 agosto 2008 nella città libica di Bengasi. La cerimonia verrà ospitata, domani sera, nella caserma capitolina «Salvo D'Acquisto». Fuori ci sarà una manifestazione di protesta dell'Italia dei Valori. Dentro, invece, Gheddafi e il premier Silvio Berlusconi, che offrirà al suo ospite l'iftar, la cena che rompe il digiuno imposto dal ramadan. A seguire, l'esibizione dei cavalli dei carabinieri e degli ormai famosi purosangue berberi, arrivati direttamente dalla Libia. Sarebbero pronte anche le hostess chiamate per allestire qualcosa di simile alle già viste «lezioni sul Corano» in cui Gheddafi discetta, a modo suo, di religione. Ci sarà anche un convegno sui rapporti tra Roma e Tripoli e l'inaugurazione della «Accademia libica», sulla via Cassia.
In realtà, al di là degli appuntamenti di facciata, già a partire da oggi il colonnello potrebbe iniziare ad intavolare lucrose trattative economiche che sono uno dei motivi della protesta dell'Idv. Da tempo si parla di una presenza più importante di Tripoli nell'Eni (adesso siamo all'1%, mentre l'obiettivo potrebbe essere il 5-10%, forse addirittura il 15%). La società petrolifera è impegnata in maniera massicia nel paese africano e sono previsti investimenti per 28 miliardi di euro. La Libia sta giocando un ruolo sempre più importante anche in Unicredit, la banca guidata da Alessandro Profumo (due anni fa i fondi detenuti da Tripoli sono passati a controllare il 7% circa dell'istituto).
Pure gli italiani sono interessati a fare affari in Libia. La società per le telecomunicazioni Sirti, ad esempio, piazzerà 7 mila chilometri di cavi di fibre ottiche, un affare da 68 milioni. Simile è il contratto della Prysmian, legata alla Pirelli, che ha un accordo da 35 milioni. La Agusta-Westland, controllata da Finmeccanica, fornisce a Tripoli gli elicotteri A109 e il relativo addestramento per il loro utilizzo. Diversi consorzi italiani sono in gara per costruire l'autostrada sulla costa mediterranea della Libia (2,3 miliardi). L'Impregilo costruirà centri universitari, reti fognarie, elettriche, idriche e telefoniche, guadagnando parecchi milioni.
I libici hanno invitato a Roma anche il vescovo della città siciliana di Mazara del Vallo. Un segnale interessante, visto che il religioso è da sempre impegnato sull'immigrazione e intende chiedere una «riflessione» sulla politica dei respingimenti. «Non so se avrò la possibilità di parlare con Gheddafi», ha detto monsignor Domenico Mogavero, secondo cui «bisognerebbe conoscere cosa aspetta gli immigrati che vengono riportati in Libia perché nessuno di noi, fino ad ora, ha avuto la possibilità di compiere un sopralluogo in quei centri di detenzione» che la Libia dice di aver svuotato, a metà luglio, con un'amnistia generale. Quella di Gheddafi è stata una mossa a sorpresa, che ha coinvolto i circa 3 mila detenuti africani nei 28 complessi di detenzione libici. Tra questi c'erano anche gli oltre duecento immigrati eritrei e somali traferiti tra mille maltrattamenti nel centro di Braq, nel sud del paese.
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La Rivoluzione Francese non è stata perfetta (cosa lo è?) fra i tanti errori ci fu quello di trascurare i diritti delle donne, questione sollevata dalla povera Olympe De Gouges che sarà proprio tra le prime vittime del Terrore. Il terrore giacobino fu una tragica e dolorosa scelta politica presa in una contingenza molto drammatica (la Francia attaccata dall'interno con le guerre vandeane e impegnata all'esterno in una guerra contro le monarchie europee, guerra che Robespierre avrebbe volentieri evitato). E alla fine Robespierre e Saint-Just finirono vittime di quella stessa locica che avevano contribuito a innescare. Comunque ci tengo a far presente che la Costituzione giacobina del 1793 fu la prima in cui, senza mettere in discussione la proprietà privata, si parlava di diritti sociali oltre che diritti civili, si parlava di diritto all'istruzione e all'assistenza per gli indigenti. Purtopp non si potè applicare per via della guerra in corso. E ricordo che fu proprio la Francia giacobina del "feroce" Robespierre ad abolire la schiavitù nelle colonie nel 1794 (schiavitù poi ripristinata da Napoleone nel 1802, ma quella napoleonica non era già più la francia giacobina).
