-
|
Matteo Bartocci
Appello al popolo. Del Pd
Il barometro di oggi a Torino prevede forte pioggia. Ma alla vigilia del suo «sbarco» alla festa nazionale del Pd nella città della Fiat, Nichi Vendola ci scherza su: «Anche il centrosinistra ha bisogno di un forte temporale, di bagnarsi un po' senza usare gli ombrelli contro il cambiamento». Il presidente della Puglia ha preparato con cura l'appuntamento torinese alla festa democratica. Se il Pdl è morto anche il Pd non sta tanto bene. E per Vendola l'unico ricostituente possibile sono le primarie: un processo democratico che ritiene una «necessità assoluta e un diritto intoccabile del popolo del centrosinistra».
Stasera romperà gli indugi. E chiederà alla sua interlocutrice sul palco di Torino, Rosi Bindi, di convocare formalmente il tavolo per le regole sui gazebo.
Il governatore pugliese giocherà in casa di un suo sicuro avversario come Sergio Chiamparino: «Alla gente del Pd dirò che non bisogna avere paura di noi stessi e delle nostre idee, e ricorderò ai suoi dirigenti che io sono l'effetto delle primarie, non la causa». A chi gli chiede di un possibile ticket con il sindaco intanto risponde che «noi due insieme dobbiamo batterci per le primarie che non sono un nostro capriccio ma una necessità. Le primarie sono invece un processo di riappropriazione della politica da parte del popolo». Certo, l'abbraccio preventivo di Chiamparino ha infastidito non poco gli uomini del governatore. Ma a unire i due sfidanti c'è di sicuro, oltre alle primarie, anche la sfiducia attuale verso lo stato maggiore del Pd. «La destra crolla, il centro cerca un suo spazio e la sinistra che fa? Dov'è? - si chiede Vendola - rimettere insieme i cocci del passato non significa affatto aprire il cantiere dell'alternativa».
Tonico, pimpante, il presidente pugliese ha concluso una lunga riunione del direttivo di Sinistra e libertà che ha registrato una totale compattezza sulla sua strategia. L'idea dell'alleanza a due cerchi, il «Nuovo Ulivo» targato Bersani, non convince. Anzi, l'entusiasmo con cui Verdi, Prc e Socialisti hanno abbracciato la «cooptazione riformista » per Sel è la riprova che quel progetto ha il fiato corto. «Ma come, prima facevamo tutti schifo e ora va tutto bene?», chiosa Franco Giordano, ex segretario del Prc oggi fuori dai vertici di Sel ma fraterno terminale di collegamento del governatore con i palazzi romani: «I due cerchi di Bersani sono due gabbie per il centrosinistra, quella di chi sta dentro al governo e quella di chi sta fuori. Vecchi recinti che si rompono solo con le primarie».
Per convocarle veramente, Vendola oggi si appellerà a Bindi ma lo farà parlando più al cuore della base del Pd, perché secondo lui le primarie non sono solo una contesa sul comando di una coalizione (anzi, con Prodi prima e con Veltroni poi su questo sono state un totale fallimento) ma sono l'unico metodo possibile per costruirla, la coalizione. Attorno al suo popolo. Vengono prima. E non dopo come vorrebbe Bersani. Per dirla in vendolese: «Le primarie sono il principio democratico rigeneratore della politica contro il cinismo delle oligarchie. C'è in giro un enorme volontà di cambiamento. La sinistra invece di pensare ad alleanze impossibili con Fini deve fare un discorso all'Italia».
La scommessa del governatore è ad altissimo rischio. Fuori dal parlamento e in un quadro politico così devastato nulla è scontato. Ma il canovaccio su cui lavora è che, a malincuore, non si cambierà la legge elettorale e si voterà a primavera. Anche Sel, che a fine ottobre celebrerà il suo primo congresso, trasformerà le assise in una serie di iniziative sul territorio: precarietà, scuola, pace le priorità. Tante «onde» locali che, si spera, porteranno al maremoto contro il berlusconismo.
In sintesi? «Faremo tutto il contrario di quello che ha proposto Asor Rosa sul manifesto», si sbilancia uno stretto collaboratore di Vendola. All'unione sacra di Palazzo contro Berlusconi si opporrà invece una sfida sui contenuti, nella società. Come in Puglia, il governatore punterà sulla sua differenza, non sulla mimesi con i (presunti) moderati. «Se si vuole parlare all'Italia prima bisogna ascoltarla - dice - in particolare le lettere che vengono da Melfi». Vendola è l'unico rappresentante istituzionale del centrosinistra che ha abbracciato subito i tre operai cacciati dalla Fiat. Una foto che non a caso campeggiava con perfidia su Panorama.
