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Micaela Bongi
"Se si vota, alle urne con Fini"
Nuovo Ulivo, e alleanza democratica. Con chi? Quali sono i confini dei due cerchi, quello stretto e quello largo delle forze in difesa della Costituzione? Insomma, Gianfranco Fini può essere della partita oppure no? Il Pd si barcamena, ci staranno «quelli che...», diceva Pierluigi Bersani dopo la prima delle sue epistole (quella a Repubblica: ieri ne uscita una sul Messaggero), ed ecco che Rosi Bondi dice chiaro e tondo (ne aveva già accenato in piena estate alla Stampa): «Se Berlusconi e la Lega dovessero portare il paese alle terze elezioni in sei anni, allora noi proporremo al Futuro e libertà un'alleanza per la democrazia. Noi staremo con tutti coloro che sono disponibili a salvare questa Costituzione». Del resto, «dopo le parole di Farefuturo sul killeraggio del berlusconismo, che cosa aspettiamo da domenica se non la rottura definitiva?».
Magari Gianfranco Fini avrebbe preferito appunto aspettare domenica, e non far precedere il suo intervento di Mirabello da una convocazione da parte del Pd, che non gli facilita l'impresa. E infatti Italo Bocchino si afretta a rispondere che «noi siamo politicamente e culturalmente ancorati al centrodestra, siamo e restiamo nel centrodestra e vogliamo portare avanti il programma».
Ma al di là delle difficoltà del presidente della camera, nel centrosinistra e nello stesso Partito democratico l'intervista della presidente del partito a Telelombardia fa saltare più d'uno sulla sedia - in particolare gli ex popolari e Ignazio Marino nel Pd, ma anche la sinistra e Antonio Di Pietro - e fa ripartire il Pdl alla carica contro le «ammucchiate». E così Bindi prova a corregere il tiro: «Ieri sera intervistata a Telelombardia ho ripetuto cose già dette in altre occasioni in queste settimane. Ho spiegato che se Berlusconi cerca la prova di forza con il voto anticipato e se ci sarà un attacco alla Costituzione, noi chiederemo a tutti di difendere la Costituzione e la democrazia. Non ho proposto né alleanze con Fini, né ammucchiate. Non fu un'ammucchiata quella dei cittadini che vinsero nel 2006 il referendum sulla Costituzione».
Tocca poi a Bersani, arrivato alla festa dell'Api a Labro, provare a radrizzare la barra. Del resto quello delle alleanze è un nodo già bello intricato, e più si vorrebbe allargare la coalizione più, evidentemente, la facenda si complica. Già c'è Casini che non vuole Di Pietro (ricambiato) e la sinistra. Dalla sinistra, il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero, che pure aveva apprezzaro la proposta Bersani dei due cerchi (la Federazione non enterrebbe in un eventuale governo), di fronte a Fini inchioda: «È totalmente privo di senso avanzare una proposta di alleanza elettorale a forze che si collocano esplicitamente a destra».Bisognerebbe limitarsi a quelle ora all'opposizionePer Sinistra ecologia e libertà, già scettica sul nuovo Ulivo, Claudio Fava stronca Bindi: «Più che nuovo, l'Ulivo nasce vecchio, noioso e di destra».
Insomma, Bersani frena: «Se volete avere informazioni chiare fate riferimento a quello che ho scritto e sul quale siamo tutti d'accordo. Noi lavoriamo a un nuovo Ulivo per l'alternativa di governo e proponiamo una alleanza per le regole del gioco. In caso di emergenza queste due proposte possono collegarsi». Insomma, prova a chiarire meglio: «Ci rivolgiamo a tutti quelli che non accettano la deriva plebiscitaria per una riforma delle regole democratiche». Se si andrà al voto, «si vedrà, la situazione è incerta e noi siamo flessibili».
Non è chiarissimo dunque se l'Alleanza democratica dovrebbe entrare in campo in questa legislatura, con un governo di transizione, o dopo il voto, contando di restare all'opposizione. Perché Bindi a sera torna sull questione: «Ho proposto un'alleanza del nuovo Ulivo, se possibile, con l'Udc» (novità: anche Casini nell'Ulivo). Poi, aggiunge, «se Berlusconi ci porta al cambio della Costituzione, noi proporremo un'alleanza a tutti, forze politiche e forze sociali che vogliono difendere la Costituzione». Finale a effetto: «Tutti quelli che si sono inalberati, compreso l'Ulivo di destra, si diano una calmata. E anche i Popolari preoccupati. Io sono un'antifascista vera».
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rappresentano il nostro Paese, tirano sempre in ballo il termine "democrazia" per giustificare i loro compromessi
ed i loro continui voltafaccia.
E, a sentir loro, tutto ciò avviene in nome e nel rispetto della "democrazia". Quando, al contrario, DEMOCRAZIA altro non é che <una legge mutevole, secondo cui il 51% della gente può strappare i diritti dell'altro 49%.T.Jefferson>. 05-09-2010 11:05 - ermanno verzella
dopo la sua sparata credo che non ci sia nessuna differenza tra l'inciuccista megagalattico d'alema e lei.
pronti a tuto.
NO ! cara Bindi, bisogna formare una coalizione di persone PULITE che comprenda anche la societa' civile.
non si avra' un partito con i numeri per governare? pazienza ma se entra in parlamento gli attuali partiti tremeranno sentendosi sul collo il fiato di chi rappresenta veramente i cittadini.
il che vuol dire : fuori dal PD gli inquisisti , fuori i vari d'alema, violante,veltroni ecc
UDC ha candidato un cuffaro, ha messo un vietti al csm ( bell'inciuccio quello)
Fini fascista era e fascista rimarra': i suoi hanno gia dichiarato che non usciranno dal pdl.
Quindi credo che la parte sana del PD debba scegliere : uscire dal pd e schierarsi con i cittadini oppure continuare a morire lentamente. 05-09-2010 10:36 - gian 65
" ......... Il dramma non è l’esistenza di Berlusconi o di Putin, del Fondo Monetario o di Wall Street. Il dramma non è che ci manca l’informazione, non è infatti che non sappiamo quanto brutali, corrotti, avidi essi siano.
Il dramma è che non sappiamo più spazzarli via. E siamo i primi nella Storia a essere così pavidi.
Potreste pensionare ogni vostro ‘paladino’ dall’Antisistema per 200 anni, senza perderci assolutamente nulla. Perché il dramma siete voi, noi, tutti noi e la nostra pavidità." 04-09-2010 22:49 - mariarita