Pensa addirittura che Robespierre nei primi anni della Rivoluzione, nel 1791 era arrivato a proporre l'abolizione della pena di morte (proposta bocciata) 02-09-2010 14:53 - paolo1984
No io sono un appassioonato di storia, gli esperti di storia (come Emilio Gentile) sono coloro che sostengono che i "diari di Mussolini" che Dell'Utri ritiene veri sono falsi. Ovviamente anche gli esperti non sono infallibili, ma sono più incline a credere ad Emilio Gentile che a Dell'Utri. 02-09-2010 01:43 - paolo1984
Forse non hai letto i miei commenti ai post dove si parla di islam: la mia solidarietà alle vittime di lapidazione e in generale a tutte le vittime dell'oscurantismo religioso è totale. io stesso ho polemizzato su questo sito con chi, in nome i un malinteso antimperialismo, prendeva le difese del governo iraniano quindi non accetto lezioni da nessuno.
Se le società occidentali sono più tolleranti e laiche lo si deve al pensiero illuminista, alla rivoluzione francese, al liberalismo e al movimento operaio e di emancipazione femminile, non certo alle religioni. Anzi, in Italia e nei paesi a maggioranza cattolica in genere tutte le maggiori conquiste di libertà hanno visto la Chiesa Cattolica su posizioni ambigue se non nettamente contrarie. S'informi poi su Alois Hudal e Christian Von Wernich che non sono vissuti secoli fa.
X Fabio Vivian
Ti ripeto che in qualunque paese occidentale Marcello Dell'Utri il Parlamento potrebbe vedere il Parlamento solo col binocolo, basterebbe la sua amicizia con un mafioso come Vittorio Mangano per stroncarne qualsiasi ambizione politica. Se poi tu ritieni che chi definisce eroe un mafioso che si è rifiutato di parlare coi magistrati (quindi elogio dell'omertà mafiosa) sia degno di stare al Senato della Repubblica Italiana per servire la quale sono morti Falcone e Borsellino, è affar tuo. io penso che non ne sia degno. 02-09-2010 01:37 - paolo1984
Scusa ma hai una stranissima concezione della democrazia: mi pare che il Berluska sia stato votato dalla maggioranza relativa degli italiani e Dell' Utri sia stato regolarmente eletto alla carica di Senatore della Repubblica. Che queste cose non ti aggradino, lo posso anche capire, ma questi sono fatti incontestabili ed incontestati (d' altra parte esiste il suffragio universale ed ogni voto vale per uno, mica ci sono voti di serie A che valgono, che sò!, mille ed altri di serie Z che valgono zero; anche se sospetto che tu preferiresti così: ovviamente, di serie A sarebbero solo quelli x la tua parte politica...). Poi non mi pare che ad oggi questi sia stato ancora condannato DEFINITIVAMENTE. Se poi, una volta condannato, si dovrà dimettere, questo lo decideranno il Parlamente e le leggi. Quindi vedremo cosa accadrà, ma se sarà necessario dimettersi, lo farà nei termini e nei modi previsti dalle leggi applicabili e vigenti, mica secondo le procedure decise da qualcun altro (te, ad esempio!). All' estero esiste un' altra e maggiore moralità pubblica, è verissimo, ma questo vale per TUTTI i politici, mica solo per quelli di una sola parte. Adesso scopro pure che oltre a dare patenti di colpevolezza certa quando ancora siamo in attesa del giudizio finale, sei pure un autentico esperto di