Come in Puglia, sfida sui contenuti ma anche dialogo e unitarietà della coalizione. Per questo il leader di Sel oltre alle primarie insiste sulla fine dei veti incrociati che fin qui hanno paralizzato l'opposizione: «Non basta fare 'fioretti', promettere di non fare più le sceneggiate del governo Prodi: c'è qualcosa che non ha funzionato - incalza Vendola - il centrosinistra deve dire qualcosa di diverso sulla politica internazionale, sulla società, sul lavoro e sui diritti. Su questa base si potranno costruire le alleanze e non si possono più accettare veti. Nessuno può dire mai con Vendola, con Di Pietro o con Casini».
- 30/09/2010 [8 commenti]
- 30/09/2010 [3 commenti]
- 29/09/2010 [9 commenti]
- 29/09/2010 [9 commenti]
- 28/09/2010 [13 commenti]
- 28/09/2010 [10 commenti]
- 26/09/2010 [6 commenti]
- 26/09/2010 [41 commenti]
- 26/09/2010 [5 commenti]
- 26/09/2010 [15 commenti]
- 25/09/2010 [0 commenti]
- 25/09/2010 [13 commenti]
- 24/09/2010 [9 commenti]
- 24/09/2010 [7 commenti]
- 23/09/2010 [21 commenti]
- 23/09/2010 [18 commenti]
- 22/09/2010 [2 commenti]
- 22/09/2010 [8 commenti]
- 21/09/2010 [3 commenti]
- 21/09/2010 [4 commenti]
- 20/09/2010 [10 commenti]
- 19/09/2010 [25 commenti]
- 19/09/2010 [6 commenti]
- 19/09/2010 [27 commenti]
- 19/09/2010 [10 commenti]
- 18/09/2010 [4 commenti]
- 18/09/2010 [26 commenti]
- 17/09/2010 [7 commenti]
- 17/09/2010 [8 commenti]
- 16/09/2010 [11 commenti]
- 16/09/2010 [6 commenti]
- 16/09/2010 [7 commenti]
- 15/09/2010 [20 commenti]
- 15/09/2010 [4 commenti]
- 14/09/2010 [31 commenti]
- 14/09/2010 [5 commenti]
- 12/09/2010 [5 commenti]
- 12/09/2010 [28 commenti]
- 12/09/2010 [9 commenti]
- 12/09/2010 [7 commenti]
- 11/09/2010 [1 commenti]
- 11/09/2010 [24 commenti]
- 10/09/2010 [7 commenti]
- 10/09/2010 [45 commenti]
- 09/09/2010 [8 commenti]
- 09/09/2010 [3 commenti]
- 08/09/2010 [10 commenti]
- 08/09/2010 [15 commenti]
- 07/09/2010 [5 commenti]
- 07/09/2010 [24 commenti]
- 06/09/2010 [7 commenti]
- 05/09/2010 [20 commenti]
- 05/09/2010 [2 commenti]
- 05/09/2010 [4 commenti]
- 05/09/2010 [6 commenti]
- 05/09/2010 [7 commenti]
- 04/09/2010 [4 commenti]
- 04/09/2010 [23 commenti]
- 03/09/2010 [1 commenti]
- 03/09/2010 [12 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08











I partiti che non rispondono a un pensiero politico,sono destinati a fallire.
Non basta lavorare bene per un partito politico.Come dice Fini,ci vogliono, dentro un partito, teste pensanti e non servi.
Ci vogliono dibbattiti aspri e dolorosi.La sinistra italiana si è lacerata per anni con la politica.
Ma fino a che si è rimasti nella politica la sinistra ne ha giovato tutta.
Anche le crisi del partito sono necessarie alla sua crescita.Se invece lasciamo il partito a Rosi,(brava) a Bersani(bravo)a D'Alema(meno bravo)o al primo dirigente che si siederà a decidere per tutti addio partito.
Questi poli,non sono partiti,ma aziende!
Abbiamo bisogno di sana politica.Abbiamo bisogno di studenti che decidono le lotte nelle università.Abbiamo bisogno di operai che portino le loro lotte in parlamento.Abbiamo bisogno di aderenza al tessuto sociale.
Un tempo, nei partiti di sinistra esistevano le cellule.Io eo un compagno che apparteneva alla cellula dei lavoratori comunali.
Noi andavamo a via dei Frentani a spiegare il lavoro da fare nel nostro settore.
Il partito era come un grande volano che raccoglieva le istanze dal basso e le trasformava in politica.
Questo è il partito!
Basta con i comitati di affari.Ritorniamo al partito. 08-09-2010 09:19 - mariani maurizio
Rispetto a cosa pensa Vendola" a malincuore" della attuale legge elettorale già dando per scontato l'impossibilità di cambiarla, perchè non firma la petizione di LeG (legalità e libertà con sede a milano, perchè andare oggi,domani o fra sei mesi alle urn,e con l'attuale Legge Elettorale, con la potenza mediatica e finaziaria di B. vuol dire,che con l'insipienza della sinistra nessuno escluso,come ha già fatto in passato più di una volta, riconsegnare l'Italia a BERLUSCONI Bossi &c. 08-09-2010 01:18 - Giulio