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FUORIPAGINA
05/09/2010
  •   |   Jakub Hornacek
    Nuovi ghetti a Praga e Bratislava

    Le recenti espulsioni dei Rom ordinate dal presidente francese Sarkozy hanno riportato nuovamente l' attenzione dei media sulla situazione dei Rom in Repubblica ceca e in Slovacchia. La situazione sociale dei Rom nei due Paesi è infatti molto difficile sotto vari aspetti. Grazie alla speculazione immobiliare molte comunità tradizionali dei Rom sono state spinte in periferia. L' innalzamento degli affitti nelle maggiori città e nei centri economici ha creato in Repubblica ceca centinaia di località socialmente escluse abitate prevalentemente dai Rom. Secondo le associazioni Rom ci sono almeno un centinaio dei veri e propri ghetti, dove mancano le infrastrutture sociali di base come le scuole o centri per attività sociali e attività economiche, che possano creare dei posti di lavoro. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto, che questi ghetti si trovano in area depresse, come il nord Boemia o la regione di Ostrava, che sono caraterizzate da un alto tasso di disoccupazione, da una presenza capilare della criminalità organizzata e da un razzismo diffuso e aperto. La situazione è ancora più grave nell'est della Slovacchia dove numerose colonie dei Rom non hanno accesso all'acqua corrente o all'elettricità, e dove ci sono state delle «rivolte della fame», come quella del 2002 quando i Rom hanno saccheggiato diversi negozi di alimentari per procurarsi i beni di prima necessità. Ci sono così delle sacche di povertà diffuse al margine della società maggioritaria, che si vuole credere ricca e benestante e chiude perciò gli occhi di fronte a questi fenomeni.
    La situazione sociale è ulteriormente aggravata da un accesso discriminatorio all' istruzione. Come sottolineano anche i recenti rapporti di Amnesty International, i bambini rom, pur avendo i presupposti per frequentare gli istituti ordinari, vengono nella maggior parte mandati dalle autorità scolastiche negli istituti speciali, che dovrebbero occuparsi soltanto di allievi con problemi psichici. Ciò crea una macchia indelebile sul loro curriculum scolastico e li preclude la possibilità di frequentare i licei e gli istituti tecnici, per non parlare delle università. Negli ultimi anni si sono verificati anche dei gravi episodi di violenza. Nell'autunno del 2009 i gruppi neonazisti hanno tentato diverse volte un assalto violento contro gli abitanti del quartiere rom di Janov nel nord della Boemia e ancora nell'aprile del 2010 si sono registrati anche diversi attachi incendiari contro delle abitazioni dei Rom nella regione di Ostrava. Ma gli attivisti delle associazioni Rom e delle Ong concordano, che gli attacchi nei confronti dei Rom sono piuttosto diffusi anche se di rado fanno notizia.
    Le società dell' ex Cecoslovacchia sono caratterizzate da un sentimento anti-Rom diffuso e aperto. Secondo le rilevazione demoscopiche più del 70% dei cechi e degli slovacchi non vorrebbero un Rom come vicino di casa o come compagno di scuola dei propri bambini. I Rom sono spesso apostroffati come ladri, abusatori degli assegni familiari o nullafaccenti. Non sorprende quindi, che i politici tentino di sfruttare a loro favore questa ostilità. I casi più eclatanti sono il Partito nazionale slovacco (Sns, alleato della socialdemocrazia slovacca) con le proposte di sterilizzazione di massa delle donne rom o l' ex vice-premier ceco Jiri Cunek, che come sindaco di Vsetin ha fatto deportare diverse famiglie rom dalla sua città. Sebbene nella Repubblica ceca non ci sia un vero e proprio partito xenofobo e razzista di rilievo, le pulsioni anti-rom attraversano tutto lo spettro politico, dai comunisti ai conservatori. I più attivi sono soprattutto gli amministratori locali, che propongono classi separate a scuola, ghetti circondati dallo filo spinato e simili facezie. A livello nazionale poi i politici cercano voti facili per una lotta contro la criminalità o contro l'abuso degli sostegni sociali con un rimando ai Rom. I cechi e gli slovacchi tendono però a chiudere gli occhi e a rimuovere i Rom dal proprio immaginario. Grazie a ciò i partiti neonazisti e xenofobi non sono riusciti a capitalizzare politicamente il sentimento anti-rom diffuso nella società: insomma, meglio ostracizzare che organizzare pogrom.


