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FUORIPAGINA
16/09/2010
  •   |   Antonio Sciotto
    Contratto, scontro tra Fiom e Cgil

    Maurizio Landini e Guglielmo Epifani

    Il processo è ormai avviato: da ieri Federmeccanica, Fim e Uilm stanno scrivendo un nuovo contratto dei metalmeccanici, infarcito di deroghe, e la Fiom non è a quel tavolo. L'organizzazione guidata da Maurizio Landini ha chiesto, all'ultimo comitato centrale e ancora due giorni fa, alla vigilia, di stoppare il percorso e tornare a negoziare tutti insieme, trovando regole comuni e riconosciute per la rappresentanza. Ma ieri tutti i protagonisti della trattativa hanno declinato l'invito, con la Federmeccanica e la Confindustria decise ad andare avanti, anche senza la Fiom. «Porte sempre aperte alla Cgil e alla Fiom, ma adesso non ci possiamo fermare», ha tagliato corto la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia. Lo stesso concetto lo ha espresso Federmeccanica: «Il blocco della trattativa non è compatibile con il mondo più che con la nostra volontà», ha detto il direttore Roberto Santarelli.
    Ma non basta perché il tavolo di ieri ha innescato anche una dura polemica dentro la Cgil tra il segretario (ormai uscente) Guglielmo Epifani (che entro l'autunno lascerà il posto, probabilmente alla vicesegretaria generale Susanna Camusso) e la Fiom. Secondo Epifani la Fiom «non va isolata, ma anche non deve isolarsi, altrimenti sarà sconfitta e trascinerà con sé pure la Cgil». Parole non gradite dai metalmeccanici, che hanno replicato non attraverso il segretario generale Landini, ma con una nota del segretario nazionale Sergio Bellavita: «La Cgil dica chiaramente se sul modello Pomigliano stiamo sbagliando: se considera materie come il diritto di sciopero, il diritto alla malattia, la non derogabilità dei contratti, trattabili oppure no». E poi una replica con la stessa moneta: «Il consenso alla Fiom cresce perché tutti nei luoghi di lavoro hanno capito cosa sta succedendo. Il punto vero è che la Cgil rischia l'isolamento, quello dalle condizioni reali di chi lavora».
    Ma torniamo al tavolo con Federmeccanica, per capire cosa è successo. L'intenzione di tutti i partecipanti è di procedere con speditezza, lo ribadiva uno dei protagonisti, il leader Cisl Raffaele Bonanni: «Non ci sono contrasti, mi pare che siamo diretti tutti verso la stessa direzione: non credo che passeranno più di 10 giorni per l'intesa». E infatti il calendario concordato ieri è serrato: tre incontri, previsti il 21, il 22 e il 29 settembre. Non si è entrato nel merito dei problemi, ma un primo contrasto però è emerso.
    Riguarda la richiesta di Federmeccanica - che si è fatta portavoce di un'esigenza Fiat - di discutere regole ad hoc per il settore auto, fissando così un incontro ulteriore, per il 5 ottobre. Come dire, aggiungere deroghe ad altre deroghe, quasi creare un contratto solo per l'auto. Sono interpretazioni, e infatti Fim e Uilm la vedono diversamente rispetto a Federmeccanica, e rifiutano la proposta anche se non dicono nettamente no all'incontro del 5. «C'è la necessità di definire norme specifiche per il settore auto», ma «nessuno sta discutendo di un contratto per l'auto», si è sentito in dovere di spiegare il direttore di Federmeccanica Santarelli, per fugare i dubbi. «Dalla maggiore azienda italiana ci è stata avanzata la richiesta di una disciplina specifica, che non è richiesta fuori sacco, sta dentro il contratto di lavoro - ha concluso Santarelli, riferendosi a Fiat - Vogliamo attivare la commissione già prevista e vedere quali norme specifiche per il contratto auto definire».
    Ma la Fim risponde che «sono esclusi contratti ad hoc per l'auto: sapremo coprire le esigenze della Fiat con il contratto nazionale»; e la Uilm è ancora più netta, non facendo suo l'incontro del 5: «Siamo contrari sia a contratti specifici per l'auto che a deroghe ad hoc per il settore e quindi anche all'incontro del 5 ottobre. Le risposte a Fiat possono arrivare dalle deroghe generali». Dal fronte Fiom un duro commento viene da Giorgio Cremaschi: «L'incontro è una penosa sceneggiata: il testo dell'accordo è già stato scritto da Fiat e Federmeccanica, e i sindacati complici devono solo sottoscriverlo».


