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FUORIPAGINA
26/09/2010
  •   |   Valentino Parlato
    Banchiere di sinistra. Un ossimoro?

    Cari lettori e cari compagni,
    il mio corsivo Il banchiere scomodo pubblicato sul
    manifesto del 22 settembre ha provocato accalorati dissensi nella nostra riunione di redazione e molte lettere di protesta, che pubblichiamo in questa pagina, sia pure con qualche taglio. Molte e anche lunghe le lettere: come fa Valentino Parlato a scrivere che un banchiere possa essere di sinistra? Errore grave e dannoso.
    Provo a difendermi, spiegare le mie ragioni. Innanzitutto affermare che non ci possa essere un banchiere di sinistra mi sembra ridurre il marxismo a determinismo assoluto: chiunque gestisca denaro è di destra. Ripeto, non condivido questo determinismo che prescinde dalla personalità dell'uomo, dalla sua cultura, dalla sua formazione. Un determinismo che - a mio parere - ottunde le nostre capacità di capire la storia e la politica. Se ci fosse questo determinismo assoluto Marx non avrebbe avuto bisogno di scrivere tanti volumi. E, nella storia (non ho fatto una ricerca) ricordo che c'è stato un banchiere di nome Parvus che ha sostenuto Lenin, un altro di nome Rathenau che ha lavorato e sostenuto la Repubblica di Weimar e che finì ammazzato. Aggiungo ancora che in Italia abbiamo avuto un banchiere, Raffaele Mattioli (padre padrone della Comit) che è stato antifascista, democratico e anche di sinistra. Del resto, pur con qualche riserva, farei anche il nome di Soros. Per chi poi si voglia divertire, si guardi «Il banchiere anarchico» di Fernando Pessoa.
    La mia seconda giustificazione riguarda il significato del termine «sinistra». Essere di sinistra non significa essere rivoluzionari, ma democratici, per la giustizia sociale, per una crescita civile e culturale. E Alessandro Profumo a parer mio faceva parte di una sinistra così caratterizzata. Qualche lettore ha obiettato sulla liquidazione di 40 milioni (certo per il nostro manifesto è un sogno), ma secondo me quella liquidazione fa parte del gioco. 
    Questa la mia modesta difesa: sono contrario a un marxismo ridotto a pura meccanica.

    Valentino Parlato

     
    PROFITTI E DIVIDENDI
    Apprendo dal
    manifesto che il banchiere Profumo (13 milioni di stipendio all'anno e 40 di liquidazione) «era ed è di sinistra» e che «forse proprio per questo è stato ed è un banchiere di qualità». Riguardo alla seconda affermazione, non saprei che dire. Poiché una banca è un'azienda, immagino che un banchiere di qualità sia uno che faccia profitti e li distribuisca agli azionisti sotto forma di dividendi. Quanto alla prima delle affermazioni, ci dà la misura di quanto tempo sia passato da quando qual tale, comunista come il manifesto, affermava che reato non fosse assaltare una banca, ma fondarla (o dirigerla). Statemi bene.
    Nicola De Lorenzo
    Asti


    UN'AFFERMAZIONE DISASTROSA
    Caro Valentino, il «trafiletto» di prima pagina dal titolo «il banchiere scomodo», mi ha fatto trasecolare. Tu dici «Profumo era ed è di sinistra». È un ossimoro? Una provocazione? Profumo , come si dice ne «La paga dei padroni» (Chiarelettere), percepiva nel 2007 25 mila euro al giorno . Solo di «stipendio». E , come ha mostrato Lerner l'altra sera su La 7, in 10 anni ha racimolato (sesto manager super-pagato...) 50 milioni di euro (quelli noti...). In che cosa si è distinto il «nostro»? Per una maggiore indipendenza dai partiti? Basta aver mantenuto in ordine e fatto crescere Unicredit per poterlo definire di «sinistra»? Cosa vuol dire «essere di sinistra»? Ho l'impressione che in questo trafiletto ci sia tutto il fallimento della «sinistra». Compreso quello del «
    manifesto». 
    Gaetano Stella 


