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FUORIPAGINA
26/09/2010
  •   |   Tommaso De Berlanga
    Avanti a sinistra con lo sciopero politico

    Oskar Lafontaine è uno dei pochi «statisti» espressi dalla Sinistra europea. Ieri era a Roma, alla festa nazionale della Federazione della Sinistra, per il confronto con Paolo Ferrero.


    Mercoledì sarà presentata la riforma del patto di Maastricht; cosa prevede?
    È un trattato neoliberista fin dalle origini. Il suo scopo è la stabilità dei prezzi, e questo porta a una politica economica sbagliata. Avrà per conseguenza l'aumento della disoccupazione e delle condizioni di vita precarie. Se l'Unione europea prosegue su questa strada, i problemi si aggraveranno. 


    Quale configurazione dovrebbe avere la Ue per evitare che le popolazioni vedano l'Europa come un nemico?
    In molti paesi si registra già una disaffezione verso le elezioni europee. In Germania vota solo il 40%. Si è persa fiducia. I popoli hanno tutte le ragioni visto che le misure europee finora hanno portato al dumping salariale, sociale e fiscale. E il rischio è che la destra aumenti i consensi. 


    C'è una responsabilità della sinistra?
    Se la sinistra non propone politiche alternative, la gente si rivolge alla destra. In Germania, invece, la Linke raggiunge il 12% e non c'è un partito di estrema destra. In tutta Europa la sinistra si pone il problema del governo; la questione decisiva è la credibilità. 


    Dall'inizio del prossimo anno, il bilancio sarà europeo. I singoli stati avranno meno spazio per politiche nazionali. Cosa dovrebbe fare la sinistra?
    Bisogna capire cosa significa una moneta unica. Quando c'è, scompare un importante strumento di politica monetaria come la svalutazione o la rivalutazione. Oggi, in Europa, serve una politica salariale coordinata, che segua i movimenti della produttività. In caso contrario, avremo le tensioni attuali. Per esempio, in Grecia i salari aumentano troppo, ma la moneta non può essere svalutata. Al contrario, in Germania sono fermi, ma non si può rivalutarla. Una soluzione, per esempio, sarebbe aumentare i salari in Germania, mentre in Grecia li si modera. Altrimenti si sgretola la Ue. 


    È una proposta?
    Abbiamo bisogno di un salario minimo europeo, stabilito per contratto. Ma vale anche per le tasse e i servizi sociali. La terza proposta proposta riguarda il potere. Una risposta per facilitare la redistribuzione dal basso verso l'alto è lo sciopero generale. A lunga scadenza, la soluzione è la redistribuzione delle ricchezze create dai lavoratori nel loro complesso, a livello delle grandi imprese. È necessario un nuovo ordine economico. E che lo stato prenda in mano la circolazione del denaro. La circolazione in mano ai privati non ha funzionato. Queste sono le cinque nostre proposte. 


    Quanto pesa il potere economico?

    Il potere economico è per la vita delle persone ancor più importante di quello politico. La proprietà dovrebbe essere delle maestranze che l'hanno creata. Se lo stato dà soldi a Opel o Fiat, siano i lavoratori ad avere il controllo, non il management. La Linke non ha proposto la partecipazione statale, come in Volkswagen, ma quella dei lavoratori.


    Cosa deve fare la sinistra per riguadagnare consenso a livello europeo?
    Noi abbiamo il 12% perché abbiamo proposto un programma credibile e alternativo rispetto agli altri partiti. Che non hanno potuto esagerare nel diventare neoliberisti proprio perché c'era la Linke. Noi avremmo preso i loto voti, insomma; e i rapporti sociali sono migliori di quanto sarebbero stati altrimenti. Anche da noi si discute se partecipare a un governo oppure no. Ma la risposta è «sì» solo quando ci sono le condizioni per realizzare i progressi sociali reali, visibili, tangibili per l'elettorato.

     
    È accettabile, come in Siemens, la sicurezza del posto di lavoro in cambio di minor salario? 
    Se lo fa una sola impresa può funzionare, se lo fanno tutte, no. E il sindacato diventa inutile. Il modello neoliberista è stato assunto dai partiti socialdemocratici, ma anche dal sindacato. È necessario un rinnovamento anche a questo livello.


