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FUORIPAGINA
29/09/2010
  •   |   Michele Giorgio
    Bloccata la nave degli ebrei

    L'assalto alla "Irene"

    «Veniamo da Famagosta. A bordo ci sono cittadini britannici, americani, tedeschi e israeliani. Proseguiamo sulla nostra rotta». Con queste parole Glyn Secker, il comandante della nave ebraica «Irene», diretta a Gaza per portare solidarietà alla popolazione palestinese da anni isolata e sotto embargo, ha risposto ieri alle intimazioni a recarsi al porto di Ashdod o a quello egiziano di el Arish lanciate da una unità da guerra israeliana. Un gesto di fermezza che, di fatto, ha dato il via all'assalto della sua piccola imbarcazione a vela da parte della Marina israeliana. 
    E mentre nel mare davanti a Gaza pacifisti ebrei e israeliani vivevano ore di paura e tensione pur di affermare il rispetto del diritto internazionale e dei diritti dei palestinesi, un altro cittadino israeliano, il ministro degli esteri Avigdor Lieberman, illustrava all'Onu la sua proposta di «scambio di popolazioni» tra Israele e l'Anp di Abu Mazen nel quadro di un eventuale accordo definitivo tra le due parti. Un altro duro colpo inferto al milione e mezzo di cittadini israeliani di etnia palestinese (gli arabo israeliani). Il ministro degli esteri spinge per la deportazione della minoranza araba nei territori del futuro Stato di Palestina, in cambio dell'evacuazione di alcune colonie ebraiche in Cisgiordania. 
    Una proposta che, peraltro, non ha fondamento nel diritto internazionale poiché gli arabo israeliani vivono nella loro terra mentre i coloni israeliani si sono insediati nei Territori occupati palestinesi in violazione di risoluzioni e convenzioni internazionali. Il premier israeliano Netanyahu ha preso le distanze dal discorso di Lieberman.
    L'abbordaggio del catamarano ebraico è avvenuto a 20-25 miglia dalla costa. Un paio di motoscafi militari veloci si sono affiancati alla «Irene», bloccandola. A bordo dell'imbarcazione pacifista sono saltati uomini delle forze speciali israeliane che poi hanno fatto rotta verso Ashdod. Passeggeri ed equipaggio non hanno tentato alcuna resistenza attiva, come avevano preannunciato. Ma sono ugualmente finiti tutti in manette, giovani e anziani. I soldati hanno colpito il refusenik Jonathan Shapira con una scarica di pistola «Taser» tramortendolo. L'ex militare non avrebbe riportato serie conseguenze. «Come sia andata in quei momenti potranno dircelo solo i passeggeri della «Irene» - precisa Miri Weingarten, portavoce della spedizione pacifista ebraica contro il blocco di Gaza -. Noi a terra non abbiamo più avuto notizie dopo l'abbordaggio, i telefoni cellulari e satellitari dei nostri compagni sono stati sequestrati e spenti».
    Nel pomeriggio la professoressa Nurit Peled Elhanan, nota pacifista israeliana e moglie di uno dei passeggeri, Rami Elhanan (la coppia ha perduto una figlia nel 1997 in un attentato suicida palestinese), ha riferito che i passeggeri con cittadinanza israeliana sono stati incarcerati ad Ashdod e attendevano di essere liberati già ieri sera. Gli altri con cittadinanza straniera, portati in una prigione a Holon, verranno deportati al più presto.
    Peggio andò lo scorso 31 maggio alle centinaia di attivisti e giornalisti a bordo delle sei navi della Freedom Flotilla dirette a Gaza. In quell'occasione commando israeliani uccisero nove passeggeri della nave turca «Mavi Marmara». Dopo qualche giorno venne bloccata, ma senza spargimento di sangue, la nave «Rachel Corrie» ugualmente diretta a Gaza. Un rapporto diffuso la settimana scorsa dalla commissione d'inchiesta istituita dal Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu, condanna severamente Israele per quei raid compiuti in acque internazionali.
    Partita domenica da Cipro del Nord, l'imbarcazione ebraica era attesa a Gaza city dall'Ong palestinese «Gaza Community Mental Health Programme». A bordo c'erano una decina di pacifisti ebrei e israeliani tra i quali, oltre a Rami Elhanan, anche un sopravvissuto all'Olocausto, Reuven Moshkovitz, di 82 anni, e Carole Angier, stimata biografa di Primo Levi. Prima della partenza i partecipanti avevano spiegato che uno degli obiettivi della loro missione era spiegare al mondo che non tutti gli ebrei e gli israeliani condividono le politiche contro i palestinesi.
    Al ministero degli esteri israeliano che ha accusato i pacifisti di aver attuato una «provocazione» e «di versare benzina sul fuoco dell'odio verso Israele nel mondo», ha risposto Reuven Moskovitz. «Vero eroe è colui che cerca di trasformare un nemico in un amico».