storia; questo è possibilissimo, ma non credo che tu sia designato a decidere chi possa o meno parlare in pubblico, prendendolo a pomodorate, se non ti aggrada. Personalmente non mi sono mai permesso d' impedire a chichessia di parlare pubblicamente, esponenti di estrema sinistra compresi (di cui non condivido MINIMAMENTE il pensiero!): se ne ha titolo ed è stato invitato a farlo, per me parli pure chiunque in qualsiviglia occasione. Non credo che chichessia (te compreso!) sia autorizzato a imporre la propria volontà a tutti sulla base, mi pare di capire, di un malinteso senso civico: se la cosa non ti aggrada sei liberissimo di non partecipare e/o di andartene da ogni dibattito, incontro, meeting, etc. Non capisco però cosa ti autorizzi ad imporre il tuo punto di vista, assolutamente opinabilissimo per altro, anche ad altre persone. Insomma, mi sembra il classico atteggiamento delle cosiddette "minoranze rumorose": confondi le tue opinioni x verità più o meno assolute,pretendendo pure d'imporle a tutti e scambi quelle che sono le "idee" (spesso pura e semplice propaganda, in realtà!) di qualche capo-popolo della tua area, circa la parte avversa, per dogmi infallibili. Ma quando mai ??? D' altra parte, se siete così pochi, ci sarà pure un motivo, o pensi veramente che sono tutti scemi, voi esclusi?
Perchè poi scrivo su questo sito? Potrei dirti che sono affari miei, invece ti dico che è perchè noto un certo "pensiero unico" di sinistra che non condivido, pertanto qualche obiezione vorrei pure poterla fare (magari è pure un atteggiamento da bastian contrario, ma a me piace!). Di sicuro non voglio convertire nessuno, anche perchè non ho una fede politica e/o una religione da propagandare e/o proporre.
Infine permettimi un ultimo commento: il fatto che tu non condivida quasi nulla di quello che scrivo io (ovviamente vale anche l' inverso!?!) non mi farebbe mai pensare che tu mi voglia deridere o denigrare. Da parte mia, semplicemente commento quello che leggo su questo sito e siccome spessissimo non lo condivido, esprimo la mia opinione avversa (magari in modo un po' colorito e crudo, ma non mi sembra che in questo sito manchino altri commenti un po' forti)... 01-09-2010 22:28 - Fabio Vivian
E infatti inizio subito io a precisare. La presunzione d'innocenza è sacrosanta ma Marcello Dell'Utri non è un pinco pallino qualunque, è un senatore della Repubblica che è già stato condannato in due gradi di giudizio per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa e aldilà delle condanne le sue amicizie mafiose sono ben note, è stato lui a portare il mafioso Vittorio Mangano in casa Berlusconi sapendo bene che era un mafioso (anzi proprio perchè era mafioso gliel'ha messo in casa), è stato lui a definire Mangano eroe e Berlusconi gli ha dato ragione.
Ora tu saprai bene che nel Regno Unito e in tutti i paesi civili i politici si dimettono per molto meno, ora non solo Dell'Utri rimane senatore, ma pretende di atteggiarsi a storico gabellando per veri quegli pseudodiari di Mussolini che gli storici seri (Emilio Gentile in testa) hanno già stabilito essere falsi. Senza contare l'altra cavolata che raccontò quando disse di avere le pagine mancanti di Petrolio di Pasolini.