    MA CHI TE LO FA FARE?
    Caro Valentino, al di là di Alessandro Profumo, la domanda è: si può oggi essere banchiere e alla testa di una grande banca e essere di sinistra? Ossia: come fai a chiamare di sinistra uno il cui successo si misura con l'ammontare dei capitali fatti accumulare ai ricchi; che ha spinto per la finanziarizzazione; che è responsabile della crisi economica e delle sue conseguenze sulla vita di milioni di donne e uomini? O ancora: come si fa quando si è anche solo vagamente di sinistra a fare oggi quel lavoro di merda, dormendo due ore per notte e riempendosi di schifezze per reggere? Il tutto poi quando hanno- tutti Profumo e Marchionne di sinistra- probabilmente da tempo accumulato abbastanza per potere vivere, con «sobrietà» - ma bene-, di rendite. E quando chiedono chi sarebbe pronto a fare la loro vita. Rispondo, io no e chiedo: ma chi te lo fa fare?
    Liliana Boccarossa


    MA TU TI PENTIRAI?
    Caro Direttore, in prima pagina leggo il breve scritto di Valentino Parlato «Il banchiere scomodo» e rilevo: che Profumo dichiari di essere di sinistra non si tratta che prenderne atto, tanto più che il termine sinistra è, da tempo, inflazionato. Che sia automatico che essere di sinistra, oltretutto banchiere, voglia dire essere «di alta qualità» non è assodato visto che pure Consorte era un banchiere di sinistra ma, parrebbe essere stato di «pessima» qualità e, soprattutto, moralità. Pure Marchionne, non tanto tempo fa, era considerato un «imprenditore illuminato» dallo stesso compagno Bertinotti quando era Presidente della Camera che, solo da poco, si è rimangiato quella... lode. Non vorrei che, fra un po', succedesse lo stesso al compagno Parlato.
    Claudio Balestrieri
    Mantova


    AL PRONTO SOCCORSO
    Ho letto le poche righe di V.P. sui poteri. Subito dopo sono stato traslato al pronto soccorso perché a forza di sfregarli per l'incredulità ho irritato gli occhi a sangue. Prima ipotesi: non sempre ci può essere rimedio ai refusi. Seconda:
    il manifesto è uno spazio aperto, quindi ha ospitato un corsivo di V.P., Vittorio Peltri. Terza: V.P. è l'alter ego dei giorni feriali di Robecchi. Quarta: è invece una cosa seria e merita una valutazione culturale e politica. Con tutto l'affetto per V.P. quelle poche righe risultano provenire da un mondo virtuale. Mi domando, essere di sinistra è una categoria dello spirito e per esserlo basta mandare la consorte alle primarie dell'Ulivo o lo si è per comportamenti conseguenti? Nel mondo reale non esistono banchieri di sinistra (mi perdonino Yunus e Banca Etica!). Millantandone la possibile teorica esistenza si compie un'operazione che penso estranea alla cultura materiale della sinistra e comunque estranea alla realtà. Con stima per V.P. unitamente al completo disaccordo con le sue poche righe di oggi sulle quali spero voglia rimeditare.
    «
    Tarma»


    SORPRESO E DELUSO
    Ho letto con sorpresa il corsivo di oggi in prima pagina sulla cacciata di Profumo da Unicredit. Il banchiere viene definito di sinistra. Sicuramente "è stato ed è un banchiere di alta qualità" ma definire di sinistra uno che viene "licenziato" con una buonuscita di 40 milioni di euro, alla faccia di tutti gli operai in cassa integrazione, i precari senza lavoro e i disoccupati che stanno pesantemente pagando la crisi del capitale, scusate ma non vi pare un po' troppo?
    Pino Lombardo
    Reggio Calabria


    BANCHE ARMATE
    Quaranta milioni di euro. È questa la cifra che il gruppo Unicredit verserà ad Alessandro Profumo come buonuscita (direi ottima!). Di tutto questo denaro, su richiesta delle stesso banchiere, due milioni saranno devoluti in beneficenza. A parte che il bene si dovrebbe fare in silenzio e senza annunci, due milioni di euro sono solo il 5% di questa enorme. Dott. Profumo, faccia un gesto nobile, devolva l'intera cifra in beneficenza e non solo le briciole. Non morirà certamente di fame e allora davvero il suo gesto avrà un valore. Le faccio tanti auguri di godersi la sua dorata pensione. Inoltre spero tanto che il suo successore mantenga finalmente la promessa da lei fatta nel 2001 alla rivista
    Nigrizia e mai mantenuta: far uscire Unicredit dalla lista delle cosiddette «banche armate» (www.banchearmate.it).
    Luca Salvi
    Verona

     

     


