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FUORIPAGINA
21/09/2010
  •   |   Alessandra Fava
    Fincantieri, acque agitate

    La notizia che Fincantieri avrebbe intenzione di chiudere Castellammare di Stabia a Napoli e il cantiere di Riva Trigoso in Liguria e praticamente ridurre Sestri Ponente a un'officina meccanica licenziando almeno 2500 operai, come rivelato dall'anticipazione di una bozza di progetto industriale pubblicata nei giorni scorsi dalla Repubblica, ha lasciato esterrefatti i politici e per niente stupiti sindacalisti e lavoratori, tenuto conto che gli ultimi anni sono stati scanditi da denunce per manifestazioni sindacali, un braccio di ferro sui premi revocati al solo cantiere di Sestri, scioperi per la difesa del contratto piuttosto che denunce contro il ricorso massiccio ai lavoratori esterni, meno tutelati e più precari. Così ieri la protesta è esplosa ovunque.
    A Palermo, che con Marghera e Monfalcone sarebbe tra i cantieri che si salvano dalla scure, poco dopo l'alba un gruppo di operai ha bloccato l'ingresso dell'azienda dove è in lavorazione una piattaforma della Saipem, la Scarabeo, peraltro l'unica commissione in corso. Qualche ora dopo la protesta era cresciuta con centinaia di persone davanti ai cancelli del cantiere: la maggioranza lavoratori dell'indotto, che sanno che senza il cantiere della Fincantieri anche loro restano a casa.
    Intanto a Sestri Ponente, dove sono in lavorazione due navi crociere della Oceania e una nave militare indiana, c'è lavoro ancora per 4 mesi e poi si rischia la cassa integrazione: a inizio turno c'è stata un'assemblea che ha decretato due ore di sciopero, poi è subito scattata l'occupazione del cantiere e del centro direzionale con breve corteo in strada. Anche Riva Trigoso, specializzata in navi militari (rimorchiatori, pattuglie, fregate) con una dote di commesse fino al 2014 per la cifra di 4 miliardi di euro, rischia di sparire: i suoi macchinari verrebbero trasferiti a Sestri Ponente, per cui ha scioperato con ancora più rabbia e qualche momento di tensione. «È pazzesco venire a sapere dalla stampa una simile decisione - ha commentato Omar Di Tullio della Fim Cisl - Un'azienda sana con lavoro per otto o nove anni vara un piano industriale delirante. Questa volta l'amministratore delegato, il presidente e tutti i più alti in carica devono andarsene a casa».
    Anche a Riva Trigoso è stata occupata la direzione aziendale, eppure l'azienda ha impedito l'ingresso in cantiere dell'assessore ligure alle infrastrutture, Ezio Chiesa, che fuori dai cancelli ha commentato: «Sono sbigottito e preoccupato, neanche ai tempi di Piaggio, negli anni Sessanta, non si consentiva a un esponente istituzionale di entrare». Intanto a Castellammare di Stabia c'è stato il blocco totale dello stabilimento e a Monfalcone un'ora di sciopero.
    Mentre i dipendenti dell'azienda erano in ebollizione, la Fiom registrava via via il polso della situazione: «Dopo le notizie relative al piano di ristrutturazione in discussione tra Fincantieri e Fintecna, che comporterebbe drammatici tagli produttivi e occupazionali, i lavoratori sono in mobilitazione in tutto il gruppo - ha rilevato il coordinatore nazionale Fiom Cgil Giorgio Cremaschi - Fim, Fiom, Uilm si sono impegnate a chiedere un incontro urgente all'azienda per conoscere le sue reali intenzioni, mentre il 21 settembre (oggi per chi legge, ndr) a Roma è confermato l'incontro con tutti gli enti locali e l'1 ottobre ci sarà lo sciopero di tutta la cantieristica navale con manifestazione a Roma».
