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FUORIPAGINA
06/10/2010
  •   |   Andrea Fabozzi
    Maggioranza di riserva

    «Sia al senato che alla camera c'è una maggioranza alternativa per cambiare la legge elettorale». «Non sono possibili due maggioranze, una per il governo e un'altra per la legge elettorale». La prima frase è del capogruppo del Pd alla camera Dario Franceschini, la seconda del capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto: due speranze più che due convinzioni. Perché le opposizioni e i finiani stanno discutendo della modifica del sistema elettorale in vigore, ma hanno progetti piuttosto vaghi sull'approdo possibile. Mezzo Pd tornerebbe a qualcosa di simile al vecchio mattarellum, l'altro mezzo Pd e l'Udc preferiscono il sistema tedesco, i finiani avrebbero una proposta simile al sistema delle provincie: uninominale ma proporzionale. Seppure la somma di queste due volontà producesse una maggioranza «alternativa» alla camera, al senato Pdl e Lega hanno ancora la maggioranza assoluta e vogliono tenersi stretta la legge Calderoli. E questo spiega come l'ipotesi di riforma sia soprattutto un tentativo dei finiani, sostenuti da Pd e Udc, di costruire una rete di protezione per la legislatura nel caso Berlusconi decidesse di chiedere il voto anticipato.
    Alla camera, ieri il presidente della commissione affari costituzionali Donato Bruno ha informato i gruppi di una «sollecitazione» ricevuta dal presidente Gianfranco Fini affinché cominci la discussione sulla legge elettorale. Fini si è limitato a trasmettere la richiesta ricevuta dal leader Udc Casini, immediatamente seguito dal Pd Franceschini, il giorno dopo il voto di fiducia su Berlusconi. Un passo comunque ardito perché Fini sa benissimo che la discussione sul sistema di voto è in corso al senato e che non è possibile spostare la materia da una camera all'altra senza l'accordo del suo collega del senato Schifani. Vale il segnale politico: per cambiare la legge elettorale i finiani sono decisi a cercare intese fuori dalla maggioranza. «Sulle regole sono possibili alleanze spurie», dice il capogruppo Bocchino. L'entusiasmo con cui risponde il Pd, direttamente con il segretario Bersani, segnala l'intenzione di gettare il cuore oltre l'ostacolo. Il Pd regge il gioco inaugurato dall'Udc (significativamente proprio il partito cui si deve l'introduzione del sistema elettorale in vigore, ora criticato) e dai finiani. «Noi siamo pronti, l'obiettivo è aggregare il più possibile», fa sapere Bersani. E aggiunge: «Ne discuteremo nelle sedi proprie».
    La sede propria però non può essere la camera dei deputati, che pure è stata scelta dalle opposizioni e dai finiani perché lì i parlamentari di Futuro e libertà sono decisivi per una maggioranza diversa. La contrarietà immediata di Pdl e Lega a qualsiasi modifica della legge elettorale chiude il discorso: oggi l'ufficio di presidenza della commissione affari costituzionali si troverà di fronte a un muro. Il presidente Schifani, poi, non acconsentirà al travaso della materia dal senato alla camera. Anzi, il presidente della commissione affari costituzionali del senato Vizzini (Pdl) si è affrettato ad aggiungere la legge elettorale all'ordine del giorno dei lavori di oggi. È vero che in commissione le opposizioni con i finiani raggiungono un'interessante parità (13 a 13) ma in aula Pdl e Lega dettano ancora legge.
    In attesa di quel travaso di senatori dal Pdl a Futuro e libertà tante volte annunciato dai finiani, dunque la strada per una nuova maggioranza appare sbarrata. Non per questo Berlusconi può stare tranquillo, anzi le tante dichiarazioni dei suoi ministri, sempre più minacciosi con i finiani disponibili a cercare accordi con Pd e Udc, dimostra che al governo hanno compreso bene la minaccia. Che è precisamente quella di offrire un'alternativa ai parlamentari che non vogliono le elezioni anticipate. Anche se fumosa, l'ipotesi di una riforma elettorale resta la giustificazione più forte per un governo tecnico. A crisi aperta non è da escludere che molti del Pdl possano cambiare idea.
    Per questo il capogruppo berlusconiano Cicchitto avverte che non possono esserci due maggioranze e la Lega si rifiuta persino di trattare l'argomento legge elettorale nel vertice di maggioranza che pure aveva chiesto lei. Vertice che oggi, metterà per la prima volta a confronto i rappresentanti della vecchia maggioranza Pdl-Lega con i finiani. L'introduzione l'ha fatta ieri sera Bossi: «Non possiamo cambiare la legge elettorale che abbiamo modificato dopo Tangentopoli per evitare che i deputati andassero a cercare soldi». E soprattutto: «A primavera comunque si vota».