I COMMENTI:
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  • Vedo in un sito che non sanno l'ARITMETICA e lamentano che la Liquidazione di PROFUMO di 40 MILIONI di EURO equivale al LAVORO di un Operaio per 200 anni. ERRATO!!! mio figlio laureato insegna dentro un Carcere e prende 1300 EURO al MESE. Per avere la Liquidazione "parfumée" di PROFUMO di 40 MILIONI di EURO,dovrebbe lavorare come INSEGNANTE in CARCERE per ben 2.564 ANNI ESATTI.
    IL PERIODO di tutta la STORIA della CIVILTA' UMANA.
    Certo che se gli italiani e nel mondo non si impara l'ARITMETICA,presto il CAPITALISMO farà morire di FAME l'intero UNIVERSO e CREPERA' anch'esso.
    argos 25-11-2010 11:53 - argos
  • Il mondo è cambiato nel 21°Secolo...ma io sono come nel 20°Secolo.....non faccio il LECCACULO del capitalista PROFUMO... 22-11-2010 19:57 - argos
  • La mia riflessione sfrutta quello che lo stesso Profumo propagandava: la creazione di valore. Valore non è solo denaro, è anche posto di lavoro, giusto? Bene, allora analizzo la situazione su Torino, in particolare ex Cassa di Risparmio di Torino. Solo in città, grazie alla sede centrale, solo per la ex CRT c'erano ben più di mille persone impiegate (1990 circa). Oggi quante saranno in tutte le aziende del gruppo presenti sulla piazza? Molte meno. E' ora di pensare che sinergie e razionalizzazioni portano utili alle aziende ma tolgono lavoro al sociale, al paese e devono essere adeguatamente compensate. 15-10-2010 17:11 - Ettore
  • Parlato sarai mica interista pure tu ? 30-09-2010 18:35 - parla parla
  • Massimiliano ti prego evita di mettere anche Breznev nella categoria di "marxista", grazie.... 28-09-2010 19:12 - dema
  • L'eccezione che conferma la regola (?!)... ieri scrivevo convintamente che accettavo l'idea che un banchiere potesse essere di sinistra (illuminato) contro ogni teoria meccanicistica dell'ortodossia marxiana. Oggi apprendo le ultime imprese di un industriale (Calearo) e mi pongo la stassa domanda: industriale di sinistra. Un ossimoro? 28-09-2010 14:44 - aldo federico petrella
  • Il manifesto non serve più nemmeno per accendere la stufa 28-09-2010 08:51 - dario
  • Per me Profumo può essere benissimo di sinistra perché la sinistra non è di per sé anticapitalista. Solo i comunisti erano anticapitalisti (quando lottavano contro i capitalisti di destra e di sinistra).

    Ennio Abate 28-09-2010 07:13 - Ennio Abate
  • Secondo me potrebbe essere anche marxista e la cosa non mi procurerebbe alcuno scandalo. Voi pensate che in senso marxista stretto, la vostra famigliuol borghese e l'accanimento verso il possesso di tutti i vostri piccoli beni materiali siano meno contraddittori della posizione di Profumo? Voi pensate che qualcuno di voi al suo posto avrebbe rinunciato a tutti i privilegi? Non lo ha fatto Lenin di rinunciare ai suoi privilegi, Breznev girava con le Cadillac e non vedo perché dovreste farlo voi.
    In Repubblica Ceca si dice: chi non ruba, ruba alla famiglia.
    E questo principio vale per voi e vi tenta moltissimo, perché per voi, la vostra famiglia borghese è il perno di tutta la vostra esistenza.
    Io penso che nel momento in cui viviamo in una società capitalista, tutto ciò che ci circonda è impregnato di borghesia e di capitalismo. Nessuno è esente, nessuno è immune. E sopratuttto niente e nessuno è puro. Neanche la rivoluzione è pura, perché miete vittime. Neanche Che Guevara è stato un puro perché usava il kalashinikov.
    Esistono solo mezzi idonei per raggiungere fini, altresì detti: tornaconti. Tornaconti dei deboli, ma pur sempre tornaconti. Non esiste purezza e non esiste il movimento marxista, inteso come movimento filantropico e idealista, e predestinato a manccare sempre i suoi obiettivi.
    Dovrebbe esistere un movimento che si muove esclusivamente per finalità.
    Raggiungimento del potere? Come ci si arriva? Manifestando contro la TAV, contro i ponti o proponendo l'ingresso di centinaia di milioni di stranieri, con gravi conseguenze ambientali, in un territorio in cui gravano già 180 ab. per km quadrato?
    Ne dubito. Più probabile che ci si arrivi per le normali vie parlamentari, con i kalashnikov o con manifestazioni più sensate.
    No di certo attraverso l'idealismo, in tutte le sue manifestazioni (vedasi popolo viola). 28-09-2010 01:36 - Massimiliano
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  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
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  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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