Un personaggio come l'amico dei mafiosi e targato Opus Dei Marcello Dell'Utri merita di essee fischiato, insultato e contestato un giorno sì e l'altro pure fino a quando non si dimetterà dalla carica che occupa indegnamente. E insieme a lui si dovrebbe dimettere il capo di questo governo di buffoni. Se il mafioso e membro dell' Opus Dei (non so cosa sia peggio!) Dell'Utri si azzardasse a mettere piede nella mia terra (la Toscana) riterrei un dovere civico prenderlo a pomodorate o perlomeno mostrare solidarietà con chi lo prende a pomodorate.
tu sei libero di scrivere sui siti che vuole, mi chiedo solo cosa ti spinge a scrivere in un sito frequentato da gente verso la quale tu mostri chiaro disprezzo e derisione, se il tuo intento è "convertirci" (a cosa?) puoi lasciar perdere. io non posterei mai su siti berlusconiani o reazionari comunque fai pure come credi. 01-09-2010 17:28 - paolo1984
Se pensi che la religione sia l' oppio dei popoli, allora su questo la pensiamo esattamente allo stesso modo. Riguardo poi al fatto che nessuno mi obbliga a scrivere sui siti di sinistra, su questo hai perfettamente ragione, ma vorrei anche pensare e credere che nessuno m' impedisce di farlo. Siamo in un paese (quasi!) libero, dopo tutto, almeno per quanto riguarda la libertà d' opinione e d' espressione o, per lo meno, mi piacerebbe crederlo. Se invece pensi che sia meglio un sito dove tutti dicono più o meno le stesse cose, allora entreresti in contraddizione con la tua stessa parte politica: non eravate voi a dire che le differenze arricchiscono ???
La mia critica alla sinistra era comunque molto più generale e radicale: da sempre usate due pesi e due misure, per altro persino variabili nel tempo e con le circostanze! Un esempio piccolo piccolo ma clamoroso, giusto di oggi? La gazzarra creata a Como (la mia città, per altro) da vostri militanti x impedire a Dell' Utri di parlare dei presunti diari di Mussolini. Ora, che Dell' Utri sia un criminale mafioso è anche possibile, forse persino probabile ma questa cosa è ancora tutta da dimostrare in un processo di terzo grado, con relativa condanna, almeno secondo il noto principio della "presunzione d' innocenza"; il problema è che questo "detestabile" soggetto ma era lì per parlare di una materia che nulla c' entra con la mafia. A parole, voi altri sareste quindi i difensori della libertà d' espressione e d' opinione per TUTTI, ma poi vedendo come vi comportate all' atto pratico, si capisce benissimo che siete i paladini di questi giusti principi solo a parole, per l' appunto, oppure difendete certi (giusti!) principi solo in maniera molto "selettiva". Di solito i principi sono sacri, mica sono cose negoziabili e dovrebbero valere SEMPRE ed IN GENERALE!!! Non ci vuole un genio per capire che questo è un autogol pazzesco e gravissimo per la vostra parte politica! Ma questo non è che un piccolo esempio della "mobilità" dei vostri cosiddetti "principi": in teoria sareste fermissimi nelle idee e nelle convinzioni, in pratica le adattate di volta in volta al sempre variabile contesto e soprattutto alle convenienze del momento (il Berluska, non avendo evidenti principi da difendere ma solo interessi, da questo punto di vista è persino meglio di voi: almeno evita di farci la morale!!!). In qualche (minima!) misura questo sarebbe anche accettabile, basterebbe almeno evitare d' entrare palesemente e clamorosamente in conflitto con se stessi e le proprie convinzioni. A me questo esempio sembra chiarissimo ed illuminante, ma sono certo che molti di voi inizieranno con i distinguo e le (sottili) precisazioni... 31-08-2010 22:15 - Fabio Vivian
Su Madre Teresa ti consiglio il libro di Christopher Hitchens "La posizione della missionaria".
Se hai questa opinione della gente di sinistra niente ti obbliga a scrivere sui loro siti. Io sono di sinistra e non ho mai difeso l'Islam in quanto religione di cui penso ciò che penso di tutte le religioni: oppio dei popoli.
Sul mio post delle 22.16 volevo scrivere "Se OGGI il cristianesimo è costretto ad essere più tollerante è perchè c'è stato..." 31-08-2010 12:58 - paolo1984