I COMMENTI:
  • Caro fascista Marco Riva.Foi fascisti pensate alla miseria che avete portato voi nel ventennio fascista in Italia.Avete mandato la gente in prima linea senza le scarpe.Voi massoni destroidi pensate alle guerre che avete fatto voi in nome del dio denaro e prima di dire cetre cazzate tipo che a P:raga e Bratislava il comunismo ha portato miseria informati bene.Non leggere solo forza nuova e paccottaglia simile.
    Dottor Guzman 27-09-2010 13:57 - Roberto
  • Marx:ma tu vuoi far credere che quando c'era la Cecoslovacchia comunista(per forza e non per scelta,peraltro),i rom erano integrati ed educati nel sistema?Ma fammi ridere dai! 06-09-2010 18:07 - claudio
  • Gli italiani, per la maggior parte, non sono "razzisti" verso i rom !Ma la loro posizione di "nomadi", cioè voler condurre a tutti i costi quello stile di vita (...e, soprattutto, il modo in cui si procurano il "fabbisogno" per la loro sopravvivenza), senza volersi "integrare" ne "riconoscersi" in nessun tipo di società in cui "piazzano le tende" (cioè, rispettando le "leggi" e "onorando i doveri" del Paese che li ospita). Può considerare "normale" la società italiana questo modo di vivere? E' questo che desidera la Chiesa cattolica, quando corre in difesa dei "diritti di ospitalità"? 05-09-2010 18:02 - maralb
  • Il partito nazionale slovacco vuol fare lo svizzero della situazione. Fù infatti la Svizzera che adottò il provvedimento di sterilizzazione delle mamme rom diversi anni fà. In particolare, l'associazione cattolica pro juventude, la quale fù la guida spirituale di queste misure razziste. Se non fosse stato per l'ONU, la Svizzera avrebbe ancora questo tipo di leggi. Tornando ai nostri giorni, debbo dire che il fenomeno del razzismo di massa si sta epandendo notevolmente in Europa. Ed è un dato di fatto che questo coincida con l'ascesa delle destre e la caduta del comunismo. L'UE, figlia dell'influenza americana ed anticomunista, sta creando una situazione simile a quella degli anni 30 del secolo scorso. Le destre diventano sempre più minacciose, e cominciano ad avere un consenso di massa a causa della crisi economica. La gente ha l'impressione che sia tutta colpa dello straniero che toglie il lavoro, quando invece si sa che la colpa è solo dei capitalisti, i quali con i loro porci affari, inquinano le politiche economiche dei governi. Anche in paesi tradizionalmente ostili al razzismo, come la Francia, le cose cominciano a cambiare. I rom andrebbero integrati ed educati, come si fa con tutte le altre persone. Sarkozy e le destre dovrebbero capirlo, invece di prendersela con i più deboli. 05-09-2010 17:03 - Marx
  • Praga e Bratislava, due citta' dove il regime comunista ha portato fame e miseria. Se Praga si e' piu'civilizzata ed avvicinata al progresso occidentale l'altra fatica ancora a risolvere i suoi problemi interni, derivanti da anni passati di sviluppo arretrato. Ora devono anche confrontarsi con il problema rom, con questa gente che non lavora non produce e nella maggior parte dei casi delinque! che vadano a lavorare come la gente gente civile, che cambino il loro stile di vita retrogrado, e soprattutto privo di regole igieniche! Ogni qual volta che si cerca una situazione a livello sociale per un problema di ordine pubblico ecco che voi illuminati parlate sempre di xenofobia e razzismo, l'unica xenofobia che quella gente ha subito e' quella comunista di cui ora ne pagano le conseguenze! 05-09-2010 16:55 - Marco Riva
  • E' poco, ma è sicuro. La discriminazione è nelle cose e nelle possibilità concrete di assorbimento in una società stratificata. Esiste in forme meno radicali, ma diffuse. Quel che sta venendo meno è lo spirito di sopportazione, a torto confuso in passato con la tolleranza distratta e, soprattutto, appartata. 05-09-2010 15:48 - Riccardo Geri
  • Appare sempre più un emergenza europea
    Non si può permettere da un lata la discriminazione ma dall'altro il non rispetto delle leggi
    Basterebbe trattare i Rom come normali cittadini e reprimere ogni forma di non rispetto delle leggi
    Bambini a scuola
    Regole igeniche
    Rispetto della legalità
    Richieste di permesso di residenza etc
    Non si può nel none della tolleranza accettare chi fa ciò che vuolein dispregio delle leggi 05-09-2010 12:35 - Andy Baumwolle
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