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Marina Forti
Sommersi dal silenzio
Le foto che illustrano oggi il manifesto in edicola vengono tutte dal Pakistan: ritraggono un paese devastato dalle alluvioni.
Sono una piccola scelta tra le decine, centinaia di immagini inviate dalle agenzie di stampa internazionali nell'ultimo mese e mezzo. Per tutta l'estate si sono accumulate nelle redazioni; a volte hanno trovato posto sulle pagine dei giornali, come fait divers dell'estate. Ma non è bastato a suscitare l'attenzione del mondo. Per questo oggi abbiamo pensato di rimetterle in fila: perché sono il racconto di un disastro che ci è passato sotto gli occhi senza che ce ne accorgessimo. Abituati ad associare il nome Pakistan con le parole terrorismo, taleban, guerra, quest'estate abbiamo stentato a vedere il disastro naturale, la catastrofe umanitaria, e tutta la politica che sulle catastrofi spesso si gioca.
Meglio allora riepilogare. Negli ultimi giorni di luglio un'ondata di piogge monsoniche di violenza eccezionale su è abbattuta sulla regione settentrionale del Pakistan, facendo straripare fiumi e travolgendo villaggi. Un evento «naturale» con cause da cercare nei cambiamenti globali del clima, ma, a detta di molti meteorologi. Comunque sia, le piogge sono continuate, sebbene con intensità discontinua, per quasi tutto agosto. E hanno provocato due successive, gigantesche onde di piena che hanno percorso tutto l'Indo, il fiume che taglia il Pakistan da nord a sud per oltre mille chilometri, e i suoi affluenti.
La provincia settentrionale del Khyber-Pakhtunkhwa, poi il fertile Punjab, infine il Sindh e parte del Baluchistan sono stati traversati da piene alte fino a 5 metri, che hanno spazzato via le case di terra dei villaggi e allagato aree urbane, divelto strade e ferrovie e fatto crollare ponti. Per settimane un terzo del territorio nazionale è stato sommerso: come l'intera superfice dell'Italia peninsulare. Il bilancio è impressionante. E' stato detto che frane e piene hanno ucciso 1.750 persone, e quel numero non è stato più aggiornato. Ma il bilancio umano è ben più pesante. Le Nazioni unite stimano che 20 milioni di persone siano state in vario modo colpite, di cui 10 milioni sfollati per salvarsi dall'acqua, e che 6 milioni abbiano perso la casa. Per settimane milioni di persone hanno vissuto accampate in scuole o moschee, o in campi profughi allestiti in fretta dall'esercito e dalle Nazioni unite, o ancora sotto ripari di fortuna sulle massicciate di strade e ferrovie o su qualunque lembo di terra emersa dall'acqua: ancora in questi giorni le agenzie riferiscono che centinaia di migliaia di persone sono accampate lungo le strade.
Le Nazioni Unite hanno lanciato da subito appelli, ma i soccorsi sono stati lenti: diverse settimane dall'inizio della crisi ancora centinaia di migliaia di persone non erano neppure state raggiunte dai primi soccorsi. L'Onu ha lanciato allarmi per la situazione sanitaria: gli acquedotti, dove c'erano, sono stati invasi dall'acqua melmosa delle piene, contaminata da animali morti e dalle acque di scolo; fonti e pozzi sono contaminati; ma senza acqua potabile a disposizione, tra gli sfollati non c'era alternativa a bere quell'acqua: così dissenteria e diarrea hanno fatto strage. Col passare del tempo sono cominciati anche le esplosioni di rabbia, casi di saccheggio, tafferugli per aggiudicarsi i pochi viveri, proteste.
Il bilancio economico è pure pesante. L'alluvione ha devastato soprattutto le zone rurali di un paese essenzialmente agricolo: la Banca mondiale stima che raccolti per il valore di un miliardo di dollari siano distrutti. Il danno alle infrastrutture è enorme. Il governo pakistano stima che nell'insieme i danni ammontino a 43 miliardi di dollari.