I COMMENTI:
  • La Cgil fa bene a richiamare all'ordine la Fiom: troppo sta esagerando con le proteste, e i posti di lavoro in questo modo gli industriali li porteranno all'estero. La Fiom, con il suo antagonismo, allontana da sé tanti lavoratori e si sta isolando pesantemente
    Bravo complimenti o sei un cislino o in fabbrica non hai mai messo piede. Sei un benpensante che chiede agli operai di "fare sacrifici" così il famigerato PD potrà sperare di tornare al governo sulla pelle degli operai.
    Tu non parli degli operai che hai mollato e non esistono nella tua cultura. Ieri erano i capetti e i bottegai manovrati dalla FIAT che spaventarono il pci
    Se la cgil insiste usciremo noi dalla cgil.
    Antagonismo della fiom?
    Ma dove l'hai visto. Magari così ti spaventi un pò anche tu insieme ai padroni che negli ultimi anni si sono visti regalare dal centro sinistra tante di quelle leggi(cuneo fiscale 20 ml.legge Treu, privatizzazioni..)e 10 punti della ricchezza si sono spostati dai salari e pensioni ai profitti e alla rendita.
    E il centro sinistra a rifarsi il trucco. 22-09-2010 21:29 - Flora
  • Bisogna radicarsi sul territorio e far informazione agli iscritti dei sindacati del tradimento, senza la spogliazione del loro attuale stato di rappresentanza finiscono con il compromettere definitivamente le tutele dei lavoratori per un conviviale.
    Il problema non è solo il lavoro ma la garazia di un futuro di vivere civile e non di degrado, emarginazione e sfruttamento.
    Già oggi abbiamo difficoltà d'ingresso nel lavoro e una volta perso di rientro, ne sanno qualcosa sia i giovani che gli oltre quaranta.
    Stànno spianando sempre più la strada al ruffianismo, alla piaggeria, alla raccomandazione, alla rinuncia ai valori umani, all'eguaglianza, alla democrazia e quindi all'amplificazione della corruzione dei valori fondanti di uno stato e di una comunità! 17-09-2010 19:54 - Gromyko
  • senza contratto nazionale fa frima con senza permesso di soggiorno, diventeremo tutti clandestini nell'era della globalizzazione del capitalismo
    nel libero mercato 16-09-2010 18:55 - silvia
  • I lavoratori italiani come tutti i lavoratori del sistema capitalista avanzato,si stanno accorgendo che sono tutti d'accordo alla distruzione del potere contrattuale della classe operaia.
    La crisi economica che ha distrutto all'interno il capitale sta facendo impazzire tutti.Stanno saltando i ruoli e i sindacati si stanno smascherando per quello che è il loro ruolo, in questa società capitalista.
    Il capitale come diceva Marx, è un papporto sociale.Oggi è saltato il rapporto sociale.Non si vuol più riconoscere il ruolo dell'operaio come operatore.
    Lo si vuol far tornare a ruolo di schiavo.Ma come dice Marx,che nessuno legge più,dato che tutte le librerie e non solo quelle dei Berlusconi,hanno tolto e bruciato le opere, se un rocchetto di filo vale 5 lire è perche dentro quel rocchetto c'è il lavoro umano,che gli ha dato il plusvalore.
    Solo gli operai creano plusvalore,i schiavi no!
    Fate un mondo di schiavi e il vostro capitalismo tornerà a esser una monarchia morente. 16-09-2010 18:27 - mariani maurizio
  • ma l'abbiamo capito che è Marchionne il vero comandante dell'Italia di oggi? e' molto chiaro: il suo "campo" è il mondo globalizzato. la CGIL non vuole aprire gli occhi e gli italiani stanno alla finestra (tanto la metà di essi è d'accordo, l'altra metà pensa a salvare se stessa). Stiamo rotolando, sempre più veloci. 16-09-2010 18:04 - piero
  • La Cgil fa bene a richiamare all'ordine la Fiom: troppo sta esagerando con le proteste, e i posti di lavoro in questo modo gli industriali li porteranno all'estero. La Fiom, con il suo antagonismo, allontana da sé tanti lavoratori e si sta isolando pesantemente. 16-09-2010 17:32 - Giulio Cliviotti
  • visto che ho oggi la fiat si è come per magia sdoppiata, con quale delle fiat stanno trattando? quella che si mangia i soldi pubblici o quella che porta le produzioni all'estero? 16-09-2010 17:30 - milingo
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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