I COMMENTI:
  • Per Althesius:
    - Israele non ha diritto a nessuno dei territori conquistati perché frutto di aggressioni unilaterali dopo che giustamente i paesi arabi avevano cercato di frenare l'espansionismo bellico della stella di David;
    - la superficie di Israele, dal momento che è uno stato "inventato" e non reale, è già troppa così;
    - gli israeliano potrebbero rimanere nei paesi dove sono sempre stati senza rompere i coglioni in luoghi in cui non c'entrano niente, per primi i coloni, comunità criminali senza ragioni;
    - la presenza di Israele è fonte di squilibrio per ilmondo intero, di oppressione e di crimine internazionale. Non esiste nessuno stato razzista e criminale come Israele. Per "noi" sarebbe meglio non ci fosse.
    Dopodiché trasferisciti pure là e spero che poi incontri qualche incazzato di Hamas. 14-10-2010 17:09 - Alex62
  • Forse stiamo dimenticando alcune cose:
    -Israele ha diritto ai territori conquistati con 4 (dico quattro !)guerre vinte tra cui quella del 1967 iniziata dagli arabi con l'esplicito desiderio di "buttare a mare tutti gli israeliani"(frase detta da Nasser all radio.
    -Israele ha una superficie attuale di 20000 km2 (la Lombardia ne ha 28000),il mondo arabo conta 13 milioni di km2.
    -Israeliani non hanno nessun altro posto dove andare,gli arabi hanno 300 milioni di loro correligionari,partecipi della stessa cultura (misogina,omofobica ed integralista),della stessa lingua.
    -La presenza israelina in questa testa di ponte è di fondamentale importanza per l'occidente (e quindi noi!)soprattutto perchè nelle immediate vicinanze delle nostre fonti energetiche 30-09-2010 03:18 - athesius
  • .. il Premio Nobel per la Pace a Reuven Moshkovitz. E' un eroe. 29-09-2010 21:38 - Lonzi Marco
  • onore e gloria e riconoscenza agli ebrei che si comportano con coraggio, da esseri umani, affrontano tutte le conseguenze in un regime totalitario razzista, pagano di persona e riscattano tutti gli ebrei dalla vergogna del genocidio palestinese. 29-09-2010 21:15 - pietro ancona
  • Sig:Maralb,lei ha fatto una domanda da un milione di dollari!
    Ma io anche se non li ho,vorrei lo stesso risponderle.
    Io penso che il nostro sdegno,lo sdegno delle persone civili che guardano il mondo deve essere tanto forte da condizionare le persone che stanno al potere.
    Berlusconi non farebbe lo gnori,se nel paese, nasce un grande movimento per la pace.Non si ammazzano le persone impunemente!
    Noi siamo i paladini della democrazia.Non i soldati con caschi blu,bianchi o a puà.
    Siamo noi che ci dobbiamo indignare e anche scioperare per tutti quei morti ammazzati da mani assassine!
    Chi spara a un ragazzo che non ha armi ma solo sdegno per essere occupato,è da combattere come è da combattere i bombaroli che si suicidano per odi razziali.
    Siamo noi i veri soldati della democrazia e quando dico noi dico tutta la razza umana compresa i neri dell'Africa,dell'Asia dell'America Latina e dell'Europa,insieme al popolo degli USA. 29-09-2010 18:32 - maurizio mariani
  • Sono vicino ai pacifisti ebrei che hanno avuto una bellissima idea ed il coraggio poi di provare a realizzarla. 29-09-2010 16:56 - lorenz
  • Sì, Mariani, sono d'accordo con Lei. Ma una cosa non sono mai riuscito a capire. Oltre ai fiumi di parole e di incontri per risolvere i problemi delle popolazioni che subiscono la "potenza" altrui, quando c'è un atto di "prepotenza", da qualunque parte avviene, chi e in che modo dovrà "equilibrare" la... giustizia ? Naturalmente, in modo efficace e in breve tempo, senza prolungare troppo "l'agonia" delle popolazioni inerme. 29-09-2010 16:56 - maralb
  • Sono finalmente contento che gli EBREI stessi sentano come un offesa alla loro dignità il comportamento criminale dello Stato d'Israele 29-09-2010 16:20 - Claudio Nerèo+Pellrgrini
  • Io non sono un razzista.Non lo sono e non lo sarò mai!
    Quello che oggi vedo sulla nave degli ebrei per la pace,mi rafforza ogni giono di più delle mie idee.
    Non sono un razzista e non critico nessuno per la razza a cui appartiene.Sono contro gli israeliani che uccidono,rubbano e affamao il popolo palestinese.
    Sono vicinissimo a tutti quegli israeliani che invece lottano contro gli assassini,i ladri e gli affamatori dei palestinesi.
    Come sono contro chi uccide con odio di razza.
    Se un palestinese monta su un autobus e ammazza tanti isdraeliani solo perche isdraeliani e un criminale,uguale al soldato israeliano che spacca le braccia a un palestinese solo perche lo contesta nella sua terra.
    Tutti e due si trovano nel lato oscuro e non per la giustizia.
    Io non sarò mai conquistato dal lato oscuro che sta in tutti noi.
    Non odio un nero perche è nero.Odio solo quel nero se invece di fare quello che tutti si aspettano da lui,fa gli interessi di altri.
    Ognuno di noi ha una coscienza.
    Chiamatela politica,chiamatela filosofica,chiamatela religiosa,ma tutti abbiamo una coscienza.Quello che è giusto è giusto,secondo coscienza giusta 29-09-2010 12:41 - maurizio mariani
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