Gli aiuti sono arrivati con avarizia. Ancora oggi l'Onu ha raccolto appena due terzi dei 460 milioni di dollari chiesti per far fronte alla prima emergenza.
Ben più difficile sarà finanziare la ricostruzione - mercoledì scorso il Fondo monetario internazionale ha approvato un prestito d'emergenza di 451 milioni di dollari, separato dal programma di 11 miliardi di prestiti concordato nel 2008 e condizionato a una serie di aggiustamenti strutturali.
Le polemiche intanto abbondano, interne e internazionali: su come e da chi saranno gestiti i fondi per la ricostruzione in un paese che ha un pessimo record di corruzione; sul vuoto di intervento pubblico che lascia spazio alle charity legate a noti gruppi estremisti islamici. Su certi proprietari terrieri che (pare) hanno aperto certe chiuse lasciando allagare a valle delle proprie tenute, sull'opportunità di costruire dighe che però seminano discordia tra le province a monte e a valle. Il governo civile, sopraffatto dalla crisi ed è bersagliato dalle critiche dei media. L'esercito ha mostrato più efficenza, e questo rinfocola competicioni di potere. Un paese è allo stremo - ma come sempre, sui disastri si fa politica.
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Ci meravigliamo su paurose catastrofi umanitarie in corso..molte delle quali provocate dalla terribile macchina distruttiva del capitalismo dell'impero mondiale...che sta precipitando in un baratro come un treno impazzito...Come dice sempre puntualmente il LUCIDO PENSIERO DELLE RIFLESSIONI STRAORDINARIE E VISIONARIE DEL COMANDANTE FIDEL CASTRO!!!! Basta leggere la descrizione agghiacciante sul futuro "Inverno nucleare" che potrebbe scatenare un probabile attacco nucleare all'IRAN DA PARTE DEI MASTINI DELL'IMPERO DI ISRAELE!!!!
QUELLO CHE E' AGGHIACCIANTE E' IL SILENZIO DELL'INFORMAZIONE CONTROLLATA DAL POTERE E LA FACILE INDIFFERENZA QUALUNQUISTA DELLA GENTE NEL COSIDETTO MONDO LIBERO...
silenzio dei media su la catastrofe umanitaria in Pakistan...dove tra i milioni di poveri che muoiono di fame pare che Al Qaeda sia piu presente come dichiarato dal vice comandante Al Zawhairi nel recente proclama!!!
Silenzio totale sulla tragedia della fame in Africa di milioni di Neri ridotti allo stremo!!!!
Silenzio totale...sull'orrenda carneficina in Somalia provocata dai mercenari ugandesi ed Etiopi , mercenari invasori pagati dalle finanze dell'impero!!!!
Silenzio totale Sui massacri dei bombardieri dell'impero nelle aspre ed impenetrabili terre del Waziristan....
Silenzio totale sulle masse di caribeni in Haiti dopo il terremoto abbandonati a se stessi ed alla fame, ma controllati da migliaia di Rangers americani che occuparono subito dopo la catastrofe tutta l'isola....silenzio totale sui massacri orrendi dei narcos mexicani che la cupola mondiale del narcotraffico cioe' l'impero ha creato e che ora non riesce piu a controllare come un mostro impazzito
Silenzio totale sulle centinaia di FOSSE COMUNI IN COLOMBIA TRA CUI LA PIU GRANDE.. "LA MACARENA" dove sono stati trovati piu di 2000 corpi squartati dai paramilitari narcos e fascisti e dall'esercito del governo di COLOMBIA con NarcoUribe...cupola mondiale del narcotraffico PALADINO E CAMPIONE DAL'IMPERO DIFENSORE DEL MONDO LIBERO.... mase sterminate di neri, poveri affamati che premono da TUTTE LE PARTI DAI CONFINI DI EST ED OVEST O SUD ED INVADONO LE PERIFERIE ABBANDONATE ED OCCUPATE DAGLI SCHIAVI DEL MONDO DOMINATO DALLE FALLIMENTARI TEORIE DELLA LIBERA IMPRESA E DAL NEOLIBERISMO FALLITO SU TUTTI I FRONTI....E CHE SA SOLO TENERE IL MONDO CON VIOLENZA E DISPREZZO DELLA NATURA!!!
