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FUORIPAGINA
10/09/2010
  •   |   Ida Dominijanni
    Un fumogeno è un fumogeno è un fumogeno

    Narrano le cronache che il lancio del fatidico fumogeno su Bonanni da parte di una militante di Askatasuna è stato preceduto, e scatenato, dal lancio di due sedie sui contestatori da parte di due militanti cislini. Per carità, il gioco del «chi ha cominciato» non è mai stato di particolare aiuto nell’analisi di fatti del genere. Però qual è la differenza fra due sedie e un fumogeno? Il fumogeno fa più scena, ma le sedie possono fare più male: andrebbe detto almeno per la precisione. La precisione del resto scompare dai commenti su «l’aggressione a Bonanni»: delle due sedie non c’è traccia, perché romperebbero lo schema.
    Con poche varianti, lo schema è il seguente: un’aggressione violenta che lede il diritto di parola che è il sale della democrazia, ergo un’aggressione alla democrazia. Accidenti. Sembra di vivere in un reality sull’agorà ateniese, dove chiunque voglia dire la sua alza un dito e parla circondato da sorrisi, «prego si accomodi», «mi perdoni ma non sarei d’accordo», «aggiungerei quest’argomento» e consimili, e poi si decide ordinatamente, in circolo e per alzata di mano il bene comune. Invece viviamo nel reality dell’Italia berlusconiana e berlusconizzata, dove a parlare sono sempre i soliti noti, peraltro più maleducati che mai e più che mai incapaci di fare qualcosa che assomigli alla politica, e tutti gli altri - tutti: non solo «i ragazzi dei centri sociali», che detto per inciso non sono una tribù di scimmie - sono senza rappresentanza e senza rappresentazione. E da qualche giorno, vista la selva di invettive contro i fischi a Schifani e Bonanni, pure senza diritto di contestazione. Domanda: chi è che sta demolendo la democrazia? Risposta: un fumogeno.
    Un fumogeno è un fumogeno è un fumogeno, come la proverbiale rosa. Invece no, perché serve «a coprire il coraggio dei riformisti», spiega Il Sole 24 ore che ci attacca per aver evocato contro Cesare Damiano il martello di Rita Pavone senza essere Pete Seeger: ripareremo. Invece no, perché «questa volta era un fumogeno ma niente vieta di immaginare per il futuro una pietra o altro», avverte La Stampa, non l’unica ad agitare gli spettri. Meglio Il Riformista, che almeno lo fa apertamente: siamo pur il paese «dell’Autonomia operaia, la P38 e le Brigate rosse»: il passato può sempre tornare, dunque «non scherziamo col fuoco». Però è lo stesso Riformista a invitare energicamente il Pd a uscire dal guado evitando di «restarsene abbarbicato a Di Pietro e Vendola» e imboccando con decisione la via dell’alleanza costituente, perché «questi sono tempi da compromesso storico», brillantemente evocati del resto dalla bolla bersanian-fassiniana di «squadristi» rivolta ai contestatori di Torino e ricalcata pari pari sui «diciannovisti» di berlingueriana memoria. Domanda: chi è che sta scherzando col fuoco? Risposta: «un manipolo di giovani barbari» (Corsera, sic).
    Non scherza invece Enrico Letta, con quel suo ossessivamente scandito «voi, con noi, non c’entrate nulla», autentico inno al dialogo rivolto agli ospiti inattesi della festa di Torino. Né chi, dal governo e dall’opposizione, equipara lo sciopero al sabotaggio e la produttività al paradiso. Né chi alza limiti e paletti su tutto, dal diritto di manifestare agli ingressi negli stadi. Né chi, a sinistra più che a destra, invoca partecipazione solo un attimo prima che la platea sociale si trasformi in platea elettorale. Nessuno di costoro sta scherzando col fuoco, perché nella democrazia dell’opinione l’unica cosa che conta è che the (talk)show must go on. Chi lo interrompe, con o senza fumogeni, è perduto.
    Non scherza infine e soprattutto chi, dall’opposizione di sinistra e di destra, non trova altra bandiera da sventolare che quella del rispetto della legalità, senza saper distinguere fra l’illegalità di un sistema di potere e l’illegalità di un fumogeno contro quel sistema, e finendo anzi con l’usare la seconda per coprire di fumo la prima. Del resto, non sarà per caso che a lanciare quel dannato arnese stata la figlia di un pm. Malgrado gli spettri del passato i tempi cambiano: dalle contraddizioni in seno al popolo a quelle in seno alla legalità.


