domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
23/09/2010
  •   |   Marco Cinque
    Se il boia è americano

    Dopo aver giustamente protestato davanti alle ambasciate iraniane per la sorte di Sakineh, quante organizzazioni abolizioniste, personalità politiche e singoli nel mondo faranno lo stesso, per un semplice principio di giustizia ed equità, davanti a quelle degli Stati uniti, l'unico paese occidentale che ancora uccide legalmente i suoi cittadini, ma pure tra i pochi al mondo a prevedere la pena capitale per i malati mentali? A meno di un augurabile intervento di sospensione, una donna oggi verrà assassinata dallo Stato della Virginia, non seppellita in una buca, incappucciata e bersagliata con delle pietre non troppo grandi per allungarne l'agonia, ma stesa su un lettino, trafitta con un ago asettico e avvelenata con un mix letale. Il sistema che sinora sembrerebbe il più incruento, certamente il meno costoso, ma indubbiamente non il più indolore, malgrado lo si voglia far credere. 
    Sarà la sorte assegnata alla 41enne Teresa Lewis e sul certificato di morte (obbligatorio per le direzioni carcerarie) verrà apposta una crocetta alla voce «omicidio», anche se i mandanti e gli esecutori fanno parte di coloro che detestano e puniscono l'omicidio stesso, ma che restano e resteranno, a differenza dei comuni mortali che si macchiano di assassinio, totalmente impuniti e immuni da ogni responsabilità. In definitiva, che siano giudici, giurie, governatori o semplici cittadini, si arrogano il diritto di impartire una lezione di morte con la quale pretendono di insegnare a non uccidere.
    Teresa Lewis è stata condannata all'età di 33 anni per la morte di suo marito e del figliastro, uccisi da due killer da lei assoldati, il 30 ottobre 2003 a Keeling, in Virginia. Agli autori materiali degli omicidi, Matthew Shallenberger e Rodney Fuller è toccata invece una condanna all'ergastolo. Alla luce delle sentenze emesse, sembrerebbe che essere donna sia stata un'aggravante anziché un'attenuante, per di più la Lewis - ora mamma e nonnna - è affetta da disturbi mentali acclarati, ma anche questo non ha di certo impietosito coloro che l'hanno giudicata la più colpevole tra i colpevoli. 
    Dal 1632 negli Stati uniti sono documentate 567 esecuzioni capitali di donne. Secondo i dati le donne uccidono molto meno e in modo meno cruento degli uomini, tranne rari casi come quello di Aileen Wuornos, prima serial killer americana. Da quando la pena capitale, dopo breve sospensione su tutto il territorio Usa, venne reintrodotta da una sentenza della Corte Suprema a partire dal 1976, sono state giustiziate 11 donne tra cui solo Judy Buenoano e Lynda Lyon legalmente assassinate sulla sedia elettrica anzichè con iniezione letale. Tra le sue ultime lettere la Lyon denunciava: «Mi è stato detto che non rivedrò mai più mio figlio e mio marito, che l'ultima camminata sulla Terra sarà verso la sedia elettrica. È una morte terribile, il viso del condannato viene coperto da una maschera, per nascondere l'orribile effetto sui lineamenti delle scariche da 2000 volt sparate nel corpo...». Quasi certamente Teresa Lewis sarà torturata dalle stesse paure della Lyon, dallo stesso terrore che tocca tutti i condannati e le condannate, dall'istante esatto in cui inizia il conto alla rovescia che li separa dalla camera della morte.
    Attualmente, oltre ai più di 3200 condannati uomini in tutti gli Usa, sono 53 le detenute che aspettano di finire nelle mani del boia per essere ammazzate in nome dello Stato. Teresa Lewis forse resterà solo un nome tra i tanti, un numero di matricola utile tuttalpiù a rinfoltire gli allucinanti elenchi delle uccisioni istituzionalizzate e a rimpinguarne le ferali statistiche. 
    L'avvocato della Lewis, James E. Rocap, lunedì scorso si è appellato al Governatore McDonnell, chiedendogli di riconsiderare la decisione di negare la grazia alla sua assistita e appellandosi a nuovi elementi e prove che potevano scagionare la donna. 
    «Anche oggi ho guadagnato da vivere, cara», chissà se dirà così alla moglie il signore che infilerà l'ago, o magari quello che premerà il bottone; ma anche tutti coloro che semplicemente assisteranno, quelli che metteranno una firma per autorizzarne l'omicidio o quelli che le negheranno la grazia. Teresa Lewis è una donna che dopo sette anni passati nel braccio della morte non è certamente più la stessa di quella che è entrata. Non possiamo saperlo, ma forse qualcuno potrebbe persino pensare che sia comunque stata fortunata a nascere in un paese civile ed evoluto come gli Stati uniti invece che in un regime odioso come l'Iran. 
    A proposito: se è ovviamente strumentale la posizione di Ahmadi Nejad che parla di Teresa Lewis, come definire il silenzio e la mancata iniziativa su questo dei nostrani organismi umanitari contro la pena di morte?