    Cambia qualcosa sul piano delle forme di lotta?
    Le grandi manifestazioni non bastano. Le imprese e i governi ci sono abituati. Sono parte integrante di un «teatro». Bisogna incidere sui rapporti di distribuzione. Se la produzione viene paralizzata, allora c'è una reazione anche da parte delle classi dirigenti. Per questo la Linke ha per la prima volta nel programma anche lo sciopero politico. La tradizione socialdemocratica è sempre stata contro questa forma, per esempio.

     

     

     


I COMMENTI:
  • Continua a credere nel socialismo e nel movimento operaio come forza di liberazione nazionale.
    Aggiungerei al Salario Minimo Europeo, la contrattazione europea per settori. Un solo contratto per i metalmeccanici, i professori etc.....La unificazione del welfare...fissare la pensione allo ottanta per cento della retribuzione dappertutto. 27-09-2010 20:08 - pietro ancona
  • Lafontaine tifa per Rifondazione e la Federazione della Sinistra. Un segnale in controtendenza rispetto all'obamismo che ha contagiato il Manifesto che mi pare in questi ultimi tempi sia troppo sbilanciato pro-vendola. 27-09-2010 18:04 - jerry
  • Oskar è un bravo ragazzo.Un sognatore.Uno che crede che il mondo capitalista possa arrivare a accettare un socialismo di base dove tutti i lavoratori possono aspirare a un minimo di vita garantita.
    Ma si scontrerà con i grandi poteri di destra e di sinistra, che controllano e vincolano i rapporti di classe nel mondo capitalista.
    La classe operaia, non può che essere libera.
    Loro ci hanno liberato perche il nostro lavoro possa essere calcolato come plusvalore.
    Al tempo dei schiavi,il capitalismo non poteva esistere come governo, perche era schiacciato dal costo dei schiavi.Garantire un minimo salariale a tutti gli operai e come regolare il plusvalore a una regola fissa.
    Addio capitalismo,si tornerebbe a una specie di schiavismo mischiato con una specie di socialismo.
    No signor Oskar,lei non ha ancora capito le regole del capitale.
    Si legga Marx e capirà che quello che lei vorrebbe, è una vera utopia.
    Come il fraticello che voleva far concigliare i falchi con i passerotti.I falchi se li mangiano i passerotti.Più ne mangiano e più e garantita la loro esistenza.
    I lavoratori,in questa società sono i passerotti e i padroni i falchi.La razza dei falchi deve mangiare i passerotti per forza.
    Arriverà il giorno che i passerotti conquisteranno il potere,mentre i falchi saranno estinti.
    Questo avverrà perche i falchi non possono vivere senza passerotti,mentre i passeri possono vivere senza falchi! 27-09-2010 17:33 - mariani maurizio
  • Salario minimo europeo, redistribuzione delle ricchezze create dai lavoratori nel loro complesso, democrazia economica nel senso di partecipazione degli operai (e non dello Stato) alla proprietà dell'impresa, sciopero politico: obiettivi ed orizzonti politici del tutto inediti in Italia, anche nel dibattito e nei programmi della sinistra anticapitalista, che pur afferma di avere come modello la Linke tedesca:ed in realtà si preoccupa di "partecipare a tutte le elezioni" (documento politico della FdS), cioè di continuare ad essere un partito di assessori, come tale subalterno, anche quando non vorrebbe, al maggior "partito della coalizione", il PD.Una vera rivoluzione culturale, che rompe finalmente con il dogma della "divisione del lavoro" tra soggetto politico e sindacato. Un partito che promuova, anziché commentarle e/o rappresentarle istituzionalmente, le lotte: a parole era scritto anche nelle tesi congressuali ante-scissione di Nichi Vendola, per non parlare dell'empito consiliarista (che lanciava tale suggestione) di Achille Occhetto nel convegno movimento operaio - movimento studentesco del lontano dicembre 1968. Ovviamente non se ne fece e non se ne fa nulla, a parte la sperimentazione del "partito sociale" da parte del PRC, che appare peraltro altra cosa. 27-09-2010 16:50 - Giacomo Casarino
  • FINALMENTE UNA PROPOSTA DI LINEA POLITICA DI SINISTRA , .SONO D'ACCORDO CON LA LINKE DI LAFONTAINE, IPARTITI ITALIANI DI SINISTRA LO SARANNO? 27-09-2010 16:34 - PASQUINO
  • Mipare che dica cose sensate e che possono rappresentare un buon inizio per le forze progressiste in Italia. non homai sentito nulla al rigruardo dal PD, ma non importa, tanto so come la pensano. 27-09-2010 15:47 - Murmillus
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