I COMMENTI:
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  • Purtroppo c'è chi ha preso questo articolo come una giustificazione dell'aggressione. Mi sembra invece di leggere un articolo dove, FINALMENTE, come ben sottolinea la Dominijanni, si ha il coraggio di analizzare le cause di un rancore, e non di stigmatizzare l'aggressione per "coprire di fumo" le motivazioni di una protesta. E' un atteggiamento che non si dovrebbe perdere neanche di fronte a veri atti di violenza: le BR, gli attentati terroristi di matrice islamica, il fascismo stesso derivano in misura più o meno marcata da un malcontento sociale che, come una bomba a orologeria, può portare a conseguenze violente; condannarle tout court senza cercare di capirne le radici per poterle davvero estirpare significa potare la pianta della violenza e lasciarla crescere. 10-09-2010 16:40 - Feliciano Iudicone
  • se i giornali fossero seri racconterebbero i fatti, invece abbondano solo i commenti e quello della dominijanni è perfetto. per conto mio contestare bonanni non solo è legittimo, bensì opportuno e giusto. e se qualche cretino tira una sedia qualcun altro è legittimato a tirargli un fumogeno. non perdiamo tempo coi riformisti all'italiana, in quanto riformisti hanno sempre ragione, anche se nei fatti non combinano nulla se non massacrare i lavoratori. togliamoceli dalle palle per favore 10-09-2010 16:39 - Francesco Armezzani
  • Concordo pienamente con l'articolo 10-09-2010 16:32 - Edo
  • Giovanni L,
    un signore qualche anno fa e' andato al manifesto e ha lasciato una bomba. Quello e' un attentato. Un fumogeno e' un fumogeno, vedi titolo. 10-09-2010 16:22 - sergio
  • Ha pienamente ragione Giovanni L. e non, secondo me, Ida Dominijanni. Secondo le informazioni riportate dal Corriere della Sera per i contestatori dei centri sociali "contestare qualcuno è legittimo. Se poi quel qualcuno è Bonanni è giusto persino impedirgli di parlare. Chi semina vento raccoglie tempesta. E a Mirafiori e all'Iveco, gli operai oggi in cuor loro ridevano».
    Per me questo significa che non si riconosce la libertà di parola al proprio avversario. Questa è volontà di sopraffazione. Ce n'è anche dall'altra parte? Si certo. Il berlusconismo al suo interno non ammette il dissenso e lo espelle da sé (vedi caso Fini). Per questo Fare Futuro equiparava berlusconismo a stalinismo (Stalin ha sterminato i membri del partito comunista bolscevico a lui contrari). Io non voglio tappare la bocca all'avversario e non voglio che mi sia impedito di parlare. Credo di avere più possibilità per le mie idee se c'è maggiore libertà riconosciuta nella società. Ma se ho poche idee e confuse come nel caso di alcuni centri sociali o di alcuni estremisti grillini posso pensare soltanto di menare le mani per avere ragione dell'avversario. 10-09-2010 15:55 - Gabriele
  • a questa gioventù , la nostra generazione , ho 60 anni, abbiamo promesso un futuro migliore del nostro.
    quando noi avevamo la loro età abbiamo avuto il contratto nazionale dei lavoratori .
    ora gli lasciamo la precarietà senza fine .
    se vogliamo il bene dei nostri figli dovremmo avere la serietà intellettuale di fare una analisi degli errori fatti a partire dai propri .
    non si può sempre attaccare l'avversario politico come se fosse il nemico della trincea di fronte .
    le lotte di “classe“ ci sono state e ci saranno sempre ma quanto è onesto spingere le nuove generazioni che si affacciano alla vita ora ad una educazione dell'odio sino alla morte del “nemico“ ?
    quanti cattvi maestri abbiamo avuto e quanti “compagni che sbagliano“!!!!
    ricordo infine che a 24 anni non si è più ragazzi ed il fatto di essere figli di un PM non giustifica nulla sul piano delle responsabilità personali .

    spero che mi pubbicherete il commento che è un pò fuori linea rispetto agli altri . 10-09-2010 15:45 - arturo calosso
  • che cavolo era andato a fare nella festa del PD???lui e il suo socio minore finora non hanno fatto altro che rovinare e strappare tutti diritti dei lavoratori ,non credo che ci sia stata almeno una volta che loro abbiano votato con il cgil!!!e questra mezza sinistra non fa altro che rovinarsi con le sue proprie mani leccando il posteriore di qualuque pinco pallino 10-09-2010 15:43 - vaibarma
  • se venissi nella sede del vs sciagurato giornale e gettassi tra le scrivanie un fumogeno, il giorno dopo cosa scrivereste?
    Ma sì cosa vuoi che sia, è solo un fumogeno! oppure .....attentato!!!! 10-09-2010 15:28 - giovanni L.
  • bell'articolo.
    Tanti amici e colleghi, ex pci, ex psiup, ex altro, ma non tutti del pd, hanno detto che non si deve contestare in questo modo. Non puoi andare alla festa del pd solo per fischiare perchè impedire a una persona di parlare è antidemocratico. La loro proposta è di organizzare una contestazione separata. Insomma contesta a casa tua o trovati in piazzetta con gli altri e contesta lì. Come poi se la festa del pd non fosse aperta a tutti.
    Io ritengo, al contrario, che le contestazioni, i fischi e anche un pò di bagarre facciano parte della democrazia, certo il fumogeno non l'ho condiviso perchè consapevole delle reazioni cui avrebbe portato, puro cinismo politico, però se è vero che bonanni e schifani hanno diritto di parola, è pur vero che in democrazia esiste il diritto di critica e di replica. (sappiamo tutti che schifani è un mafioso, peggio ancora che sia anche presidente del senato, bonanni è di fatto un venduto e lo capiranno quando riceverà un incarico politico). In questo paese ed alla festa del pd la replica non era nemmeno prevista, o forse doveva farla letta, mentre la critica deve essere fatta con toni bassi, magari sottovoce e a casa tua. Poco importa che gli altri poi tirino fuori parole come squadrismo ed alzino costantemente la voce per coprire quella altrui. Diciamoci la verità, in questo paese se vuoi farti ascoltare devi gridare, non sarà "democratico" ma se continuiamo solo a scuotere la testa non andremo da nessuna parte.
    Significativo, infine, che chi ha criticato i contestatori della festa del pd, non abbia criticato anche quelli che hanno impedito di parlare a dell'utri. 10-09-2010 15:10 - elisa
  • Ottimo Articolo NB comunque se lo beccava in testa gli faceva male davvero. Condivido il gesto ma la violenza mai sulle persone la rifiuto 10-09-2010 15:00 - simone
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