     


I COMMENTI:
  • Da questo veritiero articolo e trattandosi di manovre per la modifica della legge elettorele la cosa e' tuttaltro che scontata, si evice che: 1)Bocchino Casini Bersani che blaterano di maggiranze alternative sulla legge elettorale lo fanno perchè non vogliono andare alle elezioni con questa legge elettorale e sperano di tirare dentro qualche senatore del PDL, cosa peraltro improbabile; anche in caso di crisi non si capisce perchè questi dovrebbero lasciare le certezze del Cav, in caso di ricandidature, per le incertezze di Fini Casini,Bersani.
    2)La sponda di Bersani a Bocchno
    e' del tutto inutile e la dice lunga sulle capacità del segretario del PD di fare manovra politica con efficacia quanto meno pari al presidente di una bocciofila che e' il suo modello di leadership. 08-10-2010 18:38 - tiny tove
  • Diamo 2000 euro al mese ai parlamentari invece dei compensi che percepiscono ora e forse le cose cambieranno... 07-10-2010 09:08 - Thor
  • Nessuna legge elettorale ci proteggerà dai " brogli" finchè resteranno due Italie una delle quali manda rifiuti tossici nell'altra (In Campania in primis) con conseguente aumento in quelle zone di tumori che costano al bilancio dello stato una cifra insostenibile. Finchè la mano destra non sa cosa fa la sinistra come potrànno "lavare" il viso del nostro Paese? 07-10-2010 03:44 - luis
  • come fidarsi di un popolo che manda al governo i mr.b? 06-10-2010 23:19 - andrea789
  • Che a primavera si voti è possibile, se non addirittura probabile. Il discorso invece sulla legge elettorale che in teoria si potrebbe cambiare in svariati modi mi sembra abbastanza di scuola ed in sostanza molto campato per aria. Ora cerco di spiegare perchè, almeno a mio avviso. Domanda facile-facile: Come si cambia una legge elettorale pur pessima come l' attuale? Con una MAGGIORANZA di Deputati e Senatori che votino le modifiche concordate. Ora, dubito che le forze coalizzate di tutto il Parlamento, escludendo la Lega ed il PDL (nella dola parte berlusconiana) abbiano i numeri x farlo. Oltre tutto, poi si dovrebbero anche mettere d' accordo su come cambiare il sistema di voto e lì si aprirebbe un autentico vaso di pandora, considerando i diversi interessi dei vari possibili attori di un' eventuale e molto ipotetica riforma. Quindi realisticamente per cambiare la legge elettorale ci vorrebbe il consenso di ALMENO uno dei due partiti principali attualmente al Governo. Vi sembra una cosa possibile??? Per rispondere, basta analizzare se a Lega e PLD converrebbe cambiare questo sistema elettorale. Gli converrebbe un sistema proporzionale, pur con qualche forma di sbarramento per evitare un' eccessiva frammentazione? E perchè mai? Per moltiplicare i partiti e partitini e dover poi scendere a patti (se non subire il ricatto!) con gruppi e groppuscoli? Allora in alternativa un sistema maggioritario a doppio turno? Ancora, perchè favorire magari la nascita di un eventuale terzo polo centrista che seppur perdente al primo turno dovesse poi mettersi in vendita prima del secondo, per dirottare i propri voti a destra o a sinistra, a secondo di chi offre di più in termini di favori futuri e/o poltrone politiche? Ancora una volta, questo scenario converrebbe forse a Fini, Casini e Rutelli ma non certo alla destra (e tutto sommato neanche alla sinistra). Allora si torni al "Mattarellum", dirà qualcuno, ma ancora una volta questo sistema non garantisce chiari vantaggi elettorali ai soliti noti di cui sopra, almeno se si fa un confronto con quello attuale. Insomma, per concludere, è possibile che si voti in primavera, ma se ciò avverrà è anche molto probabile (se non quasi sicuro!) che ciò avvenga col "Porcellum"... 06-10-2010 20:43 - Fabio Vivian
  • avete visto che fine ha fatto la seconda repubblica?
    Peggio della prime e la terza sarà ancora peggio del peggio se continueranno a prendere per il culo le masse lavoratrici.
    E' inutile che mettano i pagliacci,la gente non ha più voglia di ridere.
    E' inutile che le ministre ce la offrano gratis,non ci va di fare,quando non si hanno i minimi per vivere.
    Siamo alla frutta e neanche Beppe Grillo,che è il più bravo di tutti i politici comici d'Italia,riesce a alietare le masse.Siamo avvelenati.Incazzati.Che ce ne frega dell'elezioni alla francese,alla cinese o alla padana.A noi ci servono i soldi per pagare l'affitto!
    Ci servono i soldi per mandare a scuola i figli!
    Ci servono i soldi per vivere!
    Quindi è inutile che Berlusconi racconti barzellette sozze,non ci fa più ridere.Siamo troppo incazzati.Parigi,nel 1790 non rideva e una mattina si è svegliata.... 06-10-2010 19:22 - maurizio mariani
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