Di fronte a questa ipocrisia cinica e gangsteristica DOBBIAMO RALLEGRARCI CHE NEL MONDO CI SONO VASTE MASSE CHE NON ASSISTANO PASSIVAMENTE A QUESTO CRUDELE SFACELO COME IL COORDINAMENTO DEGLI STATI ANTI IMPERIALISTI SUD AMERICANI, SETTORI DEI MOVIMENTI DEI MOVIMENTI GIOVANILI ED OPERAI DELL'OCCIDENTE, INTELLETTUALI.... LE LOTTE DI RESISTENZA DI MILIONI DI PERSONE
SOPRATTUTTO DEI MOVIMENTI ARMATI NEI PAESI ISLAMICI....
COME DICE FIDEL:L'OBIETTIVO E' CREARE SULLE CENERI DELL'IMPERO IN FASE DI AUTODISTRUZIONE IRREVERSIBILE"LA BASE DI UN ALTRO MONDO POSSIBILE" UN NUOVO ORDINAMENTO MONDIALE PER LA SALVEZZA DEL FUTURO DEL PIANETA.... 17-09-2010 17:17 - CARLOS
L'ho fatto perche non voglio soffrire.Hanno fatto un mondo che sta pian piano distruggendosi e il genere umano è ormai condannato.
Non ho intenzione di soffrire e appena una delle tante catastrofi si abbatterà vicino a me,non esiterò a inghiottire la capsula.
Mica voglio sopravvivere a un mondo in decomposizione.
Mica voglio che diventi uno zombi vivente, che vaga alla ricerca di un sorso di acqua fresca o di qualche cosa masticabile.
La mia terra era bellissima.C'èrano i mari senza navi affondate piene di scorie radioattive e i pesci sapevano di mare.
Le mele sugli alberi sapevano di mela e i fiori profumavano di fiore.
La mia terra pòi non conosceva l'industria e le centrali nucleari erano fuori legge.
Era bello vivere in un mondo dove il vento era profumato.
Dove le industrie non buttavano i loro veleni.A Seveso i bambini nascevano sani e forti.
In India e Pakistan, la pioggia scendeva copiosa,ma non ammazzava nessuno.
Dopo pochi giorni, tutto riemergeva e la vita continuava più prospera di prima.Pòi sono arrivati i venditori di pentole e materassi.
Con le loro televisioni ci hanno indotto a comperare tutta la loro merda.
Merda su merda.A Malagrotta di Roma c'è una montagna di rifiuti grande come Monte Mario.
Tante cose ci servono oggi.Ieri non ci serviva nulla,oggi invece....
Gaber ci prese in giro 40 anni fa,ma solo ora abbiamo capito e non tutti!
Ora è facile dire qualche cosa.Difficile è fare qualche cosa.
Nessuno è disposto a ritornare a piedi e nessuno vuol risalire le scale .I Pakistani stanno in quell'inferno perche noi abbiamo accettato di diventare consumatori.
Non guardate quelle foto senza farvi un pò di esame di coscienza.
Meglio criminali e infami,che ipocriti!
Come era bella la mia valle! 17-09-2010 15:56 - mariani maurizio
Grazie all`aiuto di studenti e ricercatori pakistani, la nostra istituzione ha raccolto una cifra consostente che e`stata mandata direttamente alle famiglie piu`colpite dal disastro. L`esercito lavora ancora, ma la parola dovra`passare immediatamente alla societa`civile, per evitare altri problemi.
Il notro dovere immediato e` raccogliere fondi e tenere alta l`attenzione. 17-09-2010 13:03 - Enrico Marsili