    In Liguria tutti hanno capito che senza Fincantieri saltano 4 mila posti (2 mila diretti e altri 2 mila l'indotto), una bella botta nell'arco di 50 chilometri e per di più in una sola provincia. La Regione Liguria perciò sta tentando di costruire un fronte unico con le altre amministrazioni. «È innegabile che la cantieristica stia vivendo una forte crisi che non si può affrontare però con lo smantellamento dei cantieri navali - ha dichiarato l'assessore regionale allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli - È necessaria una politica di investimento, di diversificazione industriale e di crescita e il governo non può continuare a tacere anche sulla richiesta di un incontro presentata dalla Conferenza delle Regioni».
    Alla Fiom di Genova traducono così il politichese: «Domani (oggi per chi legge, ndr) andiamo a Roma con una sola richiesta: annullare la bozza del piano - dice Bruno Manganaro - L'occupazione di Sestri questa primavera l'avevamo fatta perché quando l'azienda ti dice che non sei più efficiente prima o poi cerca di buttarti fuori. E infatti ora si dice che Sestri non farà più navi, ma verrebbe trasferita qui l'officina di Riva Trigoso, praticamente tecnici, ingegneri e quant'altro si ridurrebbero a fare eliche e assi motori? Non ci crede nessuno. Se si ritira il piano possiamo parlarne, altrimenti parte l'occupazione».


I COMMENTI:
  • A Corigliano Calabro ha vinto Pasqualina Straface.
    La Sinistra invitò Toni Negri e questo errore si paga.
    Giorgio Aversente e Cataldo Russo sono due nemici nella stessa giunta.
    Tina Varchetta, che è morta in incidente a dicembre, va ricordata.
    Buon lavoro
    Mario Casi 22-09-2010 08:53 - mario casi
  • la lotta degli operai e' sempre sacrosanta perche ' difendono non soltanto ,il loro ,posto di lavoro ma difendono tutti noi dall'arroganza del POTERE ECONOMICO. In Liguria si vorrebbero chiudere un cantiere,Riva trigoso e non soddisfatti ridimensionarne l'altro, Sestriponente. LA LIGURIA , VEDREBBE COSI' RIDIMENSIONATO IL SUO POTENZIALE INSDUSTRIALE . QUESTO QUANTO SUCCEDE IN LIGURIA . In quanto agli altri cantieri italiani sia in Campania , ma non nel Veneto , terra del leghista vinaio ZAIA , DI CHIUDERE E RIDIMENSIONARE CANTIERI NAVALI NON SE NE PARLA. QUI GATTA CI COVA ,RENDENDO LA QUESTIONE CANTIERI UNA POLITICA ECONOMICA DI APPARTENENZA TERRITORIALE. SE NON E' RAZZISMO QUESTO?. Come cittadini e lavoratori non possiamo che condannare questa politica di chiusura e ridimensionamento dei cantieri navali,italiani e siamo tutti solidali con la lotta dei lavoratori che occupano giustamente i cantieri. LA VOSTRA LOTTA E' LA NOSTRA LOTTA. 21-09-2010 18:47 - PASQUINO
  • Sono sicurissimo che per ottobre,l'Italia si ritroverà di nuovo con la puzza delle pallottole per le strade.
    Sono sicurissimo, che mi ci gioco anche la mia pensione.
    Sento lo stesso odore che si sentiva nel 70 e nel 77.
    Le facce degli operai sono cupe come la faccia di un assassino che sta per scoppiare.
    Senza stipendi si muore!
    Nessuno ha intensione di morire senza un minimo di reazione.Forse riusciranno a vincere anche questa rabbia,ma prima dovrà scorrere molto sangue!
    Loro non capiscono perche non si possono ricordare e non si rendono conto, che se a un topo che scappa, gli chiudi anche l'ultima porta,il topo non scappa più,ma attacca.
    Tanto deve morire! 21-09-2010 17:38 - mariani maurizio
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