I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
  • Certo che
    questa Teresa Lewis non è proprio una santerellina: ha l'intelligenza di assoldare due killer per far uccidere il marito e poi viene indicata come affetta da disturbi mentali.
    Cribbio, ma l'intelligenza di assoldare due killer l'ha avuta! Perchè mai criticare i giudici? 23-09-2010 19:09 - Prialo
  • Sono contrario alla pena di morte: lo Stato non deve uccidere 23-09-2010 17:29 - red67ag
  • Alvise, Terasa Lewis è affetta da un disturbo border line, un'entità diagnostica molto controversa. Questi soggetti sperimentano emozioni devastanti e le manifestano in modo eclatante.
    Soffrono di un forte disturbo della personalità e presentano sintomi potenzialmente dannosi, per loro e per gli altri. Anche se apparentemente, nei loro momenti di calma, possono sembrare persone equilibrate, sono persone che vivono la loro vita in maniera profondamente instabile e presentano problematiche assenti in altre persone: croniche sensazioni di vuoto, impulsività aggressiva, ricorrenti comportamenti suicidari, un quadro di relazioni interpersonali instabili,alterazione dell'identità, ideazione paranoide... ecc 23-09-2010 14:37 - glenn
  • quale logica c'è nell'equiparare killer e giurati? o assumere come prova del non ritardo mentale essere presa sul serio da assassini che tra l'altro si fanno arrestare e condannare all'ergastolo? gli stati uniti ammettono la condanna dei minorati mentre qui no - non è difficile 23-09-2010 14:35 - jangaderop
  • siamo alle solite, siamo sempre pronti a puntare il dito contro l'iran, la cina il sudan e cuba, perchè questo è molto facile più difficile è puntare il dito contro noi stessi, contro le nostre istituzioni occidentali per cui siamo sempre pronti a trovare una scusa, tale condanna a morte non è differente da quella di qualunque condanna avvenuta nei paesi sopra indicati però c'è da chiedersi perchè a differenza delle altre non sia andata sulle prime pagine dei giornali. 23-09-2010 14:32 - massi
  • Per gli ipocriti che vogliono giocare a fare l'Azzeccagarbugli, ricordo che infatti la donna e' stata considerata sana di mente dalla giuria perche' il suo IQ era... 72. Se fosse stato... 70 sarebbe stata considerata incapace di indendere. Si sa, la precisione e' quello che conta! 23-09-2010 14:14 - Murmillus
  • Effettivamente è una vicenda un po' strana, uno dei killer, Shallenberger, dichiarò in tribunale di essere stato in realtà lui a ideare il crimine e di aver trascinato Teresa approfittando della sua fragilità mentale. Evidentemente non è stato creduto.Ma mi viene in mente che quando in Italia si protestava conro le esecuzioni in USA (ricordo i casi O'Dell e Baranabei) c'era chi diceva "protestate contro la Cina e l'Iran", ora che si protesta contro un'esecuzione in Iran si dice "perchè non protestate con gli Stati Uniti".
    Sembra che per essere contro la pena di morte si debba avere il dono dell'ubiquità. 23-09-2010 13:43 - paolo1984
  • Il mio non è un giudizio di merito, ma confesso che mi sfugge la comprensione di come una ritardata mentale -- nei giorni precedenti gli omicidi ? -- possa assoldare dei killer e da questi essere ritenuta affidabile.

    Se era affidabile per loro, perchè non avrebbe dovuto essere ritenuta tale anche da parte dei giurati ?
    O è diventata mentalmente minorata dopo ?
    Non capisco. 23-09-2010 13:31 - alvise
I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI