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FUORIPAGINA
03/09/2010
  •   |   Luca Fazio
    "Io a sinistra. E l'architetto?"

    Stefano Boeri (a sinistra) e Giuliano Pisapia

    Giuliano Pisapia e Stefano Boeri. Sono due persone in vista e ben educate, però adesso non potranno più evitare di partecipare al giochino che li vuole uno contro l'altro. L'avvocato e l'architetto. Una sfida a colpi di primarie per cercare di insidiare la poltrona mai così traballante di Letizia Moratti - i sondaggi la danno abbondantemente sotto la sua poco calorosa coalizione. Adesso che il super architetto Stefano Boeri ha deciso di candidarsi a sindaco, facendo finta di essere espressione della società civile (in realtà è il candidato del Pd), le primarie diventano una cosa seria. Si dovrebbe cominciare a parlare di contenuti e presto si faranno vivi altri candidati per rendere meno scontata la competizione. Ne parliamo con Giuliano Pisapia, avvocato, ex parlamentare del Prc, il primo a metterci la faccia due mesi fa, quando sinistra e centrosinistra non sapevano che pesci pigliare.

    La battuta più velenosa è del sindaco. Dice che con la candidatura di Boeri la sinistra non potrà più dire che lei non sa scegliersi i collaboratori. In effetti, l'architetto era a libro paga proprio per i progetti urbanistici contestati dalla sinistra.
    Per quanto mi riguarda, io in questi anni mi sono solo scontrato con tutte le politiche della Moratti, dall'ultima ordinanza fino ai problemi più gravi mai affrontati, casa e lavoro, per non parlare dell'Expo. Prima di decidere la mia candidatura ho letto tutti i cento punti del programma del sindaco, e almeno novantotto non sono mai stati affrontati. I restanti due, poco e male. Piuttosto che di Boeri preferisco parlare delle mie esperienze, e chi mi conosce sa bene che io a Milano ho svolto la mia professione di avvocato impegnandomi nella difesa dei diritti di tutti e in particolare dei più emarginati, prima come volontario e poi come parlamentare. Per questo credo di poter affrontare le primarie con umiltà ma con la consapevolezza che questo mio impegno verrà riconosciuto.

    Come è possibile far passare l'archistar di Expo 2015 e dei grattacieli per i ricchi del quartiere Garibaldi come un'alternativa al centrodestra?
    Il Pd ha fatto di tutto per avere un candidato alternativo cercando di farlo apparire espressione della società civile. Posso solo dire che parte di quella società, che preferisco chiamare cittadinanza attiva, si stava già misurando con me in seguito alla mia candidatura. Ricordo solo che da parte del Pd ho ricevuto reazioni durissime quando ho proposto di non acquistare i terreni dei privati per realizzare l'Expo. Ho detto che si sarebbero potuti utilizzare i tanti terreni pubblici, e questa prospettiva evidentemente non è piaciuta.

    Prova a marcare qualche differenza sostanziale fra te e Boeri.
    Posso solo dire che, essendo in corsa da due mesi, ho già elaborato delle schegge di programma insieme alle persone che mi hanno incontrato. Non conosco il programma di Boeri, per cui sarei costretto a dare dei giudizi unicamente sulla base di ciò che si dice di lui. Non è corretto, le differenze ci sono e si vedranno presto.

    Ti va di essere etichettato come candidato della sinistra radicale o pensi che sia necessario guardare al centro? Del resto così farà Boeri, perfetto esponente degli interessi della borghesia amica del mattone.
    Mi sta stretto essere il candidato dei partiti, mi sta bene essere di sinistra. Io sono di sinistra... Ma credo che per vincere sia necessario cercare altri appoggi, dai disillusi che non votano più a sinistra fino a quei voti che si sono spostati sulla lega e sulla destra.

    Piuttosto complicato.
    Non è difficile, basta mettere a confronto ciò che hanno fatto i sindaci socialisti e la disastrosa gestione della destra. Dobbiamo convincere le persone che la sinistra è capace di governare.

    Come pensi di coinvolgere quella parte della cittadinanza attiva che non vuol sentir parlare dei partiti?
    Con la mia storia politica. Per coerenza mi sono dimesso dalla Commissione giustizia alla Camera quando il Prc fece cadere Prodi, e poi ho deciso di non candidarmi quando il partito mi offrì un'altra occasione. A un certo punto è indispensabile allontanarsi dai partiti per non perdere il contatto con la realtà. In questi due mesi ho incontrato tante persone, i comitati che mi sostengono sono formati da qualche iscritto, qualche ex disilluso e molti giovani. Sono già riuscito a dare la senzazione di essere libero dai partiti.

    Due mesi, cosa ti ha più sorpeso?
    Una netta divisione della città in due, da una parte i rassegnati e dall'altra gli incazzati. Spero che i primi si rimettano in gioco e che la rabbia si trasformi in volontà di mobilitazione.

    Non pensi sia necessario ritagliarsi un profilo più aggressivo per rianimare gli scettici che non ci credono?
    Credo di essere molto duro sui contenuti, forse sul piano del linguaggio lo sono meno, ma questa è la mia modalità. Cerco di ragionare, non di urlare.

    I rom. La campagna elettorale qui si avviterà. Sono anni che De Corato investe sulla caccia agli zingari. Dove il discrimine è tra umanità e disumanità, forse la sinistra, per principio, non dovrebbe essere più decisa?
    Questo è uno dei motivi per cui mi impegno a vincere. Nella mia squadra ho messo una persona come Paolo Limonta, lui è sempre di fianco ai bambini dei campi quando vengono sgomberati. Non è una scelta casuale.

    Sai fino a che punto è arrivata la frantumazione a sinistra. Credi di riuscire a dare il segno di una ritrovata unità, o assisteremo ai soliti giochetti?
    Credo di poter parlare di unità a sinistra attorno al mio nome, a Milano. Ma è chiaro che il passaggio delle prossime elezioni è di grande importanza a livello nazionale. Il problema è ricostruire una sinistra forte, perché le persone di sinistra ci sono e sono tante.

    E vero che giochi a poker?
    Sì, è l'unico gioco che mi permette di non pensare, mi rilassa.

    Adesso che carte hai in mano?
    Una bella scala, con l'asso di cuori.


I COMMENTI:
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  • Tutto diviene piu' semplice e comprensibile se si elimina la parola "sinistra" quando si parle del PD.
    Tanto per comprenderci, chi avrebbe detto che la Bindi o Prodi erano espressione della sinistra non democristiana? Nessuno. Erano due democristiani ancorche' legati alla evanescente sinistra di quel partito. 03-09-2010 17:14 - Murmillus
  • VERGOGNA ! Il PD ha scelto un kandidato servo della Moratti, espressione dei palazzinari, mafiosi, di Ligresti e dei padroni. Come potrà un elettore milanese votare una simile merdaccia? Quanto meno non lo voteranno i 50 eroici Compagni Comunisti Metalmeccanici dell'INNSE di Lambrate, i precari della scuola ! Quello mi sà tanto ke imiti il boia Marchionne della Fiat. Da Comunista milanese, invito a votare il Compagno PISAPIA, coerente politico ed avvocato a difesa della povera gente ! Via i palazzinari, servi di Ligresti da Milano !
    Rossi Alessandro - Respons. ammin. - Delegato FIOM - Militante PRC 03-09-2010 16:34 - ALESSANDRO ROSSI
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